Mondiali Lifesaving. Italia a quota undici
E' dominio azzurro nei 200 super lifesaver con gli strepitosi successi di Silvia Meschiari e Federico Gilardi. La 26enne emiliana di Modena - tesserata per Fiamme Oro - chiude in 2'22''31, venticentesimi meglio dell'aussie Davies Prue seconda in 2'22''51. Il 27enne piemontese - tesserato per Fiamme Oro e Rari Nantes Torino e già d'argento nei 200 ostacoli - nuota in 2'07''29, unico a scendere sotto i 2'08", precedendo l'australiano Matt Davis in 2'08''30 e il tedesco David Laufkotter terzo in 2'09''50; ai piedi del podio Daniele Sanna (In Sport Rane Rosse) quarto in 2'10''32.
In apertura di programma subito sorrisi dai 100 manichino con pinne. Tra i maschi successo del tedesco Jan Malkowksi in 44''72, ma alle sue spalle c'è il romano Andrea Piroddi (Fiamme Oro) che è d'argento in 45''22. Completa il podio il neozelandese Steven Kent (45''26) che precede di meno di un secondo Jacopo Musso in 46''20. La spagnola Antia Garcia in 52''31 si impone tra le femmine, dietro di lei la transalpina Magali Rousseau in 52''40 e l'azzurra Federica Volpini. La 25enne di Roma - tesserata per Fiamme Oro e d'oro e primatista del mondo nei 100 manichino torpedo con pinne (57"05) - è di bronzo in 52''75. E' terza nei 50 manichino anche Cristina Leanza (Aquatica Torino) in 35''93. Davanti alla 30enne di Moncalieri la britannica Zara Williams in 34''62 e la cinese Hulmin Wu in 34''71.
Le staffette infine regalano due argenti. La 4x50 mista con Marcello Paragallo (Gym Sportamnia Scafati), Andrea Piroddi, Federico Gilardi e Jacopo Musso sono secondi in 1'29''05; davanti a loro solo la Germania che domina con il record del mondo di 1'26''19. Paragallo, Piroddi e Gilardi con Daniele Sanna sono gli alfieri della 4x25 manichino d'argento in 1'05''90.
1. Antia Garcia (ESP) 52''31
2. Magali Rousseau (FRA) 52''40
3. Federica Volpini (ITA) 52''75
6. Samantha Ferrari (ITA) 53''28
1. Jan Malkowski (GER) 44''72
2. Andrea Piroddi (ITA) 45''22
3. Steven Kent (NZL) 45''26
2. Huimin Wu (CHN) 34''71
3. Cristina Leanza (ITA) 35''93
1. Danny Wieck (GER) 28''85
2. Matt Davis (AUS) 29''42
3. Chris Dawson (NZL) 29''43
6. Daniele Sanna (ITA) 30''67
2. Francia 1'20''83
3. Belgio 1'21''16
5. Italia 1'23''54
(Samantha Ferrari, Silvia Meschiari, Serena Nigris, Cristina Leanza)
2. Italia 1'05''90
(Marcello Paragallo, Andrea Piroddi, Federico Gilardi, Daniele Sanna)
3. Polonia 1'06''70
1. Silvia Meschiari (ITA) 2'22''31
2. Prue Davies (AUS) 2'22''51
3. Carina Doyle (NZL) 2'23''35
5. Samantha Ferrari (ITA) 2'26''53
200 super lifesaver M
1. Federico GIlardi (ITA) 2'07''29
2. Matt Davis (AUS) 2'08''30
3. David Laufkotter (GER) 2'09''59
4. Daniele Sanna (ITA) 2'10''32
1. Francia 1'38''87
2. Australia 1'38''90
3. Polonia 1'39''51
7. Italia 1'41''46
(Cristina Leanza, Samantha Ferrari, Silvia Meschiari, Federica Volpini)
1. Germania 1'05''51
2. Italia 1'05''90
(Marcello Paragallo, Andrea Piroddi, Federico Gilardi, Daniele Sanna)
3. Polonia 1'06''70
La Mediterranean Lifesaving Confederation a Ostia
Mondiali Lifesaving. I Masters suonano la nona
