Coppa del mondo. De Rose settimo dopo due tuffi
Anche De Rose è ad Abu Dhabi, al Sailing and Yacht Club. Insieme a Paltrinieri e gli azzurri del nuoto in acque libere. Nell'ottava ed ultima tappa della Fina marathon Arianna Bridi vince la 10 chimometri, seguita dalla vicecampionessa olimpica Rachele Bruni e superGreg è secondo, alle spalle del tedesco Florian Wellbrock.
Nella tappa unica di coppa del mondo di tuffi dalle grande altezze Alessandro De Rose è settimo in classifica provvisoria. Dopo i primi due salti da 27 metri Alessandro, bronzo mondiale a Budapest 2017, ha totalizzato 168.45 punti: 58.80 con l'obbligatorio (5441B) che ha da poco inserito nel suo nuovo programma e 109.65 con il primo dei due liberi (5165B) quello col coefficiente più alto. Al comando della classifica c'è il messicano Jonathan Paredes con 204.40. Gli atleti iscritti alla gara maschile sono 26 e le ragazze, che invece saltano da 20 metri, sono 12 e guida la classifica l'australiana Rhinnan Iffland con 150.15 dopo due salti. Ogni atleta esegue quattro tuffi: il primo obbligatorio con un coefficiente di difficoltà costante, gli altri liberi in cui il grado di difficoltà è discrezionale. I tuffi di Alessandro De Rose sono il 5441B (2.8) doppio ritornato barani, 5165B (4.3) triplo avanti con due avvitamenti barani, 5163B (3.6) triplo avanti con un avvitamento barani e 6256D verticale barani. Gli utlimi due li esegue sabato nella giornata conclusiva di gare, alle 13.10 e alle 14.25 locali (le 10.10 e le 11.25 italiane). I primi 18 classificati si qualificano ai prossimi campionati del mondo di tuffi dalle grandi altezze, in programma a Gwangju in Codea del Sud dal 22 al 24 luglio 2019.
Coppa del Mondo. De Rose nono e ai Mondiali
Nella tappa unica di Coppa del Mondo di tuffi dalle grande altezze, in programma ad Abu Dhabi il 9 e 10 novembre, Alessandro De Rose si piazza al nono posto con 340.10 punti, ottenendo la qualificazione per i Mondiali a Gwangju (22-24 luglio) in Corea del Sud, cui accedono i primi diciotto. Dopo i primi due salti da 27 metri il bronzo mondiale di Budapest aveva totalizzato 168.45 punti, chiudendo al settimo posto; 153.05 i punti totatilzzati nella terza e quarta serie che hanno chiuso il programma. Successo del britannico Gary Hunt con 431.55 punti, seguito dal romeno Constantin Popovici con 424.65 e dall'ucraino Oleksiy Prygorov con 392.30.
De Rose ai Soliti Ignoti. L'identità dei tuffi
Europei di Parigi. Che show! L'acrobatico è di bronzo
Triplete! L’italian acrobatic team conquista la medaglia di bronzo con 219.2645 punti, superando di sette l’Ucraina (tradizionalmente molto forte nelle spinte) e sale sul podio insieme a due super potenze del nuoto artistico come NAB e Spagna. “Le medaglie sono tutte belle ma questa è la più bella delle tre perché eravamo in emergenza e l’abbiamo desiderata e sudata con tutte noi stesse”, afferma il tecnico responsabile delle squadre azzurre Roberta Farinelli. Apre la competizione il Portogallo che di ragazzi in squadra ne ha addirittura due, Daniel Ascenso e Rodrigo Carvalho, e che dopo revisione al VAR finisce ultimo con 146.4949 punti. Poi tocca alle russe che gareggiano con la bandiera neutrale e ricevono la standing ovation: percorso netto, DD alto (il più alto tra le finaliste) e vanno subito in testa con 244.8271 punti. Grecia (206.8142), Spagna con la splendida ouverture di violini (242.2428) e Ucraina (212.9099) nuotano tutte prime di noi. Le azzurre sono penultime in ordine di apparizione e quando si tuffano hanno ben chiara la fotografia della gara. E allora si va a tutta: due salti, due piattaforme, due balance e una combine. Tre minuti di show con un DD un pochino più basso per non rischiare di rovinare tutto con il BM. La torretta è cambiata ma la squadra non ne ha risentito ed è stata coesa e determinata quanto e più di prima. Una medaglia di bronzo, la terza consecutiva, da condividere anche con Sofphie Tabbiani che per infortunio ha dovuto rinunciare ma che è stata ben sostituita un po' da tutte: Alessia Macchi nelle torrette, Susanna Pedotti nelle pedane e Sofia Mastroianni nelle spinte.
“E’ l’esercizio che ci piace di più e diverte di più anche il pubblico”. Assicurano le nostre étoiles, che dopo la doppietta di bronzo con le squadre tecnica e libera, chiudono al meglio l’europeo parigino. “E stasera si fa festa”, assicurano. Forse in giro per Parigi. Il team guidato da Roberta Farinelli, tecnico responsabile degli esercizi di squadra e coreografato dalla plurimedagliata europea e mondiale Anna Voloshyna, salta e nuota sulla musica Cell Block Tango Chicago trascinando e coinvolgendo il pubblico. Il tema, lo conosciamo bene tutti, è Chicago. Ma stavolta via le parrucche di Singapore (belle a vedersi ma pesanti da sopportare) e un’acconciatura più leggera e molo elegante. La routine dura tre minuti ed è un’esplosione di energia e spettacolo che si ispira all’universo frizzante e teatrale di Chicago. Acrobatica, ritmo e carisma si fondono in una performance piena di stile e personalità. Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Alessia Macchi, Valentina Bisi, Giulia Vernice, Giorgia Macino e Beatrice Andina (la nostra flyer) con Beatrice Esegio e Flaminia Vernice a fare da riserve. “Nessuno può mettere baby in un angolo... Baby vola” e Beatrice Andina, detta Baby, esegue 2 salti da fuochi d’artificio.
