9 anni senza il Maestro. Ci manchi Alberto
Nove anni senza il "Maestro" del nuoto azzurro. Era il tardo pomeriggio del 12 ottobre del 2009 ed Alberto Castagnetti si spegneva nella sua casa di Arbizzano, una frazione di Negrar (Verona). Commissario tecnico della Nazionale Italiana di Nuoto ininterrottamente dal 1987 al 2009, Castagnetti ha allenato campioni del calibro di Giorgio Lamberti, Domenico Fioravanti e Federica Pellegrini. Grazie alla sua conduzione l'Italia del Nuoto ha arricchito il medagliere olimpico con 4 ori, 2 argenti e 7 bronzi, diventando così una delle più rilevanti potenze mondiali. Era una vera e propria icona del nuoto e maestro di vita per tante generazioni di atleti. Cinque anni fa il suo nome è stato scolpito nell'eternità del nuoto mondiale: diciotto lettere che fanno parte della Swimming Hall of Fame; Alberto è diventato il quattordicesimo italiano dopo i nuotatori Novella Calligaris, Giorgio Lamberti e Domenico Fioravanti, i pallanuotisti Geppino e Marco D'Altrui, Gianni De Magistris, Gianni Lonzi, Mario Majoni, Eraldo Pizzo e Cesare Rubini e i tuffatori Giorgio Cagnotto, Carlo Dibiasi e Klaus Dibiasi. La Federazione Italiana Nuoto è sempre vicina alla famiglia di Alberto e ricorda anche la moglie Isabella scomparsa lo scorso anno il 19 maggio. La sua figura è ricordata anche con il premio "Allenatore del'anno" attribuito pochi giorni fa a Stefano Morini e purtroppo origine di una polemica al vaglio della procura federale.
Alberto Castagnetti nasce a Verona il 3 febbraio 1943. Da atleta partecipa ai Giochi Olimpici di Monaco 1972 e ai campionati mondiali di Belgrado 1973, inoltre conquista numerosi titoli italiani con le staffette e si piazza secondo nei 100 stile libero ai campionati assoluti di Napoli nel 1969.
Commissario tecnico della Nazionale Italiana di nuoto ininterrottamente dal 1987, ha allenato campioni del calibro di Giorgio Lamberti, Roberto Gleria, Marcello Guarducci, Domenico Fioravanti e Federica Pellegrini.
Grazie alla sua conduzione l’Italia del nuoto ha arricchito il medagliere olimpico con 4 ori, 2 argenti e 7 bronzi, diventando una delle più rilevanti potenze mondiali, passando per la storica edizione di Sydney 2000 (3-1-2) con gli ori di Domenico Fioravanti (100 e 200 rana) e Massimiliano Rosolino (200 misti), d'argento nei 400 stile libero e di bronzo nei 200 stile libero come Davide Rummolo nei 200 rana.
Nell'ultimo quadriennio della sua conduzione, che ha portato alle Olimpiadi di Pechino 2008, è ulteriormente allungata la striscia di risultati importanti: dal primo storico oro olimpico al femminile di Federica Pellegrini nei 200 stile libero al doppio titolo mondiale di Filippo Magnini nei 100 stile libero, dai record mondiali di Pellegrini nei 200 e 400 stile libero, al primo oro femminile europeo a Budapest 2006 nei 400 misti di Alessia Filippi, alle 60 medaglie internazionali (4 alle Olimpiadi, 5 ai Mondiali, 10 ai Mondiali in vasca corta, 21 agli Europei e 20 agli Europei in vasca corta) di Massimiliano Rosolino, al prestigioso primato continentale della 4x200 stile libero femminile.
Il post Giochi Olimpici 2008 è ripartito con ulteriori grandi soddisfazioni per Castagnetti, il CT più vincente del nuoto italiano. Il 2009, l'anno dei mondiali di Roma, si arricchisce del doppio oro con record del mondo di Federica Pellegrini nei 200 e 400 stile libero, dell'oro nei 1500 e bronzo negli 800 stile libero di Alessia Filippi.
Nel 2013 è stato inserito nella Hall of Fame del nuoto con sede a Fort Lauderdale, in Florida.
Youth Olympic. De Tullio tris, Ceccon quarto
La terza perla di Marco De Tullio nel libro della quinta giornata degli Youth Olympic, in svolgimento a Buenos Aires, che porta il medagliere della giovane Italnuoto a quota nove.
Il tris di De Tullio. Il diciottenne pugliese - seguito da Daniele Borace, tesserato per Sport Project - conferma l'eccellente stato di forma e la costante crescita, conquistando un bronzo tutto carattere negli 800 stile libero. De Tullio - già d'argento nei 400 e di bronzo con la 4x100 stile libero - tocca in 7'55''81 primato personale che abbassa di quasi due secondi il 7'57''66 siglato a Bari lo scorso 27 luglio, proiettandosi al decimo posto tra i performer italiani. Oro al cinese Huy Hoang Nguyen in 7'50''20 e argento al giapponese Keisuke Yoshida in 7'53''85; sesto Johannes Calloni in 8'03''30.
La stanchezza di Thomas. Ai piedi del podio,per due centesimi, Ceccon nei 50 farfalla, già oro nei 50 stile libero, argento nei 200 misti e nei 50 dorso, terzo con la 4x100 sl e nei 100 dorso con il record italiano juniores (53''65). Il 17enne di Thiene - allenato da Alberto Burlina al Centro Federale di Verona e tesserato per Fiamme Oro e Leosport - nuota in 23''65, dopo che in semifinale aveva siglato il miglior tempo in 23''46 primato italiano juniores e cadetti. Ottavo Federico Burdisso in 24''25; davanti a tutti il russo Andrei Minakov in 23''62, seguito dal connazionale Danil Markov e dal norvegese Tomoe Hvas secondi ex aequo in 23''63.
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Gli azzurri in Argentina. Il direttore tecnico azzurro Cesare Butini ha convocato: Federico Burdisso (Tiro a Volo, 50 sl, 200 sl, 50, 100 e 200 farfalla), Johannes Calloni (Gestisport 400 e 800 sl), Thomas Ceccon (Fiamme Oro/Leosport 50 e 100 dorso, 50 e 100 sl, 50 farfalla, 200 misti), Marco De Tullio (Sport Project 200, 400, 800 sl) e Anna Pirovano (IN Sport 100 e 200 rana, 200 misti).
foto Simone Ferraro
Youth Olimpic. Ceccon ancora doppietta
Thomas Ceccon regala emozioni d'oro e d'argento per un'altra entusiasmante doppietta che fa impennare il medagliere dell'Italnuoto agli Olympic Youth, in svolgimento a Buenos Aires, a quota sette dopo quattro giornate.