Cominciano bene i mondiali di salvamento per i colori azzurri. In attesa che prendano il via le gare dei National Team Open e Youth, previste dal 21 al 25 novembre, sono in svolgimento le gare Masters. L'Italia è rappresentata da sei atleti che dopo le prime due giornate in piscina hanno conquistato nove mededaglie (3-3-3). A guidare il gruppo in Australia c'è Federico Mastrostefano, ex azzurro e primatista mondiale dei 100 trasporto manichino agli assoluti di Livorno 2003, tesserato con il Swimming Club Alessandria, che si è laureato campione del mondo dei 100 metri manichino torpedo con pinne nella categoria 40/44 con il tempo di 58"75, davanti all'australiano Adam Moore (58"77) e al compagno di club Gianluca Volante (1'01"36). Nei 200 metri ostacoli, invece, medaglia d'oro per Gianluca Volante con 2'15"30 e d'argento per Federico Mastrostefano con 2'16"84, nella staffetta 4x50 mista (140/169) successo del quartetto del Swimming Club Alessandria composto da Stefano Mecca, Daniele Battegazzorre, Gianluca Volante e Federico Mastrostefano con 1'39"81 e nella staffetta 4x50 ostacoli medaglia d'argento con 1'55"81. Per Daniele Battegazzorre anche due bronzi nei 200 ostacoli e nei 100 torpedo 35/39 rispettivamente in 2'17"20 e 59"94. Completano il gruppo dei masters italiani ad Adelaide 2018 Bruna Ravera (Aquatica Torino, argento nei 100 torpedo 50/54 con 1'14"85) e Simona Pognant (Vigili del Fuoco Grosseto). Federico Mastrostefano - che è iscritto anche ai 100 metri manichino con pinne e alla 4x25 manichino - è diventato ben presto un personaggio televisivo. E' stato uno dei tronisti più amati di Uomini e Donne e la sua permanenza nel salotto di Maria de Filippi è stata tra le più lunghe ed ha partecipato all'Isola dei Famosi 7, presentata da Simona Ventura e vinta dal conduttore radiofonico e cantante Daniele Battaglia (figlio di Dodi).
Risultati completi
Mondiali Lifesaving. Azzurri verso Adelaide
La Nazionale maggiore è composta da Samantha Ferrari, Silvia Meschiari, Federica Volpini e Andrea Piroddi (Fiamme Oro Roma), Cristina Leanza (Aquatica Torino), Serena Nigris (Orizzonti SCSD), Susanna Cicali, Daniele Sanna e Mattia Lentini (In Sport Rane Rosse), Federico Gilardi (Fiamme Oro Roma/RN Torino), Marcello Paragallo (Gym Sportamnia Scafati) e Jacopo Musso (RN Torino). La selezione giovanile è formata da Lucrezia Fabretti (In Sport Rane Rosse) e Francesca Pasquino (Nuotatori Canavesani). Nello staff, con il team manager Giorgio Quintavalle e il commissario tecnico Antonello Cano, i tecnici federali Massimiliano Tramontana e Giorgiana Emili, il tecnico responsabile della squadra giovanile Giovanni Anselmetti, il medico Andrea Felici e la fisioterapista Enilda Nushi. In Australia sono nove ore mezza avanti rispetto all'Italia e gli azzurri avranno quattro giorni per ambientarsi e allenarsi sui campi gara.
Le novità. Rispetto alla squadra assoluta che ha partecpato all'edizione 2016 dei campionati del mondo a Eindhoven ci sono sei atleti nuovi: Susanna Cicali, Serena Nigris, Mattia Lentini, Marcello Paragallo, Andrea Piroddi e Jacopo Musso. Facevano già parte della squadra che in Olanda si era classificata seconda in vasca, quinta e terza delle europee nella classifica generale con 11 medaglie (5 d'oro, 1 d'argento, 5 di bronzo) Samantha Ferrari, Federico Gilardi, Cristina Leanza, Silvia Meschiari, Daniele Sanna e Federica Volpini. Esordio per le due youth Lucrezia Fabretti e Francesca Pasquino; Serena Nigris, oggi nella squadra senior, due anni fa aveva partecipato al mondiale con la Nazionale giovanile che vinse le gare in pscina e si classificò terza nel ranking generale conquistando 18 medaglie (9, 2, 7).
Siamo fatti per l'acqua. I coordinatori a Roma
Il nuoto come terapia. Bonifazi al congresso della Federazione Medico Sportiva
Nei giorni scorsi si è svolto il trentottesimo Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medico Sportiva. il tema della “prescrizione dell’attività fisica” è stato al centro del dibattito, soprattutto in relazione a healthspan e lifespan, ovvero qualità e durata della vita. Tra i relatori anche il coordinatore tecnico-scientifico della FIN Marco Bonifiazi.
