Siamo fatti per l'acqua. I coordinatori a Roma
Facciamo Squadra. Sabato e domenica la terza edizione a Ostia
Quando il nuoto è sport di gruppo. Si rinnova l’appuntamento con il nuoto giovanile di propaganda e amatoriale. Sabato 19 e domenica 20 settembre al Centro Federale – Polo Acquatico Frecciarossa di Ostia è in programma la terza edizione del Meeting Facciamo Squadra, manifestazione nazionale delle discipline acquatiche rivolto alle categorie esordienti e giovanissimi tesserati del settore propaganda della Federazione Italiana Nuoto che abbina gare a giochi in acqua.
Si gareggia divisi in squadre miste composte da un minimo di sei ad un massimo di 14 atleti e sono previsti premi per tutti. Dopo le fasi regionali si è giunti alla fase conclusiva. Sui blocchi di partenza oltre 300 bambini di 30 società.
Il programma gare della manifestazione prevede 4x25 stile libero, 25 dorso, 25 rana, 25 pallanuoto, 25 farfalla, 25 stile libero, 4x25 mista e 25 nuoto con ostacoli. Sfilata e cerimonia di apertura sabato alle 14:30, a seguire le gare preliminari e domenica mattina le finali a cominciare dalle 8:30.
Insieme a Finny, la mascotte ufficiale, sono attesi i grandi campioni azzurri e testimonial dell’evento Domenico Fioravanti, bicampione olimpico dei 100 e 200 rana a Sydney 2000 e plurimedagliato mondiale ed europeo e il compagno di nazionale Andrea Beccari, quarto sempre a Sidney 2000 con la staffetta 4x200 stile libero.
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Pellacani, Curtis, Bridi e Rosolino Ambasciatori della Diplomazia dello Sport
Il vice premier Antonio Tajani lo aveva annunciato un mese fa, all’indomani dei campionati europei di Parigi, in cui gli azzurri erano i grandi protagonisti, Chiara Pellacani e Sara Curtis in primis con le loro medaglie d’oro e gare record. Oggi pomeriggio a Palazzo della Farnesina, presso la Sala Conferenze Internazionali, in occasione della terza edizione della Giornata dello Sport Italiano nel mondo - Italia: Terra d’imprese, Mare d’eccellenze - Chiara Pellacani e Sara Curtis sono state nominate Ambasciatrici della Diplomazia dello Sport Italiano nel mondo. Insieme a loro hanno ricevuto tale onorificenza il nuotatore paralimpico Simone Barlaam, l’ex fondista e campionessa europea di nuoto in acque libere e vincitrice della Capri-Napoli nel 2020 Arianna Bridi, i velisti Caterina Banti, Marta Maggetti e Antonio Squizzato, la campionessa d’Europa del salto triplo Dariya Derkach, il campione olimpico dei 200 misti a Sydney 2000 e Ambassador della Federnuoto Massimiliano Rosolino, la pluricampionessa olimpica e skipper Alessandra Sensini.
"È un onore essere qui e volevo ringraziare tutti quanti - dichiara Chiara Pellacani - Questo è un grande riconoscimento e allo stesso tempo una responsabilità. Siamo pronti ad aiutare il nostro Paese in qualsiasi modo. Per me rappresentare l'Italia è una responsabilità e lo faccio con grande passione. È quello che mi ha fatto avvicinare al mio sport. È necessario avvicinare i giovani allo sport perché lo sport ti forma sotto tantissimi punti di vista e ti prepara anche ad affrontare la vita di tutti i giorni. Studiando anche all'estero, per me è importante riuscire a trasmettere i nostri valori e la cultura del nostro Paese. Sicuramente sarà quello che cercherò di fare".
La nostra Sara Curtis, già rientrata a Charlottesville in Virginia ad allenarsi, e Caterina Banti hanno mandato un videomessaggio di saluto. “Mi dispiace molto non poter essere presente - dice la primatista mondiale dei 50 dorso Sara Curtis - Ci tenevo molto a ringraziare tutti voi ed il Ministro Tajani in particolare per questa onorevole nomina che per me rappresenta un grande privilegio e una profonda emozione. È un po’ come quando si sale sul podio dopo aver vinto una gara internazionale e ascoltare con fierezza l’Inno di Mameli. Spero con questo riconoscimento di portare in alto i valori del nostro sport che ho imparato a conoscere allenandomi tutti i giorni anche qui negli Stati Uniti. Farò del mio meglio per continuare a vincere anche per voi. Vi mando un grande saluto e un grande abbraccio”.
Ad accompagnare i nostri azzurri il presidente della Federazione Italiana Nuoto e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Paolo Barelli: "Viva lo sport, viva gli ambasciatori. Credo che senza le società sportive non ci sarebbero atleti. Quel milione di volontari sono un valore aggiunto pur non essendo ricompresi nel prodotto interno lordo perché il nostro movimento poggia sulle associazioni sportive".
