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Europei di Parigi. Filippo Pelati brilla d'argento nel tecnico

Artistico
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Il nostro Freddy Mercury si tinge d’argento. Filippo Pelati si conferma vice campione europeo. Sulle note di Radio Ga Ga, con la coreografia di Ermakova Anastasia, è secondo nella finale del singolo tecnico con 241.7008 punti, di cui 146.7008 con gli elementi e 95.0000 di impressione artistica. Batte di slancio il russo che gareggia con la bandiera neutrale Zakhar Trofimov (terzo con 235.7858) e lo spagnolo Dennis Gonzales Boneu (quarto con 235.3817). Vince la gara il britannico Ranjuo Tomblin, ancora una volta con il coefficente di difficoltà più alto di tutti, con 249.3951 punti.
ll tema della routine di Filippo è il potere della musica e dello spettacolo. I movimenti sono energici e teatrali e richiamano il carisma dell’artista, in questo caso dell’atleta, dell’interprete. La coreografia alterna momenti intensi e coinvolgenti, trasmette emozione, ritmo e quel legame che si viene a creare tra pubblico e performer.
Il direttore tecnico della nazionale Patrizia Giallombardo è raggiante. E’ ciò  che voleva: la crescita costante di un atleta giovanissimo. “Sì sono molto soddisfatta di come ha nuotato oggi Filippo – commenta Giallombardo - Ha fatto una bellissima gara e non posso che dirgli bravissimo. Noi crediamo molto nel movimento e come Federazione abbiamo fatto un investimento molto ampio sui ragazzi e tutti e due, Filippo Pelati e Gabriele Minak che è all’esordio con la nazionale maggiore, rispondono in modo positivo. Questa performance ne è la dimostrazione. La scelta di Queen l'abbiamo condivisa insieme; lui aveva proposto delle musiche, io gli ho chiesto di provare a fare questa e alla fine il prodotto ha colpito entrambi e siamo andati avanti nel corso della stagione. Abbiamo un po’ modificato la routine perché nella prima gara sembrava che alcune cose non fossero di gradimento ai giudici. Secondo me abbiamo trovato la chiave corretta per fare una buona impressione artistica”.
“Sono davvero molto contento per questa performance – commenta Filippo Pelati -  soprattutto perché per me rappresenta un grande passo in avanti anche rispetto all'ultima gara che ho fatto, l'europeo juniores a Monaco, in cui sia l'atleta russo che lo spagnolo, che in questa gara non c’era, mi avevano superato e oggi sono riuscito a batterli. Credo di aver dato il meglio di me stesso pensando soltanto a ciò che dovevo correggere, a fare la performance migliore. Dietro a questo argento, così come a tutti gli altri risultati, c’è tanto lavoro; il nostro sport lo richiede tanta dedizione, tanta costanza e tante ore in acqua e non solo, anche a secco fuori dalla piscina. E’ un insieme di cose che costruiscono la performance che vedete e che portiamo in acqua. Quest'anno è stato sicuramente un anno diverso da quello scorso: siamo partiti con un'altra base mettendo sempre tutto in discussione. Nelle tappe di coppa del mondo abbiamo aggiustato il tiro, cercando di rivedere gli esercizi per portare la versione migliore a questo europeo e speriamo di procedere sulla buona strada”. Per questa sua prima medaglia ha una dedica particolare. “La dedico al nostro direttore tecnico Patrizia Giallombardo che comunque, nel bene e nel male, anche se mi tira degli accidenti e ogni tanto vorrebbe cacciarmi a casa, dimostra di credere veramente in me. E’ una persona verso cui ripongo estrema fiducia e credo che sia molto importante da parte dell'atleta avere estrema fiducia nel proprio allenatore. Forse è il segreto di alcune vittorie. E ringrazio anche tutto lo staff tecnico, sanitario e fisio”. “Non saprei dire cosa mi rende più orgoglioso – conclude Filippo - ma posso dire che ci sono tante cose che sono cambiate in me durante questi ultimi  due anni. Forse la prima fra tutte è l'approccio quotidiano al lavoro e sopratutto alla fatica che rappresenta la parte più difficile del nostro sport. Che poi è anche il segreto per costruire una gara buona, una gara ottima e un risultato gratificante. Sicuramente l'approccio che bisogna mantenere e che bisogna migliorare tutti i giorni è ciò che mi rende molto orogoglioso”.

  
Lucrezia Ruggiero e Enrica Piccoli sono quinte nella finale del doppio tecnico con 290.4416, superate dalle britanniche Kate Shortman e Isabelle Thorpe che sono terze con 297.9108 punti e di 4 punti dalla sorprendente coppia francese Laelys Alavez e Romane Lunel (294.6549). Un altro percorso netto che, però, non è bastato per salire sul podio: 173.5916 con gli elementi e 116.8500 per l’impressione artistica.
Il tema è la Gratitudine per la vita, la coreografa di Simona Ricotta e Costanza Ferro. Routine inedita e con un coefficiente di difficoltà molto alto. Già presentata in Canada, in coppa del mondo, ma con una seconda parte nuova. “Così a caldo, perché non abbiamo ancora rivisto la routine – commenta Lucrezia Ruggiero - direi che siamo state brave. E’ un esercizio nuovo e le sensazioni dell'ultima coppa del mondo non erano state delle migliori, ma ci abbiamo creduto ugualmente in questo esercizio e abbiamo portato alcuni cambiamenti. Ci riteniamo sicuramente soddisfatte”. “Rispetto a Toronto e all'ultima gara che abbiamo fatto – continua Enica Piccoli - abbiamo reso più nostro l'esercizio provando a nuotarlo con molta più energia, cercando di renderlo più rappresentativo, trasmettendogli proprio la nostra energia. E’ ciò che volevamo rappresentare in acqua e crediamo di esserci riuscite Siamo contente sia di aver alzato il coefficiente di difficoltà che di averlo nuotato e sentito fino alla fine con tanta intensità”.
Questa mattina Lucrezia e Enrica si sono qualificate per la finale del doppio libero in programma domani, sabato 1 agosto. Percorso netto e nessuna penalità. “E’ andato sicuramente molto bene – dice Lucrezia - La competizione nei doppi è altissima, quindi sono quarti posti anche molto sudati. Però il sogno del podio c'è sempre ed è anche un sogno raggiungibile; quindi vediamo di farcela in finale”. “Per riuscirci punteremo sicuramente a nuotarlo con con grande tranquillità – soiega Erica – E’ un esercizio che sentiamo nelle nostre corde. L'abbiamo fatto talmente tante volte, la musica l'abbiamo sentita così tanto che ormai ce l'abbiamo davvero dentro”.

Finale doppio tecnico F
1.  Anna Maria Alexandri / Eirini Marina Alexandri (GRE) 311.4308
2.  Maiia Doroshko / Elizaveta Minaeva (NAB) 302.9950
3. Kate Shortman / Isabelle Thorpe (GBR) 297.9108
5. Enrica Piccoli / Lucrezia Ruggiero (ITA) 290.4416
(riserva Flaminia Vernice)

Finale singolo tecnico M
1. Ranjuo Tomblin (GBR) 249.3951
2. Filippo Pelati (ITA) 241.7008
(riserva Gabriele Minak)
3. Zakhar Trofimov (NAB) 235.7858

Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
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