Riportiamo un articolo de La Gazzetta dello Sport a cura di Roberto Parretta dal titolo "Il nuoto come "farmaco": il ruolo dei medici dello sport, opportunità e limiti". Parretta ha incontrato il professor Bonifazi che "ci ha guidato tra le pieghe del rapporto tra attività fisica e durata della vita regalandoci anche preziosi suggerimenti sull’allenamento in acqua in presenza di patologie".
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Al congresso della Federazione Italiana Medico Sportiva abbiamo incontrato il Professor Marco Bonifazi: il coordinatore tecnico-scientifico della FIN ci ha guidato tra le pieghe del rapporto tra attività fisica e durata della vita regalandoci anche preziosi suggerimenti sull’allenamento in acqua in presenza di patologie.

Negli ultimi anni, la medicina dello sport ha consolidato un concetto chiave: l’esercizio fisico può essere prescritto come un vero e proprio farmaco. Nei principali congressi scientifici, non da ultimo il 38° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medico Sportiva, il tema della “prescrizione dell’attività fisica” è stato al centro del dibattito, soprattutto in relazione a healthspan e lifespan, ovvero qualità e durata della vita. In questo contesto, l’attività motoria diventa uno strumento fondamentale contro le malattie croniche non trasmissibili, come obesità e sovrappeso. Fra i relatori che hanno animato le 4 sessioni principali del congresso anche il Professor Marco Bonifazi, associato di Fisiologia all’Università degli Studi di Siena e coordinatore tecnico-scientifico della Federazione Italiana Nuoto.

"L’esercizio fisico - ci spiega il Professor Bonifazi - svolge una funzione centrale in due ambiti. Prevenzione primaria: riduce il rischio di sviluppare malattie in soggetti sani. Prevenzione secondaria: limita recidive, complicanze e progressione in soggetti già malati. In ambito oncologico, cardiovascolare e metabolico, l’attività fisica contribuisce a migliorare la prognosi, ridurre gli effetti collaterali delle terapie e sostenere il recupero funzionale. Ma esattamente come per un farmaco, anche l’esercizio richiede un dosaggio preciso. Il modello di riferimento è il FITT-VP, che definisce le variabili fondamentali: frequenza (quante volte a settimana), intensità (quanto è impegnativo lo sforzo), tempo (durata dell’attività), tipo (aerobico, forza, equilibrio, flessibilità), volume (quantità totale di lavoro, energia spesa), progressione (incremento graduale nel tempo). La corretta combinazione di questi fattori determina l’efficacia e la sicurezza dell’allenamento".

"Questa zona di lavoro favorisce la cosiddetta flessibilità metabolica, ovvero la capacità dell’organismo di utilizzare sia grassi sia zuccheri come fonte energetica. Sono infatti questi i due due principali carburanti del corpo umano. Gli zuccheri, di cui abbiamo riserve limitate, utilizzati per sforzi intensi e di durata più breve (45-75 minuti), i grassi, di cui abbiamo riserve abbondanti, ideali per attività prolungate e a bassa intensità. I soggetti sedentari tendono a utilizzare precocemente gli zuccheri anche per sforzi leggeri, attivando risposte di stress metabolico. Al contrario, l’allenamento aerobico regolare insegna al corpo a utilizzare i grassi in modo efficiente, con benefici su controllo del peso, metabolismo e prevenzione delle malattie croniche".

Il nuoto rappresenta un’attività completa e a basso impatto, ma presenta una criticità: richiede competenze tecniche. Come spiega il Professor Bonifazi: "A differenza del cammino, non è immediatamente accessibile a tutti. Per ottenere benefici metabolici reali, è necessario saper nuotare in modo fluido, mantenere un’intensità controllata, evitare affaticamento eccessivo. Chi non possiede queste capacità rischia di svolgere un’attività inefficace dal punto di vista aerobico. Nel nuoto, il dispendio energetico varia enormemente in base alla tecnica, fino al 300%, aumenta in modo esponenziale con l’aumentare della velocità e varia da stile a stile. Per i nuotatori esperti avremo una maggiore efficienza e un minore consumo energetico, mentre per gli inesperti troveremo una maggiore fatica e minore efficacia. Il principio fondamentale del nuoto sta nel non lottare contro l’acqua, ma sfruttarne le proprietà e proprio per questo la priorità non sarà la velocità, ma la capacità di scivolare in acqua, ridurre la resistenza, coordinare respirazione e movimento".