L’iniziativa si inserisce nel quadro della strategia di diplomazia sportiva promossa dalla Farnesina e ad aprirla è il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, e la dott.ssa Sabrina Bono Capo Gabinetto del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. "L'Italia anche grazie allo sport si conferma sempre di più un ponte tra le due sponde del Mediterraneo - afferma il vice premier Tajani - La diplomazia sportiva è una priorità del Governo che ha voluto far sì diventasse dentro il nostro Ministero qualcosa di veramente concreto. Abbiamo deciso di introdurre le figure di Ambasciatori della Diplomazia dello Sport Italiano nel mondo per resposabilizzare i nostri campioni e farli sentire partecipi di questo progetto di crescita. Ragazzi, questo non è un premio ma è un impegno a darci una mano. Perchè la diplomazia la fanno tutti i rappresentanti italiani, della politica come dello sport, del lavoro, della scuola e della vita sociale. Questa è casa vostra. Benvenuti". Sabrina Bono legge un messaggio del Ministro Abodi, che non è potuto intervenire per un infortunio. "Ringrazio il vice presidente Tajani e la Farnesina per la collaborazione consolidata in questi anni - così nell'incipit della lettera - Lo sport è uno dei linguaggi attraverso il quale l'Italia racconta se stessa; dentro ogni risultato ci sono talento, sacrificio e la capacità del Paese di trasformare questi valori in innovazione, crescita e relazioni durature. È così che le eccellenze degli atleti, delle Federazioni nazionali e delle imprese diventano la forza dell'intero Paese. Lo abbiamo visto anche pochi giorni fa a Taranto con i XX Giochi del Mediterraneo. Il Governo ha raccolto una sfida complessa e ha lavorato con le Istituzioni territoriali e il movimento sportivo per mantenere un impegno. Oggi resta un patrimonio di impianti all'avanguardia, di competenze e ralazioni a livello nazionale ed internazionale".
Come ogni anno, l’evento anticipa i prossimi grandi appuntamenti sportivi che vedranno l’Italia protagonista come l’America’s Cup 2027 per la prima volta a Napoli. In vista di tale evento, l’edizione di quest’anno è stata dedicata al mare e agli sport acquatici, con particolare attenzione alla vela e al nuoto, quali espressioni dell’eccellenza sportiva, della capacità innovativa, della sostenibilità e della competitività del nostro Paese. Nel corso dell’evento sono stati valorizzati alcuni progetti editoriali e audiovisivi promossi dal MAECI in partnership con gli Enti sportivi, le Federazioni nazionali, le Associazioni di categoria, con l’obiettivo di fornire alla rete diplomatica strumenti utili per promuovere nel mondo le eccellenze imprenditoriali e sportive italiane. Un segmento è stato dedicato alla presentazione dell’America’s Cup. Siglato il protocollo d’intesa tra MAECI e l’Istituto del Credito Sportivo e Culturale. La presenza dei rappresentanti del mondo sportivo, imprenditoriale, del corpo diplomatico, della stampa, degli attori di sistema, è stata anche l’occasione di confronto e networking.
SARA CURTIS. La 20enne piemontese di Savigliano - tesserata per Esercito e CS Roero, allenata alla Virginia University da Todd DeSorbo e in Italia da Thomas Maggiora - è la nuova fuoriclasse del nuoto italiano. Agli Europei di Parigi 2026 è stata oro con record del mondo nei 50 dorso (26"56), argento con la 4x100 stile libero bronzo con la 4x100 stile libero mixed, nei 50 stile libero e nei 100 stile libero.
CHIARA PELLACANI. La 24enne romana - tesserata per Fiamme Gialle ed MR Sport F.lli Marconi, allenata da Tommaso Marconi - agli Europei di Parigi ha riscritto la storia dei tuffi, diventando la prima donna a conquistare cinque medaglie d'oro in unica rassegna continentale: dal metro, dai 3 metri individuali, nel sincro misto, nel team event e nel sincro femminile.
Barelli: "Valente è un eroe. Che gli si assegni la Medaglia al Valor Civile’’. Il servizio del TG2
“Esprimo profondo cordoglio per la morte dell’Assistente Bagnanti Fabrizio Valente che ha perso la vita nelle acque di Andora, nel savonese, durante il soccorso di due persone in difficoltà'' dichiara il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, nonché Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio.
''Formatosi presso la Federazione Italiana Nuoto nel 1986 e tesserato FIN fino al 2024, ha attraversato quasi quarant’anni di storia del Salvamento federale, condividendone i principi di preparazione, prevenzione e tutela della vita umana - continua Barelli - Secondo le prime ricostruzioni, l’Assistente Bagnanti è intervenuto in mare riuscendo a trarre in salvo una prima persona, una donna. Dopo averla ricondotta a riva, è tornato in acqua per raggiungere il secondo bagnante, il marito della persona dapprima salvata. Un gesto dettato da uno straordinario senso del dovere che, tragicamente, gli è costato la vita. Oggi una persona è viva grazie alla preparazione e al coraggio di un Assistente Bagnanti. Dopo un primo, estenuante soccorso, avrebbe potuto fermarsi e recuperare le energie. L’Assistente Bagnanti - prosegue Barelli - non è una semplice presenza sulle nostre spiagge, ma è un professionista della sicurezza, formato per prevenire, vigilare e intervenire quando pochi istanti possono separare il pericolo dalla tragedia. Dietro ogni salvataggio vi sono preparazione, addestramento, lucidità e responsabilità; dietro ogni giornata senza incidenti vi è spesso un silenzioso e prezioso lavoro di prevenzione. Oggi, però, prima di ogni considerazione viene il rispetto per un uomo che ha salvato una vita e ha sacrificato la propria tentando di salvarne un’altra. Per questo - conclude Barelli - mi rivolgerò al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché il gesto di Fabrizio Valente possa essere considerato ai fini del conferimento della Medaglia al Valor Civile. Alla famiglia e ai suoi cari giunga l’abbraccio della Federazione Italiana Nuoto e dell’intero movimento del Salvamento”.
Barelli su Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport
(di Lia Capizzi / Corriere dell Sera) Paolo Barelli, sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, deputato di Forza Italia ma soprattutto dal 2000 presidente della Federnuoto: le 43 medaglie vinte dall’Italia a Parigi sono un bottino straordinario in uno degli Europei più competitivi di sempre.
«Ci voglio includere anche le 22 medaglie degli azzurri a Birmingham. Proprio voi del Corriere avete dedicato le prime cinque pagine di apertura a nuoto e atletica rilanciando il messaggio globale di una bella Italia che vince, che sorride, di campioni che sono un esempio».