Inarrestabile Thomas. Il gigante di Thiene - già d'argento nei 200 misti (2'01''29), di bronzo nei 100 dorso, con il record italiano juniores (53''65) e con la staffetta 4x100 stile libero - , è strepitoso oro nei 50 stile libero in 22'33, precedendo il russo Danil Markov (22''37) e l'egiziano Abdelrahman Sameh (22''43). Il 17enne veneto - tesserato per Fiamme Oro e Leosport Villafranca e allenato da Alberto Burlina - nuota in 22''33 primato personale che abbassa di ventiquattro centesimi il 22''57 siglato in semifinale e che a sua volta aveva cancellato il 22''76 stampato agli Assoluti di Riccione lo scorso aprile, proiettandolo al quattordicesimo posto tra i performer italiani.
Ceccon è tipo che si carica gara dopo gara e, neanche il tempo di sciogliersi, che conquista l'argento nei 50 dorso con il personale in 25''27 (precedente 25''45) ad appena cinque centesimi dal record italiano di categoria (25''22 di Simone Sabbioni). Davanti all'azzurro, solo il fuoriclasse russo e primatista del mondo Kliment Kolesnikov - campione europeo a Glasgow nei 50 e 100 dorso - in 24''40. L'allievo di Alberto Burlina, infine, strappa il pass per la finale dei 50 farfalla con il miglior crono in 23''46 record italiano cadetti e juniores, limando venti centesimi al 23''66 che registrò lo scorso 11 agosto ai Categoria a Roma.
Pirovano fuori dal podio. Peccato per la 18enne di Lecco - tesserata per IN Sport e seguita da Riccardo Bianchessi - quinta nei 100 rana in 1'09''16, terza prestazione personale di sempre. Oro alla russa Anastaia Makarova in 1'07''88.
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Gli azzurri in Argentina. Il direttore tecnico azzurro Cesare Butini ha convocato: Federico Burdisso (Tiro a Volo, 50 sl, 200 sl, 50, 100 e 200 farfalla), Johannes Calloni (Gestisport 400 e 800 sl), Thomas Ceccon (Fiamme Oro/Leosport 50 e 100 dorso, 50 e 100 sl, 50 farfalla, 200 misti), Marco De Tullio (Sport Project 200, 400, 800 sl) e Anna Pirovano (IN Sport 100 e 200 rana, 200 misti).
foto Simone Ferraro
Youth Olympic. Burdisso e 4x100 sl di bronzo
Il bronzo di Federico Burdisso nei 100 farfalla e quello della 4x100 stile libero nel racconto della terza giornata degli Youth Olimpic in svolgimento a Buenos Aires, che porta il medagliere della giovane Italnuoto a quota cinque (0-2-3).
Burdisso non tradisce. L'enfant prodige di Pavia si conferma talento implacabile nei grandi eventi e sale sul gradino più basso del podio nei 100 farfalla. Il 16enne lombardo - tesserato per Tiro a Volo, allenato da Simone Palombi e bronzo agli europei di Glasgow nella doppia in distanza (1'55''97 record italiano juniores) - nuota in 52''42 (24''63 il passaggio ai 50) che vale la quarta prestazione personale di sempre. Gara vinta dal russo Andrei Minakov in 51''12, davanti all'ungherese Kristof Milak in 52''42.
Il podio che non t'aspetti. Estremamente dolce e sorridente il finale di programma con il terzo posto, un po' a sorpresa, della 4x100 stile libero partita dalla corsia numero 8. Federico Burdisso (50'06), Thomas Ceccon (49''33), Marco De Tullio (50''84) e Johannes Calloni (51''78) chiudono in 3'22''01. Oro alla dominante Russia - unica a scendere sotto il muro dei 3'20 - che si impone in 3'18''11 e argento al Brasile in 3'20''99.
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Gli azzurri in Argentina. Il direttore tecnico azzurro Cesare Butini ha convocato: Federico Burdisso (Tiro a Volo, 50 sl, 200 sl, 50, 100 e 200 farfalla), Johannes Calloni (Gestisport 400 e 800 sl), Thomas Ceccon (Fiamme Oro/Leosport 50 e 100 dorso, 50 e 100 sl, 50 farfalla, 200 misti), Marco De Tullio (Sport Project 200, 400, 800 sl) e Anna Pirovano (Team Nuoto Lombardia MGM 100 e 200 rana, 200 misti).
foto Simone Ferraro
Youth Olympic. Ceccon doppietta e record
Doppietta di Thomas Ceccon e il medagliere del nuoto sale a tre dopo le prime due giornate della terza edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Estivi a Buenos Aires. Così il medagliere complessivo raggiunge quota otto. L'azzurro di Fiamme Oro Roma e Leosport Villafranca, allenato da Alberto Burlina, ha prima conquistato il bronzo nei 100 dorso stabilendo il record italiano junior di 53”65 e migliorando il suo precedente di 53”85 che aveva ottenuto nella finale europea il 6 agosto a Glasgow e successivamente si è messo al collo l'argento nei 200 misti con 2’01”29 (in questo caso il suo record italiano junires è 2’00”43 del 12 aprile scorso a Riccione).
Nei 100 dorso successo del russo Kliment Kolesnikov (53”26) e secondo il rumeno Daniel Martin (53”59) e nei 200 misti oro al norvegese Tomoe Hvas (1’59”58) e bronzo al canadese Finlay Knox (2’01”91). La prima medaglia del nuoto azzurro in Argentina è stata quella d’argento di Marco De Tullio nei 400 stile libero (3'48"55) nella giornata d’esordio.
Youth Olympic. De Tullio d'argento nei 400 sl
Purtroppo, pur abbassando il personale di quasi un secondo (3'49"26), non è record juniores in quanto dal 1 ottobre l'azzurro è passato alla categoria cadetti.
