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Tragedia di Brema. Il ricordo di Del Campo

Federazione
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Franco Del Campo partecipa ai Giochi di Città del Messico del 1968 diventando il primo italiano a disputare due finali olimpiche nel nuoto: ottavo nei 100 e 200 dorso. Triestino, all'epoca dela tragedia aveva quasi 17 anni. Attualmente è il responsabile del centro federale intitolato a Bruno Bianchi. Riceviamo e pubblichiamo il suo ricordo.
 
"La notizia era arrivata in modo nebbioso, incerto, frammentario. All’inizio nessuno voleva crederci e quindi la consapevolezza della strage che aveva colpito il nuoto italiano ha fatto fatica a consolidarsi in un grumo di dolore che non si sarebbe sciolto mai più. Era una brutta giornata, scura e nebbiosa, il 28 gennaio 1966, esattamente 50 anni fa, quando un aereo della Lufthansa si era incendiato a Brema in un atterraggio mal riuscito e si era portato via la meglio gioventù che il nuoto italiano avesse mai avuto. Bruno Bianchi, triestino, serio e taciturno, da pochi anni se ne era andato a nuotare a Torino, un cervello in fuga - si direbbe oggi- studente di fisica e capitano della nazionale italiana. Per chi nuotava in quegli anni a Trieste era un mito, raccontato tante volte dal suo ex allenatore, Carlo Carboni, un veterano della campagna di Russia e un grande “artigiano” del nuoto, che lo aveva lasciato andare per permettergli un futuro migliore di nuoto, studio e lavoro. Bianchi non l’ho quasi conosciuto, ma mi ricordo che - durante qualche gara di nuoto - mi aveva intravisto e sorriso, perché aveva riconosciuto un triestino.
Con lui, su quell’aereo maledetto, c’era il suo amico fraterno, il torinese Dino Rora, altrettanto silenzioso, primatista europeo nei 100 dorso; Amedeo Chimisso, veneziano che aveva imparato a nuotare nella Giudecca, dalla gioia e dalla forza esplosiva, anche lui dorsista di livello internazionale, che nuotava e parlava volentieri con me in dialetto; la ranista bolognese Carmen Longo; la delfinista genovese Daniela Samuele, la più giovane del gruppo, che nuotava all’Olona di Milano. E poi tra i romani, la dorsista Luciana Massenzi e il “purosangue” Sergio De Gregorio, stileliberista di talento allenato da Paolo Costoli, anche lui perito a Brema. Nico Sapio, il telecronista della Rai, era stato tra i primi a raccontare in televisione le imprese dei nuotatori italiani, che a quei tempi erano tanto ricchi di talento quanto poveri di notorietà. “Non erano né ricchi né famosi” scriverà subito dopo la tragedia Dino Buzzati, che non ebbe certo paura di segnalare la distratta partecipazione di una Italia concentrata sul festival di Sanremo. “A guardare le loro foto – continua Buzzati, dicendo una verità che rimane intatta ancora oggi - fanno tenerezza e pietà. E poi l’Italia era a seguire Sanremo, una gara di nuoto in un paese che non sa stare a galla, non era così interessante”. L’Italia, poi, lentamente, si è riempita di piscine ed ha imparato a nuotare e poi, finalmente, anche a vincere nelle difficili discipline del nuoto.
Ma io ricordo ancora il dolore dell’intera città quando il feretro di Bruno Bianchi, tra due ali di folla, fu portato dalla piscina coperta, che poi avrebbe preso il suo nome, sulle Rive fino alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Per me fu il dolore di un’assenza e di un vuoto quasi impossibile da colmare. L’anno dopo, invece, fui convocato in nazionale proprio in occasione del Meeting di Brema. Il commissario tecnico della nazionale italiana, Umberto Usmiani, originario di Arbe (oggi Croazia), che nel corso degli anni mi avrebbe raccontato, rigorosamente in “triestino”, le sue avventure di guerra, di come si era lasciato sfuggire la cattura di Tito, fu allungo indeciso se e come andare a Brema. Bisognava andarci per ricordare i nostri caduti, ma andammo in treno, proprio su quel treno che un anno prima fu scartato per scegliere l’aereo in una difficile combinazione di ritardi, che alla fine fu fatale.
Ci siamo andati soprattutto per portare un mazzo di fiori sul piccolo cippo che ricordava la tragedia e riportava i nomi di quel tecnico, di quel giornalista e di quegli atleti che per me erano troppo “grandi” per sentirli davvero amici, salvo il dirompente Amedeo Chimisso, con il quale avevo nuotato e scherzato.
Il pensiero “corsaro” di Pier Paolo Pasolini disse subito: “Quei visi dimostrano un completo abbandono alla vita. Come forza, come gioventù. Io mi chiedo quale disegno ci sia in questa orrenda disgrazia successa a Brema. Che cosa hanno voluto dire questi giovani a noi che sopravviviamo a loro”. Se si può tentare di rispondere all’implicita domanda di Pasolini con cinquanta anni di ritardo, si può dire che non poteva esserci alcun “disegno” nella loro morte, ma ci hanno lasciato la loro voglia di vivere. La loro eredità è l’esempio che voleva coniugare l’impegno nello sport con quello nello studio e nella vita.
Per tutta la vita mi sono portato dentro un vago senso di colpa per aver preso il posto di atleti che consideravo irraggiungibili. Ma la vita – come sempre - è andata avanti. Per me sono arrivati i record italiani e le due finali alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968, ma ho sempre sentito quei “compagni di squadra” come stimolo e modello. Un modello che il tempo non può cancellare dalla memoria. Da oggi, forse, anche i giovani e meno giovani, hanno l’occasione di conoscere e ricordare il loro esempio prezioso".