L’Italia ha dominato le classifiche per Nazioni nei tuffi, nel nuoto di fondo e in vasca. Medaglie e piazzamenti, il termometro della profondità del movimento.
«Questi risultati sono figli di un miracolo italiano. Pensiamo a Gran Bretagna, Germania e alle nazioni nordeuropee che integrano lo sport come pilastro della formazione scolastica e universitaria.
Da noi tutto poggia sull’attività delle organizzazioni no-profit che sono le società sportive. Va incrementato il sostegno da parte dello Stato con ogni possibile azione. La realtà del nuoto è molto complessa e molto vulnerabile».
Si riferisce alle piscine?
«Certo, migliaia di metri cubi di acqua da depurare e scaldare con costi energetici enormi e con conseguenti oneri».
Per tamponare le emergenze, post Covid e rincari energetici, negli ultimi 4 anni sono stati stanziati quasi 180 milioni. Proprio lei ha esercitato una forte pressione nei confronti del governo di cui fa parte.
«È grazie a queste contribuzioni, concesse dal governo Meloni, se molte piscine sono riuscite a sopravvivere anziché chiudere. Sono state assegnate in maniera meritocratica a seconda dei metri quadrati di ogni piscina. Tenendo anche conto se una società sportiva fa attività agonistica».
L’agonismo cosa comporta in termini economici?
«Avere una squadra agonistica è un costo enorme perché tu devi dare a venti atleti, almeno quattro ore al giorno, tutta un’intera vasca. Con l’aumento dei costi energetici molte piscine hanno tagliato l’agonismo. Adesso dobbiamo tradurre il grande entusiasmo dei risultati di Parigi in fatti. Mettere in condizione le società sportive e le Federazioni di poter operare ancora meglio tagliando oneri e tasse».
Ne ha già parlato con i colleghi?
«La sensibilità c’è già, la premier Meloni si è esposta nel commentare il grande valore che danno i nostri campioni all’immagine del Paese, lei come il ministro degli Esteri Tajani. Anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, che sa bene come il nuoto sia benessere psicofisico, sa che imparare a nuotare significa salvare la propria vita. Peraltro lui nuota tre volte alla settimana nella piscina del Comando Generale della Guardia di Finanza e al centro federale di Pietralata. Sa chi lo allena? Stefano Battistelli».
Il Mitico Bibi, primo azzurro a vincere una medaglia olimpica al maschile, bronzo nei 400 misti a Seul 1988.
«Anche il ministro dello Sport e dei Giovani Abodi è stato un atleta della Lazio Nuoto. Ma potrei farle i nomi di politici che non appartengono al governo e che mi hanno tempestato di messaggi negli ultimi giorni. Quindi, il nuoto ha terreno fertile in tutto l’arco istituzionale, ma noi della Federazione continueremo a essere dei martellatori».
In che modo?
«C’è bisogno che sia gratificato chi fa agonismo. Il settore agonistico spinge a frequentare gli impianti, a fare attività motoria, ha un’importanza enorme. Ribadisco, con taglio di tasse,con la riduzione degli oneri comunali e regionali, con il taglio di quelli relativi all’energia. È un interesse generale, i frutti poi ce li ritroveremo in termini di benefici sulla società, sulla salute, sul welfare».
Il ciclone Curtis esploso a Parigi, con sei medaglie e un record del mondo. Papà Vincenzo si è commosso quando lei ha definito Sara «patrimonio dello sport italiano».
«Sara la seguiamo da anni, l’abbiamo portata minorenne ai Giochi di Parigi, l’abbiamo seguita quando è entrata nel Gruppo Sportivo dell’Esercito che in quel momento le poteva dare una tranquillità economica. Da gran talento non è mai stata spremuta per far risultati immediati, c’è stata la cura di farla crescere senza fretta. Abbiamo appoggiato in pieno la sua scelta di andare in America. Sara è un patrimonio, è il simbolo di come si può eccellere nelle gare e nello studio con il sacrificio, provenendo da una famiglia normalissima che ha privilegiato l’educazione e l’attività sportiva per i propri figli».
Un’Italia di campioni affamati che sanno comunicare e si aiutano. Chiara Pellacani a 23 anni è una leader sorridente.
«Le cinque medaglie di Chiara sono qualcosa di incommensurabile. Anche Ginevra Taddeucci con i suoi due ori nella Senna. Nicolò Martinenghi è la faccia della gioventù che soffre, che ha degli acciacchi, ma non scende da un podio internazionale dal 2021. Avere lui e Greg Paltrinieri come capitani la dice tutta su quello che quest’Italia rappresenta e sa trasferire, come umanità e come esempio».

(di Elisabetta Esposito / la Gazzetta dello Sport) Paolo Barelli ripensa ai trionfi europei di Parigi, al lungo percorso di rinascita del nuoto italiano e sussurra: «Ma sì, chiamiamolo pure miracolo, ma un miracolo che nasce dalla nostra organizzazione».
Perché in un Paese in cui le società sportive faticano, gli impianti lasciano a desiderare e le scuole (al contrario di quello che avviene in altre parti del mondo, «sapete che in Olanda è obbligatorio alle elementari?») non possono fare la loro parte, tornare dalla spedizione francese con 43 medaglie, 13 d’oro, conquistando più podi di tutti, non è per niente facile. Il presidente della Federnuoto, onorevole di Forza Italia e Sottosegretario di Stato, è convinto che ci si riesca grazie al «metodo Italia», fatto di competenza, dedizione e un po’ di scaltrezza, anche se ripete con una certa frequenza: «Piedi per terra». Lo dice da sempre. Sembra funzionare.
Barelli, il primo pensiero quando si è chiusa quest’avventura?