Qualificazione in finale per Thomas Ceccon che nei 100 dorso stacca il quarto tempo delle semifinali: 55"48 per il talento della Leosport, allenato Alberto Burlina, che in finale proverà a duellare con il favorito russo campione europeo di Glasgow, Kliment Kolesnikov, autore del primo crono in 53"80, che peraltro nella prima frazione della vittoriosa mixed russa 4x100 sl ha nuotato in 48"17.
Europei di Parigi. Che Grandi Altezze! Barnabà primo e Cosetti seconda dopo due round
Andrea Barnabà primo ed Elisa Cosetti seconda dopo i primi due round, su altrettanti da disputare sabato. Nella splendida cornice del Pont de Bir Hakeim sopra la Senna e ad un passo dalla Torre Eiffel iniziano le Grandi Altezze e gli azzurri sono da sogno, sulla scia di quanto dimostrato dall'Italtuffi in piscina.
Sempre con il sorriso stampato ma anche con la consapevolezza di poter essere protagonista. Elisa Cosetti - bronzo europeo a Roma 2022 - parte forte e dopo i primi due round è seconda con 141.80 punti. Ottima veramente la prova della 24enne giuliana - tesserata per Triestina Nuoto, ottava ai Mondiali di Singapore 2025 e di Doha 2024 - che apre con un salto mortale rovesciato in tre posizioni (58.50) perfetto e che, forse, avrebbe meritato qualche punticino in più da parte della giuria; e poi prosegue con un doppio salto mortale indietro con un avvitamento di fattura molto pregiata (83.30) e che praticamente non lascia schizzi in entrata. Davanti a lei solo l'ucraina Nelli Chukanivska con 152.30; terza è la svizzera Morgane Herculano con 138.60 e quarta la tedesca e campionessa continentale in carica Iris Schmidbauer con 136.35.
"Sono veramente contenta perché non mi sembra di aver commesso errori - racconta Elisa - Il primo tuffo in genere è sempre importante eseguirlo bene per rompere il ghiaccio; il doppio salto mortale è riuscito molto bene. Mi sentivo sicura sulla piattaforma e con tutti i riferimenti ben in testa. Non penso alla classifica, perché non voglio mettermi troppa pressione. Io so che se mi tuffo bene, può arrivare qualcosa importante. Scoprirò inevitabilmente la graduatoria sabato nell'ultima manche, quando salteremo con la classifica inversa ma fino a quel momento non voglio pensare". A sostenere Cosetti sulle sponde della Senna tanti tifosi: "Sono venuti a vedermi mio padre Enrico, mia sorella Alessia e Veronica Papa che ha disputato gli Europei nel 2022. Sono venuti a supportare tutta la squadra, d'altronde Parigi non è troppo lontana da casa".
Successivamente altre emozioni azzurre perché Andrea Barnabà, detto Barnaba, e Davide Baraldi sono rispettivamente primo con 185.10 e sesto con 166.10 dopo due round. Fantastiche, a dir poco, le routine del 22enne di Trieste - tesserato per Triestina Nuoto, sesto ai Mondiali di Singapore 2025 - con il doppio salto mortale e mezzo ritornato (66.30) e il quadruplo salto mortale con mezzo avvitamento carpiato (118.80 con quattro 9.0) che sono un concentrato di eleganza, suo vero cavallo di battaglia, e velocità. Bravissimo anche il 25enne lariano - tesserato per Canottieri Milano - che apre con un potente doppio salto mortale indietro con un avvitamento (61.10) e poi è caparbio nel tenere la verticale, dopo qualche leggera oscillazione, con triplo e mezzo indietro (105.00). Alle spalle di Barnaba ruggiscono, rappresentando gli avversari da battere, lo spagnolo e vice campione del mondo Carlos Gimeno con 183.60 e il fuoriclasse romeno Constantin Popovici - campione europeo in carica e bronzo iridato a Singapore - con 179.00. Quarto è l'altro romeno Catalin Preda con 177.60.
Sabato altri due routine, con la seconda a classifica invertita, che definiranno il podio e assegneranno quindi le medaglie.
"So perfettamente che domani non sarà facile mantenere questa posizione ed è per questo che voglio non pensarci troppo - spiega Barnaba - Gli avversari sono tutti fortissimi e porteranno tuffi dall'alto coefficiente. Io ho il compito di sbagliare il meno possibile e ripete quanto eseguito oggi pomeriggio: poi quel che sarà sarà. Sono già soddisfatto della mia crescita". Gli fa eco Baraldi, pur con qualche rimpianto. "E' andato tutto bene, peccato non aver tenuto alla perfezione la verticale. Sono stato bravo a non mollarla: ma so che quel tuffo posso eseguirlo molto meglio".
PROGETTO HIGH DIVING. Tutti gli azzurri in gara agli Europei di Parigi sono allenati da Nicole Belsasso e si sono formati nella scuola del progetto High Diving, tra il centro federale di Trieste e quello di preparazione Olimpica dell’Acquacetosa, che la Federazione Italiana Nuoto ha avviato nell’ottobre del 2020.
I tuffi di Elisa Cosetti - 141.80 secondo posto
302E salto mortale rovesciato in tre posizioni 58.50 (3)
5244D doppio salto mortale indietro con un avvitamento 83.30 (2)
1°/2° round 20 metri fem
1. Nelli Chukanivska (Ukr) 152.30
2. Elisa Cosetti 141.80
I tuffi di Davide Baraldi - 166.10 sesto posto
5242D doppio salto mortale indietro con un avvitamento 61.10 (6)
627C verticale con triplo e mezzo indietro 105.00 (6)
I tuffi di Andrea Barnabà - 185.10 primo posto
5441B doppio salto mortale e mezzo ritornato 66.30 (1)
5181B quadruplo salto mortale con mezzo avanti carpiato 118.80 (1)
1°/2° round 20 metri mas
1. Andrea Barnabà 185.10
6. Davide Baraldi 166.10
Foto Giorgio Scala / DBM
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Europei di Parigi. En plein! Pellacani e Pizzini d'oro nel sincro
Mai un'atleta aveva conquistato cinque medaglie d'oro in un'unica edizione dei campionati europei prima di Chiara Pellacani, che ci riesce vincendo insieme ad Elisa Pizzini dal trampolino 3 metri sincro. Le azzurre si prendono lo scettro al termine di una finale perfetta e dominata con 308.07 punti, che rappresentano un punteggio d'eccellenza, da medaglia olimpica. Completano il podio le ucraine Kseniia Bochek e Diana Karnafel con 278.40 che all'ultimo salto superano le tedesche Lena Hentschell e Jette Muller, terze con 274.59.
