Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Cookie Policy Approvo

instagram

Federazione: convegno sull'asma. Nuoto sport migliore

Federazione

L'asma non ferma gli atleti e neanche i bambini. Solo durante le Olimpiadi di Atene 60 atleti asmatici sono saliti sul podio e una ventina di questi ha raggiunto il massimo traguardo delle medaglie d'oro. Attilio Turchetta, responsabile di fisioterapia respiratoria del dipartimento di medicina pediatrica all'Ospedale Bambin Gesù di Roma, nel corso di un seminario organizzato dall' ospedale ha riferito i dati che indicano un aumento dei casi di asma fra i bambini. "In Nuova Zelanda e Australia è una vera e propria epidemia - ha spiegato Turchetta - e a soffrirne è ormai il 30% dei bambini. In Italia il 10% ma questo vuol dire che in una classe di normali dimensioni il problema riguarda in media 2 bambini e mezzo". Inevitabile, di fronte a questi numeri, ragionare sul rapporto fra asma e attività fisica. "Il 90% di chi soffre di asma soffre anche di asma da sforzo ma anche in questo caso può essere ben controllato" ha detto Turchetta. Ciò si traduce nella possibilità per i bambini di correre, giocare e fare sport, senza limiti. A patto di utilizzare bene la terapia a disposizione: il solbutamolo, un efficace broncodilatatore presente negli zaini di scuola e nelle sacche per lo sport di molti giovani. Ma se è vero che la vita di un asmatico può procedere esattamente nello stesso modo di quella di chi non soffre di questa malattia è anche vero che alcune evidenze scientifiche dimostrano che alcuni sport sono migliori di altri. Il primo nella lista è il nuoto: respirare ritmicamente - ha spiegato Turchetta - è un buon sistema per non far scatenare una crisi di asma da sforzo. Inoltre il clima caldo e umido aiuta. "L'unico rischio per i piccoli nuotatori asmatici potrebbe essere quello di acque di piscine troppo piene di cloro. Un problema - ha aggiunto l'esperto - che per altro viene superato dai nuovi sistemi di ionizzazione per disinfettare le acque. Andare a correre in un parco in primavera nelle ore più calde invece è sconsigliabile, soprattutto se l'asma è di natura allergica. Per tutti i bambini, asmatici e non, un appello da parte degli esperti che vedono ogni giorno lo stato di bronchi e polmoni dei più piccoli: attenzione al fumo passivo, è uno degli agenti più pericolosi per la salute del respiro". (ANSA).