COSA ACCADDE 50 ANNI FA
Il 28 gennaio 1966 un aereo della Lufthansa partito da Francoforte - il Convair Metropolitan - precipitò in fase di atterraggio all'aeroporto di Brema. Nessun superstite. Tra le 46 vittime vi era una selezione della Nazionale di Nuoto e il giornalista Nico Sapio - telecronista nato a Novara nel 1929, impiegato presso la sede RAI di Genova e voce del Nuoto Italiano nelle occasioni importanti - diretti al meeting di Brema, il più prestigioso appuntamento della stagione indoor che sarebbe stato trasmesso in eurovisione. La manifestazione si svolse comunque e nelle corsie che sarebbero dovute essere occupate dagli atleti italiani fu posto un drappo nero, sui blocchi un bouquet di fiori.

Bruno Bianchi, nato a Trieste il 26 settembre 1943, stile liberista, tesserato per la FIAT Ricambi, era il capitano della Nazionale. Aveva conquistato 3 titoli assoluti (100 sl nel 1963-64 e 200 sl nel 1959), 4 titoli primaverili (100 sl nel 1961-63-64-65), aveva migliorato 16 primati assoluti di cui 2 individuali e contava 19 presenze in azzurro. I suoi primati personali erano 55"7 nei 100 sl e 2'04"0 nei 200 sl. Al suo nome è intitolata il Centro Federale di Trieste che ha ospitato, tra l'altro, i Campionati Europei indoor 2005.

Amedeo Chimisso, nato a Venezia il 26 ottobre 1946, dorsista tesserato per la RN Patavium. Era all'alba della sua carriera in azzurro con una presenza. I suoi primati personali erano 1'04"0 nei 100 e 2'20"2 nei 200 dorso. Proprio il giorno della tragedia aveva stabilito la migliore prestazione italiana nei 200 misti.

Sergio De Gregorio, nato a Roma il 24 febbraio 1946, stile liberista e delfinista della Roma Nuoto. Aveva conquistato 5 titoli assoluti (200 sl nel 1964-65, 400 sl nel 1964-65, 1500 sl nel 1965). Primatista italiano nei 200 sl in 2'01"1, 400 sl in 4'22"9, 800 sl in 9'24"5, 1500 sl in 17'57"6. Il suo primato personale nei 100 delfino era 1'06"4. Aveva migliorato 16 record assoluti di cui 8 individuali. Contava 16 presenze in Nazionale.

Carmen Longo, nata a Bologna il 16 agosto 1947, ranista e mistista della RN Bologna. Aveva conquistato il titolo assoluto nei 200 rana nel 1965 e 3 titoli primaverili (100 rana nel 1965 e 200 rana nel 1964-65). Primatista assoluta nei 200 rana in 2'54"7, aveva record personali nei 100 rana di 1'20"6 e nei 400 misti di 6'08"4. Contava 4 presenze in Nazionale.

