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Europei di Parigi. Lo show delle Grandi Altezze. Venerdi il via

Tuffi
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A Roma 2022 debuttarono nello scenario unico del Foro Italico. I tuffi dalle grandi altezze tornano per la seconda volta nel programma degli europei e anche in questa occasione in uno scenario straordinario: dalla piattaforna di Pont de Bir-Hakeim, che si affaccia sulla Senna, con vista Tour Eiffel. Un
doppio spettacolo: quello paesaggistco e quello offerto dai funabolici tuffatori. Questa volta gli uomini scendono di sette metri rispetto a Roma 2022 e rispetto ai campionati del mondo (dove continuano a saltare da 27) e sia maschi che femmine si tuffano da 20 metri di altezza. Doppia routine venerdi 7 e altri due round saato 8 agosto per assegnare le medaglie.
Elisa Cosetti ci arriva con maggiore consapevolezza dopo lo storico bronzo conquistato quattro anni fa a Roma; Andrea Barnaba e Davide Baraldi con tanta esperienza in più e quel pizzico di giovane incoscenza che li fa sognare in grande.
"La paura esiste sempre - spiega alla vigilia Elisa Cosetti - però è anche giusto così, perché se ci tuffassimo senza saremmo veramente dei pazzi. La paura ci sta, perché ti fa stare allerta e ti fa restare concentrato su quello che stai facendo. Non essermi potuta allenare oggi non mi crea problemi particolari, perché mi ero già prefissata di fare un tuffo ieri ed uno solo ogg per non sforzare e stancarmi troppo. Ad altri, che sono abituati a fare più tuffi ad allenamento, sicuramente sarà dispiaciuto aver saltato la seduta odierna. Il sogno nel cassetto è confermare la medaglia di Roma ma non voglio mettermi troppa pressione addosso. Rispetto a quattro anni fa il livello si è alzato molto. La cosa bella è che non c’è una superfavorita e quindi siamo in tante a poter lottare per le medaglie". 
"Ci tuffiamo in un posto bellissimo  - commenta Davide Baraldi -  praticamente attaccati alla Torre Eiffel. Però questo è un elemento che svanisce quasi subito nella nostra testa, perché quando sei sulla piattaforma pensi solo a te stesso e a ciò che bisogna eseguire. Io punto a dare il massimo; a mettere in pratica ciò per cui abbiamo lavorato durante l'anno e anche a divertirmi. Tra 20 e 27 metri cambia tanto.  Venti metri sono alla portata di un maggior numero di atleti e quindi la concorrenza aumenta".
"La Torre Eiffel è suggestiva - - dichiara Andrea Barnaba - e l'occhio ti ci va inevitabilmente per qualche secondo, quando esegui i tuffi con partenza in avanti. Però poi arriva subito la concentrazione e il contorno non esiste più. Io ho più paura dell'acqua sporca che dell’altezza, perché sono debole di stomaco e quando mi tuffo devo stare attento a non aprire la bocca, evitando anche le goccioline. Dai venti metri siamo in tanti sullo stesso livello: il sogno medaglia esiste. I miei punti di forza saranno come sempre pulizia ed eleganza del gesto".

L’ANALISI DEL TECNJCO NICOLE BELSASSO. "I maschi hanno dovuto modificare il programma, perché rispetto ai 27 metri c'è sembrato più prudente scegliere routine differenti e che fossero più indicate alle caratteristiche dei singoli – spiega il tecnico che segue gli azzurri tra il centro federale di Trieste e il centro di preparazione olimpica dell'Acquacetosa a Roma – Con Andrea Barnaba abbiamo scelto i suoi cavalli di battaglia: vale a dire le rotazioni avanti e avanti ritornato, cercando di puntare sulla carpiatura. Due tuffi su quattro saranno carpiati per provare a prendere qualche punto in più sugli avversari. Con Davide Baraldi abbiamo deciso di eseguire le rotazioni indietro che sono per lui una novità, non avendolo mai fatto dai ventisette; una volta partendo in piedi ed una volta con la verticale. Elisa Cosetti, invece, ha mantenuto il programma, invertendo solamente intermedio e obbligatorio per avere un approccio più sereno. L'obiettivo di Elisa Cosetti, che è bronzo europeo in carica, è superare i 300 punti che rappresentano un'eccellenza; con i ragazzi l'obiettivo è avvicinare la concorrenza e puntare molto sull'eleganza dei tuffi e sulla tecnica nello svolgimento degli stessi".

Foto di Andrea Staccioli / DBM
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