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Olimpiadi. Bruni show nei 10000. E' argento!

Fondo
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Rachele Bruni conquista una strameritata medaglia d'argento nella 10 chilometri olimpica di Forte Copacabana in 1h56'49''5 e per la spedizione azzurra è la sesta medaglia ai Giochi di Rio de Janeiro. Davanti alla fondista di Firenze, tesserata con l'Esercito e allenata da Fabrizio Antonelli, c'è l'olandese Sharon Van Rouwendall in 1h56'32''1 e alle sue spalle la brasiliana Poliana Okimoto in 1h56'51''4. Squalificata la francese Aurelie Muller, spalla a spalla nello sprint con Bruni ostacolata irregolarmente al momento dell'arrivo. L'Italia del nuoto in acque libere festeggia così la seconda medaglia a cinque cerchi della storia dopo il bronzo di Martina Grimaldi nel 2012 al Serpentine di Hyde Park, a Londra. 
Esulta Rachele che spiega l'episodio che ha portato alla squalifica della transalpina. "Argento! Che felicità. All'arrivo Aurelie Muller mi ha affossata, impedendomi di toccare la piastra; mi è proprio salita sopra. Mi dispiace perché avrebbe meritato la medaglia, ma la decisione dei giudici è stata corretta. In quel momento ho pensato solo a riaffiorare dall'acqua il prima possibile per toccare, ma sapevo di aver subito un torto. Peraltro nel corso della gara ci sono state molte ammonizioni: la giuria ha cercato di evitare i contatti ".  "Sono felice perchè ho lavorato tanto, mi sono allenata duramente e ho compiuto molti sacrifici. Gli ultimi quattro anni - prosegue - sono stati davvero intensi. Sono cresciuta moltissimo e tutte le gare internazionali a cui ho partecipato mi sono servite per maturare quella giusta dose di esperienza. Questa medaglia mi ripaga in pieno. Ho disputato una buona prova. Sono rimasta in gruppo per due terzi. Successivamente ho raggiunto il quartetto di testa e mi sono fatta trovare pronta allo sprint. Durante la stagione sono stata due volte a Copacabana per circa un mese complessivo; abbiamo usato i gps per ottimizzare le posizioni da mantenere. Ho simulato il percorso olimpico, trovando sempre l'acqua pulita. Le condizioni di gara non mi hanno mai preoccupato. D'altronde il vero fondo è questo, in mare aperto, con onde e correnti: io amo nuotare così".
Poi la campionessa fiorentina passa ai ringraziamenti. "Sono consapevole di non essere una atleta facile da gestire e anche per questo ringrazio il mio allenatore Fabrizio Antonelli che mi sopporta e supporta. Oggi è una bellissima giornata e desidero condividerla con tutti coloro che mi vogliono bene; grazie alla Federazione Italiana Nuoto, grazie al Centro Sportivo Esercito, grazie al commissario tecnico Massimo Giuliani e a tutto lo staff della Nazionale. Qui c'è tutta la mia famiglia. Ho provato a portare anche mia nonna di 83 anni, ma non se l'è sentita: mi ha visto in tv e sarà contenta". 
Dal 18 luglio Rachele Bruni ha lavorato inseme alla sparring Arianna Bridi (Esercito / RN Trento) a La Loma, nelle alture messicane, fino all'11 agosto sotto la guida di Antonelli. Bridi, recente medaglia di bronzo agli europei di Hoorn nella 10 chilometri, ha poi lasciato il collegiale per partecipare e vincere la tappa di coppa del mondo a Lac Megantic il 10 agosto scorso. "Sono stata in altura ed è stata una scelta giusta - continua - Il lavoro paga sempre. Lo so, ma ciò non significa che lo rende più leggero. Anzi. Sono un'atleta difficile da gestire, soprattutto quando nuoti 18 chilometri al giorno e non arrivano i tempi. La testa è il motore di tutto. La volontà, la determinazione, il sacrificio sono fondamentali. Adesso un po' di vacanza, ma a ottobre tornerò in gara per la coppa del mondo".  


LA GARA. Le condizioni di gara sono perfette: la temperatura dell'acqua pulita di Forte Copacabana è di 22°. Bruni disputa una prova tatticamente ineccepibile,  facendo "lavorare" le sue avversarie in testa al gruppo e quindi risparmiando preziose energie: coperta al rilevamento dei 2.5 dove passa intorno alla dodicesima posizione; risale fino alla settima ai cinque chilometri, mantenendosi sempre alle spalle dell'olandese Sharon Van Rouwendall, medaglia d'argento ai mondiali di Kazan. Proprio dopo il passaggio di metà percorso la Van Rouwendall imprime la prima accelerata, il gruppo si allunga, ma Rachele le resta in scia, scavalcando anche l'ungherese Eva Risztov, oro a Londra. L'olandese ai 7.5 km aumenta ulteriormente il ritmo, l'atleta di Antonelli perde qualche metro ma passa seconda; dietro di lei la brasiliana Poliana Okimoto, iridata nel 2013 a Barcellona, e la cinese Xin Xin: le quattro fanno il vuoto.  La sudamericana e l'asiatica provano a ricucire lo strappo con la leader, ma senza riuscirci. Rientra anche la francese Aurelie Muller, campionessa del mondo in carica: ormai Van Rouwendall è inavvicinabile, l'oro è suo. Bruni però vuole la medaglia a tutti i costi, non forza fino agli 800 metri dall'arrivo. La transalpina salta Okimoto e affianca l'azzurra con cui dai 500 metri inizia una lunghissima volata: Muller tocca per prima la piastra, ma per farlo affossa l'atleta toscana, affondata irregolarmente. Ne deriva la squalifica e l'argento per Bruni. Festeggia anche il brasile con Okimoto di bronzo.


Rachele Bruni - 26enne fiorentina tesserata per l'Esercito ed allenata da Fabrizio Antonelli – è campionessa europea in carica nella 10 km, titolo conquistato a Hoorn nel mese di luglio. E' alla sua prima Olimpiade.  Nel palmares già dieci medaglie "europee" (oro nella 10 km e nel team event a Hoorn 2016; oro nella 5 km e nel team event a Piombino 2012; oro nella 5 km e nel team event ed argento nella 10 km a Eilat 2011; argento nel team event a Balatonfured 2010; oro nella 5 Km e nel team event a Dubrovnik 2008). Detentrice della coppa del mondo sulla distanza olimpica, Bruni guida la classifica del circuito anche in stagione ed ha vinto due delle prime tre prove a Viedma e Balatonfured. In carriera si è piazzata anche quattro volte al quarto posto ai campionati mondiali (a Shanghai 2011 nella 5 Km e nel team event e a Kazan 2015 nel team event e nella 10 Km).


LE MEDAGLIE DEL FONDO ALLE OLIMPIADI


2012 Londra / Bronzo di Martina Grimaldi
2016 Rio de Janeiro / Argento di Rachele Bruni


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