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Giro d'Europa a nuoto L'impresa di Cimmino

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Ha portato a termine la sua nuova missione, dopo il giro d'Italia del 2007. L'ultima tappa è stata di 34 km: da Porto Salvore a Muggia in nove ore. Le parole del master di Torre Annunziata che nuota per i diritti dei diversamente abili

ROMA
Cinque mesi in giro per l'Europa. A nuoto! Salvatore Cimmino, 45 anni, con abilità fisica ridotta da quando ne aveva 14, napoletano di nascita e romano di adozione, nuotatore master del Circolo Canottieri Aniene, ha portato a termine la sua seconda impresa dopo il giro d'Italia del 2007. "Ho concluso un’esperienza straordinaria - dice Cimmino - e se ripenso ai momenti in cui costruivo questo progetto, ho come la sensazione di aver vissuto un sogno. E' stato certamente faticoso ma il risultato raggiunto in termini umani mi ha ripagato completamente".
Mario Cimmino, disabile motorio, nuota per amore di questo sport e per sensibilizzare l'opinione pubblica. "Le motivazioni che mi spingono a tali iniziative - spiega - sono l’abbattimento delle barriere architettoniche ma anche e soprattutto mentali, al fine di promuoverne la piena integrazione nella società per i diversamente abili. E in questo il nuoto mi aiuta moltissimo perché è veramente uno sport per tutti".
Domenica 27 settembre c'è stata l'ultima tappa da Porto Salvore(Croazia) a Muggia (Trieste). La prima era stata quella dello stretto di Messina il 3 maggio. Poi Lo stretto di Gibilterra, la Capri-Napoli, il canale della Manica e la Copenhagen-Malmo. Cimmino racconta l'ultima traversata. "Ho percorso 34 chimometri in uno specchio d’acqua meraviglioso. Ho attraversato tre stati, sono partito dalla Croazia, dal porto di Salvore, passando per la costa Slovena, per arrivare a Muggia, al Circolo della Vela. Non è stato facile, a tratti la borina, a tratti l’increspamento del mare hanno reso la traversata difficoltosa, ma grazie al calore e all’incoraggiamento che ho avuto per tutto il percorso dalle barche che mi accompagnavano, e grazie alla presenza di Filippo Tassara, Luca Baldini, Luciano Martinuzzi e al tifo sfegatato di Barbara Pozar, ho potuto concludere la tappa in circa nove ore. Siamo partiti alle 8.45 e arritati alle 17.30". 
 
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