La delegazione della Federazione Italiana Nuoto guidata dal presidente Paolo Barelli, nonché Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, è stata ricevuta nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico da Sua Santità Papa Leone XIV alla vigilia del 62° Trofeo Settecolli IP – Internazionali di Nuoto. “Lo sport, oltre ad essere medicina del corpo e dello spirito, integra nel sé componenti della persona che indirizza il mondo con l'impegno, la dedizione, la lealtà, l'onestà”, sono le prime parole del Sommo Pontefice Robert Francis Prevost.
Multinazionale la numerosa squadra che ha partecipato all'udienza privata, composta dai vice presidenti vicario Andrea Pieri e Tania Cagnotto, dal segretario generale Antonello Panza, dai consiglieri federali, dai presidenti dei comitati regionali, dal coordinatore scientifico e dei settori agonistici Marco Bonifazi, dai direttori tecnici delle nazionali Cesare Butini, Patrizia Giallombardo, Alessandro Campagna, Maurizio Mirarchi e Oscar Bertone coi capitani Lucrezia Ruggiero, Marco Del Lungo, Roberta Bianconi, Giovanni Tocci, Federica Volpini, dalla selezione di nuoto al completo coi capitani Gregorio Paltrinieri e Simona Quadarella, dagli ambassador Massimiliano Rosolino e Filippo Magnini; rappresentati da numerosi campioni olimpici e mondiali (tra cui Siobhan Haughey, Noe Ponti, Sarah Sjoestroem, David Popovici, le sorelle Alex e Gretchen Walsh, Adam Peaty, Tes Schouten, Arno Kamminga, Marrit Steenbergen, Kliment Kolesnikov e Caspar Corbeau) gli oltre 700 iscritti di 36 Paesi che nuoteranno al Settecolli IP, così come tutti i settori e sponsor federali.
"Credo che sia sempre un'emozione ascoltare le parole del Santo Padre. Ha parlato dell'acqua, che è il nostro elemento, fonte battesimale, simbolo religioso e spirituale. L'ho anche invitato a venire al Settecolli, ci ho provato - commenta Paolo Barelli - è stato molto affettuoso con tutti. Ha definito il Settecolli un segno di speranza, una bella investitura oltre che una testimonianza importante. Il nuoto è una disciplina trasversale, che tocca i giovani, gli anziani, un elemento di salute".
Discorso del Santo Padre Leone XIV
È con gioia che incontro tutti voi, dirigenti della Federazione Italiana Nuoto, atleti e membri delle delegazioni partecipanti agli Internazionali di Nuoto – 62esimo Trofeo Sette Colli. Lo sport, quando ben vissuto, è medicina per il corpo e per lo spirito. Integra le diverse componenti della persona e le indirizza a valori molto importanti, come l’impegno, la solidarietà, l’onestà. Nell’attività sportiva, specialmente quella svolta a livelli agonistici, l’essere umano esercita la forza di volontà, ma lo fa nella misura in cui è motivato. E qui si distingue la qualità dello sportivo: dalla qualità delle sue motivazioni. Lo sport è anche un’opportunità di crescita spirituale. E il nuoto, in questo, ha qualcosa di speciale. Infatti si pratica immersi in un elemento, l’acqua, che avvolge la persona. Questo richiama simbolicamente un aspetto che ci costituisce, fin dal grembo di nostra madre: vivere significa imparare a muoversi in armonia con gli altri e con l’ambiente che ci circonda. Per noi cristiani, poi, l’acqua è simbolo del Battesimo e della vita nuova in Cristo. C’è, però, un altro motivo per cui mi rallegro della vostra presenza. Tutti voi, infatti, provenienti da Paesi diversi, vi siete riuniti qui, animati dalla stessa passione e dagli stessi valori, al di là di ogni differenza di lingua, di nazionalità, di cultura. Questo fatto, tipico delle manifestazioni sportive internazionali, offre un segno di speranza, un segno del mondo che vogliamo; offre un apporto all’incontro pacifico tra i popoli e alla fraternità. Perciò vi incoraggio a continuare a praticare e diffondere i valori dello sport. Perché l’età dell’agonismo passa, ma quei valori restano! Vi affido all’intercessione di San Pier Giorgio Frassati – un giovane sportivo, che amava tanto la montagna – e di cuore benedico tutti voi e i vostri cari. Grazie!