Pellacani, 23enne romana, completa l’en plein dopo i successi nel team event, nel sincro misto con Matteo Santoro, dal metro e nel trampolino 3 metri individuali. Pizzini, 21enne scaligera, ormai di casa a Roma, continua il percorso di crescita iniziato con il quarto posto ottenuto insieme a Pellacani agli Europei di Antalya 2025 e proseguito con il quinto posto ai Mondiali di Singapore 2025.
L’Italia torna sul gradino più alto del podio europeo nel trampolino 3 metri sincro femminile dopo l’oro di Glasgow 2018 conquistato dalla stessa Chiara Pellacani ed Elena Bertocchi e si aggiudica il medagliere della specialità con cinque ori, un argento e un bronzo.
La gara di Pellacani e Pizzini. L'ordinario indietro carpiato (48.00) è buono e il rovesciato carpiato lievemente fuori sincro (46.20). Le azzurre dopo gli obbligatori sono seconde con 94.20. Davanti ci sono le tedesche Lena Hentschel e Jette Muller con 96.60. Terze sono le ucraine Kseniia Bochek e Diana Karnafel con 89.40. Fuori subito dai giochi, e ciò ha del clamoroso, le britanniche Scarlett Mew Jensen e Yasmin Harper con quest'ultima che forse scivola nel presalto: arriva uno zero pesantissimo per soli 49.20 punti dopo due routine e il successivo ritiro.
La vera battaglia inizia con i liberi. Il doppio salto mortale e mezzo con un avvitamento è fantastico per sincronismo ed eleganza (70.20): Pellacani e Pizzini volano in testa con 164.40; tre decimi dietro la Germania con 164.10. Salgono al terzo posto le polacche Aleksandra Blazowska e Kaja Shrzek con 152.70; quarta è l'Ucraina con 145.20. Quarta routine che in genere indirizza la gara, con il livello tecnico che aumenta e i margini d'errore sempre più risicati. Il triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato è da manuale: una figura unica quella di Pizzini e Pellacani (73.47) che con 237.87 volano verso l'oro. L'Ucraina sale al secondo posto con 213.60; Hentschel e Muller vanno fuori giri proprio con un triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato sballato nelle tre fasi (49.29) e sono terze con 213.39.Ultima routine che riscrive la storia dei tuffi. Chiara, sorridente e tranquillizzante sul trampolino - come a tendere la mano sulla compagna - ed Elisa si esibiscono in un doppio salto mortale e mezzo ritornato carpiato che è un carico di perfezione nel sincronismo e nell'esecuzione individuale: arrivano 70.20 per una medaglia d'oro strepitosa a 308.07 che rappresentano un punteggio d'eccellenza. Sul secondo gradino del podio sale l'Ucraina con 278.40; solo bronzo per la Germania con 274.59.
Le parole delle protagoniste. Elisa Pizzini, dalla delusione per il podio sfiorato nel trampolino olimpico individuale martedì alla felicità per l'oro conquistato nel sincro con Chiara Pellecani. “Sono molto felice soprattutto per come abbiamo condotto la gara - dice l'atleta tesserata per Fiamme Gialle e CC Aniene, allenata da Benedetta Molaioli - Al di là dell'oro, al di là della medaglia tanto attesa e che non avevo mai vinto, sono soddisfatta della condotta di gara, dei nostri tuffi, del punteggio e di come ci siamo sentite insieme”.
Chiara Pellacani lo aveva preannunciato alla vigilia: “Voglio cinque medaglie d’oro” ed è stata di parola. “Sono tutte belle, una più dell’altra ed ognuna ha un significato diverso – commenta l'azzurra, tesserata per Fiamme Gialle e MR Sport F.lli Marconi, allenata da Tommaso Marconi a Roma e da Dario Di Fazio in Florida - Il sincro con Matteo Santoro, la gara da tre individuale che per me è importantissima e poi sono super, super orgogliosa, di questa affermazione. Ci serviva questa spinta e ci serviva capire a che livello stiamo e il nostro valore in coppia. Sono contentissima anche per Elisa, perché se lo merita tantissimo. Prima della gara le ho detto di andare serena e convinta. Anche se capitano gli errori è importante affrontarli nel modo giusto; questo l'ha capito ed i risultati si sono visti. Adesso spero per lei che lo capisca anche per le sue future gare individuali”. “Lavoriamo tanto – prosegue Elisa - anche individualmente. La distanza tra di noi è tanta e il lavoro insieme è poco. Però c’è grande sintonia e stiamo iniziando a capirci anche personalmente oltre che come atlete”. “E’ vero – aggiunge Chiara – siamo cresciute molto e bene insieme. Personalmente ero già consapevole del mio valore, però in questi europei mi sono davvero resa conto del salto di qualità che ho compiuto. Ho saltato ad un livello altissimo. Era proprio questo il mio obiettivo e piano piano, cercherò di avvicinarmi alle cinesi. Sono molto soddisfatta e questo mi stimola a fare ancora di più”. “L’oro per me rappresenta tutto – afferma Elisa - Quest'anno non era iniziato nel migliore dei modi. A novembre non pensavo neanche di poter essere qui a giocarmi le medaglie. Adesso, invece, sono arrivata a vincere insieme a Chiara. E’ il sogno che si avvera. Perciò voglio dedicare la medaglia a tutte le persone che sono tante al mio fianco, che mi hanno aiutato a crederci e a curarmi”. Chiara Pellacai ieri ha ricevuto il premio come migliore tuffatrice europea del 2025 e si candida anche per i premio dela stagione 2026. “Lo spero. Sono molto soddisfatta anche questo premio. E’ un grande orgoglio. Insieme ad Elisa vogliamo ringraziare la Federazione Italiana Nuoto e il Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle che ci sostengono veramente tantissimo nei nostri percorsi. Lei da Roma, io da Miami. Anche loro sono la nostra forza”.
I COMPLIMENTI DI TAJANI, VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. "Storico en plein per Chiara Pellacani che vince il suo quinto oro a Parigi. Record mai raggiunto prima nella storia dei campionati europei di tuffi. E con 7 ori, 4 argenti e 8 bronzi l'Italia è prima nel medagliere. Che orgoglio i nostri ragazzi".
