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World League. Serbia-Italia 15-11

Pallanuoto
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L'Italia si ferma. Sconfitta dai campioni d'Europa della Serbia per 15-11 (parziali 5-2, 3-3, 1-3, 6-3), che si portano in testa al girone B dopo la seconda giornata della superfinal della World League di pallanuoto, in svolgimento alla piscina Italcementi di Bergamo.
Gli azzurri, avanti con Giorgetti dopo 1'12, subiscono un break di 4-0 che riescono a recuperare dopo un lungo inseguimento sul 9-9, con una magia di Aicardi a 1'13 del quarto tempo. Ma nel momento di massimo sforzo, quando sembrava che potessero gestire meglio il finale di partita, subiscono un triplo strappo da ko della Serbia.

Cronaca. Subito avanti l'Italia, che sfrutta la prima superiorità numerica con Giorgetti dopo 1'12. La reazione serba è immediata e porta al 4-1. Cuk pareggia in controfuga; Filipovic trasforma la prima superiorità numerica; Mitrovic, servito dal lato opposto, coglie in ritardo la chiusura difensiva; Prlainovic trasforma la seconda superiorità numerica serba su tre a 6'19. Gli azzurri faticano a produrre tiri puliti e patiscono la fisicità avversaria che spesso li allontana dalla porta. A 7'48 rientrano con Presciutti che segna rubando palla ai 2 metri dopo due superiorità numeriche fallite, ma sei secondi dopo è Mandic a ristabilire il +3 (5-2) con un tiro diretto.
Nel secondo parziale l'Italia si porta tre volte sul -2 ma non riesce ad avvicinarsi ulteriormente. Ad Aicardi, servito ai due metri da Gallo, risponde Prlainovic che trasforma il rigore guadagnato da Mandic. A Gallo che segna dal perimetro replica Jaksic che realizza con l'uomo in più. Al tiro dal perimetro di Giorgetti segue l'8-5 di Filipovic a 6'42.
Il botta e risposta continua anche nel terzo tempo con la foga che prevalica la tattica. Velotto e Mitrovic si scambiano cortesie in superiorità numerica per il 9-6 a 2'33. Campagna viene ammonito per proteste e il nervosismo affiora pure in vasca con due espulsioni reciproche per scorrettezze (poi saranno tre). Gli azzurri però appaiono in grado di gestire meglio il momento e chiudono il tempo in scia. Figlioli segna il -2 a 4'11, sul rientro in vasca dell'avversario in superiorità numerica; Di Fulvio realizza il 9-8 a 8 secondi dalla sirena con un bel movimento dal perimetro. Nel mezzo un gol annullato a Figlioli per fallo in attacco; l'uscita di scena di Randjelovic per limite di falli e una superiorità numerica fallita da entrambe le squadre.
Nel quarto tempo l'Italia continua a spingere e Aicardi dà seguito al break per il 9-9 dopo 1'03 con un mirabile gioco di prestigio: pallonetto spalle alla porta con due difensori addosso e il portiere in uscita (!). Gli azzurri difendono bene, salvano un'altra superiorità numerica, ma nel momento di massimo sforzo subiscono un triplo break determinante: segnano prima Cuk in superiorità numerica e poi Mandic per l'11-9. Replica Figlioli; ma vanno in porta Mandic e Pjetlovic dal centro per il 13-10 a 5'23. Di Fulvio accorcia, ma Nikic e Gocic portano il risultato sul 15-11 a 1'17 dalla sirena. Tutto troppo veloce e facile nel finale per i serbi che bissano il successo contro gli Stati Uniti e si portano in testa al girone.

Serbia-Italia 15-11
Serbia: G. Pijetlovic, Mandic 5, Gocic 1, Randelovic, Cuk 2, D. Pijetlovic 1, Nikic, Aleksic, Jaksic 1, Filipovic 2, Prlainovic 1, Stefan Mitrovic 2, Branislav Mitrovic. All. Savic.
Italy: Tempesti, F. Di Fulvio 3, Velotto, Figlioli 2, Giorgetti 2, A. Fondelli, N. Presciutti 1, Gallo 1, N. Gitto, S. Luongo, Aicardi 2, Baraldi, Del Lungo. All. Campagna.
Arbitri: Stavridis (Gre) e Vlasic (Cro).
Note: parziali 5-2, 3-3, 1-3, 6-3. Uscito per limite di falli Randelovic (S) nel terzo tempo. Superiorità numeriche: Serbia 5/10 + un rigore, Italia 4/10. Spettatori 2500 circa.


Le dichiarazioni di Campagna. "Sapevamo che la Serbia è una grande squadra e forse abbiamo avuto un po' di timore reverenziale nell'approccio alla partita. Poi ci siamo sciolti nella seconda parte e abbiamo avuto una splendida reazione che c'ha portato al pareggio, con il gol di Aicardi, all'inizio del quarto tempo. Mi dispiace perchè con un briciolo d'attenzione in più da parte nostra e degli arbitri l'epilogo della gara poteva essere differente: il passivo è sicuramente esagerato e immeritato".


foto di Giorgio Scala / deepbluemedia.eu