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A Napoli la giornata della sicurezza in acqua

Salvamento
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Il pubblico delle grandi occasioni ha affollato il Lungomare di Napoli, altezza Rotonda Diaz, per assistere alla dodicesima edizione di  “Per evitare un mare di guai”. L’evento, che ha come tema principale la sicurezza acquatica, è organizzato dalla Federazione Italiana Nuoto, con la collaborazione della Polizia di Stato, della Protezione Civile Sant’Erasmo e della Capitaneria di Porto. Applausi entusiasti per la Fanfara della Polizia di Stato arrivata da Roma che, dopo l’inno di Mameli, ha intonato molte canzoni napoletane.
Un successo organizzativo che ha attirato non solo i turisti, ma anche gli abituali frequentatori del Lungomare, Lo spettacolo non ha tradito le attese e i numerosi spettatori presenti hanno applaudito le simulazioni di salvataggio nello specchio d’acqua del Golfo di Napoli. Particolarmente apprezzata dagli spettatori l’operazione di salvataggio di un barcone e dei passeggeri grazie all’intervento di un elicottero della Polizia di Stato che ha guidato i soccorsi dei sommozzatori e coordinato gli interventi delle altre unità operative.  Testimonial d’eccezione dell’evento il campione olimpico Massimiliano Rosolino: “Bisogna avere rispetto e fiducia del mare - ha detto il nuotatore napoletano - Ho visto tanti ragazzi e bisogna educarli. Alle volte, sul tema della sicurezza, diamo per scontato tante cose e invece ci sono professionisti che ti possono dare una mano. Ben vengano manifestazioni come questa che educano anche allo sport, una materia che non ha orari per chi vuole farlo lontano dagli appuntamenti scolastici. Impariamo ad aver rispetto del mare, ad avere fiducia”.
Il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, ha sottolineato: “In Italia ci sono 100.000 assistenti bagnanti, 5 milioni di praticanti. Il tema della sicurezza acquatica è primario per la federazione. Noi sappiamo come formarli, ma il nostro compito è anche educare la cittadinanza. Mi fa piacere che oggi ci siano tanti giovani. Da loro dobbiamo ripartire per dare una guida alle prossime generazioni. Napoli ha risposto con entusiasmo anche questa volta e devo dire che anche il Golfo partenopeo è lo scenario perfetto per mostrare di cosa sono capaci i nostri uomini, ma anche quelli delle Polizia di Stato, della Capitaneria di Porto e della Protezione Civile”.  
Per la Fin presente anche il vice presidente Francesco Postiglione. Il presidente del Comitato Regionale della Fin Paolo Trapanese ha aggiunto: “Noi come federazione siamo in prima linea per garantire la sicurezza dei cittadini e con questa manifestazione abbiamo voluto sensibilizzare le istituzioni, affinché ogni specchio d’acqua sia controllato da professionisti ben addestrati. La nostra è una funzione educativa, è il cosiddetto salvamento didattico. Mettiamo a disposizione della collettività la nostra professionalità in tema di sicurezza acquatica”.  
Sono intervenuti Francesco Montini, presidente nazionale del gruppo sportivo delle Fiamme Oro; Renato Zurlo in rappresentanza della capitaneria di Porto e dell’ammiraglio Arturo Faraone; il consigliere Carmine Sgambati in rappresentanza del Sindaco di Napoli Gianni De Magistris, ed il presidente del Circolo Canottieri Napoli Achille Ventura.
L’evento è stato curato dal Comitato Regionale Campano della Fin, dal responsabile del Salvamento Peppe D’Angelo. Per il Comitato Campano presenti i vicepresidenti Ottorino Altieri e Lello Avagnano, i consiglieri Peppe Esposito, Francesco Vespe, Luca Piscopo e Enzo Allocco.


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Il salvamento in Italia è nato ufficialmente il 28 settembre del 1899 nel palazzo comunale di Ancona con lo scopo di divulgare, con la pratica del nuoto, l'addestramento al salvataggio e al pronto soccorso. Da allora la Società Italiana Salvamento e le sue sezioni si distinsero per un'intensa attività educativa basata sull'insegnamento dei movimenti di nuoto, di corsi di salvamento e di pronto soccorso per asfittici (il programma di base fu adottato dalle Forze Armate). I corsi terminavano normalmente con delle competizioni e saggi di abilità natatoria e di soccorso.
Nel 1936 la Società Italiana di Salvamento è confluita nella FIN divenendone una sezione, ovvero il Nuoto per Salvamento. Da questa sinergia sono derivati nel tempo risultati insperati soprattutto sul piano sociale al punto che le autorità di governo italiane nel 1960, a conclusione di un lungo e ponderato percorso decisionale, hanno riconosciuto il brevetto di Assistente Bagnanti marino della FIN Sezione Salvamento quale titolo valido a disimpegnare l'attività di assistente bagnanti.
L'attività di salvamento in Italia - in sintonia con una costante ricerca di alta e specifica professionalità in linea con le mutate realtà sociali del Paese, sempre più finalizzate alla tutela dell'Ambiente e verso la Protezione Civile - si è ulteriormente attivata con un enorme impegno di risorse, nella realizzazione di centri federali di alta specializzazione per il soccorso e la sopravvivenza lacuale, in mare, fluviale e in caso di alluvioni; per garantire l'assistenza in elisoccorso con specifici progetti e programmi di pubblica utilità e con l'adeguamento di strumenti e mezzi al servizio degli operatori, tra i quali l'utilizzo delle moto d'acqua e dei cani per il salvataggio, che hanno rivoluzionato le operazioni di soccorso accelerando e perfezionando i tempi di intervento. 
Nell'ambito dell'organizzazione nazionale, la sezione salvamento della Federazione Italiana Nuoto riveste, attraverso i propri presidi su tutto il territorio, un ruolo determinante per la formazione, e successivamente per garantire l’aggiornamento, degli assistenti bagnanti; in sinergia con la Protezione Civile, la Guardia Costiera, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana, Regioni, Province e Comuni, anche nell'ambito di progetti per la tutela dell'ambiente marino. 
Con i suoi sforzi, unitamente alla formazione degli assistenti bagnanti e alla promozione del nuoto, la Federazione Italiana Nuoto ha così consentito una progressiva diminuzione degli incidenti in acqua e delle morti per annegamento rendendo l’Italia uno dei paesi più sicuri del mondo. I risultati ottenuti nel campo della sicurezza della vita in acqua sono esempio positivo e modello da seguire per le altre associazioni mondiali che operano nel salvamento. L'impegno, la professionalità delle eccellenze impiegate dalla sezione salvamento della Federazione Italiana Nuoto, e gli standard qualitativi del percorso formativo, sono ormai riconosciuti a livello internazionale e parametri fondamentali dell’intero movimento, rappresentato a livello agonistico anche da Squadre Nazionali assolute e giovanili che negli ultimi anni si sono particolarmente distinte ai campionati mondiali ed europei.