«Posso essere sincero? Il primissimo è stato un po’ di stizza per le due medaglie d’oro perse per un centesimo, ma presto è rimasta solo la gioia per questi ragazzi, per le società che li hanno preparati e per i grandi margini di miglioramento che vedo. Sappiamo che Olimpiadi e Mondiali saranno un’altra cosa, però è chiaro che c’è una grande soddisfazione nel vedere che in mezzo a mille difficoltà riusciamo sempre a emergere al meglio. Io non smetto mai di ricordare che abbiamo impianti complicati, monodisciplinari, con spese energetiche altissime che le società non riescono a sostenere. E se c’è da risparmiare la prima cosa che salta è lo spazio per l’agonismo. È necessario supportarle, altrimenti tra qualche anno, altro che 43 medaglie...».
Sembra preoccupato.
«Noi siamo sempre sul chi va là, perché le difficoltà economiche sono tante e questo mette a repentaglio il futuro delle nostre discipline. Se negli ultimi 4 anni non ci fossero stati questi benedetti 170 milioni di contributi dal governo, distribuiti in maniera meritocratica, molte piscine oggi sarebbero chiuse e allora addio grandi risultati, che danno anche visibilità al Paese e sono da traino, come dice il ministro Tajani, anche per il Made in Italy. Credo che il governo dovrà nel proprio interesse essere ancora più vicino alle società sportive, cercando di abbattere certi oneri e tasse non più tollerabili. Finora ci siamo confrontati con persone che hanno saputo ascoltare, come i ministri Abodi e Giorgetti, che peraltro - vi do una chicca - è un grande appassionato di nuoto e tre volte alla settimana si allena con Stefano Battistelli».
Oggi riusciamo comunque a fare la differenza. Merito anche di centri federali e tecnici, giusto?
«Giusto. I centri federali hanno sicuramente dato uno spunto e una spinta maggiore viste le difficoltà di molti atleti a trovare spazi d’acqua adeguati, per questo continuiamo a lavorare su ulteriori potenziamenti: siamo in attesa di definire un accordo con il Comune di Palermo, città strategica. Si fa tutto in grande sinergia con le società e con i gruppi sportivi militari, ma i centri federali sono un valore aggiunto a cui tanti si sono affidati, da Fioravanti a Pellegrini, Paltrinieri, Ceccon, Razzetti... Quanto agli allenatori, abbiamo un settore d’istruzione tecnica all’avanguardia e osservato speciale di tanti Paesi. I nostri sono tra i migliori al mondo perché sono obbligati ad affinare le competenze per scovare ogni campioncino e oggi è difficile che qualcuno ci sfugga. Poi sanno comprendere al meglio gli atleti. La gestione di Sara Curtis ad esempio è stata molto oculata: fino allo scorso anno nuotava poco più di una volta al giorno, c’è stata l’attenzione di rispettare i tempi della sua maturazione. Ne valeva la pena».
Quando è iniziata la rinascita del nuoto italiano?
«Prima di Sydney 2000. Quei primi ori di Fioravanti e Rosolino sono stati un volano di interesse per le nostre società e i giovani, è stato il punto di svolta da cui è partita la crescita costante del movimento, un lavoro fatto all’unisono con la Federazione ad alimentare questo circolo virtuoso».
Che ora punta su Los Angeles 2028.
«Questi risultati un certo ottimismo ce lo danno, ma io sono prudente: noi siamo bravi a sfruttare al meglio ogni carta che abbiamo, ma gli altri hanno un mazzo molto più numeroso da cui pescare. Fortunatamente continuiamo a scovare piccoli campioni: ai recenti campionati giovanili di Roma qualche bel fenomeno si è visto, come Cristian Tassan Caser, 48.37 nei 100 stile libero. E poi Alessandra Mao, una ragazza che teniamo protetta perché ha 15 anni e ha uno spazio enorme di miglioramento».
Presidente, parliamo delle emozioni di Parigi?
«Ne voglio ricordare quattro: i record del mondo di Sara Curtis, le cinque medaglie di Chiara Pellacani, i due ori nel fondo di Ginevra Taddeucci e la tripletta di Simona Quadarella che mi fa sperare in una stupenda medaglia olimpica».
Oggi, 19 agosto 2026, qual è il sogno ad occhi aperti di Paolo Barelli?
«Eguagliare a Los Angeles il numero di medaglie di Parigi, ma con le squadre di pallanuoto qualificate per le finali». Anche nei sogni, meglio tenere i piedi per terra…

Europei di Parigi. Medagliere Italia (13-15-15)
Segue il medagliere dell'Italia ai campionati europei delle discipline acquatiche, in svolgimento a Parigi.
