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Da Genova a Glasgow. Assoluti con vista

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A Sturla, sul lungomare di Genova, si definisce la squadra di nuoto in acque libere che parteciperà agli Europei di Glasgow 2018. In Liguria si nuota dal 4 all'8 luglio, in Scozia, a 2100 chilometri di distanza, si gareggerà dall'8 al 12 agosto nel lago di Loch Lomond, all'interno del parco nazionale. Ad un mese dallo start europeo gli azzurri si misurano nella cinque e dieci chilometri, nei 2500 metri e nella staffetta 4x1250 mixed, da quest'anno introdotta anche agli Europei e che ai mondiali di Budapest 2017 ci ha visto conquistare la medaglia di bronzo con Sanzullo, Vanelli, Gabrielleschi e Bruni, dietro a Stati Uniti e Francia.
Per molti sarà un impegno fondamentale in chiave europea. In tanti sono iscritti a tutte le gare. Tra questi, per sua stessa ammissione, c'è Simone Ruffini, vincitore della coppa del mondo 2017, campione d'Europa col team event nel 2016 a Hoorn, campione mondiale dei venticinquemila a Kazan 2015 e bronzo quest'anno nei diecimila delle World Series a Doha. "E' il modo migliore per allenarmi", dice l'azzurro di Fiamme Oro Napoli e Aniene, allenato da Emanuele Sacchi e fidanzato con la neoprimatista italiana dei 200 dorso Margherita Panziera, che il weekend scorso era allo Stadio del Nuoto di Roma a seguirla nelle gare del Sette Colli. E' un personaggio Simone. La sua seconda passione sportiva è il triathlon e in alcune occasioni si è tuffato dalla piattaforna dei 10 metri. "Mio padre fa triathlon ed è uno sport che mi piace molto, Anche i tuffi catturano la mia attenzione, soprattutto quelli dalle grandi altezze, ma da lassù non ci proverei mai". Nuota e studia Scienze Motorie al San Raffaele di Roma "perchè studiare è importante, anche se impegnativo, ma fortunatamente riesco a conciliare entrambi gli impegni". A Genova è iscritto nei 10000 di mercoledi 4 luglio, nei 5000 di venerdì 6 e nei 2500 di domenica 8.
C'è grande attesa per queste gare e per i suoi protagonisti. Occhi puntati sulla pluricampionessa azzurra di Esercito e Aurelia Unicusano, Rachele Bruni - vicecampionessa olimpica a Rio 2016, bronzo iridato nel Balaton 2017 e terza nelle World Series di quest'anno sempre al Balaton; ma anche sulla campionessa di coppa del mondo 2017 e bronzo agli mondiali ungheresi nella 10 e nella 25 chilometri, Arianna Bridi (Esercito/Rari Nantes Trento) e su Martina De Memme (Esercito/Nuoto Livorno) che ha avviato un ottimo percorso nei diecimila metri che potrebbe portarla agli Europei scozzesi con le squadre Nazionali del nuoto in corsia e del nuoto in acque libere. Il comune denominatore di tutte e tre, oltre al carattere e alla determinazione, è l'allenatore, il tecnico federale Fabrizio Antonelli, marito di Martina.
Complessivamente gli atleti partecipanti agli assoluti sono 111 (50 maschi e 61 femmine), le società 44 e le presenze gara 165. 

MUTA O COSTUME. Con l'acqua sotto i 16 e sopra i 30 gradi non si gareggia. Dai 16 ai 18° la muta è obbligatoria, tra i 18 e i 20 facoltativa e dai 20 ai 30 è proibita. Gli azzurri in questi mesi hanno provato diversi modelli tra le mute omologate, al pari dei loro colleghi internazionali, riscontrando troppa rigidità e problematiche all'altezza di collo e spalle. Non avendo riscontrato un miglioramento della prestazione stanno valutando la possibilità di nuotare semplicemente col costume. In questi giorni in Scozia le termperature dell'acqua sono salite da 12 a 16 gradi e in agosto potrebbero attestarsi sopra i 18. Le mute (manica e pantalone lungo) sono in neoprene, un polimero sintetico (una macromolecola) col il quale si fanno anche mute da sub e borse da donna di nuova generazione.


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