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Europei. Bruni di bronzo nella 10 km olimpica

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Rachele Bruni conquista il bronzo europeo nella 10 chilometri al lago Lupa di Budapest. Una medaglia agguantata con coraggio, esperienza e determinazione, raggiunta allo sprint dopo una gara di strappi e duelli. Per la 30enne fiorentina, di Fiamme Oro e Aurelia Nuoto, si tratta del 12esimo podio continentale della carriera (8 ori). "E' stata una vera lotta perché con la muta non si sa mai chi può partire - raccontra l'argento olimpico e bronzo mondiale in carica della 10 chilometri - Immaginavo che van Rouwendaal provasse a sganciarsi per prima; ho provato a seguirla, ma la spagnola Ruiz Bravo mi ha combattuto molto, tenuto schiacciata e impedito di andare in progressione come avrei voluto. All'imbuto sono arrivata stanchissima; ho capito che le prime due posizioni erano irrecuperabili, ma il terzo posto lo volevo fortemente. Sono contenta che il lavoro stia andando sulla giusta rotta, a Tokyo voglio puntare al massimo. Quindici anni fa esordivo a Budapest (17esima nella 5 km agli europei del 2006, ndr), seppur al lago Balaton. Ero una giovane sbarazzina con tanta voglia di divertirmi e vincere; ripercorrere tutto quello che ho fatto mi trasmette i brividi. Poi sono cresciuta, ci sono stati tanti cambiamenti e sono contenta di quello che sono diventata".
Bruni conclude la gara in 1h59'15"1, con 4 decimi di vantaggio sulla spagnola Paula Ruiz Bravo, quarta. Il duello di testa lo vince l'olandese Sharon van Rouwendaal, già d'oro nella 5 chilometri, che chiude in 1h59'12"7 con tre decimi in meno dell'ungherese Anna Olasz. Quinta Giulia Gabbrielleschi in 1h59'16"2, a un secondo e un decimo dal podio. "E' stata una gara dura, piena di strappi - racconta la 25enne fiorentina di Fiamme Oro e Nuotatori Pistoiesi; allenata da Massimiliano Lombardi, vice campionessa europea uscente della distanza, nonché argento mondiale nella 5 km mista a Gwangju 2019 e bronzo al lago Balaton nel 2017 - Essere arrivata ai piedi del podio è un buon risultato soprattutto considerato il secondo posto ottenuto ieri nella 5 chilometri e le energie venute meno nel finale. Complimenti a Rachele che è un punto di riferimento per esperienza e carisma. Ho provato anche ad emularne la tattica per risparmiare le energie che pensavo nel finale potessere essere determinanti, ma non è bastato". Settima Ginevra Taddeucci in 1h59'19"1. "Non ero partita con la giusta concentrazione perché ancora delusa dal risultato della cinque - sottolinea la 24enne di Firenze, allenata da Giovanni Pistelli, al primo europeo della carriera - Ho provato a seguire le indicazioni dello staff, restando coperta. Penso di aver gestito la gara meglio di ieri seppur ho saltato due rifornimenti e l'ho pagato alla fine".
Molto soddisfatto il tecnico federale Emanuele Sacchi, che evidenzia come sia "un risultato molto importante anche perché Rachele con la muta non è a suo agio e credo che sia la prima medaglia che conquisti a livello internazionale". "Ha gestito la gara in modo impeccabile, come sa fare - continua Sacchi - Forse poteva gestire in modo diverso qualche episodio anche se alla fine è riuscita a tirar fuori dal cilindro una medaglia molto importante per qualità e consapevolezza".
La medaglia di Bruni è la decima conquistata dalla delegazione italiana ai campionati europei (3 ori, 2 argenti e 5 bronzi), nonché la 12esima italiana nella specialità con l'azzurra già d'argento a Eilat nel 2011 e d'oro a Hoorn nel 2016.

