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Nota della Federnuoto

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Pubblichiamo la lettera che il Presidente Barelli ha inviato venerdì 22 aprile al Consigliere Zilia Bonamini Pepoli, e per conoscenza al CC Aniene, e le e-mail dei Consiglieri Dibiasi e Postiglione all'indomani delle dimissioni

ROMA
In relazione alle notizie diffuse a mezzo stampa inerenti la premiazione di Paolo Bossini dei 200 rana ai Campionati Italiani Assoluti Primaverili di nuoto, disputati a Riccione dal 13 al 17 aprile, pubblichiamo la lettera che il Presidente della Federnuoto Paolo Barelli ha inviato venerdì 22 aprile al Consigliere Federale Marco Zilia Bonamini Pepoli, e per conoscenza al Consiglio Direttivo del Circolo Canottieri Aniene, e le lettere che i Consiglieri Federali, nonché straordinari campioni del più o meno recente passato, Klaus Dibiasi e Francesco Postiglione hanno inviato via e-mail al dott. Zilia, e per conoscenza alla Federnuoto, all'indomani delle dimissioni dal Consiglio Federale.
  
Caro Marco,
Ti scrivo a seguito della telefonata di ieri, in cui mi informavi dell’episodio accaduto a Riccione in occasione della premiazione della gara dei 200 rana maschili ivi effettuata da Paolo Bossini.
A quanto mi dici, il Consiglio Direttivo del Circolo si è offeso per la richiesta di effettuare la premiazione in abiti civili, che il dirigente addetto al cerimoniale, sig.ra Laura Del Sette, ha fatto all’azzurro Paolo Bossini, presente, ma non partecipante ai Campionati.
A premessa dell’accaduto, ricordo che il giorno prima dell’episodio lamentato sono stato a lungo con Paolo e la moglie, esprimendo il mio incoraggiamento e il mio augurio per un pronto ritorno nelle corsie di gara.
La proposta di effettuare la premiazione  è stata fatta a Paolo dal Direttore sportivo della FIN Gianfranco Saini nel corso di un affettuoso colloquio avvenuto il sabato.
Al momento della premiazione Paolo si è presentato nella zona del cerimoniale con la tuta sociale.
La sig.ra Del Sette, sulla base di procedure standard, che stabiliscono che chi premia, al contrario di chi è premiato,  rappresenta l’istituzione e non se stesso o il suo club, lo ha pregato di togliere la giacca della tuta, avendo come risposta da Paolo che doveva sentire in merito il tecnico dell’Aniene.
In proposito, a conferma che si tratta di una prassi consolidata, basta fare riferimento alle premiazioni effettuate sia nel corso dei Campionati Assoluti, sia in quelli di Categoria, dove questa impostazione ha trovato sempre puntuale riscontro, sia da parte dei Consiglieri Federali, sia dei tecnici o atleti coinvolti.
Probabilmente se tu o io fossimo stati presenti la questione si sarebbe risolta in tempi ancor più rapidi dei pochi minuti che sono stati necessari a dirimerla.
Resta il fatto che il tecnico della società ha avuto una reazione forte, probabilmente anche perché non è a conoscenza del protocollo, facendo sapere al direttore sportivo Saini che l’atleta non avrebbe effettuato la premiazione se non indossando i colori sociali.
A questo punto, dopo non più di 5 minuti durante i quali nessun altro oltre i citati è stato portato a conoscenza del problema e pertanto senza alcuna rilevanza all’esterno,  la sig.ra Del Sette ha posto fine alla questione, aderendo alla richiesta affinché Bossini effettuasse la premiazione indossando la giacca della tuta sociale.
Così è avvenuto e Bossini ha effettuato la premiazione e le interviste con la TV e con la stampa indossando la giacca con i colori sociali dell’Aniene.
Questi sono i fatti. Non comprendo come un gesto di stima e di onore da parte della FIN verso un prestigioso atleta azzurro in una situazione delicata possa essere rappresentato come elemento di disonore, cancellando un momento bellissimo di sport e di affetto. 
In proposito segnalo come una linea guida fondamentale della FIN sia da sempre il totale rispetto di ogni club, dei suoi dirigenti e dei suoi atleti.
Per quello che riguarda l’Aniene in particolare, non posso non ricordare come nel passato e attualmente non sia mai mancata da parte della FIN una chiara considerazione nei confronti dell’Aniene e dei suoi rappresentanti.
Basti in proposito citare l’opera svolta del mai dimenticato avvocato Roberti, scomparso proprio mentre si recava a sostenere la nazionale in allenamento collegiale; l’indimenticabile “Signore” avvocato Perrone, compianto presidente della FIN; il ruolo di responsabilità ricoperto dall’avvocato Tobia alle soglie del 2000; l’avvocato Picone tuttora Presidente della Corte Federale, massimo organo di giustizia in FIN; l’avvocato Ciavarro, atleta dell’Aniene degli anni ’70, storico legale della FIN; Claudio Rossi, anche lui atleta Aniene nello stesso periodo, consulente amministrativo della FIN; Gianni Nagni decennale tecnico federale ai vertici delle squadre nazionali.
Potrei riempire più di una pagina per menzionare le personalità legate all’Aniene ed all’ambiente delle società che contribuiscono o hanno contribuito alla crescita del nostro movimento, a dimostrazione della considerazione in base alla quale ci sono sempre state “porte aperte”, anzi “spalancate” da parte della Federazione per l’Aniene e per tutte le altre società meritevoli e disponibili.
Penso che tu più di chiunque altro, per la frequentazione del Consiglio Federale, ma anche per i tuoi riferimenti a Marco Bonifazi, Gianfranco Saini e all’intero staff tecnico, possa essere il più convinto testimone che non vi siano mai state manovre esplicite o sotterranee nei confronti di qualcuno, in particolare dell’azzurro Paolo Bossini, che sta competendo per la “gara” più importante della sua vita e che ha tra i suoi primi tifosi la FIN e tutti noi.
Spero con quanto scritto di aver contribuito a chiarire ogni possibile equivoco.
Con stima ed affetto.