WANG QUARTO-CONTE NONO DAI 10 METRI. Un'Italtuffi che non finisce di stupire e viaggia già nel futuro con i suoi piattaformisti Romano Wang e Simone Conte, che chiudono rispettivamente al quarto e non posto la finale dai dieci metri. Quasi perfetta la prova del 20enne italo-cinese - tesserato per Fiamme Oro e allenato da Francesco Dell'Uomo - che chiude con 455.75 (mai così bene in carriera) una prova impreziosita da una magnifica verticale con triplo salto mortale e mezzo indietro (77.55) e da un triplo salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato (79.90) di livello altissimo. "Questo quarto posto vale tantissimo per me - dice Romano, mamma italiana e papà cinese, che ha vissuto a Londra fino all'anno scorso - Sono venuto a Parigi con l'obiettivo di partecipare alla finale e sono andato ben oltre le mie aspettative. Ero calmo durante la gara, cerco di essererlo sempre. Alla fine ci siamo abbracciati con Francesco Dell'Uomo senza dirci nulla di particolare, ma con la gioia evidente. La prima cosa che mi ha detto è: sei stato bravo". Molto bravo anche il 19enne romano e campione del mondo juniores - tesserato per Marina Militare ed MR Sport F.lli Marconi, seguito da Nicola Marconi e già argento nel sincro dalla piattaforma insieme a Raffaele Pelligra - che conclude con 393.40 e paga dazio per un paio di ingressi sporcati, in particolare quello del triplo salto mortale e mezzo indietro raggruppato (51.15) e della verticale con doppio salto mortale indietro con un avvitamento e mezzo (63.00). Vince, per un podio mondiale, il russo - sotto bandiera neutrale - Ruslan Ternovoi con 524.20 punti, seguito dai tedeschi Jaden Eikerman e Ole Rosler rispettivamente con 513.05 e 480.75.
La gara di Wang e di Conte. Wang apre con un doppio salto mortale e mezzo indietro con un avvitamento e mezzo (76.80) pulito e veloce e una verticale con triplo salto mortale e mezzo indietro da urlo soprattutto per la tenuta (77.55); Conte con un doppio salto mortale e mezzo indietro con un avvitamento e mezzo leggermente abbondante (70.40) e una verticale con doppio salto mortale indietro con un avvitamento e mezzo che scappa nel finale (63.00). Dopo le prime due routine Wang è quinto con 154.35 e Conte decimo con 133.40. Il russo Ruslan Ternovoi guida con 166.40, seguito dagli ucraini Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda rispettivamente con 166.35 e 157.70. Quarto è il tedesco Jaden Eikermann con 155.10.
Poi Romano si esibisce in un triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato bello nella spinta e nella stessa carpiatura (72.00): sesto con 226.35. e Simone in un doppio salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato solido ed è nono con 203.40. Davanti sempre Ternovoi con 242.90. Secondo è il tedesco Eikermann con 241.50 e terzo Sereda con 239.30.
Metà gara e margini d'errore che si riducono sempre di più. Il triplo salto mortale e mezzo ritornato raggruppato di Wang è è elegante in volo e perfetto nella raggruppatura (73.60): sempre sesto con 299.95. Il triplo salto mortale e mezzo indietro raggruppato di Conte ancora una volta troppo veloce e quindi scarso in ingresso (51.15): scende all'undicesimo posto con 254.55. Al vertice rimane Ternovoi con 328.00. In scia al russo Eikermann con 321.50; più staccato il britannico Noah Williams con 311.10 ma per il podio è tutto ancora aperto.
Quinto giro da vivere per un livello tecnico che sale. Wang emoziona con un triplo salto mortale e mezzo indietro raggruppato strettissimo e pieno d'energia (75.90): 375.85 e quarto posto; Conte reagisce con un triplo salto mortale e mezzo ritornato raggruppato che conferma eccellenti qualità tecniche (70.40) e con 324.95 è nono. Ternovoi vola verso l'oro con 428.80; poi i tedeschi Eikermann (415.85) e Rosler (391.65). In scia a Wang c'è sua maestà Oleksii Sereda con 372.50 quinto.
Ultima routine palpitante. Wang, primo a tuffarsi nel round conclusivo, chiude con uno stratosferico triplo salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato (79.90) e il punteggio record di 455.75 per un quarto posto extra lusso. Ternovoi è imbattibile e trionfa con 524.20. I tedeschi Rosler con 480.75 ed Eikermann con 513.05 punti completano un podio di livello mondiale.
Conte termina con un quadruplo salto mortale e mezzo avanti raggruppato (68.45) comunque di buon livello ed è nono con 393.40.
Il bilancio del direttore tecnico della nazionale Oscar Bertone. "È una medaglia importantissima perché ottenuta dal trampolino olimpico. Nel sincro tre metri donne ci mancava ricreare una coppia dopo quella storica composta da Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, ma anche dopo Chiara ed Elena Bertocchi. Abbiamo inserito una Pizzini in forma straordinaria che è stata brava a farsi condurre per mano da Chiara. Gara entusiasmante, sensazionale. Credo che con un punteggio così ci si possa anche avvicinare ad un podio olimpico. Consapevolezza dei propri mezzi, l'ho detto tutte le sere nelle riunioni di squadra. Ogni atleta che è venuto all'europeo è un atleta che può tranquillamente sperare di puntare in alto. Non siamo entrati in finale in due gare e ci lavoreremo ancora. L'obiettivo era quello di portare tutti in finale e poi pensare alle medaglie. Non è stato così, però abbiamo portato a casa tante medaglie, con una squadra giovanissima, e questo è il futuro dei tuffi italiani. Si entra in piscina alle 7-8 del mattino e si esce alle otto di sera, quindi 12 ore in vasca. Tanto lavoro quotidiano per aumentare l'asticella. Trovato il bandolo della matassa di un errore, si passa ad un altro per cercare di porre rimedio anche a quello. Lo si è visto in questi giorni, in cui tutti i ragazzi che hanno saltato l'hanno fatto al meglio delle loro possibilità. Non interessa se hanno vinto o se non sono entrati in finale, ciò che conta è che alla fine torneranno a casa con tanta esperienza e la consapevolezza nei propri mezzi. Spero che possano capire che queste gare, queste esperienze, sono fondamenali. A viverle in questo modo modo, poi, trasmettono una gioia incredibile. Aver portato tanti giovani a Parigi serve al futuro dei tuffi italiani. E’ un lavoro che parte da molto lontano e che è inziato 30 anni fa”.