Luciana Massenzi, nata a Roma il 22 novembre 1945, stile liberista e dorsista della Roma Nuoto. Aveva conquistato 2 titoli assoluti (100 dorso nel 1962-65) e 2 titoli primaverili (100 dorso nel 1962-63). Primatista italiana nei 100 dorso in 1'12"4, aveva il primato personale dei 100 sl in 1'07"4. Aveva migliorato 9 record assoluti di cui 6 individuali. Contava 10 presenze in Nazionale.

Chiaffredo Rora, noto come Dino, nato a Torino il 5 marzo 1945, dorsista e stile liberista, tesserato per la FIAT Ricambi, allora era uno dei quattro nuotatori italiani ad aver detenuto il record europeo. Nel corso della carriera ha conquistato 4 titoli assoluti nei 100 dorso (1962-63-64-65) e 5 nei 200 dorso (1961-62-63-64-65), oltre a 4 titoli primaverili nei 100 dorso (1962-64-65) e 2 nei 200 dorso (1962-65). Primatista italiano ed europeo nei 100 dorso in 1'01"9, aveva come primati personali 56"8 nei 100 sl, 2'06"7 nei 200 sl, 2'16"7 nei 200 dorso. Aveva migliorato 13 record assoluti di cui 5 individuali. Contava 15 presenze in Azzurro.

Daniela Samuele, nata a Genova l'11 settembre 1948, mistista e delfinista, era alla seconda presenza in Nazionale e ancora non aveva vinto un titolo assoluto al cospetto di una brillante carriera giovanile. Nuotava per la Canottieri Olona. I suoi primati personali erano di 1'13"6 nei 100 delfino e 6'01"8 nei 400 misti.

Paolo Costoli, un uomo nato per vivere in acqua. Pioniere del nuoto di fondo, brillante atleta prima e saggio maestro nel nuoto poi, pallanotista con la RN Florentia con cui aveva conquistato 4 scudetti. Costoli, nato a Firenze nel 1910, è stato il miglior nuotatore italiano dell'anteguerra, capace di conquistare ai Campionati europei, a livello individuale, due medaglie d'argento (400 sl e 1500 sl a Magdeburgo 1934) e un bronzo (1500 a Parigi 1931) e, in staffetta, due medaglie di bronzo con la 4x200 (Parigi 1931 e Magdeburgo 1934). Nel corso della carriera da atleta ha conquistato 14 titoli assoluti (nei 100 sl nel 1930, nei 200 sl nel 1931-32, nei 400 sl nel 1929-31-32-34, nei 1500 nel 1929-30-32-34-35-37-38), oltre ad aver stabilito ben 11 record italiani tra cui spiccano il 2'19"0 nei 200 sl (1930), il 4'54"8 nei 400 sl (1935), il 10'41"0 negli 800 sl (1930) e il 20'25"4 nei 1500 sl (1930). Da tecnico ha guidato prima la RN Florentia di Paolo Galletti e poi l'AS Roma di
Sergio De Gregorio, collaborando costantemente con lo staff della Nazionale.

Gli Azzurri periti nella Tragedia di Brema sono ricordati con una stele allo Stadio del Nuoto di Roma e al Tempio Sacrario degli sport acquatici e nautici eretto sulla via che porta a Brunate, elevato a cento metri da Como, in zona panoramica. Il Santuario è dedicato alla Madonna del Prodigio, una effigie bizantina, trovata in mare Adriatico il 12 settembre 1669 dai Conti Zancaropulo Berardo, mentre fuggivano dalla Candia caduta in potere dei Turchi e navigavano verso Venezia. Alla loro memoria è anche dedicato il campionato nazionale a squadre invernale di nuoto.

