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Olimpiadi. Pellegrini come Phelps. Storica quinta finale nei 200 sl

Nuoto
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Pronti, via e il programma del nuoto al Tokyo Aquatics Centre si apre con Federica Pellegrini che realizza il sogno nei 200 stile libero. La divina Fede va a tutto gas dalla corsia 8 della seconda semifinale e chiude in 1’56”44 (57"11 ai 100) per il settimo tempo complessivo. Vince la batteria la statunitense Katheleen Ledecky (detentrice del record olimpico con 1’53”61) in 1’55”34, ma la più veloce di tutte è l’australiana Ariarne Titmus (già d'oro nei 400) con 1’54”82 nella serie precedente serie. L’altra americana Allison Schmitt, olimpionica del 2012, chiude in 1’56”87 e rimane fuori. In cinque già nuotano sotto all' 1'56 con l'atleta di Hong Kong Siobhan Bernadette Haughey, 1'55"16, e la cinese Yang Junxuan, 1'55"98. Piange di commozione Federica. In questa gara è condensata tutta la sua carriera. “Non trovo le parole”, dichiara emozionata. “Adesso sarà puro divertimento. Felice di esserci e di aver coronato un altro sogno".
La sua prestazione nelle eliminatorie aveva un po' preoccupato ma lei, da grande campionessa quale è, lo aveva mascherato bene promettendo “il cambio di marcia”. Sfida accettata, con il cronometro soprattutto, e sfida vinta per la quinta finale olimpica nella stessa disciplina: record mai raggiunto prima da una donna che eguaglia la serie di Michael Phelps nei 200 farfalla.
Federica Pellegrini, che dal 29 luglio 2009 detiene il record mondiale dei 200 stile libero (1'52"98), mercoledì 28 luglio sarà di nuovo tra le otto protagoniste di un’altra finale stellare. “Era l'obiettivo di questa olimpiade più che mai difficile. Ci abbiamo creduto fino alla fine, insieme ad uno staff incredibile", dice la 32enne di Spinea, 33 il 5 agosto, tesserata col il CC Aniene ed allenata da Matteo Giunta al centro federale di Verona che porta il nome del mentore del nuoto italiano e suo allenatore "Alberto Castagnetti" scomparso nell'autunno del 2009.
Nella sua lunga carriera - che l'ha vista olimpionica a Pechino 2008, nonché argento ai Giochi ad appena 16 anni e 12 giorni ad Atene 2004 e portabandiera a Rio de Janeiro 2016, quattro volte campionessa mondiale nel decennio dal 2009 al 2019 nei 200 stile libero ed unica ad averne conquistato la medaglia iridata in otto edizioni consecutive - di emozioni ne ha vissute tante e tutte condivise con il suo pubblico. Questa volta il tifo arrivava soltanto da casa, ma lei porta nel cuore e nei muscoli tutto l'affetto degli italiani. "L'obiettivo di questa Olimpiade estremamente difficile, con un anno di ritardo, il Covid, la ricorsa alla preparazione, era senza dubbio il raggiungimento della quinta finale. Sarà l'ultima, come ho già detto, e cercherò di godermela fino alla fine. Forse sarà la prima finale olimpica divertente della mia carriera". Poi torna seria e analizza la gara. "Oggi sono andata da sola perché sapevo che in corsia laterale potevo nuotare solo così, aggrappandomi a tutta l'esperienza acquisita in questi anni. Un pochino vedevo le altre, ma mi basavo soprattutto su me stessa. L'ultimo cinquanta è quello in cui ho messo dentro tutto quello che mi era rimasto. Sono orgogliosa del terzo tempo nella batteria e della qualificazione". In batteria non si è piaciuta e a distanza di 24 ore lo ammette liberamente. Adesso può dirlo. "Ho disputato proprio una bruttissima gara, forse ho pagato il sotto ritmo della prima parte. Però alla fine è andata bene e sono contenta per tutto e per tutti; contenta anche per il mio staff che da due anni mi spinge in ogni allenamento: dal tecnico al fisio, dalla psicologa alla dottoressa al nutrizionista, alla mia famiglia, cani compresi". Chiude dicendo che "il reparto medaglie per domani è chiuso. Non sono una che si prende in giro. Non mi smonto, ma con l'età ho imparato a pormi degli obiettivi fattibili. E’ un anno che nuoto 1’56” e conosco il mio corpo. Farò del mio meglio e vedremo; me la godrò tutta. Secondo me vincerà la Titmus che potrebbe avvicinare il mio record mondiale. Ovviamente farò il tifo per la linea rossa”, conclude Fede. Con lei in vasca mai dire mai.

