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Europei di Eindhoven Serbia-Italia 12-8

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Azzurri fermati in semifinale. Avanti 5-4. Poi sotto anche di cinque. Solo 3/14 in superiorità. In vasca tanto fisico e poco gioco. Le voci di Campagna, Felugo e Presciutti. Per il bronzo c'è l'Ungheria, ko con il Montenegro

EINDHOVEN
S'interrompe in semifinale la bracciata verso la medaglia d'oro dell'Italia campione del mondo. Vince la Serbia 12-8, che sfrutta il fisico, il metro arbitrale e spacca la partita con le frazioni centrali di 4-1 e 3-1. Bloccati sul perimetro, complice l'arbitraggio che privilegia il contatto fisico, gli azzurri - in vantaggio sul 4-2 e in chiusura di primo tempo sul 5-4 - pagano la bassa percentuale in superiorità numerica (3/14) e non riescono a sviluppare il gioco a zona, che gli ha consentito di vincere il titolo iridato. L'Italia affronterà per il bronzo l'Ungheria tricampione olimpica, sconfitta dal Montenegro 14-13 ai tempi supplementari (12-12 i regolamentari). In vasca domenica alle 13.30. A seguire Serbia-Montenegro per l'oro alle 15.30. 
    
LA CRONACA. Primo tempo con l'Italia sull'1-0, 3-2 e 5-4 con tre gol di Gallo a uomini pari, e addirittura sul momentaneo +2 con Figari (4-2). Nel mezzo l'unico vantaggio serbo con Udovicic (2-1), che s'imbuca nel cuore della difesa, dopo il pari di Aleksic in superiorità numerica (1-1); il 2-2 di Giorgetti che prende l'ascensore e supera le mani protese della difesa serba con l'uomo in più (1/1) e i gol in sequenza di Filipovic (2/2) e Stefan Mitrovic per il tiro diretto del 4-4.
Nel secondo tempo cambia la partita e anche il portiere Soro, sostituito da Branislav Mitrovic. La Serbia, non punita dagli arbitri, fa sentire il proprio peso fisico  e blocca i movimenti che avevano garantito spazio agli attacchi azzurri. L'Italia fallisce tre superiorità numeriche consecutive, la Serbia 2/4 e piazza un break di 4-1 realizzato con Filipovic, nuovamente dai 5m, Saponjic (3/6) a 5'20 che dà il vantaggio ripreso da una magia di Felugo (6-6), e i gol di Prlainovic (4/7) sei contro cinque e Stefan Mitrovic per l'8-6 a 7'33. Nel mentre espulso Gitto, per una gomitata a Pijetlovic. Si fa durissima. L'Italia non riesce a giocare in velocità e, inchiodata sul perimetro, non trova conclusioni semplici; nel terzo parziale sbaglia altre quattro superiorità numeriche e scivola sul -5 a causa dei gol di Cuk dalla distanza, Udovicic in controfuga, e Filipovic su un rigore contestato che frutta l'ammonizione a Campagna. A 6'04 si torna al gol dopo otto minuti con Figari per l'11-7 in più (3/8). Poco per rientrare. Nel quarto parziale Figlioli segna il -3 a 3'11; in precedenza altri due errori con l'uomo in più per parte e il palo su rigore di Prlainovic. L'Italia difende bene in inferiorità, ma non si sblocca sette contro sei (3/14) e a -1'57 subisce il colpo del ko da Aleksic, che supera con un pallonetto ravvicinato Volarevic, subentrato a Pastorino sull'11-6, per il 12-8.
  
LE DICHIARAZIONI DEL CT CAMPAGNA: "La Serbia ha giocato con maggiore aggressività, indirizzando la partita su un contatto fisico non punito dagli arbitri. Non abbiamo perso nulla. Essere qui tra, le prime quattro, è motivo di orgoglio. Ci giocheremo tutto per il bronzo. Purtroppo la nostra zona, che ci ha consentito di vincere il campionato del mondo, non ha funzionato; ma considero questo europeo un'ulteriore tappa per la nostra crescita, soprattutto per continuare ad elevare il nostro gioco".
     