CELEBRAZIONI E INIZIATIVE PER 50° ANNIVERSARIO DEL 28 GENNAIO

RICORDO A BREMA FIN-CONSOLATO ITALIANO. Il clou delle celebrazioni avverrà a Brema, luogo della tragedia di 50 anni fa. Il 28 gennaio una delegazione della Federazione Italiana Nuoto raggiungerà la città tedesca per la commemorazione ufficiale organizzata insieme al Consolato d'Italia a Brema. Interverranno il presidente Paolo Barelli, il vice presidente Manuela Dalla Valle, il direttore tecnico della nazionale di nuoto Cesare Butini e il direttore sportivo Gianfranco Saini. L'incontro con il Console italiano in Germania Flavio Rodilosso avverrà presso la stele commemorativa in Nordelander Strasse, a 6 Km dall'aeroporto, dove saranno ricordati gli azzurri periti nell'incidente con la funzione officiata da Don Pierluigi Vigonla e dal Pastore Robert Vetter. Dalle 18.49 alle 18.53 è prevista la sospensione dei decolli e atterraggi e che suonino le campane di tre chiese situate nei pressi dell’aeroporto di Brema. Alle 18.51, orario dell'incidente, si osserverà un minuto di silenzio. La commemorazione si concluderà alle 19 presso l'Hotel Robben dove ci sarà l'incontro tra le istituzioni e i familiari di tutte le vittime. Nel corso della serata verrà proiettato su un maxischermo il trailer del docu-film patrocinato della Federnuoto e realizzato da Francesco Zarzana dal titolo "Tra le Onde nel Cielo", che ha come protagonisti Laura Efrikian, Marco Morandi e Claudia Campagnola. Il film, che verrà proiettato il 20 febbraio a Modena al Buk Festival 2016, raccoglie le testimonianze dei parenti e degli atleti e compagni di squadra sopravvisuti in un ricordo struggente che farà rivivere "La meglio Gioventù" del nuoto azzurro volata via troppo presto e troppo in fretta.

RICORDO A ROMA. Al salone d'onore del Coni converranno atleti del passato e del presente, i parenti delle vittime, oltre a rappresentati delle istituzioni sportive e della Federnuoto, tra cui il segretario generale Antonello Panza, per stringersi al ricordo di una generazione tragicamente scomparsa. Nel corso della cerimonia saranno presentati il trailer del docu-film "Tra le Onde nel Cielo" e i libri di Gianfranco Natoli "I ragazzi di Brema" e "Azzurro" di Daniela Beneck e Paola Saini il cui ricavato andrà all'associazione Sport4us di Bebe Vio. In uscita anche il libro di Dario Ricci "I ragazzi di Brema" edito da Infinitoedizioni con prefazione di Massimiliano Rosolino, che segue "L'ultima bracciata" edito dalla stessa casa editrice nel 2012 a cura di Francesco Zarzana con gli interventi del presidente della Federnuoto Paolo Barelli - "Consiglio L’ultima bracciata ai nostri figli e ai loro padri, a quanti si avvicinano a questo sport e a tutti quelli che, come me, lo hanno a cuore” - e di Cinzia Savi Scarponi, in ricordo di "un evento che mai nessuno dovrà dimenticare; una storia vera e dolorosa che noi tutti dobbiamo portare nel nostro cuore sentendolo come un nostro lutto, il più grande lutto della famiglia del nuoto italiano”

UN MINUTO DI SILENZIO IN TUTTE LE PISCINE D'ITALIA. Alle ore 18.51, orario dell'incidente (Stuhr), si fermerà tutta l'attività in corso presso le piscine italiane per ricordare le vittime della tragedia e alimentarne il ricordo attraverso i praticanti italiani e le loro famiglie.

APPOSIZIONE DI UNA TARGA PRESSO LE PISCINE INTITOLATE ALLE VITTIME. Alle 18.51, presso le piscine intitolate alle vittime, i rappresentanti della Federnuoto e dei Comitati Regionali ricorderanno con una cerimonia i nuotatori periti, il tecnico Paolo Costoli e il telecronista Nico Sapio e presenzieranno all'affissione di una targa ricordo con la seguente dicitura.

"La Federazione Italiana Nuoto, nel cinquantesimo anniversario della tragedia di Brema, rinnova il ricordo dei caduti affidandolo alla perenne memoria del movimento natatorio e di tutto lo sport italiano: Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Chiaffredo Rora, Daniela Samuele, il tecnico Paolo Costoli e il telecronista Nico Sapio".

