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L'intervento di Carlo Silipo

Federazione
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Riportiamo la lettera di Carlo Silipo, 42 anni da compiere il 10 settembre - campione olimpico, campione del mondo e campione d’Europa con il Settebello, campione d’Europa di club con il CN Posillipo, pluricampione italiano con il CN Posillipo e la Canottieri Napoli - pubblicata oggi sul sito Waterpolodevelopmentworld.com 

 

Resto sconcertato da quello che apprendo riguardo alla presa di posizione degli atleti della Pro Recco, che si dichiara disponibile a rinunciare alla squadra nazionale a causa di un presunto torto di cui sarebbe stata vittima la loro società di appartenenza.

Ho giocato nella mia carriera in due club, la Canottieri Napoli e il Posillipo. Nel primo sono nato, sono cresciuto e mi sono affermato, col secondo ho avuto l’onore di vincere tanto e ne sono stato anche, per lunghi anni, capitano. Il senso di appartenenza che io e i miei compagni  avevamo per i nostri club era totale. Con i miei compagni abbiamo amato nel senso più pieno del termine i nostri club e lo abbiamo fatto quando le cose andavano bene e quando andavano meno bene.  Questo attaccamento ai colori, per quello che mi riguarda personalmente, specie negli ultimi anni della mia carriera, è stato più forte delle ricche lusinghe di altri club e sono restato a casa mia, nella città dove sono nato dove sono sportivamente cresciuto. E l’ho fatto con orgoglio.

Ma l’orgoglio più grande per me è stato indossare la calottina della squadra nazionale, andare in giro per il mondo a rappresentare il mio paese e indirettamente il mio club e la città dove sono nato.  E’ stato così anche quando gli impegni si accavallavano, quando allo stress del lavoro del club si aggiungeva a quello durissimo della nazionale  e quando qualche volta non conciliavano. La squadra nazionale è e resterà sempre, per qualsiasi  atleta che abbia dei valori profondi  la meta più ambita, ed il partecipare con essa alle grandi manifestazioni internazionali ed ai Giochi Olimpici, il sogno più bello e più grande.

Non voglio entrare in merito a quanto sta accadendo tra Federnuoto e Pro Recco, ma resto allibito di fronte a quanto leggo. Allibito e perplesso perché ritengo che per qualsiasi atleta, aldilà di tutte le prese di posizione, la squadra nazionale va oltre, molto oltre. Leggere che un ben nutrito gruppo di atleti nati un po’ in tutta Italia e qualcuno anche oltre oceano abbia un senso di appartenenza così forte per un club dove magari gioca da qualche annetto e qualcuno al massimo da un paio di anni, al punto da ritenere di poter rinunciare alla squadra nazionale per esso, mi suona davvero molto ma molto  strano e mi rattrista. Da vecchio capitano della squadra nazionale non posso che augurarmi  che si ravvedano e non si rendano responsabili di rovinare lo splendido lavoro di Campagna che ci ha riportato, dopo tanti anni, ai vertici mondiali.

 

Carlo Silipo