ORI (13)
T. Chiara Pellacani, Matteo Santoro, Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra nel team event con 410.60 punti / 31 luglio
T. Chiara Pellacani e Matteo Santoro nel sincro misto 3m con 305.85 punti / 2 agosto
T. Chiara Pellacani nel trampolino 1m con 298.90 punti / 2 agosto
T. Chiara Pellacani nel trampolino 3m con 358.05 punti / 4 agosto
T. Chiara Pellacani ed Elisa Pizzini nel sincro trampolino 3m con 308.07 punti / 6 agosto
F. Ginevra Taddeucci nella 10 km in 2h07'49"9 / 4 agosto
F. Ginevra Taddeucci nella 5 km in 1h02'31"2 / 5 agosto
N. Nicolò Martinenghi nei 100 rana in 58"58 / 11 agosto
N. Nicolò Martinenghi nei 50 rana in 26"57 / 15 agosto
N. Simona Quadarella negli 800 stile libero in 8'15"55 / 11 agosto
N. Sara Curtis nei 50 dorso in 26"56 RM / 13 agosto
N. Simona Quadarella nei 1500 stile libero in 15'46"22 / 14 agosto
N. Simona Quadarella nei 400 stile libero in 4'01"34 / 16 agosto
ARGENTI (15)
A. Filippo Pelati nel tecnico del solo con 241.7008 punti / 31 luglio
A. Filippo Pelati nel libero del solo con 252.8713 punti / 3 agosto
A. Lucrezia Ruggiero e Filippo Pelati nel tecnico del duo misto con 229.0092 punti / 2 agosto
T. Simone Conte e Raffaele Pelligra nel sincro piattaforma con 416.46 punti / 4 agosto
F. Italia nella staffetta mista 4x1500 in 1h03'41"3 / 8 agosto
con Barbara Pozzobon, Ginevra Taddeucci, Marcello Guidi, Gregorio Paltrinieri
GA. Elisa Cosetti dai 20m con 297.20 punti / 8 agosto
GA. Andrea Barnaba dai 20m con 386 punti / 8 agosto
N. Alberto Razzetti nei 400 misti in 4'10"40 / 10 agosto
N. Simone Cerasuolo nei 50 rana in 26"62 / 15 agosto
N. Anita Gastaldi nei 200 misti in 2'10"07 / 15 agosto
N. Benedetta Pilato nei 50 rana in 29"94 / 16 agosto
N. Thomas Ceccon nei 100 dorso in 52"28 / 16 agosto
N. 4x100 stile libero femminile in 3'33"19 RI / 12 agosto
con Emma Virginia Menicucci (53"85), Sara Curtis (52"29), Chiara Tarantino (53"68), Alessandra Mao (53"37)
N. 4x100 mista femminile in 3'53"60 RI / 16 agosto
con Sara Curtis (58"43 RI), Benedetta Pilato (1'04"53), Anita Gastaldi (57"07), Emma Virginia Menicucci (53"57)
N. 4x100 mista maschile in 3'28"86 / 16 agosto
con Thomas Ceccon (52"72), Nicolò Martinenghi (58"00), Alberto Razzetti (51"13), Carlos D'Ambrosio (47"01)
BRONZI (15)
A. Lucrezia Ruggiero e Filippo Pelati nel libero del duo misto con 255.1641 punti / 1 agosto
A. Italia nel libero della squadra con 256.1558 punti / 3 agosto
con Beatrice Andina, Valentina Bisi, Beatrice Esegio, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti e Giulia Vernice
A. Italia nel tecnico della squadra con 284.6725 punti / 4 agosto
con Beatrice Andina, Valentina Bisi, Beatrice Esegio, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Giulia Vernice
A. Italia nell'acrobatic routine con 219.2545 punti / 5 agosto
con Beatrice Andina, Valentina Bisi, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Giorgia Lucia Macino, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Giulia Vernice
T. Stefano Belotti e Matteo Santoro nel sincro trampolino 3m con 386.07 punti / 3 agosto
F. Linda Caponi nella 10 km in 2h08'03"4 / 4 agosto
F. Gregorio Paltrinieri nella 5 km in 55'44"7 / 5 agosto
F. Barbara Pozzobon nella 5 km in 1h02'35"1 / 5 agosto
F. Ginevra Taddeucci nella 3 km knockout sprint / 7 agosto
N. Sara Curtis nei 100 stile libero in 52"72 / 11 agosto
N. Simone Cerasuolo nei 100 rana in 58"90 / 11 agosto
N. Thomas Ceccon nei 200 dorso in 1'53"96 RI / 12 agosto
N. Benedetta Pilato nei 100 rana in 1'05"89 / 12 agosto
N. 4x100 stile libero mixed in 3'20"80 RI / 14 agosto
con Carlos D'Ambrosio (47"86), Thomas Ceccon (47"56), Sara Curtis (51"79), Emma Virginia Menicucci (53"59)
N. Sara Curtis nei 50 stile libero in 23"99 RI / 15 agosto
consulta il medagliere ufficiale
Foto di Giorgio Scala / DBM
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Nuoto: stile libero, rana o dorso? Qualunque sia la scelta, il corpo ringrazia
Il medico federale Lorenzo Marugo rilascia un'intervista al quotidiano la Repubblica sui benefici del nuoto, che riportiamo integralmente.
Circolazione, mobilità e cuore: praticato in modo mirato potenzia e trasforma il corpo. L’apnea che regala un’esperienza ‘sublime’. Il segreto è scoprire quali sono le nostre esigenze e dedicarci a questo sport senza inutili (e dannose) esagerazioni. Non dobbiamo sfidare i campioni che in questi giorni gareggiano agli Europei di nuoto
(di Giulia Masoero Regis / la Repubblica) Non serve esagerare: secondo uno studio pubblicato a gennaio sulla rivista Bmj Medicine, è sufficiente nuotare una o due ore a settimana per portarsi a casa la maggior parte dei benefici. Non dobbiamo sfidare i campioni che i questi giorni gareggiano agli Europei di nuoto.
"I principali vantaggi riguardano gli effetti su circolazione, mobilità e cuore, con piccole differenze a livello muscolo-scheletrico in base agli stili", conferma Lorenzo Marugo, medico federale della Federnuoto. "Se stile libero e dorso potenziano maggiormente la muscolatura di braccia, schiena e petto; la rana, invece, incide di più sulle cosce e il delfino sui muscoli addominali e lombari".
