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Sicurezza balneare e inclusione: la FIN protagonista del progetto "Io Salvo" nel Salento

Salvamento
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Il valore sociale dello sport, la prevenzione e la sicurezza in acqua si fondono in una straordinaria iniziativa di riscatto e cittadinanza. Si chiama "Io Salvo – Progetto Mare Libero" ed è il percorso che sta vedendo i detenuti della Casa Circondariale "Borgo San Nicola" di Lecce protagonisti sulle torrette di salvataggio lungo il litorale salentino, impegnati quotidianamente nella vigilanza e nella protezione dei bagnanti.
Un'iniziativa pionieristica, promossa da Confimprese Demaniali Italia e dalla Federazione Italiana Nuoto, resa possibile grazie a un’esemplare sinergia istituzionale guidata dalla Prefettura di Lecce, diretta da Natalino Domenico Manna, e sostenuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rappresentato da Marco Penna, in stretta collaborazione con la Direzione del Penitenziario, la Capitaneria di Porto e le realtà balneari del territorio.
Al centro del progetto vi sono il rigore didattico e la consolidata tradizione della Sezione Salvamento della FIN, da sempre punto di riferimento nazionale ed internazionale, grazie allo status di Full Member della International Lifesaving Federation, per la formazione degli specialisti del soccorso in acqua.
Particolarmente significativo il supporto garantito dal Prefetto di Lecce, Natalino Domenico Manna, che ha sottolineato il valore del lavoro di rete tra gli organi dello Stato: "Questo intervento testimonia come la collaborazione tra le istituzioni, il mondo associativo e il settore privato possa trasformare un’esigenza di sicurezza del territorio in una concreta opportunità di reinserimento e crescita civile".
I partecipanti hanno seguito un percorso formativo di tre mesi, articolato in severe prove di ammissione in piscina, lezioni teorico-pratiche sul coordinamento dei soccorsi, tecniche natatorie in piscina e in acque libere, voga di salvataggio, elementi di primo soccorso e abilitazione alle manovre di rianimazione cardiopolmonare con l'uso del defibrillatore (BLSD e PBLSD).
Gli esami finali, svolti alla presenza degli ufficiali della Guardia Costiera, hanno attestato il conseguimento del brevetto federale di Assistente Bagnanti.
Sull'importanza strategica dell'iniziativa per il sistema delle infrastrutture marittime e della sicurezza balneare è intervenuto anche Marco Penna per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: "Garantire elevati standard di sicurezza sulle nostre spiagge è una priorità per la mobilità e la fruizione del demanio marittimo. Progetti come "Io Salvo" dimostrano che la formazione tecnica di alto livello erogata dalla FIN è la chiave per coniugare l'efficienza dei servizi di salvamento con importanti finalità di utilità sociale".
L'impegno della FIN e dei partner dell'iniziativa si è concretizzato nell'inserimento lavorativo: tutti i neo-brevettati hanno sottoscritto un regolare contratto di lavoro stagionale, venendo inseriti nelle squadre operative di otto stabilimenti balneari e strutture ricettive dislocate tra le marine di San Cataldo, San Foca, Torre Chianca e Vernole.
In una stagione segnata dalla carenza di personale qualificato lungo le coste italiane, il progetto dimostra come la formazione professionale nel campo del salvamento acquatico rappresenti una risposta doppiamente efficace: garantisce un presidio fondamentale per la tutela della vita umana in mare e trasforma la pena, nella migliore delle interpretazioni costituzionali, in un percorso dinamico di responsabilizzazione, dignità lavorativa e abbattimento della recidiva.
Per la Federazione Italiana Nuoto la partecipazione attiva a "Io Salvo" ribadisce la natura trasversale della propria missione istituzionale. La cultura dell'acqua, l'insegnamento del rispetto delle regole e la preparazione tecnica per la salvaguardia della vita umana non sono soltanto competenze sportive o professionali, ma veri e propri strumenti di trasformazione sociale.
Forte dell'ampio apprezzamento riscontrato da parte delle autorità, della comunità locale e dei bagnanti, il modello formativo sviluppato in Salento getta le basi per essere replicato ed esteso su scala nazionale, ribadendo il ruolo della Federazione Italiana Nuoto come presidio insostituibile di sicurezza acquatica e di valore civile per l'intero Paese.

foto tratta da Famiglia Cristiana. I detenuti selezionati per il progetto al termine del corso di formazione nello stabilimento balneare Play Beach di San Foca, marina di Melendugno (Lecce)