I tuffi di Chiara Pellacani ed Elisa Pizzini - 308.07 primo posto
201B Ordinario indietro carpiato 48.00 (2)
301B Rovesciato carpiato 46.20 (2)
5152B Doppio salto mortale e mezzo avanti con un avvitamento 70.20 (1)
107B Triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato 73.47 (1)
405B Doppio salto mortale e mezzo ritornato carpiato 70.20 (1)
Finale trampolino 3 metri sincro femminile
1. Chiara Pellacani / Elisa Pizzini 308.07
2. Kseniia Bochek / Diana Karnafel (UKR) 278.40
3. Lena Corona Hentschel / Jette Muller (GER) 274.59
I tuffi di Simone Conte - 393.40 nono posto
5253B doppio salto mortale e mezzo indietro con un avvitamento e mezzo 70.40 (10)
6245D verticale con doppio salto mortale indietro con un avvitamento e mezzo 63.00 (10)
305C doppio salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato 70.00 (9)
207C triplo salto mortale e mezzo indietro raggruppato 51.15 (11)
407C triplo salto mortale e mezzo ritornato raggruppato 70.40 (9)
109C quadruplo salto mortale e mezzo avanti raggruppato 68.45 (9)
I tuffi di Romano Wang - 455.75 quarto posto
5253B doppio salto mortale e mezzo indietro con un avvitamento e mezzo 76.80 (7)
626C verticale con triplo salto mortale e mezzo indietro 77.55 (5)
107B triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato 72.00 (6)
407C triplo salto mortale e mezzo ritornato raggruppato 73.60 (6)
207C triplo salto mortale e mezzo indietro raggruppato 75.90 (4)
307C triplo salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato 79.90 (4)
Finale piattaforma maschile
1. Ruslan Ternovoi (NAB) 524.20
2. Jaden Shiloh Eikermann Gregorchuk (GER) 513.05
3. Ole Johannes Rosler (GER) 480.75
4. Romano Hao Jun Wang 455.75
9. Simone Conte 393.40
Foto Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
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Europei di Parigi. Lo show delle Grandi Altezze. Venerdi il via
A Roma 2022 debuttarono nello scenario unico del Foro Italico. I tuffi dalle grandi altezze tornano per la seconda volta nel programma degli europei e anche in questa occasione in uno scenario straordinario: dalla piattaforna di Pont de Bir-Hakeim, che si affaccia sulla Senna, con vista Tour Eiffel. Un
doppio spettacolo: quello paesaggistco e quello offerto dai funabolici tuffatori. Questa volta gli uomini scendono di sette metri rispetto a Roma 2022 e rispetto ai campionati del mondo (dove continuano a saltare da 27) e sia maschi che femmine si tuffano da 20 metri di altezza. Doppia routine venerdi 7 e altri due round saato 8 agosto per assegnare le medaglie.
Elisa Cosetti ci arriva con maggiore consapevolezza dopo lo storico bronzo conquistato quattro anni fa a Roma; Andrea Barnaba e Davide Baraldi con tanta esperienza in più e quel pizzico di giovane incoscenza che li fa sognare in grande.
"La paura esiste sempre - spiega alla vigilia Elisa Cosetti - però è anche giusto così, perché se ci tuffassimo senza saremmo veramente dei pazzi. La paura ci sta, perché ti fa stare allerta e ti fa restare concentrato su quello che stai facendo. Non essermi potuta allenare oggi non mi crea problemi particolari, perché mi ero già prefissata di fare un tuffo ieri ed uno solo ogg per non sforzare e stancarmi troppo. Ad altri, che sono abituati a fare più tuffi ad allenamento, sicuramente sarà dispiaciuto aver saltato la seduta odierna. Il sogno nel cassetto è confermare la medaglia di Roma ma non voglio mettermi troppa pressione addosso. Rispetto a quattro anni fa il livello si è alzato molto. La cosa bella è che non c’è una superfavorita e quindi siamo in tante a poter lottare per le medaglie".
"Ci tuffiamo in un posto bellissimo - commenta Davide Baraldi - praticamente attaccati alla Torre Eiffel. Però questo è un elemento che svanisce quasi subito nella nostra testa, perché quando sei sulla piattaforma pensi solo a te stesso e a ciò che bisogna eseguire. Io punto a dare il massimo; a mettere in pratica ciò per cui abbiamo lavorato durante l'anno e anche a divertirmi. Tra 20 e 27 metri cambia tanto. Venti metri sono alla portata di un maggior numero di atleti e quindi la concorrenza aumenta".
"La Torre Eiffel è suggestiva - - dichiara Andrea Barnaba - e l'occhio ti ci va inevitabilmente per qualche secondo, quando esegui i tuffi con partenza in avanti. Però poi arriva subito la concentrazione e il contorno non esiste più. Io ho più paura dell'acqua sporca che dell’altezza, perché sono debole di stomaco e quando mi tuffo devo stare attento a non aprire la bocca, evitando anche le goccioline. Dai venti metri siamo in tanti sullo stesso livello: il sogno medaglia esiste. I miei punti di forza saranno come sempre pulizia ed eleganza del gesto".
L’ANALISI DEL TECNJCO NICOLE BELSASSO. "I maschi hanno dovuto modificare il programma, perché rispetto ai 27 metri c'è sembrato più prudente scegliere routine differenti e che fossero più indicate alle caratteristiche dei singoli – spiega il tecnico che segue gli azzurri tra il centro federale di Trieste e il centro di preparazione olimpica dell'Acquacetosa a Roma – Con Andrea Barnaba abbiamo scelto i suoi cavalli di battaglia: vale a dire le rotazioni avanti e avanti ritornato, cercando di puntare sulla carpiatura. Due tuffi su quattro saranno carpiati per provare a prendere qualche punto in più sugli avversari. Con Davide Baraldi abbiamo deciso di eseguire le rotazioni indietro che sono per lui una novità, non avendolo mai fatto dai ventisette; una volta partendo in piedi ed una volta con la verticale. Elisa Cosetti, invece, ha mantenuto il programma, invertendo solamente intermedio e obbligatorio per avere un approccio più sereno. L'obiettivo di Elisa Cosetti, che è bronzo europeo in carica, è superare i 300 punti che rappresentano un'eccellenza; con i ragazzi l'obiettivo è avvicinare la concorrenza e puntare molto sull'eleganza dei tuffi e sulla tecnica nello svolgimento degli stessi".