Medaglia sfumata ma gara superba di Thomas Ceccon, quarto nella finale dei 100 dorso con il record italiano di 52"30, migliorando il precedente di 52"49 che aveva stabilito in batteria. Venti anni di Schio, seguito da Alberto Burlina per Fiamme Oro e Leosport, è tra gli alfieri della nouvelle vague del nuoto azzurro, esploso con tre medaglie in staffetta ai recenti europei di Budapest. "Sono un po' arrabbiato per il terzo posto mancato, ma sono super soddisfatto della mia prestazione. Non pensavo di riuscire a fare meno del tempo nuotato in batteria; ho dato il meglio di me e ci sono riuscito. Davanti sono andati tutti fortissimo. Personalmente sono ancora emozionato per la medaglia d'argento con la staffetta e queste prestazioni sono un passo in avanti importantissimo per il prosieguo della mia carriera". Al terzo posto lo anticipa di 11 centesimi lo statunitense Ryan Murphy (52"19). Oro e argento al collo per i russi Evgeny Rylov con 51"98 che vale il record europeo e Kliment Kolesnikov in 52"00. "Un decimo in meno oggi non sarei riuscito a nuotarlo - continua Ceccon - "Questo era il massimo. Non ho rimpianti per la gara. Ovviamente dispiace per la medaglia. Ho comunque migliorato il mio record di due decimi. Adesso voglio e devo rimanere concentrato sulle gare fino alla fine; penso anche alle staffette miste e cercheremo di dare il massimo nei 100 stile libero per migliormi. Sto bene in acqua e si è visto - conclude con un sorriso l'enfant prodige del nuoto azzurro - Mi sento carico. Basti pensare che mi sono depilato le gambe e perfino le braccia, non lo faccio mai".

Nella finale dei 100 rana - che vede Lilly King abdicare al cospetto della 17enne connazionale Lydia Jacoby, prima nuotatrice dell'Alaska a far parte della squadra olimpica che vince con 1'04"95 - Martina Carraro è settima con il tempo di 1'06"19. "Il podio era molto difficile. Con questo tempo ai mondiali si arrivava terze. Sono contenta di esserci stata e sono contenta della vittoria di Lydia Jacoby. In questa Olimpiade si sono visti già diversi giovani farsi avanti. Va bene così", dice sorridendo la 27enne di Genova, tesserata per Fiamme Azzurre e Azzurra 91, allenata da Cesare Casella, bronzo iridato ed europeo in carica e fidanzata con il ranista Fabio Scozzoli. La campionessa olimpia e bimondiale King è terza con 1'05"54 e davanti a lei chiude anche la sudafricana Tatjana Schoenmaker in 1'05"22. Fuori dal podio anche la russa Yuliya Efimova, vice campionessa olimpica e mondiale, che finisce quinta con 1'06"02, così come la campionessa europea, la svedese Sophie Hansson, sesta in 1'06"07.

Ingresso in finale anche per Federico Burdisso con il quarto tempo delle semifinali dei 200 farfalla. Il primatista italiano con il 1'54"28 del 19 maggio scorso a Budapest, chiude in 1'55"11, tre centesimi meglio del crono in batteria. "Quello che contava di più era entrare in finale - spiega il talento pavese, tesserato per Esercito e Aurelia Nuoto, allievo di Simone Palombi - In finale i tempi contano poco, conta chi mette la mano davanti". Sarà una finale stratosferica. Davanti a lui, insieme all'asso ungherese e primatista mondiale Kristof Milak, autore di 1'52"22, ma capace di nuotare 1'50"73 il 24 luglio del 2019 ai mondiali in Corea del Sud e di sottrarre il primato a Michael Phelps che lo deteneva da 10 anni, al momento ci sono il brasiliano Leonardo de Deus (1'54"97) e il sudafricano Chad le Clos (1'55"06), olimpionico del 2012 davanti a Phelps. Federico Burdisso è abituato a lottare. Generoso e determinato, talento cristallino. Si è forgiato in giro per il mondo. Ha studiato per due anni a Mount Kelly in Inghilterra per poi trasferirsi a Chicago, negli Stati Uniti, presso la Northwestern University, da cui è rientrato a causa della pandemia. "La gara non è certo ristretta a noi quattro; se dovessi fare il mio personale o qualcosina in meno posso andare sul podio. Siamo tutti molto stanchi, io per primo. Vedrò di recuperare bene questa notte e nel pomeriggio. Ha ragione le Clos a dire che Milak è strafavorito, ma anche lui non scerza. Direi che dietro all'ungherese siamo un po' tutti sullo stesso livello", sottolinea l'argento europeo nonché quarto agli ultimi mondiali.

Martedì 27 luglio / Semifinali e finali 

semi 200 stile libero fem
1. Ariarne Titmus (AUS) 1'54"32
7. Federica Pellegrini 1'56"44 qualificata alla finale

200 stile libero mas
1. Tom Dean (GBR) 1'44"22
nessun azzurro in gara

100 dorso fem
1. Kaylee McKeown (AUS) 57"47 record olimpico
nessuna azzurra in gara

100 dorso mas
1. Evgeny Rylov (RUS) 51"98 record europeo
2. Kliment Kolesnikov (RUS) 52"00
3. Ryan Murphy (USA) 52"19
4. Thomas Ceccon 52"30 record italiano (prec 52"49 in batteria)

100 rana fem
1. Lydia Jacoby (USA) 1'04"95
2. Tatjana Schoenmaker (RSA) 1'05"22
3. Lilly King (USA) 1'05"54
7. Martina Carraro 1'06"19

semi 200 farfalla mas
1. Kristof Milak (HUN) 1'52"22
4. Federico Burdisso 1'55"11 qualificato alla finale
15. Giacomo Carini 1'55"95 eliminato

semi 200 misti fem
1. Kate Douglass (USA) 2'09"21
13. Sara Franceschi 2'11"71 eliminata
14. Ilaria Cusinato 2'12"10 eliminata

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foto di Giorgio Scala - DBM / L'uso delle fotografie è consentito solo ed unicamente a testate registrate per fini editoriali. Obbligatorio menzionare i credit.