Il saluto inviato al Santo Padre Leone XIV dal Presidente Paolo Barelli
Santità,
la presenza della famiglia del nuoto italiano e internazionale al Suo cospetto è stata per tutti noi motivo di profonda emozione. L’attenzione che Ella ha voluto riservarci ci onora e ci commuove e raggiunge tutte le persone che praticano le discipline acquatiche negli angoli più remoti della Terra.
In Italia questo movimento è formato da ben 5.700.000 cittadini. È una realtà che coinvolge la maggior parte delle nostre famiglie, unite dalla passione per l'acqua, simbolo di trasparenza, ma anche di potenza e perseveranza.
Nelle pagine della Sua prima Enciclica, Magnifica Humanitas, Ella ci ha messi in guardia dal rischio di scivolare in una "cultura violenta della potenza". Di fronte a questo scenario, avvertiamo forte la responsabilità di testimoniare la cultura dell’incontro grazie al nuoto che insegna come l’avversario sia uno stimolo per superare i propri limiti, di come educhi alla lealtà, al dialogo. Valori oggi più che mai necessari.
Come Ella ci ricorda sempre, lo sforzo di ognuno deve mirare al bene della collettività. Per la nostra Federazione questo significa un impegno preciso: fare in modo che gli specchi d'acqua siano vissuti da tutti in piena sicurezza attraverso l'insegnamento del nuoto e la protezione delle coste marine, lacuali e fluviali.
L'Italia è oggi uno dei Paesi più sicuri per il salvamento. Eppure assistiamo ancora al dolore di circa 350 decessi all'anno; nel mondo addirittura ogni ora perdono la vita 30 persone. Di fronte a questo dramma silenzioso, ribadiamo con forza che imparare a nuotare salva la vita. Non è uno slogan, è una missione educativa che portiamo avanti grazie a 1.500 associazioni sportive che, tra evidenti difficoltà economico-gestionali, insegnano a nuotare ad 1.500.000 di italiani.
Santità, siamo la testimonianza concreta di questi ideali, uniti dall'amore per uno sport che deve restare sempre al servizio dell'uomo. Dietro ogni nostro atleta ci sono famiglie che affrontano sacrifici importanti, insieme a dirigenti e tecnici che offrono generosamente il proprio tempo per il futuro dei nostri giovani.
Custodiamo nel cuore il Suo magistero, che ci richiama alla responsabilità verso il prossimo e alla cura dell’acqua come bene prezioso e fonte di vita.
La Sua attenzione ci incoraggia e la Sua benedizione sarà il sostegno più grande per proseguire il nostro cammino.
Le emozioni degli azzurri
La pluricampionessa del mondo, d'Europa e bronzo olimpico Simona Quadarella. "Abbiamo avuto l'onore di incontrare il Papa; per me è stata la prima volta. E' stata una bella emozione. Spero che gli abbia fatto piacere ricevere i nostri regali. Lo sport a questi livelli può trasmettere tanti valori. Come ha detto il Santo Padre: abbiamo la possibilità di incontrare atleti di altri Paesi e culture e ciò unisce tutti".
Il campione di tutto Gregorio Paltrinieri: "E' stato un incontro coinvolgente ed emozionante. Il Papa è stato molto disponibile ed interessato. Ci ha raccontato parole sul mondo acquatico e sull'acqua; siamo riusciti a salutarlo singolarmente. Abbiamo consegnato al Papa il kit della nazionale; penso gli abbia fatto molto piacere".
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