"Per un soggetto con competenze di base, un programma efficace può includere una fase iniziale di riscaldamento, un tratto centrale continuo (600–1500 metri), per una durata complessiva di 30-45 minuti, almeno una volta a settimana, anche se sarebbe meglio 2-3. Con il tempo e la pratica si potrà poi agire su aumento del volume e variazioni di intensità (progressioni o frazionamenti). Questo consente di migliorare progressivamente la capacità aerobica e metabolica. Il nuoto è la forma di locomozione più lenta: la densità dell’acqua è 800 volte superiore a quella dell’aria e ciò aumenta la resistenza".

"Per il nuoto a maggior ragione, ma vale per tutti gli sport lo stesso concetto: è importantissimo il patrimonio motorio acquisito in età giovanile. Imparare diversi sport durante l’infanzia e l’adolescenza consente, anche a distanza di decenni, di riprendere più facilmente l’attività, scegliere tra più discipline, mantenere uno stile di vita attivo. L’assenza di queste competenze limita fortemente le possibilità di movimento in età adulta. Dove poi, da adulti, si innesta un altro fattore decisivo: la motivazione. Per essere efficace, l’attività fisica deve essere sostenibile nel tempo. E quindi la scelta dello sport dipende da fattori individuali: piacere personale, l’ambiente dove si pratica, il contesto sociale, il livello di sfida percepito. Non esiste un esercizio ideale universale, ma quello che una persona è disposta a praticare con continuità".

In tutto questo il medico dello sport, come ha detto Bonifazi nel corso del suo intervento al congresso della FMSI, ha una funzione centrale: "Saprà valutare la sicurezza dell’attività in base alle condizioni cliniche del soggetto e potrà prescrivere un programma personalizzato, adattato allo stato di salute, al livello di allenamento, agli obiettivi e preferenze. Senza dimenticare che in presenza di patologie, soprattutto cardiovascolari o metaboliche, la valutazione specialistica è indispensabile. L’attività fisica non è più solo uno stile di vita, ma una vera strategia terapeutica. Il futuro della medicina passa anche dalla capacità di: prescrivere un esercizio in modo mirato, educare al movimento, integrare competenze mediche e sportive. In questo scenario, discipline come il nuoto rappresentano un’opportunità preziosa, a condizione che vengano praticate con competenza, gradualità e consapevolezza".
Inchiesta de La Gazzetta dello Sport
Da Fioravanti e Rosolino fino alle stelle di oggi: com'è organizzata e quanto costa l'attività acquatica che a ogni grande evento fa suonare l'inno di Mameli.
Riportiamo un articolo de La Gazzetta dello Sport a cura di Stefano Arcobelli dal titolo "Centri federali, tecnici top, soldi ben spesi: come funziona la fabbrica di medaglie del nuoto".
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L'Italia del nuoto strega il mondo da quando nel 2000 ai Giochi di Sydney infranse il tabù principale: quello degli ori olimpici (iniziarono Domenico Fioravanti e Massimiliano Rosolino, seguiti da Federica Pellegrini nel 2008, Gregorio Paltrinieri nel 2016, Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi nel 2024). Quella spedizione diede il via ad un trend che continua di generazione in generazione, esaltata dall'ultima spedizione olimpica di Parigi 2024, dove gli sport della Federnuoto hanno conquistato 7 medaglie (con gli ori di Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi). Ad ogni evento, oltre ai Giochi soprattutto Mondiali ed Europei, è una teoria crescente di medaglie che hanno fatto dell'Italia una super potenza. Ma qual è il segreto di un movimento che vede circa 5 milioni di praticanti in piscina?
