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La forza del nuoto e l'esempio di Monica

Federazione
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Chi nuota ha sempre una marcia in più. Lo dimostrano ogni giorno i nostri tesserati e i nostri praticanti, che superano limiti fisici e barriere sociali. Lo abbiamo visto ultimante, in occasione dei campionati europei di salvamento di Riccione, ai quali hanno partecipato anche atleti master over 70 capaci di record mondiali, ce lo sta dimostrando quotidianamente Manuel Bortuzzo con la sua energia e la sua forza. Il nuoto va oltre ogni limite, non soltanto cronometrico.
Secondo l'ISTAT nel 2016 oltre 3.200.000 persone in Italia hanno dichiarato di essere affette da diabete, il 5,3% dell'intera popolazione: il 64% di loro non pratica attività fisica, il 26% è obeso. Dodici casi ogni 100.000 abitanti colpiscono la popolazione al di sotto dei 15 anni e tra molti di loro ci sono giovani nuotatori. Il diabete non dev'essere considerato un impedimento alla pratica sportiva che, peraltro, ha un valore terapeutico perché aiuta a regolare i valori della glicemia e il compenso metabolico. Però ha bisogno, come è ovvio, di un consono regime alimentare e comportamentale che il medico curante indicherà al paziente.
Per rendere più semplice e favorire la fruibilità del nuoto e degli sport acquatici la Federazione Italiana Nuoto ha consentito, in allenamento e competizioni di nuoto, sincronizzato e fondo, l'utilizzo del microinfusore sottocutaneo di insulina e del sistema sottocutaneo di monitoraggio continuo della glicemia. Questo sistema, che prevede anche l'eventuale cerotto di copertura, sarà permesso previo la relativa certificazione medica. Nulla osta, ovviamente, l'utilizzo nel corso delle competizioni per controllare la glicemia nelle fasi immediatamente precedenti le gare e in quelle successive.
Ne parliamo con Monica Piore, atleta master e autrice di molteplici imprese sportive. Nata a Mesagne, in provincia di Brindisi, 43 anni fa, a cinque anni ha scoperto di essere affetta da diabete mellito di tipo 1, la più grave forma di diabete. "Sono stata catapultata in un mondo complesso, fatto di controlli e insulina - racconta - poi ho deciso di avvicinarmi allo sport e all'età di 11 anni ho iniziato a giocare a pallavolo. Arrivata ad un certo punto, però, mi è stato negato il certificato agonistico. E' stato un colpo duro per me che volevo essere un'atleta e mi sentivo tale. A 17 anni ho cominciato a nuotare e l'istruttore di allora mi disse che avevo delle potenzialità incoraggiandomi nella scelta. A febbraio del 2004 vinsi la mia prima medaglia ai campionati regionali, bronzo nei 400 stile libero, ed allora ho capito che la malattia non poteva impedirmi di gareggiare ed essere uguale alle altre. Si può dire che in quel momento è partito il mio progetto, la mia battaglia per informare l'opinione pubblica e far capire che anche un diabetico, se è ben seguito, può diventare un atleta; ha soltanto un problema in più da gestire e non un impedimento".
Tesserata per la squadra master della Sottosopra Brindisi, il 21 luglio 2007, a 31 anni, ha attraversato a nuoto lo stretto di Messina, diventando la prima donna a percorrere quel tratto di mare nelle sue condizioni e diventando un esempio per chi desidera coniugare sport e diabete. "Una gara più di difficile di quanto possa sembrare - spiega - Circa tre chilometri tra le correnti forti dove è difficile mantenere la rotta. Poi sono andata sempre migliorando: nel 2010 i 21 chilometri del Golfo di Napoli, nel 2015 un tour di due mesi con una traversata in ogni regione, mare fiume o lago che fosse".  
Tra 2012 e 2013 ha partecipato ai mondiali di nuoto e ai World Master Games. Nel 2014, tesserata Fimco, ha pubblicato il libro: "Il mio mare ha l'acqua dolce" (Mondadori) con l' obiettivo che accompagna tutte le due attività: dimostrare al mondo che il diabete è una malattia, ma non una barriera, e che imparando a gestirlo si può vivere una vita attiva e felice. Per promuovere l'importanza dell'attività fisica e per far conoscere il diabete, nell'estate del 2015 ha girato l'Italia con "Volando sulle onde della vita", un tour di 22 tappe, 7650 km percorsi in camper e 60 km a nuoto. "Mi piace l'idea di poter essere utile agli altri, a chi come me convive con la malattia, imparando a gestirla con l'attviità fiscia e il nuoto in particolare. Quest'anno una ragazzina di 14 anni, Simona D'Andrea di Catanzaro, affetta da diabete di T1, ha partecipato alla traversata dello Stretto di Messina riuscendo anche a salire sul podio".
Monica può essere orgogliosa di se stessa. Il messaggio sta arrivando. La Federazione Italiana Nuoto è stata la prima a recepirlo. "Ringrazio la FIN, il presidente Paolo Barelli e il professor Marco Bonifazi (responsabile della commissione medico-scientifica e del centro studi, nonché coordinatore dei settori agonistici, ndr) che hanno dimostrato subito grande sensibilità. Ciò mi emoziona molto e mi auguro, dal profondo del cuore, che anche le altre federazioni prendano esempio dalla FIN". Da questa stagione, infatti, in alcuni corsi di formazione e aggiornamento federali sarà affrontato anche l'argomento diabete.
Monica Priore da diversi anni collabora con la Società Italiana di Diabetologia Pediatrica, con la Società Italiana di Diabetologia e con l’Associazione Medici Diabetologi ponendo al loro servizio le esperienze acquisite; il 13 novembre 2016 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell'ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella "per la testimonianza dell'importante contributo dello sport nel superamento dei limiti derivanti dalla malattia". Prossimo obiettivo? "I campionati regionali a febbraio. Non vedo l'ora di tornare a gareggiare. Ho saltato i campionati italiani estivi, ma adesso sono pronta a riprendere a nuotare".
 
Foto tratta da monicapriore.it