A ciascuno il suo stile
Consigliato dai medici per mantenersi in forma, il nuoto può essere praticato in modo mirato a seconda delle proprie esigenze. "Per la schiena è perfetto il dorso, che aiuta nella postura aprendo le spalle, e anche il crawl, a patto di respirare sia a destra sia a sinistra per evitare alterazioni della simmetria muscolo-scheletrica". Se si è principianti, invece, sono meno raccomandati rana e delfino: "Quando la coordinazione tra braccia e gamba non è ottimale, infatti, la colonna si può inarcare in iperlordosi, un movimento che non giova a chi soffre di lombalgia". La rana va evitata anche da chi presenta problemi ai menischi, mentre chi soffre di cervicalgia non dovrebbe flettere il collo, pensando di agevolare la respirazione oppure di controllare meglio la direzione durante il dorso. La posizione corretta è sempre con lo sguardo verso il soffitto o rivolto al cielo".
E se l’obiettivo in vasca (o al mare) è quello di potenziare le gambe, l’ideale è la tavoletta alla mano: "La battuta dei piedi di dorso, stile libero e delfino è come un colpo di frusta: impiega tutta la muscolatura, dalla schiena ai glutei fino alle cosce e ai polpacci", conclude Marugo.
L’esperienza sublime dell’apnea
Sott’acqua si attivano meccanismi fisiologici che condividiamo con i mammiferi marini: i benefici sono legati alla fisica dei gas e alle modificazioni meccaniche indotte dalla pressione. Il sistema nervoso parasimpatico favorisce una condizione di profondo rilassamento e spinge a riconoscere i segnali del proprio corpo. Con le dovute cautele.
Chi volesse provare l’esperienza “sublime” dell’apnea deve sapere che esiste una caratteristica che condividiamo con i mammiferi marini, come delfini e foche. Ed è il cosiddetto riflesso di immersione, un meccanismo che si attiva quando ci immergiamo trattenendo il respiro e mette in moto una serie di risposte fisiologiche innate.
"Il cuore riduce la sua frequenza per risparmiare ossigeno, i vasi sanguigni di braccia e gambe si contraggono, deviando il flusso del sangue verso gli organi vitali, la milza rilascia più globuli rossi e la pressione esercitata sui polmoni aumenta l’ossigeno disponibile", spiega Gerardo Bosco, medico subacqueo e iperbarico, professore all’Università di Chieti.
"La pratica dell’apnea, se eseguita correttamente e in sicurezza, comporta numerosi benefici legati alla fisica dei gas e alle modifiche meccaniche indotte dalla pressione: stimola la circolazione e rafforza il cuore, attiva il sistema nervoso parasimpatico, favorendo uno stato di profondo rilassamento, riducendo l’ansia e migliorando la regolazione emotiva, e infine insegna a riconoscere i segnali del proprio corpo e a controllare la respirazione", aggiunge il medico.
Attenzione ai rischi
Tuttavia, non è scevra da rischi. Può accadere anche a persone allenate: le immersioni possono determinare stress vascolare, riduzione dell’efficienza respiratoria e accumulo di liquidi nei polmoni. Da dove cominciare? L’ideale è rivolgersi ai centri di sub locali, ai club sportivi con piscina o ai diving center costieri: le reti più affidabili per trovare corsi certificati sono quelle della federazione Fipsas, della scuola Apnea Academy e dell’associazione internazionale Aida.
foto di Giorgio Scala / DBM
Europei di Parigi. Il punto del presidente Barelli: "Già scritto pagine storiche"
Cari presidenti, dirigenti, tecnici, atleti, praticanti e tifosi,
si è conclusa la prima settimana dei campionati europei delle discipline acquatiche a Parigi e gli Azzurri hanno già scritto pagine di storia dello sport italiano. I risultati ottenuti raccontano l’eccellenza di un'Italia acquatica poliedrica e tenace, guidata dall’impresa leggendaria di Chiara Pellacani nei tuffi - dominatrice assoluta con cinque medaglie d'oro tra gare individuali, sincronizzate e di squadra -, dalla forza travolgente di Ginevra Taddeucci e dal nostro indomabile capitano Gregorio Paltrinieri nel nuoto in acque libere - ancora impegnati nei prossimi giorni - e dalla costante crescita del nuoto artistico.
Dietro questi trionfi eccezionali c’è il lavoro quotidiano e silenzioso delle nostre società sportive e dei loro presidenti, c'è una pianificazione sinergica che inizia dalla didattica, passa dalla formazione e arriva alla valorizzazione del talento, ci sono la competenza dei tecnici, l'impegno degli atleti, il sostegno delle loro famiglie.
Le medaglie ne sono il riconoscimento.
Le società sportive compiono ogni giorno un vero miracolo sociale per tenere aperte le piscine e garantire un servizio essenziale al Paese: per questo ribadiamo con forza la necessità che lo Stato e gli Enti Locali continuino a supportarne le attività.
Insegnare a nuotare è fondamentale per alimentare salute e sicurezza pubblica. Attraverso le nostre Scuole Nuoto e la Sezione Salvamento, la FIN porta avanti una missione etica inderogabile: la formazione di assistenti bagnanti e la diffusione della cultura dell'acqua come strumenti indispensabili per la prevenzione degli annegamenti e la tutela della vita umana.
Investire negli impianti e nelle società sportive significa garantire il benessere della collettività perché insegnare a nuotare salva la vita.
Invio un caro saluto a tutti gli azzurri e i complimenti ai medagliati.
In bocca al lupo per le prossime gare.
Il presidente Paolo Barelli
Europei di Parigi. I complimenti del Vice Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Tajani e del ministro allo Sport Abodi
Il Vice Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, affidano ad X i messaggi di complimenti per i risultati conseguiti dalle nazionali di tuffi e nuoto artistico impegnate ai campionati europei delle discipline acquatiche, in svolgimento a Parigi.
"Con 3 ori, 3 argenti e 1 bronzo è partita alla grande la spedizione azzurra agli Europei di nuoto a Parigi. Auguri ai nostri atleti che con grande impegno e sacrificio tengono alto il Tricolore", scrive Tajani.