LA GARA. Venticinque partenti senza l'indisponibilità dell'ultim'ora della tedesca Leonie Beck, vincitrice della 10 chilometri a Doha il 15 marzo scorso, valida per le World Series e una delle pochissime gare nuotate nell'ultimo anno. Al primo intermedio girano in testa l'ungherese Anna Olasz (cognome che in lingua magiara significa "italiano") e l'olimpionica olandese Sharon van Rouwendal in 23'53, seguite da Rachele Bruni (+1"4) e Giulia Gabbrielleschi (+2"6), rispettivamente al quarto e sesto posto. Un po' più attardata Ginevra Taddeucci (+4"1), decima. Il gruppo è comunque compatto, nessuno rischia l'allungo. Basti pensare che ai mille metri l'olimpionica van Rouwendal (vincitrice della 5 chilometri, peraltro campionessa uscente di 5-10-team e vice nella 25) e Bruni erano oltre il decimo posto e le francesi Lara Grangeon (bronzo mondiale in carica nella 25 Km e giovedì 4^ nella 5 di cui era medaglia di bronzo uscente) e Ocean Cassignol (bronzo nella 5) erano agli ultimi due posti. Eseguito il rifornimento senza particolari problemi (miscela di carboidrati e vitamina B e sali minerali di pronta assimilazione), passa in testa Olasz (argento nelle 25 km iridata a Kazan 2015 e continentale a Berlino 2014) insieme alla russa (nata nel 2000) Anastasia Kirpichnikova in 39'34"8, seguite a un secondo da Grangeon. Gabbrielleschi (+2"5) e Bruni (+3"9) sono settima e decima con nel mezzo van Rouwendal (ottava a +2"8); sedicesima Taddeucci (+5"6); nel frattempo dà forfait l'ucraina Krystyna Panchishko; alla fine saranno in tre a ritirarsi. Ai 4 chilometri risale l'altra ungherese Kata Somenek Onon che paga 3" sulla lepre Olasz (48'15"1); poi Grangeon (+3"1) e il trenino van Rouwendaal (+5"9), Gabbrielleschi (+6") e Bruni (+6"6) che comincia a scalare posizioni; Kirpichnikova scivola giù (nona a +7"2) e Taddeucci resta coperta, 14esima (+10"1). A poco più di metà gara si scoprono le carte. Van Rouwendaal (anche più volte medagliata mondiale ed europea nei 200 dorso e nei 400 e 800 stile libero) gira al comando in 1h03'28"9; Bruni sale al terzo posto (+1"3) dietro alla 22enne spagnola Paula Ruiz Bravo (+0"7); Gabbrielleschi è quinta (+3"6) dietro Olasz (+1"4); seguono Grangeon e Kirpichnikova con Cassignol che si riaffaccia nel gruppo. Taddeucci è undicesima (+7"4), in piena corsa. Il gruppo comincia a frammentarsi, allungato dall'olandese. Al rifornimento dei 6000 Gabbrielleschi si mette ai piedi di van Rouwendaal insieme a Ruiz Bravo, Olasz e Bruni raccolte in 5 secondi; ma allo scoccare dell'ora e mezza van Rouwendaal parte. A 2 chilometri dal traguardo gira in 1h35'29"1. Bruni (+8"6) e Gabbrielleschi (+10"9) risalgono su Ruiz Bravo (+8"3) in seconda posizione. Poi Olasz (+12"4) e Taddeucci (+15"6). L'olandese continua fare gara a sé; strappa ma troppo e viene gradualmente ripresa. A 750 metri guida ancora la orange ma con 6"2 di vantaggio in diminuzione su Olasz, fotocopiata da Bruni a 2 decimi; poi Ruiz (+8"8), Kirpichnikova (+10"6), Gabbrielleschi (+12"4) e Taddeucci (+14"8). Negli ultimi 500 metri van Rouwendaal è risucchiata, si prende l'interno e prova a strappare di nuovo, Olasz si piazza alla sua sinistra. Dietro Ruiz Bravo affiancata da Bruni; Gabbrielleschi in scia per gli ultimi 200 metri. I duelli allo sprint decidono il podio: l'olandese vince in 1h59'12"7 con 3 decimi sulla Olasz; Bruni coglie il bronzo in 1h59'15"1 con 4 decimi sulla spagnola Ruiz Bravo. Gabbrielleschi è quinta in 1h59'16"2. Settima Taddeucci in 1h59'19"1.

LAGO E PERCORSO. Il Lupa Lake è un lago artificiale a nord di Budapest, riempito da una vecchia miniera con acqua proveniente da una sorgente che rifornisce mezza Budapest. Ciò determina la profondità sin dalla riva, finanche a 5 metri, e la pulizia dell’acqua al 99,2% potabile, con 0,8% di cloro. Temperatura di circa 17°, pioggia e vento a strappi. Le 10 chilometri si sviluppano con 5 giri da 2 chilometri su un percorso a forma trapezioidale con lati lunghi da 597 metri e 712 metri.

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foto di Andrea Staccioli / Inside - DBM. In caso di riproduzione è necessario citare i credit. Vietati ridistribuzione e vendita.