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60 anni dalla Tragedia di Brema. Il ricordo alla Camera dei Deputati del presidente Barelli. Video

Nuoto
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Ricorrono 60 anni dalla tragedia di Brema, il più grave lutto che ha colpito la storia del nuoto italiano. Allora un aereo della Lufthansa partito da Francoforte - il Convair Metropolitan - precipitò in fase di atterraggio nei pressi dell'aeroporto di Brema. Nessun superstite. Tra le 46 vittime vi era una selezione della nazionale di nuoto composta da Bruno Bianchi (22 anni), Amedeo Chimisso (19), Sergio De Gregorio (19), Carmen Longo (18), Luciana Massenzi (20), Chiaffredo Dino Rora (20), Daniela Samuele (17) accompagnati dall'allenatore Paolo Costoli (55) e con al seguito il giornalista Nico Sapio (36), telecronista nato a Novara, impiegato presso la sede RAI di Genova e voce del nuoto italiano nelle occasioni importanti. Tutti erano diretti al meeting di Brema, la più prestigiosa manifestazione della stagione invernale trasmessa in eurovisione e a cui partecipavano anche atleti extraeuropei: americani, australiani e asiatici che era solito incontrare solo ai Giochi Olimpici.
La tragedia colpì profondamente il sentimento pubblico. Fu proclamato lutto nazionale e ai funerali parteciparono il Presidente del Consiglio Aldo Moro e il Ministro della difesa Giulio Andreotti, oltre a migliaia di persone. Inoltre quei giovani rappresentavano gran parte della nazionale dell'epoca; erano un modello per i tanti praticanti e la loro perdita creò un buco generazionale sportivo colmato solo dopo molto tempo.
Il presidente Paolo Barelli li ha ricordati solennemente alla Camera dei Deputati con il discorso che segue:

Signor Presidente,
Onorevoli Deputate e Deputati,
 
sessant’anni fa, il 28 gennaio 1966, nel cielo plumbeo di Brema si consumò una delle tragedie più laceranti della storia dello sport italiano.
Un aereo della Lufthansa, partito da Francoforte e diretto in Germania Ovest per il più importante meeting internazionale della stagione invernale di nuoto, precipitò in fase di atterraggio.
Nessun superstite.
Tra le quarantasei vittime vi erano sette giovani atleti della Nazionale italiana di nuoto: Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Chiaffredo “Dino” Rora e Daniela Samuele.
Avevano tra i diciassette e i ventidue anni.
Con loro l'allenatore Paolo Costoli e Nico Sapio, giornalista della RAI di Genova incaricato della telecronaca dell’evento sportivo trasmesso in eurovisione.
Quella sera, mentre l’Italia ignara seguiva il Festival di Sanremo, si spegneva in un istante una generazione di straordinari nuotatori.
Nei giorni successivi il Paese intero si fermò. Fu proclamato il lutto nazionale.
Il 3 febbraio 1966, ai funerali solenni, parteciparono migliaia di persone. C’erano cittadini comuni, rappresentanti dello sport, della cultura e delle istituzioni. Si sentì forte e tangibile la vicinanza dello Stato: erano presenti il Presidente del Consiglio Aldo Moro e il Ministro della Difesa Giulio Andreotti.
Quei ragazzi non erano celebri. Non erano ricchi. Erano giovani che si alzavano all'alba per nuotare prima di andare a scuola o al lavoro, per inseguire i loro sogni.
In quei volti c'era l'Italia che credeva nel merito, nel sacrificio, nella bellezza dello sport come educazione morale prima che come competizione.
Quella tragedia fu causata da errori umani, da strumenti imperfetti, da una manovra forse tentata troppo tardi e da tragiche coincidenze, ma
nessuna inchiesta, nessun rapporto tecnico potrà mai colmare il dolore per una perdita così tremenda.
Oggi non ricordiamo la sciagura, ma ragazzi che sarebbero diventati campioni, genitori, cittadini esemplari, modelli per generazioni future. Ne onoriamo la memoria.
Bruno Bianchi, triestino stileliberista, 22 anni, era il capitano della Nazionale.
Amedeo Chimisso, 19 anni, veneziano, dorsista e mistista.
Sergio De Gregorio, 19 anni, romano, stileliberista e delfinista. Carmen Longo, 18 anni, bolognese, ranista e mistista.
Luciana Massenzi, 20 anni, romana, stileliberista e dorsista. Chiaffredo Dino Rora, 20 anni, torinese, dorsista e stile liberista, allora tra i quattro italiani ad avere stabilito un record europeo.
Daniela Samuele, 17 anni, genovese, mistista e delfinista.
Tutti loro erano primatisti italiani e sognavano di partecipare alle Olimpiadi di Città del Messico 1968. Ci sarebbero sicuramente riusciti.
Paolo Costoli, maestro fiorentino di 55 anni, quattro scudetti con la RN Florentia e miglior nuotatore italiano dell’anteguerra con cinque medaglie ai campionati europei.
Nico Sapio, 36 anni, era la voce del nuoto italiano e si avviava ad un'eccellente carriera giornalistica.
A voi, che non avete avuto il tempo di diventare ciò che eravate destinati a essere, e che continuate a nuotare nella nostra coscienza, dedichiamo questo ricordo e il nostro impegno a diffonderlo.
L’Italia del nuoto di oggi è figlia del vostro sacrificio.
Non vi dimenticheremo mai.