"Il nostro Tricolore continua a sventolare e l’Inno di Mameli è sempre presente sui grandi palcoscenici internazionali dello sport: dalle pedane dei Campionati del Mondo di Hong Kong 2026, alle piscine degli Europei di Parigi 2026, gli Azzurri ci regalano emozioni, risultati e soprattutto la conferma di un movimento straordinario, costruito su competenze, passione e capacità di crescere nuove generazioni di campioni. Una scuola di scuole di talenti - scrive Abodi che conclude - A Parigi, in diverse discipline, arrivano nuove soddisfazioni continentali con il talento di atleti e atlete: siamo a 3 ori, 3 argenti e un bronzo grazie a Chiara Pellacani, Matteo Santoro, Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra, Lucrezia Ruggiero e Filippo Pelati. E ancora non è finito! Complimenti alle nostre campionesse e ai nostri campioni, e riconoscenza ai tecnici, con staff e dirigenti federali, alle società di appartenenza che contribuiscono ai successi tricolori. Rappresentate al meglio l’Italia nel mondo e ogni giorno ci regalate orgogliose emozioni".
Ai loro messaggi seguono nel pomeriggio anche le medaglie di bronzo della nazionale di nuoto artistico nella routine libera - con Beatrice Andina, Valentina Bisi, Beatrice Esegio, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti e Giulia Vernice - e di Stefano Belotti e Matteo Santoro nel sincro trampolino 3m. Il medagliere è ora di 3 ori, 3 argenti e 3 bronzi.
Europei di Parigi. Venerdì il via. Pellacani e Ruggiero le prime etoiles. Tutto in diretta RaiSport
Aperta ufficialmente la trentottesima edizione dei campionati europei delle discipline acquatiche. Al Centre Aquatique Olympique di Parigi il vicepresidente delegato allo sport e sindaco di Dugny (comune a 30 chilometri da Parigi) Quentin Gesell e il presidente della Metropoli della Grande Parigi e sindaco di Rueil-Malmaison (comune a 15 chilometri da Pargi) Patrick Ollier hanno illustrato iniziative e programmi di questo nuovo, grande evento che la Francia ospita a distanza di due anni dall’Olimpiade.
Attenzione principale rivolta agli ateti delle prime due discipline in programma e tra questi, in rappresentanza dell’Italia, la campionessa europea da un metro e mondiale da tre sincro misti Chiara Pellacani e l’etolie del nuoto artistico Lucrezia Ruggiero, campionessa d’Europa nel doppio a Funchal 2025, già campionessa europea e mondiale nel mixed in coppia con Giorgio Minisini, che proprio qui a Parigi, ha vinto la medaglia d’oro il 29 marzo in coppa del mondo insieme a Filippo Pelati.
Gli europei di tuffi e artistico inziano venerdì 31 luglio; i tuffi proseguiranno fino al 6 agosto, il nuoto artistico si concluerà il giorno precedente. Stessa piscina, due campi gara affiancati. Si comincia con i preliminari del duet free di artistico alle 9:00, poi si passa al mixed team event di tuffi alle 14:30, si conclude con le finali del duet tech e del singolo maschile tecnico di nuoto artistico a partire dalle ore 18:00. Tutto verrà trasmesso in diretta su Rai Sport: alle 8.55 primo collegamento per il preliminare del doppio libero, poi alle 14:25 linea alla vasca dei tuffi per la finale del mixed team event, ale 17:55 si torna al nuoto artistico per le finali del doppio tecnico e del singolo maschile.
“Ho ricordi bellisimi legati a questo posto – racconta Chiara Pellecani - e questa piscina comunque è molto emozionante. Qui ho tutti tutti i pensieri positivi e sono contenta. A chi mi domanda se mi sento un po' l'erede di un'icona e super campionessa come Tania Cagnotto, rispondo che sicuramente un po' di pressioni ci sono, perchè ovviamente con i risultati arrivano anche quelle, ma che cerco sempre di vivermela nella maniera più tranquilla possibile. Sono qui a gareggiare, mi piace farlo, mi diverto e ho iniziato a tuffarmi per questo motivo; cerco sempre di mantenere questi pensieri, perché sono quelli che poi mi fanno stare più tranquilla e andare avanti al meglio. Poi, ovviamente, sono contenta e onorata di essere paragonata a Tania e spero di riuscire a trasmettere la positività e passione che ho per questo sport. Tania è stata un punto di riferimento e come per me, penso per chiunque nel mondo dei tuffi. Inoltre facciamo la stessa specialità, quindi forse ancora di più: ogni volta che mi viene detto è un grande complimento per me. Nel frattempo sto facendo la mia strada, il mio percorso e va bene così. Sono un po' di anni che faccio cinque gare agli europei e l'obiettivo è quello di cercare di mantenere sempre lo stesso livello e sicuramente sarà impegnativo. Abbiamo fatto una bella preparazione e mi sento pronta. Forse è arrivato il momento di provare a vincere cinque medaglie”
“Vogliamo dare il massimo, come sempre, io e le mie compagne - afferma Lucrezia Ruggiero – Personalmente cercherò di nuotare una bella gara, di fare quello che posso fare, cioè tutto ciò che posso controllare e per cui mi sono allenata. Io penso che la gara sia sempre un percorso. Si parla delle Olimpiadi come l'ultimo step ma in realtà anche quello è un passaggio per dirigesri verso qualcosa di nuovo. Credo che sia tutto un processo e quindi anche in questa gara cercherò di fare il meglio possibile. Noi dalle Olimpiadi di Parigi ci siamo rinnovati molto. Il team, oltre che i doppi, sono quasi completamente tutti nuovi. Con Enrica Piccoli e Filippo Pelati viviamo insieme tutto l'anno; diciamo che c'è un rapporto di casa perché viviamo proprio insieme. C'è quella complicità che ci può essere con un fratello e una sorella. Con la squadra cerchiamo di creare dei momenti di condivisione; il nostro direttore tecnico Patrizia Giallombardo cerca di creare dei periodi ed eventi particolari per fare gruppo: per esempio siamo stati due settimane quest'anno ad allenarci in America anche per creare gruppo. Noi ci alleniamo in due sedi diverse, i doppi su Savona e la squadra su Roma, quindi è importante anche creare questi momenti di complicità, perché poi in vista delle Olimpiadi chiaramente ci dovremmo riunire. Personalmente ritengo di essere cambiata molto dai Giochi Olimpici ad oggi; ho sempre pensato che questi fossero il final step ed invece mi sono resa conto che dopo mi sono trovata ad affrontare sfide completamente diverse, magari meno improntate sulla parte prettamente di sincro. Sfide anche molto personali, come il dovermi rinnovare con un ragazzo molto più giovane, confrontarmi con una generazione completamente nuova e sono contenta del percorso che ho fatto l'anno scorso a quest'anno. Credo di essere maturata sia come persona che come atleta e di questo sono contenta”.