Paolo Barelli
 
leggi la lettera del Presidente Barelli in originale
  
Ciao Marco,
ti rispondo perché mi sento in dovere di risponderti come collega di CF e come amico, anche se forse non dovrei immischiarmi non essendo stato presente all'accaduto.
Per me, che vedo le cose dal di fuori, ti sei sicuramente fatto prendere dalla fretta di rispondere a caldo a una situazione che sicuramente è stata ingigantita dalle tensioni che mi risultano danneggiare il Nuoto Italiano negli ultimi tempi.
Tu menzioni il fatto di aver accettato il mandato di Consigliere Federale anche per contribuire a "sanare antiche fratture", fratture che però secondo me sembrano essere più recenti che antiche, e che tu invece di cogliere il momento che ti si presenta per appianarle ti lasci condizionare prendendo con la tua dimissione una decisione così sproporzionata all'accaduto.
Per me un atleta attivo non deve essere mandato ad effettuare una premiazione in rappresentanza della società perché questo compito aspetta in genere ai dirigenti stessi e dimostra mancanza di rispetto verso l'organizzazione della gara e comunque verso tutti gli atleti premiati.
Nel caso particolare descritto, il Dott. Saini ha pensato bene a fare un'eccezione trattandosi di un atleta che non ha gareggiato, ma che ha avuto un problema non indifferente di salute e ha voluto con questo gesto, dimostrargli tutto l'affetto del suo ambiente che lo stima e che lo rivorrebbe in acqua presto.
A mio avviso tutto quello che è avvenuto dopo è veramente di poco rilievo in paragone alla decisione Federale di invitare un atleta meritevole della Nazionale ad eseguire una premiazione.
Laura Del Sette in quel momento non ha certo pensato alle "fratture" ma voleva sicuramente avere una premiazione il più ufficiale possibile.
Mi dispiace che nel NUOTO, che ci dà sempre moltissime soddisfazioni, ora regni un'atmosfera così acida da non aver saputo apprezzare questa decisione importante a favore di Paolo Bossini che è dell'Aniene sì ma che in primo luogo è della Nazionale Italiana.
Marco, ti stimo molto e spero che dopo averci pensato su un po'  tu possa darmi ragione e tornare sui tuoi passi continuando ad inseguire i tuoi e comunque i nostri ideali sportivi combattendo per essi nel CF.
Ti abbraccio.
Klaus Dibiasi
 
Carissimo Marco,
ho letto con dispiacere la tua lettera di dimissioni dal Nostro Consiglio Federale; dico Nostro in quanto, essendo entrato con te nel Consiglio da poco, penso (e sono sicuro di non offendere nessuno) che il nostro ingresso abbia portato una ventata di freschezza alla Federazione.
Non ero presente nell’evenienza contestata, ma ho la sensazione che si stia ingigantendo un “falso problema”; a prescindere da qualsivoglia prassi o previsione del protocollo infatti, è stato consentito a Paolo di effettuare la premiazione vestendo i propri colori sociali. Scelta, a mio sommesso avviso, dettata esclusivamente dal buon senso di non rendere un momento di gioia e festa un elemento di frizione e contrapposizione sterile, che avrebbe sortito l’unico effetto di non consentire a Paolo di premiare i vincitori, né a questi ultimi di ricevere il riconoscimento loro spettante da un Campione cui tutti sono legati da particolare affetto e stima.
Lo stesso buon senso dovrebbe dunque portare a ritenere chiusa la questione: semplicemente perché - passami il curialesco - “non c’è materia del contendere”; a meno che, inspiegabilmente contravvenendo ai Tuoi stessi nobili propositi come evidenziati nella Tua, non abbia deciso di dare tu vita - con le Tue dimissioni - a frizioni, divisioni e attriti che appaiono davvero incomprensibili visto l’episodio originante la Tua decisone.  
Siccome sono certo che non è questa la Tua intenzione, nel ricordarTi che stiamo lavorando alacremente per il Consiglio e tu stai dando il tuo ottimo contributo, non penso che il descritto episodio possa essere fondatamente sotteso alle Tue dimissioni che - per ciò che mi riguarda - respingerò con tutta le mie forze e che ti chiedo di ritirare, consentendomi di continuare a condividere con Te altre battaglie per il bene della Nostra Federazione.
Ti abbraccio.
Con immutato affetto e stima.
Francesco Postiglione