Foto di Andrea Staccioli / DBM
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Europei di Parigi. Pellacani nella leggenda, 4° oro! Exploit d'argento di Conte e Pelligra
Una giornata da incorniciare per i tuffi azzurri agli Europei di Parigi. Prima l’exploit d’argento di Simone Conte e Raffaele Pelligra nella piattaforma sincro maschile, poi la pagina di storia scritta da Chiara Pellacani dal trampolino dei tre metri.
Chiara Pellacani vince il suo quarto oro agli Europei di Parigi dopo quelli nel team event, nel sincro misto con Matteo Santoro e dal metro. Mai nessuno aveva conquistato quattro medaglie d'oro in un'unica edizione dei campionati europei di tuffi. È al decimo oro continentale e raggiunge con tre ori nella specialità Tania Cagnotto (2009, 2015, 2016) e la svedese Anna Lindberg (2006, 2011, 2012). Il record appartiene alla russa Julija Vladimirovna Pachalina che vinse l'oro nel trampolino 3m in cinque edizioni (1997, 2000, 2002, 2004, 2008). Chiara Pellacani è leggenda: già agli Europei di Budapest 2021 era diventata la prima e unica atleta nella storia dei tuffi a conquistare 5 medaglie in un'unica edizione (1 oro, 3 argenti e 1 bronzo) e poi si era ripetuta anche a Roma 2022 (2 ori, 1 argento, 2 bronzi).
La 23enne romana - tesserata per Fiamme Gialle e MR Sport F.lli Marconi, allenata da Tommaso Marconi in Italia - domina la finale del trampolino dei tre metri. È perfetta: con 358.05 punti ha un vantaggio di 39.35 punti sulla britannica Yasmin Harper, argento con 318.70 punti. Bronzo all'atleta neutrale russa Nadezhda Trifonova con 312.40 punti.
Grande prova anche per Elisa Pizzini, che chiude al quarto posto con 306.25 punti. La 21enne scaligera - tesserata per Fiamme Gialle e CC Aniene, allenata da Benedetta Molaioli - paga qualcosa nel terzo tuffo, il triplo e mezzo avanti carpiato, poi reagisce nel finale con un ottimo ultimo doppio e mezzo rovesciato carpiato da 67.50 punti. Step di crescita comunque per Pizzini dopo il settimo posto agli Europei di Antalya e il decimo ai Mondiali di Singapore: "Sono contenta per la prestazione; come nel trampolino 1m sono rimasta in corsa per il podio sino alla fine. Certo, poi uno ci spera e un po' ci resta male, ma sono consapevole di stare migliorando. Ora mi aspetta il sincro con Chiara. So di avere una grande responsabilità. Saltare con lei è un grande stimolo. Darò il massimo".
LE PAROLE DI CHIARA PELLACANI. "Sono contentissima e non mi sembra quasi vero. I tre metri sono nel mio cuore e sono davvero soddisfatta di come ho affrontato la gara. Non pensavo tanto al risultato, ma alle mie sensazioni e a come saltare". "Amo questo sport - prosegue Chiara - e sto veramente dando tutto nella quotidianità. Non so neanche spiegarlo a parole, vorrei che questi successi aiutassero il nostro sport ad avere più di visibilità e ad avvicinare più giovani perché è davvero bellissimo".
"Mi auguro di scrivere ancora tante pagine di storia - conclude la 23enne romana - perché ci metto il cuore. Non penso ai record: solo a vivere il momento e divertirmi. Credo sia un mio punto di forza. I punteggi sia dal metro sia dai tre metri sono davvero buonissimi e sono il frutto del lavoro svolto tra Roma e Miami".
Dopo aver chiuso al primo posto il preliminare, Pellacani affronta la finale con la sicurezza delle grandi campionesse. Fin dal primo tuffo prende il comando e non lo lascia più. Apre con 67.50 punti nel doppio e mezzo indietro carpiato, poi aumenta ancora il ritmo con 72.00 punti nel doppio e mezzo avanti con un avvitamento carpiato. La svolta arriva nel terzo tuffo: il triplo e mezzo avanti carpiato è una dimostrazione di classe assoluta, premiato con 79.05 punti. Energia nello stacco, controllo in ogni fase della rotazione, eleganza e precisione fino all’ingresso in acqua. Chiara continua senza sbavature. Nel quarto tuffo, il doppio e mezzo rovesciato carpiato, mette insieme altri 72.00 punti e conferma una costanza impressionante. Quando la pressione cresce, lei risponde alzando ancora il livello. L’ultimo salto è il sigillo: il doppio e mezzo ritornato carpiato vale 67.50 punti e chiude una finale dominata dall’inizio alla fine.