Oltre la geografia
Dal Veneto alla Puglia, dal Piemonte a Roma, da Imola a Firenze. Il lavoro di periferia diventa preparazione d’elite che la federazione coordina anche attraverso 15 centri federali sparsi in tutto il territorio nazionale, da Trieste a Napoli, passando per Verona e Roma. Non abbiamo le potenzialità degli Usa, non abbiamo neanche la tradizione dell’Australia, non abbiamo impianti super attrezzati, il supporto dei college o budget consistenti. Ma la fantasia non difetta gli italiani, che ora mandano anche i talenti nei College americani (come Sara Curtis e i tuffatori Pellacani e Santoro) e in Australia (dove sono andati quest'anno Simona Quadarella e Sara Franceschi oltre a Ceccon), e una scuola di allenatori giovani che cresce parallelamente a quella dei talenti (dietro i Paltrinieri, Ceccon, Martinenghi e Cerasuolo, pronti per sbalordire D'Ambrosio, Curtis, Mao). Una volta c’era solo Verona, dove operava l'ex ct Alberto Castagnetti (il mentore di Federica Pellegrini) come centro d’eccellenza. Ora la rete azzurra diventa capillare perché i giovani allenatori si confrontano e riescono a trovare sintesi vincenti. E non ci sono più gap da colmare, insomma, c’è un sistema che si potrebbe definire "Metodo Italia", vista la produzione di risultati davvero importante. Le zero medaglie in corsia e solo un bronzo nel fondo di Martina Grimaldi all’Olimpiade di Londra 2012 sono state rimosse e la lezione è servita per ripartire con umiltà e idee più chiare. Il lavoro capillare in periferia ha trasformato anche una regione simbolo come la Puglia, da dove è partita Benedetta Pilato, ora a Roma, sponda Aniene, nella cui struttura si allena una sorta di nazionale nella nazionale e dove sono stati costruiti 5 dei 6 ori azzurri degli Europei 2018. A Ostia si trasferirono ancora minorenni Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti.


I tecnici sono il valore aggiunto
Sono lontani tempi in cui Federica doveva urlare "se non convocate il mio allenatore non vengo in nazionale". Ora i tecnici vengono convocati anche per i collegiali, non solo agli eventi dove accumulano esperienze. Ci sono i tecnici federali come Fabrizio Antonelli e Claudio Rossetto ad Ostia (per fondisti e velocisti), Alberto Burlina (che segue Ceccon) e Matteo Giunta (che segue Martinenghi) a Verona, Stefano Franceschi a Livorno (dove lavora Alberto Razzetti leader di un gruppo di emergenti da tener d'occhio in prospettiva), Cesare Casella a Imola (dove nascono i ranisti), Paolo Palchetti a Firenze, Sandra Michelini a Calenzano e Antonio Satta a Torino, tutti impegnati con i velocisti che producono medaglie in serie con la staffetta 4x100 sl.
Risorse ben sfruttate
Circa 10 milioni del bilancio complessivo di una quarantina sono destinati al settore nuoto di corsia. Soldi dunque ben spesi. Quella che il presidente federale Paolo Barelli chiama "catena organizzativa che va dai campionati regionali a quelli di categoria e assoluta" produce risultati eclatanti: i giovani tecnici vengono convocati anche solo nel fine settimana a Ostia e il confronto tra staff azzurro (guidato dal dt Cesare Butini) e allenatore di prospetti diventa decisivo per la programmazione coordinata da Marco Bonifazi, responsabile scientifico. C’è una cinghia di trasmissione che coinvolge tutti e le squadre nazionali sono l’ultima parte di questo sistema. È notevolmente migliorato il coordinamento: la concorrenza non è più un fattore destabilizzante ma aiuta a crescere e a far crescere i tecnici sociali in modo coordinato. I centri federali (soprattutto Foro Italico e Verona) risolvono alcuni problemi di strutture, e laddove non ci sono le condizioni, interviene la Federazione. E quando invece ci sono, come capita all’Aniene, si fa tutto da sé. Ma ciò che conta è lavorare in sinergia. Te la do io l’America: in Italia.
