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Assoluti Unipol. Tragedia di Brema. Istituiti i premi per commemorare gli azzurri scomparsi

Nuoto
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In occasione del Campionato Italiano Unipol - in programma allo Stadio del Nuoto dal 14 al 18 aprile - la Federazione Italiana Nuoto ha deciso di istituire un premio che sarà assegnato al vincitore della specialità di riferimento di ognuno dei sette azzurri prematuramente scomparsi nella Tragedia di Brema, di cui ricorre il 60° anniversario. L'iniziativa, che sarà ripetuta ogni anno, nasce per alimentare ulteriormente il ricordo di Bruno Bianchi, Sergio De Gregorio, Amedeo Chimisso, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Chiaffredo Rora e Daniela Samuele che morirono prematuramente il 28 gennaio 1966, quando un Convair Metropolitan, aereo della Lufthansa partito da Francoforte, precipitò in fase di atterraggio all'aeroporto di Brema. Gli azzurri, che perirono insieme al tecnico Paolo Costoli, al telecronista Nico Sapio e a 37 cittadini tedeschi, avrebbero dovuto partecipare al più importante meeting invernale della stagione, l'unico che consentiva di confrontarsi con atleti americani, asiatici e australiani oltre che ai Giochi Olimpici.

A Bruno Bianchi è dedicato il premio per i 100 stile libero maschili
Bruno era un ragazzo di appena ventidue anni, triestino, capitano della Nazionale e 16 volte primatista italiano. Nuotava nella squadra di Torino sponsorizzata dalla stessa azienda per cui lavorava per pagarsi gli studi universitari, la Fiat. Partecipò alle Olimpiadi di Roma del 1960 e di Tokyo nel 1964 entrando in finale con le staffette 4x100 mista e 4x200 stile libero. Al suo nome è intitolato il Centro Federale di Trieste che ha ospitato, tra l'altro, i Campionati Europei indoor 2005.

A Sergio De Gregorio è dedicato il premio per i 400 stile libero maschili
Sergio non aveva ancora compiuto vent’anni. Nato a Roma, stileliberista e delfinista, vantava cinque titoli italiani assoluti e stabilì 16 record italiani spaziando dai 200 ai 1500 stile dorso. Lavorava di giorno e si allenava di notte per l’A.S. Roma; fu anch’egli finalista ai giochi di Tokyo 1964. Al suo nome è intitolata una delle società romane di nuoto più forte degli anni settanta e ottanta.

Ad Amedeo Chimisso è dedicato il premio per i 100 dorso maschili
Amedeo aveva diciannove anni, era di Venezia. Aveva imparato a nuotare da bambino nei canali della Giudecca e gareggiava per la Rari Nantes Patavium. In suo nome è intitolata la piscina di Sacca San Biagio, a Venezia.

A Carmen Longo è dedicato il premio per i 100 rana femminili
Diciottenne ranista e mistista, Carmen era di Bologna, primatista e campionessa italiana della Rari Nantes ed amava le materie umanistiche e la poesia. A suo nome è intitolata una piscina comunale di Bologna.

A Luciana Massenzi è dedicato il premio per i 100 dorso femminili
La ventenne romana stileliberista e dorsista, era primatista dei 100 dorso, tesserata per la Roma Nuoto e aveva già conquistato quattro titoli assoluti e partecipato agli Europei del 1962 a Lipsia.

A Chiaffredo Rora è dedicato il premio per i 200 dorso maschili
Dino - com'era noto agli amici - era un dorsista e stileliberista torinese di vent’anni, tesserato e impiegato per la Fiat, ed era uno dei quattro nuotatori italiani ad aver detenuto un record europeo: 1’01”9 nei 100 dorso. Aveva conquistato quattro titoli assoluti nei 100 dorso e cinque nei 200 dorso. A suo nome è intitolata una piscina a Torino e la società Libertas Dino Rora.

A Daniela Samuele è dedicato il premio per i 200 misti femminili
Non ancora maggiorenne, la mistista e delfinista genovese cresciuta a Milano era tra le più promettenti nuotatrici dell'epoca. Nuotava per la Canottieri Olona e fremeva dalla voglia di indossare il suo primo abito da sera nel gala del meeting. Le è dedicato un monumento funebre al Cimitero monumentale di Milano e la piscina di via Mecenate.

Leggi l'approfondimento federale per i 60 anni dalla Tragedia
 
Foto Diego Montano / DeepBlueMedia.eu
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