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Paralimpiadi. Barelli: “Nuoto esempio virtuoso, ma piscine in crisi’’

Federazione
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Ai prestigiosi risultati ottenuti dall’Italia alle Olimpiadi di Tokyo hanno fatto seguito quelli “stratosferici”, come li ha definiti il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, degli amici del nuoto paralimpico, che con 39 medaglie hanno chiuso un medagliere da record classificandosi al quinto posto generale.
Seguono i complimenti del presidente Paolo Barelli al presidente della Finp Roberto Valori, al direttore tecnico Riccardo Vernole, allo staff tecnico-dirigenziale e a tutti gli atleti. ‘’Desidero esprimere i più sentiti complimenti alla Finp, ai suoi atleti, tecnici e dirigenti, per gli eccellenti risultati alle Paralimpiadi che tanto lustro e tanta attenzione hanno portato al mondo del nuoto e all’Italia. Noi pensiamo che inclusione, aggregazione ed emulazione siano fondamentali per la formazione e la crescita dei nuotatori, che siano giovani atleti o già affermati. Noi siamo per una vita senza barriere, sia in piscina sia fuori, ed il nuoto può esserne un esempio virtuoso. Le piscine sono uniche. Il mondo dei normodotati e quello dei paralimpici hanno affrontato le stesse limitazioni. Siamo riusciti a permettere di nuotare agli atleti di interesse nazionale con una certa continuità e pianificando attività comuni che avvicinassero ulteriormente i due movimenti, già sinergici grazie a protocolli d’intesa aggiornati nel tempo. Abbiamo messo a disposizione degli amici paralimpici i centri federali dove si allenano campioni come Federica Pellegrini, Gregorio Patrinieri e Gabriele Detti. I risultati olimpici e paralimpici sono una positiva conseguenza, ma non devono nascondere o diventare una risposta strumentale da parte di chi intende coprire i problemi reali. Le piscine e le società che le gestiscono stanno vivendo una crisi economica e gestionale senza fine, molte sono fallite ed altre non riusciranno ad evitarlo senza adeguate misure di sostegno. Temo una ricaduta ulteriore in autunno. La paura e l’incertezza generate dalle pavide e confuse norme anticovid emanate dal governo stanno inibendo gli utenti ad iscriversi ai corsi e a frequentare le piscine. Senza utenti le piscine chiuderanno e sarà la fine delle medaglie olimpiche e paralimpiche, di una generazione in salute grazie alla pratica motoria. E’ stato sottratto un anno e mezzo di sport a bambini e adolescenti in piena crescita e creato un buco economico e generazionale che sarà difficilissimo da colmare. Lo sport ha dimostrato di essere ancora una volta più pronto delle istituzioni ad affrontare i problemi grazie alla passione dei dirigenti delle società che a spese proprie riscono ancora ad assicurare l’attività sportiva sostituendosi a scuola, università ed enti locali. Tecnici e atleti hanno dimostrato di sapersi adattare alle situazioni con spirito di sacrificio e mutua assistenza. I risultati eccezionali dei nostri fratelli e sorelle paralimpici sono l’ennesima dimostrazione di forza del nuoto, frutto di eccellenze tecniche e pianificazione, ma non sono la risposta ai problemi del mondo sportivo, delle società e degli impianti”.