Sempre più nuoto
Nel 2016 secondo un rilevamento Ipsos-StageUp, c'erano più nuotatori che calciatori (4.169.000 rispetto a 3.952.000 praticanti), dati che davano già l’idea di un movimento fortissimo, ormai da anni stabile su quei livelli percentuali. Nel 2026 il nuoto è la seconda federazione per i contributi ricevuti da Sport Salute e grazie ai risultati ottenuti nel 2025 la Fin ha ottenuto un incremento del 10% sulla cifra che supera i 18 milioni. Il nuoto è lo sport dei genitori che portano i figli in piscina appena usciti già dalla primaria. Sempre, secondo la stessa ricerca Ipsos, il 24% di quei 4 milioni di nuotatori è concentrato nell’età fino a 11-12 anni. Più di un milione di bambini vanno in piscina e consente, evidentemente, di avere a disposizione un potenziale invidiabile per intercettare un talento. E quanti bambini vogliono andare in acqua per diventare la nuova Pellegrini o il nuovo Ceccon? Insomma, la piscina piace per i ragazzi di scuola elementare: il 30% sceglie uno sport acquatico. Un vivaio di grandi dimensioni che ha portato in alto il nuoto azzurro fin qui. E l'onda azzurra non si placa: attenti alla Curtis velocista mai avuta prima tanto da essere diventata la prima finalista mondiale nei 100 stile libero, attenti a D'Ambrosio nuovo Lamberti che punta a battere il romeno Popovici, attenti alla quindicenne Mao che da veneta punta a subentrare venti anni dopo alla Pellegrini. Corsi e ricorsi di giovani punte che rappresentano il popolo del nuoto. Come disse Lamberti dopo il big bang di Sydeny 2000 "ci saranno le file per iscriversi al nuoto, la tendenza sarà irreversibile". Il nuoto, stabilmente, è il secondo sport più praticato dagli italiani con una penetrazione del 29% sulla popolazione over 18, a soli 5 punti percentuali dal calcio, pur incassando un terzo dei contributi pubblici. "Quanto fatto dalle nostre Nazionali negli ultimi anni - afferma Barelli - penso vada studiato perché credo che sia un miracolo italiano. Gli atleti si sono preparati in condizioni molto difficili tra crisi energetica e Covid. La piscina costa, non abbiamo il supporto delle università, le piscine nei complessi scolastici in Italia si contano sul palmo di una mano, ma c’è una scuola impressionante formata da presidenti e dirigenti di società che compiono sacrifici; c’è una capacità tecnica del nostro sistema federale e societario all’avanguardia, che tutti ci riconoscono”. E ci sono un migliaio di piscine da riqualificare.

Uno sguardo al futuro
Chiosa il dt del nuoto in corsia, Cesare Butini: "Dobbiamo continuare a lavorare duro per alimentare densità ed intensità, per facilitare l'inserimento in nazionale dei più giovani, incentivare la crescita degli atleti e tutelare i più maturi. I progetti federali prevedono raduni, esperienze all'estero, partecipazione a competizioni internazionali di verifica e nel contempo interventi di supporto alle società anche di natura tecnico-formativa per gli allenatori più giovani e di aggiornamento per i più esperti. L'obiettivo è continuare ad alimentare la dimensione dei praticanti, la base del movimento da cui emergono i campioni del domani, scoprendo e formando gli atleti di interesse nazionale. Lavoriamo per arrivare supercompetitivi agli Europei di Parigi e arrivare pronti per il biennio che ci condurrà ai Mondiali di Budapest e alle Olimpiadi di Los Angeles". L'Italnuoto non è sazia...
Crotone primo centro federale in Calabria. Siglato l'accordo tra Comune e FIN
È stato sottoscritto l’accordo di collaborazione tra il Comune di Crotone e la Federazione Italiana Nuoto per la gestione e la valorizzazione della piscina comunale olimpica di via Giovanni Paolo II. A firmare l’atto nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Crotone il dirigente del Settore 2 del Comune di Crotone Francesco Marano e il segretario generale della Federazione Italiana Nuoto Antonello Panza. Alla sottoscrizione erano presenti il sindaco Vincenzo Voce, l’assessore allo sport e all’impiantistica sportiva Luca Bossi, il vicesindaco Sandro Cretella e i rappresentanti dell’amministrazione comunale. Per la Federazione Italiana Nuoto presenti il presidente del comitato regionale Calabria Alfredo Porcaro, il consigliere regionale pallanuoto William Savino e il consigliere regionale nuoto di fondo Antonio Fonte; collegati a distanza il vicepresidente federale Andrea Pieri e il dirigente del Settore Impianti Fabio Conti.
L’accordo avvia ufficialmente una nuova fase per uno degli impianti sportivi più importanti della città e prevede l’affidamento alla Federazione Italiana Nuoto della gestione tecnico-amministrativa della struttura, con l’obiettivo di valorizzare tutte le discipline federali, sostenere l’attività delle società sportive del territorio e favorire la più ampia fruibilità dell’impianto sotto il profilo sportivo e sociale.