IL CAPITANO FELUGO: "Complimenti alla Serbia. E' stato un match combattuto. Loro non hanno mollato mai. Una delle chiavi è anche la poca prolificità con l'uomo in più. Loro hanno trovato buone soluzioni dai 5m; noi invece abbiamo sbagliato tanto".
   
L'ATTACCANTE PRESCIUTTI: "La Serbia ha giocato col dente avvelenato. Covavano tanta rabbia. Noi dobbiamo riprenderci subito e cercare di conquistare il bronzo della continuità, molto prezioso considerato il livello delle quattro semifinaliste".
 
TABELLINO Italia-Serbia 8-12
Italia: Pastorino, Perez, Gitto, Figlioli 1, Giorgetti 1, Felugo 1, Figari 2, Gallo 3, Presciutti, Fiorentini, Aicardi, Lapenna, Volarevic. All. Campagna.
Serbia: Soro, Saponjic 1, Gocic, Vanja Udovicic 2, Cuk 1, Pijetlovic, Nikic, Aleksic 2, Radjen, Filipovic 3 (1 rig.), Prlainovic 1, Stefan Mitrovic 2, Branislav Mitrovic. All. Dejan Udovicic.
Arbitri: Levin (Isr) e Teixido (Spa).
Note: parziali 5-4, 1-4, 1-3, 1-1. Usciti per limite di falli Gocic (S) a 4'16 e Radjen (S) a 7'15 del terzo tempo, Aicardi (I) a 1'16 del quarto tempo. Espulso con sostituzione Gitto (I) a 7'29 del secondo tempo. Superiorità numeriche: Italia 3/14, Serbia 5/11 + due rigori, uno fallito. Ammoniti per proteste Campagna (allenatore Italia) a 5'37 del terzo tempo e Dejan Udovicic (allenatore Serbia) a 4'11 del quarto tempo. Prlainovic colpisce il palo su rigore a 1'20 del quarto tempo, sull'11-7. In porta Branislav Mitrovic (S) per Soro sul 4-5 e Volarevic (I) per Pastorino sul 6-11. Spettatori 2000 circa. In tribuna, tra gli altri, il Presidente della Federnuoto Paolo Barelli e il portiere, capitano dei campioni del mondo, Stefano Tempesti.
     
TRE VOLTE SUL PODIO GLI AZZURRI IN DUE EDIZIONI CONSECUTIVE. L'Italia è salita sul podio europeo per due edizioni consecutive in tre occasioni. Le più mirabili risalgono alle medaglie d'oro conquistate a Sheffield 1993 e Vienna 1995. In precedenza i due bronzi a Strasburgo 1987 e Bonn 1999. Successivamente il bronzo a Firenze 1999 e l'argento a Budapest 2001.
     
TRE DOPPIETTE SETTEBELLO-SETTEROSA. In tre occasioni entrambe le Nazionali italiane di pallanuoto hanno conquistato la medaglia nella stessa edizione degli Europei. A Vienna nel 1995 finirono entrambe d'oro e in trionfo. Nel 1999 il Setterosa conquistò l'oro a Prato e il Settebello il bronzo a Firenze. Nel 2001 a Budapest furono entrambe d'argento. 
  