I tuffi delle azzurre
Finale trampolino 3 metri
I tuffi di Elisa Pizzini – 306.25 (4°)
205 B doppio e mezzo indietro carpiato 63.00
5152 B doppio e mezzo avanti con un avvitamento carpiato 61.50
107 B triplo e mezzo avanti carpiato 54.25
405 B doppio e mezzo ritornato carpiato 60.00
305 B doppio e mezzo rovesciato 67.50
I tuffi di Chiara Pellacani – 358.05 (1°)
205 B doppio e mezzo indietro carpiato 67.50
5152 B doppio e mezzo avanti con un avvitamento carpiato 72.00
107 B triplo e mezzo avanti carpiato 79.05
305 B doppio e mezzo rovesciato carpiato 72.00
405 B doppio e mezzo ritornato carpiato 67.50
L'ARGENTO DI CONTE-PELLIGRA. L'esordio non si scorda mai, ma questo lo ricorderanno in tanti, non soltanto loro. Perché è stratosferico, come la gara condotta con il piglio dei fuoriclasse. Se la giovane coppia Simone Conte e Raffaele Pelligra (due gare e due medaglie) è già a questi livelli, allora l'Italia può davvero sognare in grande! Alla prima partecipazione insieme in un grande appuntamento senior conquistano l'argento dalla piattaforma sincro con 416.46 punti. Il quadruplo e mezzo avanti raggruppato da 81.03 corona una finale da applausi. Vincono gli atleti neutrali russi Nikita Shleikher e Ruslan Ternovoi con 443.82 punti. Completa il podio l'Ucraina con Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda a quota 406.05 punti.Sono la coppia baby, 19 anni Simone e 17 Raffaele, migliori amici, con le famiglie al seguito. Coraggiosi, arrembanti, senza paura: i due romani affrontano la finale con la maturità di una coppia navigata e la leggerezza di chi ha ancora davanti un futuro enorme. Terzi a pari punti con l'Ucraina a met gara (173.61), secondi al penultimo tuffo (335.43) con 15 punti di vantaggio sugli inglesi. Gara in progressione. Due enfant prodige. Inarrestabili. Nel 2024 a Rio de Janeiro hanno vinto l'oro ai Mondiali juniores nella piattaforma sincro. Oggi si spalanca per loro il palcoscenico dei grandi. La prima telefonata da vicecampioni d'Europa ai loro genitori: "diteci dove siete, così andiamo a festeggiare".
LE PAROLE DI SIMONE CONTE E RAFFAELE PELLIGRA. Inizia Simone: "L'oro dei mondiali juniores è stata una gravissima soddisfazione sia per me che per Raffaele. Ci ha unito anche molto e questa medaglia ha un valore importantissimo per noi". "È stata una gara entusiasmante - il primo commento di Raffaele Pelligra - Io e Simone salivamo, sentivamo voti sparati, otto e mezzo, nove, che volavano così, però ogni volta, come diceva lui prima, ci guardavamo con la testa e si andava con più grinta di prima ancora. E poi Simone: "Quando sono in gara provo a pensare ad altro, mi distraggo per non pensare alla gara. Infatti anche a Raffaele ho detto distraiamoci un pochettino... Ho iniziato non guardare la classifica durante la gara da un anno e mezzo in mezzo mi trovo molto bene". "Dopo il triplo e mezzo indietro - spiega Pelligra - stavamo già un attimo capendo dove ci trovavamo e che cosa potevamo fare. Comunque l'essere impassibili secondo me è fondamentale perché non si può essere sopraffatti dalle emozioni, sennò poi uno rischia di sbagliare per l'ansia della medaglia, della possibile vittoria. Uno deve affrontare tuffo dopo tuffo, festeggiare eventualmente, però bisogna rimanere qui ed ora concentrati".
LE PAROLE DEL DT OSCAR BERTONE. "Complimenti ai ragazzi in primis, ai loro tecnici Nicola Marconi e Michele Benedetti. Qui sono seguiti da tutto lo staff, in particolar modo da Tommaso Marconi e comunque è uno staff che funziona, è una squadra che funziona, sia a livello degli atleti che a livello dei tecnici. Non si può pensare di portare a casa le medaglie senza quel tipo di tuffo e già noi abbiamo una serie gara con coefficienti più bassi rispetto ai tutti gli altri: era il minimo sindacale per poter pensare a una medaglia e del resto è quello che diciamo ai nostri atleti. Dopo le Olimpiadi di Parigi io ho fatto una roadmap, chi non ha i quadrupli e mezzo avanti non va da nessuna parte, l'hanno capito, lo stanno inserendo pian pianino anche altri atleti giovani, però questa è la via da seguire se vogliamo andare avanti. Vanno tutti e due ancora a scuola, sono giovanissimi e devono aumentare ancora un po' il coefficiente di difficoltà in questi due anni che li separano dalle qualifiche olimpiche. Ci vuole anche un po' di fortuna, non basta solo tanto lavoro... Sono stati molto bravi perché hanno saltato tutti ad altissimo livello e loro hanno alzato l'asticella proprio nel momento chiave. Un applauso soprattutto a Raffaele che è il più giovane e forse proprio grazie alla sua età, giovanissimo, non ci ha pensato per niente".
Tifosissimo della Roma e grande mangiatore di sushi il 19enne romano Simone Conte - tesserato per Marina Militare ed MR Sport F.lli Marconi e allenato da sempre da Nicola Marconi - che ha esordito agli europei di Antalya nella nazionale maggiore dov'è stato terzo nel sincro dalla piattaforma in coppia con Riccardo Giovannini e sesto nella prova individuale dai dieci metri. Specialista sia dal trampolino che dalla piattaforma dov'è il campione del mondo juniores in carica: titolo conquistato a Rio nel novembre del 2024, bissato poi con il successo nel sincro in coppia con Raffaele Pelligra.
Diciassettenne di Roma - tesserato per MR Sport F.lli Marconi e allenato da Michele Benedetti - Raffaele Pelligra è il classico ragazzo d'altri: capello sempre pettinato e modi da cavaliere. Appassionato di astronomia e di software per Pc. Agli Eurojrs di Atene 2025 è stato sesto dalla piattaforma e quarto nel sincro dai dieci metri in coppia con Simone Conte con cui è stato oro ai mondiali juniores di Rio 2024.
I tuffi di Simone Conte e Raffele Pelligra
Finale piattaforma sincro – 416.46 (2°)
103 B salto mortale e mezzo avanti carpiato 48.00
301 B tuffo rovesciato carpiato 49.80
5253 B doppio e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo carpiato 75.84
207 C triplo e mzzo indietro raggruppato 80.19
407 C triplo e mezzo ritornto raggruppato 81.60
109 C quaduplo e mezzo avanti raggruppato 81.03
Piattaforma sincro maschile
1. Nikita Shleikher / Ruslan Ternovoi (AIN) 443.82
2. Simone Conte / Raffaele Pelligra 416.46
3. Mark Hrytsenko / Oleksii Sereda (UKR) 406.05
Trampolino 3 metri F
1. Chiara Pellacani 358.05
2. Yasmin Harper (GBR) 318.70
3. Nadezhda Trifonova (NAB) 312.40
4. Elisa Pizzini 306.25
Foto di Andrea Staccioli e Andrea Masini / DBM
L'uso delle fotografie è consentito solo ed unicamente a testate registrate per fini editoriali. Obbligatorio menzionare i credit


