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Campionato a Squadre Il libro sui Caduti di Brema

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L'autore de "L'ultima bracciata" ha illustrato l'opera in occasione della finale nazionale. Sono intervenuti anche il Vicepresidente FIN Montella, i consiglieri Benati e Rubaudo e il Presidente del Coni provinciale Armano

NOVARA
Nella piscina Sporting Village di Novara, in occasione della finale del campionato nazionale a squadre di nuoto – 46^ Coppa Caduti di Brema, nell'intervallo tra le gare de mattino e quelle pomeriggio, l'autore del libro “L'ultima bracciata” (Infinito Edizioni) Francesco Zarzana, con la prefazione del Presidente della FIN Paolo Barelli, ha incontrato oggi il VicePresidente della FIN Salvatore Montella, i Consiglieri Federali Marco Benati e Stefano Rubaudo, il Presidente del Coni Provinciale Mario Armano, il Delegato FIN di Novara Renzo Bellomi, il VicePreridente del Comitato FIN Piemonte Marco Sublimi e i giornlaisti per proporre l'opera che raccoglie testimonianze e racconti sule vite dei giovani azzurri del 1966. “E' stato un lavoro di ricerca lungo e complesso, soprattutto emotivamente. Un anno di lavoro su un avvenimento di 46 anni fa che conoscevo parzialmente, da ex atleta che partecipava alle edizioni regionali della Coppa Brema. Da adulto ho voluto sapere di più sul significato di questa manifestazione e quando ho scoperto che sette giovani nuotatori, il loro allenatore e un cronista della Rai perirono in un incidente aereo che li avrebbe portati all'importante appuntamento internazionale, in me è nata l'idea di raccontare quanto accaduto . E per farlo ho incontrato buona parte dei familiari, nei quali malgrado sia passato tanto tempo c'è ancora un dolore intatto. Il libro entra nella vita di questi ragazzi e ne racconto sogni, speranze e aspettative di vita. Un crudele destino li ha portati a perire dopo rocamboleschi cambi di programma e ne traccio con dovizia di particolari le ultime ore. Nella seconda parte affronto l'inutile inchiesta fatta in Germania nella quale si voleva difendere la compagnia aerea da alcune responsabilità, mentre nella parte conclusiva ho cercato di mettere in luce le testimonianze dei loro compagni di squadra, amici ed anche giornalisti ed intellettuali che non sono rimasti indifferenti a questa tragedia. Da Pasolini a Dino Buzzati, così come Aronne Anghileri che è stato l'ultima persona che li ha visti salire sull'aereo per averli accompagnati in aeroporto”.
“Un altro motivo che mi ha spinto a scrivere il libro – continua l'autore – perché da tesserato FIN e attuale commissario di pallanuoto ho sempre notato grande attenzione da parte della Federazione e delle società. Ci tenevo a dare anch'io, nel mio piccolo, un contributo che permettesse di fare conoscere anche al di fuori del mondo del nuoto questa triste vicenda che ha segnato profondamente la storia del nuoto e dello sport azzurro in generale. Venire a Novara, proprio in occasione della finale del campionato nazionale a squadre – 46^ Coppa Caduti di Brema per me acquista un significato ancora più profondo e incontrare le istituzioni e i giornalisti locali, tra l'altro nella città che ha dato i natali al cronista Nico Sapio, rappresenta un nuovo coinvolgimento emotivo. Ringrazio nuovamente la Federazione e le autorità di Novara per avermi dato la possibilità di parlare del mio lavoro”.
Il VicePresidente della FIN Salvatore Montella, nel portare i saluti del Presidente federale Paolo Barelli, ha sottolineato quanto la Federazione abbia a cuore questa manifestazione. "Ricordo, come se fosse oggi, la sera precedente alla patenza per Brema la gioia della atleta Daniela Samuele nell'apprendere di essere stata convocata per il meeting internazionale in Germania. Ero con lei e i suoi genitori nella piscina Cozzi di Milano. Per oltre dieci anni, ogni 28 gennaio, la Federazione ha organizzato una messa di suffragio e ancora oggi al Tempio Sacrario degli sport acquatici a Brunate, vicino Como, si svolge una messa in loro memoria". 
"La sera dell'incidente - conclude Montella - si disputavano i campionati regionali di nuoto; fu convocata una riunione tra genitori, allenatori e dirigenti per discutere sull'opportunità di sospendere o meno le gare. Con grande maggioranza fu scelto di effettuare le gare proprio in rispetto di questi ragazzi. Il modo migliore per ricordarli è nuotare".   





Massimo Cicerchia
Nostro inviato