VERSO ITALIA-GRECIA, FINALE FEMMINILE SABATO ALLE 16. I PRECEDENTI. L'incontro con le elleniche ha caratterizzato le ultime due stagioni agonistiche: le campionesse iridate a Shanghai infatti ci hanno escluso dalla corsa all'oro europeo e mondiale in entrambe le semifinali disputate. Agli Europei di Zagabria 2010 le azzurre, guidate da Roberto Fiori, persero sia 7-5 nel girone eliminatorio sia 10-5 in semifinale. Alla fine la Grecia perse la finale 11-6 contro la Russia, mentre il Setterosa cadde sotto i colpi dell'Olanda di Mauro Maugeri - cittì dell'Italia d'argento continentale a Belgrado 2006 - per 14-12 finendo quarta. Ai mondiali di Shanghai 2011 si è ripetuta la stessa storia con le elleniche vincitrici 14-11 in semifinale sulle azzurre; poi campionesse del mondo 9-8 contro la Cina. Per l'Italia ancora quarto posto dopo la sconfitta 8-7 contro la Russia. Prima di Zagabria, L'Italia aveva affrontato la Grecia già due volte in semifinale agli Europei senza mai perdere. Nel 2001, a Budapest, aveva vinto 7-1; nel 1995, a Vienna, 8-4. In entrambe le occasioni le elleniche finirono quarte. Le azzurre conquistarono l'oro in Austria e l'argento in Ungheria.
Ai mondiali il primo incontro risale a Perth 1998 dove le elleniche si imposero 10-4 nel girone, provocando la reazione del Setterosa di Pierluigi Formiconi che concluse in trionfo battendo l'Olanda 7-6 in finale, con in acqua Monica Vaillant oggi assistente del cittì Fabio Conti.
Alle Olimpiadi i due precedenti hanno inciso nel marmo l'epopea del Setterosa vincitutto: 7-2 nel girone e 10-9 in finale dopo i tempi supplementari; due vittorie che ad Atene 2004 hanno marchiato a fuoco lo sport azzurro rendendo eterno il mito di una delle squadre più vincenti della storia dello sport italiano. In acqua c'era Tania Di Mario; Elena Gigli era il secondo del portierone Cristiana Conti e divenna la più giovane olimpionica dello sport italiano di tutti i tempi.
L'ultimo precedente il 18 gennaio scorso, esordio agli europei di Eindhoven, col successo delle elleniche per 10-9.
  
SETTEROSA ALLA SETTIMA FINALE EUROPEA. L'Italia ha partecipato a sei finali europee, dal 1995 al 2006, conquistando la medaglia d'oro a Vienna 1995, Siviglia 1997, Prato 1999 e Lubiana 2003 e l'argento a Budapest 2001 e Belgrado 2006. In precedenza aveva dominato l'Olanda, sempre in finale nelle prime cinque edizioni, d'oro a Oslo 1985, Strasburgo 1987, Bonn 1989 e Leeds 1993 e d'argento ad Atene 1991, dove le azzurre conquistarono la prima medaglia internazionale della storia (il bronzo) e l'Ungheria il primo oro, a cui poi seguì il successo di Budapest 2001. Le ultime tre edizioni dei campionati continentali sono state vinte dalla Russia. La Grecia è alla seconda finale consecutiva. A Zagabria 2010 fu sconfitta dalla Russia 11-6.
 
STATISTICHE GRECIA-ITALIA. Analizzando i dati prodotti nel torneo, e considerando che le azzurre hanno giocato una partita in più rispetto alle elleniche, si evince che sarà una partita dove si affrontano il miglior attacco contro la miglior difesa: il Setterosa ha realizzato 72 gol (su 159 tentativi, il 45.3%); la Grecia ne subiti solo 33 (su 133 tentativi contro, il 29.2%). Anche nelle statistiche individuali l'Italia produce tre giocatrici tra le prime dieci marcatrici: dietro la leader olandese Van Belkum (18 reti su 38 tentativi), c'è Tania Di Mario con 15 gol (su 31 tentativi, il 48.4%; da notare ben 10 reti dai quarti di finale); quinta è Roberta Bianconi con 12 reti (su 26 tentativi, il 46.2%), mentre Giulia Emmolo è settima con 10 reti (su 21 tentativi, il 47.6%). Prima delle elleniche è la Roumpesi con 9 reti (su 20 tentativi, il 45%). Continuando ad analizzare attacchi e difese, si evidenza come la Grecia preferisca il gioco manovrato dal perimetro con 15 gol sui 44 segnati che vengono su azione (11 dai 5 metri) e solo due reti dal centro. L'Italia invce segna maggiormente in superiorità numerica con 22 reti su 38 tentativi con e ben 8 reti dal centro, e meno su azione con 9 reti su 24. La difesa della Grecia invece brilla per i 6 gol subiti su le 22 azioni in inferiorità, contro le 18 su 31 delle azzurre che pareggiano la statistica difendendo meglio su azione: il 33% di reti subite contro il 37% delle elleniche.
 