La piscina olimpica di via Giovanni Paolo II sarà sede di un Centro Federale destinato alla formazione tecnico-sportiva dei giovani atleti e all’attività agonistica di alto livello, con la possibilità di ospitare raduni collegiali delle squadre nazionali e manifestazioni federali.
“La Federazione Italiana Nuoto considera questo accordo un’opportunità significativa per sviluppare ulteriormente la pratica natatoria e le attività federali sul territorio. L’obiettivo è creare a Crotone un centro di riferimento per la formazione sportiva e per l’attività agonistica, valorizzando al tempo stesso la funzione sociale dello sport”, ha dichiarato il segretario generale della Federazione Italiana Nuoto Antonello Panza.
“Con questo accordo compiamo un salto di qualità per il futuro dello sport nella nostra città. La collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto consentirà di valorizzare pienamente un impianto strategico, offrendo nuove opportunità ai nostri giovani, alle società sportive e a tutta la comunità. Puntiamo a trasformare questa struttura in un punto di riferimento per il nuoto e per lo sport nel territorio”, ha dichiarato il sindaco Vincenzo Voce.
L’accordo avrà una durata di nove anni, con possibilità di proroga per ulteriori cinque.
Crotone primo centro federale in Calabria. La soddisfazione del sindaco Voce
A seguito dell'approvazione da parte del Consiglio Comunale dell'accordo tra il Comune di Crotone e la Federazione Italiana Nuoto per la gestione della piscina comunale olimpica di via Giovanni Paolo II, si apre ufficialmente una nuova fase per uno degli impianti sportivi più importanti della città. Nei prossimi giorni la firma dell'accordo segnerà l'avvio concreto del nuovo corso gestionale.
Secondo il cronoprogramma condiviso questa mattina nella Casa Comunale, l'auspicio è che l'impianto riapra entro la metà di marzo.
All'incontro hanno preso parte il sindaco Voce, il vicesindaco Cretella, gli assessori Bossi e Scandale e i dirigenti Marano e Gangemi, il presidente del comitato regionale FIN Calabria Alfredo Porcaro e il dirigente del Settore Impianti Fabio Conti.
Il confronto si è svolto in un clima di piena collaborazione istituzionale con l'obiettivo di restituire centralità e piena funzionalità alla piscina ritenuta strategica per l'attività sportiva agonistica e per la promozione dello sport di base, l'inclusione sociale e la formazione dei giovani.
L'amministrazione comunale esprime soddisfazione per il percorso intrapreso, frutto di un lavoro che mira a garantire stabilità gestionale, qualità dei servizi, sostenibilità economica e valorizzazione della struttura. "Questo accordo - dichiara il sindaco Voce - rappresenta un passaggio storico per la nostra città. Restituiamo alla comunità un impianto strategico, con una gestione qualificata e una prospettiva di rilancio concreto. L'obiettivo è riaprire la piscina entro metà marzo, offrendo ad atleti, famiglie e giovani un punto di riferimento moderno, efficiente e capace di attrarre eventi di livello nazionale. Lo sport è un investimento sul futuro e sulla coesione sociale del nostro territorio".
L'obiettivo è quello di trasformare la piscina olimpica di via Giovanni Paolo II in un punto di riferimento stabile per atleti, famiglie e associazioni sportive, contribuendo al rilancio complessivo dell'offerta sportiva cittadina attraverso una gestione improntata sulla professionalità, programmazione e visione di lungo periodo.
Soddisfatto il presidente Porcaro "per l'istituzione di un centro federale, il primo in Calabria". "Ringrazio i vertici federali e dell'amministrazione comunale - sottolinea - Sono certo che questo impianto contribuirà alla crescita del movimento sportivo calabrese".
Campagna e De Giorgi a Casa Italia di Milano-Cortina
Il commissario tecnico del Settebello Alessandro Campagna e il commissario tecnico della nazionale di pallavolo Ferdinando De Giorgi, due allenatori simbolo dello sport azzurro, sono tra gli ospiti di Casa Italia a Milano per una serie di incontri tematici in occasione dei XXV Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026.
Per l’ENEL Story Tour dal titolo “La forza della storia illumina l’Italia” Campagna e De Giorgi mercoledì sono stati ospiti della giornalista Chiara Piotto nel salotto milanese di Casa Italia per la seconda parte dedicata al tema “Fare Squadra”, raccontando attraverso testimonianze dirette come e quanto lo sport possa essere anche “scuola di relazioni, obiettivi condivisi e responsabilità”.


