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Covid-19. Laura Repetto combatte in prima linea

Pallanuoto
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Avversarie in acqua ne ha affrontate tantissime, fino all'interruzione del campionato due mesi fa. Adesso ha cambiato campo, ma l'impegno è rimasto lo stesso. La 26enne varesina Laura Repetto, giocatrice insieme alla sorella Anna della Kally NC Milano, ha smesso la calottina per vestire camice, guanti e mascherina da infermiera e affrontare in prima linea il Covid-19 presso l'ospedale di Circolo di Varese - Azienda Socio Sanitaria dei Sette Laghi. Turni anche di dodici ore, ma la stanchezza è sempre alle spalle perché il virus va sconfitto con tutte le forze.

Laura, come va? com’è la situazione?
Va tutto bene dai. La situazione é tosta, tutto l'ospedale rivisto e rimodellato per fronteggiare l'emergenza, per separare i vari reparti che ospitano i pazienti positivi al virus da quelli negativi. Per fortuna a Varese la situazione non è drammatica come a Bergamo o a Milano e speriamo davvero di non arrivare ai loro livelli.

Terminato il turno, torna dalla tua famiglia o sei in isolamento?
Concluso il turno di  lavoro, ora ne stiamo sostenendo da 12 ore, rientro a casa dalla mia famiglia. Non sono isolata, ma presto attenzione a stare il meno possibile a contatto con gli altri.

Come sconfiggi la paura?
La paura c'è ed è sempre presente; cerco di porre attenzione in ogni momento, al lavoro come a casa. In ospedale è fondamentale l'aiuto dei colleghi e in questo rivedo tanto il concetto di squadra, l'aiutarsi l'una con l'altra come quando giochiamo a pallanuoto.

Ti manca la pallanuoto? Riesci in qualche modo ad allenarti a casa?
Mi manca moltissimo la pallanuoto. Quando non sono al lavoro riesco ad allenarmi abbastanza a casa; ci colleghiamo quasi tutti i giorni  con videochiamate con la preparatrice atletica Francesca Terno, l'allenatore Leonardo Binchi e le mie compagne di squadra: svolgiamo più che altro esercizi a corpo libero.

Quanto ti aiuta lo sport nel tuo lavoro?
Lo sport mi ha insegnato tantissimo. I valori più importanti penso di averli ricevuti dalla pallanuoto: lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé, il non arrendersi mai, la resistenza, il rispetto delle regole, anche il Papa li ha citati nella Giornata Mondiale dello Sport. Sono valori che mi aiutano moltissimo nella vita in generale, al lavoro e specialmente in questo momento così difficile.

Ti consideri un eroe?
Non sono un eroe; quello che stiamo facendo ora lo facciamo tutti i giorni nel nostro lavoro. Adesso il "nemico" si chiama coronavirus oltre a tutti gli altri che avevamo in precedenza  e che comunque rimangono come ictus, infarto, tumore, intervento chirurgico. Domani non so contro cosa combatteremo, ma noi saremo sempre lì, in prima linea a svolgere il lavoro che abbiamo scelto, per i nostri pazienti.

Il tuo sogno nel cassetto da infermiera e quello da sportiva?
In generale miro sempre a migliorarmi, nello sport, nel lavoro, nella vita, col sorriso e divertendomi.