VERSO ITALIA-UNGHERIA, FINALE 3° POSTO MASCHILE, DOMENICA ALLE 13.30. Ad eccezione del 12-8 subito nella partita d'esordio degli azzurri a Eindhoven, l'ultimo confronto tra Italia e Ungheria agli Europei risale a Zagabria 2010: vittoria 10-8 in semifinale. Gli azzurri poi persero la finale con la Croazia 7-3 e i magiari la finale del terzo posto con la Serbia 10-8. Nella storia recente del torneo le due squadre si sono incontrate anche a Belgrado 2006: finì 13-6 nella fase a gironi per i magiari che poi persero in finale con la Serbia 9-8; l'Italia si piazzò al quinto posto come a Malaga 2008. Il penultimo successo degli Azzurri sui magiari ai campionati europei invece è legato a un confronto straordinario: semifinali a Budapest, nel 2001, edizione che anticipò quella di Kranj 2003 dove l'Italia arrivò nona, peggior risultato della storia. Nel 2001, alla Alfred Hajos, il Settebello vinse 8-7; poi perse la finale con la Jugoslavia 8-5. Quella fu l'ultima partita dell'attuale team manager Francesco Attolico tra i pali della Nazionale. L'Airone azzurro aveva 38 anni ed era alla 414esima presenza col Settebello, con cui aveva già vinto un oro e un bronzo olimpico, un oro mondiale e due europei. L'allenatore di quella squadra aveva conquistato l'ultima medaglia continentale per l'Italia prima del bis di Zagabria 2010: era Alessandro Campagna, tornato cittì dopo sei anni alla guida della Grecia (2003-2008, bronzo iridato a Montreal 2005) e in tre anni capace di conquistare l'argento agli Europei del 2010 e in World League nel 2011 a Firenze e la storica medaglia d'oro ai Mondiali di Shanghai 2011.
Lontano l'ultimo confronto ai Mondiali. Si tratta di un'altra partita straordinaria, la finale di Barcellona 2003. Vinsero i magiari ai tempi supplementari per 11-9. Era la Nazionale guidata da Paolo De Crescenzo, a cui è legato il penultimo podio iridato degli Azzurri.
Anche l'ultimo confronto alle Olimpiadi è lontano e segna la fine del ciclo Ratko Rudic, l'attuale allenatore della Croazia che con l'Italia di Alessandro Campagna, Francesco Attolico e Amedeo Pomilio vinse tutto. Nei quarti di finale, a Sydney 2000, si impose l'Ungheria 8-5. Gli Azzurri chiusero al quinto posto, dopo l'oro di Barcellona 1992 e il bronzo di Atlanta 1996. I magiari invece vinsero il primo di tre ori olimpici consecutivi. Sempre presenti Tibor Benedek, Tamas Molnar; Peter Biros, Zoltan Szecsi, Tamas Kasas, Gergely Kiss, capitano, portiere, regista e mancino della squadra che affronteremo lunedì alle 21.15.
L'ultimo confronto pre-europeo è stato giocato di recente alla Volvo Cup di Budapest il 7 gennaio scorso, si è imposta l'Ungheria 11-8.
       
LE NAZIONALI RIPASSANO DAL VIA. Curiosamente sia il Setterosa sia il Settebello chiuderanno i campionati europei di pallanuoto, ripassando dal via. Ovvero rigiocando rispettivamente contro Grecia e Ungheria, avversari all'esordio. In palio le medaglia d'oro e di bronzo. I debutti sono stati negativi: 10-9 per le elleniche; 12-8 per i magiari. Altro giro, altra corsa.
 
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