I direttori tecnici delle nazionali di tuffi Oscar Bertone e di nuoto artistico Patrizia Giallombardo intervengono alla viglia delle gare. Da bordo piscina, durante gli allenamenti, si ritagliano alcuni minuti per presentare le proprie squadre.
Comincia Oscar Bertone. “C'è tanta attesa perché negli anni è stato fatto un buon lavoro ed i risultati stanno arrivando. È anche vero che quest'anno la scelta è stata quella di cominciare il cambio generazionale, infatti in squadra avremo quattro esordienti in questi europei, ateti molto giovani come Matilde Marzetti, Romano Hao Jun Wang, Irene Pesce e Raffaele Pelligra. Anche tutta la squadra è molto giovane, a parte i due senatori Tocci e Marsaglia, ma l'altro gruppo è capitanato dalla più anziana che in questo caso è Chiara Pellacani che ha 24 anni. Abbiamo anche una minorenne, altri diciottenni e ventenni, per cui si faranno le ossa, matureranno la loro prima esperienza, e soprattutto spero che credano in loro stessi. Sono stati selezionati per essere qui e quindi se la possono sicuramente giocare con chiunque. Si parte con il mixing vivent e un quartetto che ha molte potenzialità. E’ anche vero, però, che questo quartetto l'ho dovuto rivedere perché un mese prima di partire si è infortunato il piattaformista Riccardo Giovannini, un problema della caviglia, ed ho inserito il più giovane Pelligra che dovrà provare a prendere il suo posto; sicuramente Raffaele lo farà al massimo delle sue possibilità. Non chiedo niente ai nostri atleti se non quello di performare nel loro modo migliore, poi se saranno medaglie, se saranno quarti e quinti posti fa lo stesso. L'importante è che in cominci col piede giusto”.
Prosegue e conclude Patrizia Giallombardo. “Il punto di forza di questa squadra è l’essere composta da atleti che hanno un carattere vincente, che hanno sicuramente voglia di mettersi in gioco e in questo periodo devo dire che tutti hanno lavorato veramente molto bene. Il nostro obiettivo è quello di nuotare il nostro meglio. Quindi cercare di non prendere penalità e di esprimerci come abbiamo fatto, vincendo, in coppa del mondo. E’ un campionato europeo molto importante, in cui ci sono tante nazioni e sicuramente molto competitivo per quanto riguarda i singoli e i doppi; il rientro della Russia, il doppio austriaco (atleti con doppio passaporto) che è tornato a nuotare per la Grecia e il doppio in grande crescita della Gran Bretagna rendono la concorrenza sicuramente maggiore. Per quanto riguarda le squadre i concorrenti sono sempre quelli e noi vogliamo nuotare un sincro ad alto livello. Proponiamo inoltre due nuove routine. Abbiamo voluto provare in questa competizione un esercizio nuovo per capire il prossimo anno che strategia fare. Si tratta di due esercizi dove non è solo velocità ma è anche interpretazione e molto uso del corpo; vogliamo vedere se alla giuria questo stile un po' più complesso rispetto allo stile che ha sempre portato l'Italia può piacere di più. Questa è un'esperienza che vogliamo valutare qui a Parigi”.
Gli azzurri in gara domani, venerdì 31 luglio, all’Olympic Aquatic Centre
ore 9:00 preliminare del doppio libero
Ruggiero Lucrezia - Piccoli Enrica (R Sarah Maria Rizea)
Tema Hypnosis
Coreografa Simona Ricotta
Un viaggio tra coscienza e incanto: questo duo libero esplora il tema dell’ipnosi. Sospesa tra sogno e realtà, l’atleta ci conduce in un mondo interiore fatto di immagini, impulsi e trasformazioni profonde
ore 14:30 finale mixed team event
Sarah Jodoin Di Maria, Chiara Pellacani, Raffaele Pelligra e Matteo Santoro
ore 18:00 finale doppio tecnico
Piccoli Enrica – Lucrezia Ruggiero (R Flaminia Vernice)
Tema Gratitudine per la vita
Coreografa Simona Ricotta e Costanza Ferro
a seguire finale singolo tecnico maschile
Solo tech man
Filippo Pelati (R Gabriele Minak)
Tema Freddie Mercury
Musica Radio Ga Ga
Coreografia Ermakova Anastasia
l tema rappresenta il potere della musica e dello spettacolo, con movimenti energici e teatrali che richiamano il carisma dell’artista. La coreografia alterna momenti intensi e coinvolgenti, trasmettendo emozione, ritmo e il legame tra pubblico e performer.
Foto di Andrea Masini / DBM
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