Le cerimonie si svolgeranno presso le seguenti piscine:
Genova. Complesso la Sciorba, in via Adamoli 57 ove è dedicata una sala a Nico Sapio
Firenze. Piscina Paolo Costoli, in piazza Enrico Berlinguer 2
Trieste. Centro federale Bruno Bianchi, in passeggio Sant'Andrea 8
Torino. Piscina Usmiani, via Pier Domenico Olivero 40 (Dino Rora)
Milano. Piscina Daniela Samuele, via Trani 1
venezia. Piscina Amedeo Chimisso, Fondamenta del Rio 2 Saccafisola
Bologna. Piscina Carmen Longo, via dello Sport Andrea snc
Roma. Foro Italico, via Largo de Bosis 3 (Sergio De Gregorio e Luciana Massenzi)

UN MINUTO DI SILENZIO NEGLI EVENTI TRA IL 28 E IL 31 GENNAIO. Prima dell'inizio di tutte le manifestazioni nazionali e regionali che si svolgeranno sotto l'egita della Federazione Italiana Nuoto tra giovedì 28 e domenica 31 gennaio sarà osservato un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime.

COPPA CADUTI DI BREMA - CAMPIONATO ITALIANO A SQUADRE. Come ogni anno la Federazione Italiana Nuoto ha deciso di abbinare l'intitolazione del Campionato Nazionale a squadre di nuoto alla Coppa Caduti di Brema. Le prime 8 società maschili e femminili e le successive 8 parteciperanno alle rispettive finali nazionali di serie A1 e A2, in programma domenica 24 aprile 2016 allo Stadio del Nuoto di Riccione, in vasca da 25 metri, all'indomani dei Campionati Assoluti Primaverili (19-23 aprile, vasca da 50 metri), con diretta televisiva su Rai Sport. Saranno invitati alla manifestazione i parenti delle vittime e sarà trasmesso il docu-film patrocinato della Federnuoto e realizzato da Francesco Zarzana dal titolo "Tra le Onde nel Cielo". Nella finale di A1 maschile a sfidare i detentori del Circolo Canottieri Aniene saranno l'altra società laziale Larus Nuoto, due società lombarde (SMGM Team Lombardia e Nuotatori Milanesi) e quattro club emiliani (Usip Bologna, Imolanuoto, De Akker Team e Azzurra 91); in campo femminile a contrastare il cammino delle campionesse uscenti del Circolo Canottieri Aniene saranno ancora due società lombarde (SMGM Team Lombardia e Team Insubrika), due emiliane (Azzurra 91 e Imolanuoto), la piemontese Rari Nantes Torino, la toscana Nuoto Livorno e la ligure Andrea Doria. Al termine della fase regionale. Le società Tirrenica Nuoto per il settore femminile con 10962 punti e Rari Nantes Torino per quello maschile con 11259, che si sono classificate diciassettesime nelle graduatorie generali, hanno vinto il titolo di "Campione italiano a squadre di serie B" della stagione 2015/2016. Seguono tutte le classifiche ufficiali.

Squadre finaliste serie A1 maschile

CC Aniene 13270
Larus Nuoto 13094
SMGM Team Lombardia 12510,5
CN Uisp Bologna 12449
Imolanuoto 12194
De Akker Team 12083
Nuotatori Milanesi 11959
NC Azzurra 91 11938

Squadre finaliste serie A1 femminile

CC Aniene 13143
SMGM Team Lombardia 12377
RN Torino 12164
NC Azzurra 91 12097
Andrea Doria 11966
Nuoto Livorno 11896
Imolanuoto 11874
Team Insubrika 11613

Squadre finaliste serie A2 maschile

Nuoto Livorno 11903
Swim Pro SS9 11807
CN Torino 11770
Team Veneto 11693
Team Insubrika 11515
Gestisport Coop 11431
Nuotatori Trentini 11388
Florentia Nuoto Club 11384

Squadre finaliste serie A2 femminile

CN Uisp Bologna 11604
Gestisport Coop 11367
Tiro a Volo Nuoto 11352
Aurelia Nuoto 11295
CC Napoli 11245
Team Veneto 11215
Bolzano Nuoto 11211
Vittoria Alata Brescia 10971

Podio campionato serie B maschile

RN Torino 11259
Nuotatori Pistoiesi 11069
Aurelia Nuoto 11069

Podio campionato serie B femminile
Tirrenica Nuoto 10962
RN Trento 10928
Swim Pro SS9 10924