"La salvezza della persona in acqua è un obiettivo sociale fondamentale e non si può improvvisare. Gli assistenti bagnanti sono dei professionisti della sicurezza, svolgono un'attività prevalentemente stagionale e sono soggetti a grandi responsabilità che meritano remunerazioni corrette". Il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, nonché Sottosegretario di Stato ai rapporti con il Parlamento, ha partecipato al convegno "La balneazione in sicurezza. L'esperienza italiana. Un modello efficiente e di successo per l'Europa" promosso dal Sindacato Italiano Balneari, presieduto da Antonio Capacchione, in occasione della giornata mondiale sugli annegamenti in programma il 25 luglio, in Confcommercio, a Roma.
"Desidero soffermarmi su alcuni punti perché spesso, indipendentemente dal ruolo che rivestiamo nella società italiana, siamo troppo pessimisti. Invece ci sono dei dati che vanno sottolineati in maniera positiva. Pur essendo un Paese con 8.000 chilometri di coste, quindi più soggetti anche a problematiche di natura incidentale, solo tre paesi europei hanno una percentuale di morti per sommersione e annegamento nella misura di ogni 100.000 abitanti più bassa dell'Italia, ovvero Austria, Liechtenstein e Lussemburgo. Questo lo dobbiamo a tre fattori: il primo punto è la diffusione dagli anni cinquanta della cultura dell'acqua che ha promosso anche l'insegnamento del nuoto e le conoscenze per vivere correttamente la balneazione; il secondo punto è il sistema organizzato di gestione delle spiagge da parte delle imprese balneari che ne ha ovviamente aumentato la vigilanza; il terzo punto è la formazione e l'aggiornamento dell'assistente bagnanti a tutela dei cittadini. Negli ultimi cinquant'anni, malgrado la crescita degli italiani che vivono di più il tempo libero nei luoghi di balneazione, siamo passati da 1.500 morti per sommersione e annegamento a 300 ogni anno. Dobbiamo arrivare a zero, certo. Ma è evidente che il percorso è virtuoso. Al di là delle polemiche una cosa è certa - continua Barelli - L'assistente bagnante deve saper nuotare ed essere in grado di salvare la vita di chi è in difficoltà. Non dev'essere un nuotare da olimpiade, ma riuscire a raggiungere la signora Maria a 50 metri dalla riva anche in condizioni avverse, agganciarla correttamente, portarla in sicurezza a riva o al riparo con tecniche precise e tenerla in vita con conoscenze di primo soccorso fino all'arrivo del 118. Lo ripeterò fino allo sfinimento. L'assistente bagnante deve sapere nuotare e non potrà mai essere sostituito da strumenti o altri ausili tecnici. La salvezza della persona in acqua è obiettivo sociale fondamentale e non si può improvvisare. Inoltre gli assistenti bagnanti svolgono attività prevalentemente stagionali e sono soggetti a grandi responsabilità che meritano remunerazioni corrette e attenzioni da parte degli organi preposti ai controlli affinché non subiscano ammende pecuniarie per dettagli superabili. Altrimenti rischiamo di perdere soprattutto i giovani, che potrebbero decidere di fare un altro lavoro nei mesi estivi con minori responsabilità e guadagno sicuro".
Ha preso parte al convegno anche il Ministro Matteo Salvini delle Infrastrutture e dei trasporti che, tra l'altro, ha evidenziato come "gli stabilimenti balneari organizzati, oltre a fornire un valore aggiunto al turismo e all'utente, sono molto importanti in termini di sicurezza". "Raccolgo la proposta, la sfida e lo stimolo di dare ulteriore incentivo alla professione dell'assistente bagnanti sia in termini di potere di intervento, vedremo se sanzionatorio o dissuasorio, nei confronti di chi trasgredisce le regole e le indicazioni di buon senso che mettono a rischio anche la vita di chi opera il salvataggio, sia di premialità per la loro formazione come in occasione di concorsi pubblici, ad esempio per le forze dell'ordine. Il modello italiano - prosegue Salvini - ci rende il Paese più sicuro in Europa. L'obiettivo continua ad essere prevenire, sanzionare e soprattutto educare. In questi minuti si sta votando in commissione alla Camera il decreto sport, che la prossima settimana passerà al Senato per la proclamazione definitiva, sul tema delle piscine pubbliche, o aperte al pubblico, per vietare l'utilizzo dei bocchettoni che possano creare irrimediabili aspirazioni e l'obbligo della cuffia per i minori di 16 anni. Quindi verranno chiuse al pubblico tutte le piscine che non rispetteranno dal primo agosto le relative stringenti norme. Come sapete in Italia più di 5.000 comuni hanno meno di 5.000 abitanti, moltissimi sono sulle coste, ed i costi del salvataggio sulle spiagge libere sono a carico loro. Quindi secondo me il giusto mix tra spiaggia libera e spiaggia attrezzata è la soluzione per ottimizzare la sicurezza della balneazione".
D'accordo il presidente della sezione Salvamento della Federnuoto Giorgio Quintavalle, che è anche vice presidente della International Life Saving (la federazione mondiale di nuoto per salvamanto) e presidente della Confederazione dei Paesi del Mediterraneo: "I risultati conseguiti in termini di sicurezza confermano l'efficacia di un sistema fondato su formazione, organizzazione, prevenzione e professionalità - evidenzia Quintavalle, ricordando come l'Italia possa essere considerata un punto di riferimento nel panorama internazionale della sicurezza acquatica - Non possiamo più considerare l'assistente bagnanti un semplice operatore del soccorso. È un autentico professionista della sicurezza, la cui definizione più appropriata è quella di tactical athlete, un atleta tattico: un professionista che deve possedere una solida preparazione fisica, competenze tecniche, rapidità decisionale e la capacità di operare efficacemente in scenari complessi e ad alto livello di stress". Quintavalle ricorda che gli standard formativi della International Life Saving Federation delineano un profilo professionale caratterizzato da competenze trasversali e da una preparazione acquatica di elevato livello. "Tali principi - osserva - trovano un importante riconoscimento anche nel Decreto Ministeriale 85/2024, che ha innovato il sistema italiano di formazione degli assistenti bagnanti, pur prevedendo, sotto alcuni profili, requisiti meno rigorosi rispetto agli standard internazionali promossi dalla Federazione Italiana Nuoto. La sfida dei prossimi anni sarà triplice: diffondere in maniera sempre più capillare la cultura della sicurezza acquatica, affinché ogni cittadino acquisisca le competenze essenziali per vivere l'acqua in sicurezza; valorizzare pienamente la professione dell'assistente bagnanti, riconoscendone il ruolo strategico quale presidio fondamentale per la tutela della vita umana nelle acque di balneazione e infine incentivare l’adozione dei piani collettivi di salvamento al fine di efficientare la risorse, ottimizzare il servizio e valorizzare i professionisti". Un messaggio che guarda al futuro della sicurezza acquatica: consolidare quanto di buono è stato costruito e investire sulla crescita professionale degli assistenti bagnanti, affinché la prevenzione continui a rappresentare il pilastro della tutela della vita umana in acqua.
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Barelli: "Italia modello. Assistente bagnanti professionista della sicurezza che merita tutele e corretta remunerazione". I contributi di Salvini e Quintavalle