“Abbiamo nuotato nel migliore dei modi e siamo molto soddisfatte - commenta Alessia Macchi - Siamo soddisfatte soprattutto per il percorso che abbiamo fatto durante l'anno. E direi che questo è il modo migliore per concludere la stagione”. “Siamo contentissime e già dall'acqua, finita la routine, eravamo proprio felici - continua Baby - Ci siamo abbracciate subito perché ci siamo sostenute una con l'altra durante tutta la routine e ognuna era vicina all'altra. Poi abbiamo guardato il pubblico che applaudiva abbiamo visto le nostre allenatrici che continuavano a saltare. Atmosfera bellissima”. “Insieme alle medaglie portiamo a casa un gruppo molto unito - aggiunge Alessia - Sappiamo di esserci sempre l'una per l'altra e questa è una delle cose più importanti”. “Per me l'acrobatic è la più bella delle tre medaglie – conclude Andina - perché quest'anno abbiamo avuto un percorso un po' travagliato dopo che Sophie Tabbiani si è infortunata; abbiamo dovuto riadattarci e iniziare a provare nuove torrette, nuove tavole e non è stato facile. Ci sono stati degli alti e bassi, però alla fine questa medaglia ci ripaga e ci rende orgogliose di noi stesse. Abbiamo dimostrato di esserci e di fare del nostro meglio sempre”.
IL COMMENTO DEL TECNICO RESPONSABILE DEGLI ESERCIZI DI SQUADRA ROBERTA FARINELLI. “Questa medaglia ha un grandissimo valore, perché abbiamo avuto l'infortunio di Sophie Tabbiani, che saluto di cuore. Lei è una grandissima atleta e spero torni presto. Siamo stati un pochino in emergenza e chi l'ha sostituta l’ha fatto molto bene; quindi abbiamo cambiato un po' dinamismi e partecipato ad alcune di tappe di coppa del mondo per testarci. In quell’occasione abbiamo preso due BM nonostante le ragazze abbiano nuotato bene, ma c'erano degli errori giusti. Nell'ultimo mese abbiamo lavorato molto l'acro e abbiamo anche deciso di portare dei salti molto difficili, provandoli fino a ieri, e deciso insieme di scendere di quattro cinque decimi il DD per non correre rischi inutili. L’obietivo era la la medaglia e sbagliando un salto prendi il BM e vai subito fuori dal podio. E’ stata una strategia che ha dato i suoi frutti. Ciò non toglie che quando torneremo a lavorare alzeremo molto il DD. Obiettivo raggiunto perchè davanti abbiamo due mostri sacri, da medaglia olimpica: la Russia è tornata molto forte e dall'anno scorso a Singapore è un gruppo totalmente nuovo, molto forte, molto giovane e oggi ha battuto la Spagna campione del mondo in carica che ha una squadra, invece, collaudata già da tante olimpiadi. Noi siamo lì e dobbiamo sicuramente migliorare alcune cose già. Con lo staff ne abbiamo parlato e cercheremo di avvicinarci sempre di più. Prima tappa, dopo la coppa del mondo, sarà il mondiale a Budapest e da lì sempre una corsa verso l'alto per la qualificazioni olimpiche”.
IL BILANCIO DEL DIRETTORE TECNICO DELLA NAZIONALE PATRIZIA GIALLOMBARDO. "Sono molto contenta, soddisfatta dell'andamento e per come hanno gareggiato. Il bilancio è positivo e le ragazze hanno nuotato tutti gli esercizi a un livello molto elevato. È stato un campionato di altissimo livello per tutte le nazioni partecipanti. Noi abbiamo fatto una stagione molto densa di eventi, partecipato ad alcune tappe di coppa e migliorato di gara in gara, raggiungendo questo ottimo risultato. Quest’anno abbiamo anche vinto la coppa del mondo, quindi siamo veramente orgogliosi della stagione. Chiudiamo l’europeo on sette medaglie e posso ritenermi soddisfatta di questo risultato. Torniamo a casa con la consapevolezza che dobbiamo lavorare tantissimo sulla parte artistica, trovare un qualcosa di nostro, qualche gesto, un po’ più particolare che rende le coreografie mitiche. Il prossimo anno vogliamo anche cercare di studiare delle spinte tutte italiane per portare un qualcosa di estremo. Tre delle sette medaglie arrivano proprio dalla squadra e questo è u altro aspetto molto importante. Le ragazze hanno fatto un bellissimo europeo; il gruppo è molto affiatato e ha lottato ogni giorno superando anche le difficoltà, gli infortuni e gli imprevisti”.
Team acrobatic
1. NAB 244.8221 (EL 148.2221 - AI 96.6000)
2. Spagna 242.2428 (EL 141.9928 - AI 100.2500)
3. Italia 219.2545 (EL 128.6045 - AI 90.6500)
Beatrice Andina, Valentina Bisi, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Giorgia Lucia Macino, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Giulia Vernice
Foto di Andrea Masini / DBM
L'uso delle fotografie è consentito solo ed unicamente a testate registrate per fini editoriali. Obbligatorio menzionare i credit
Europei di Parigi. Squadra tecnica di bronzo. Piccoli quarta
Eccole in acqua le regine della notte. Le nostre etolies che con loro energia e voglia di vincere trasformano l’Aquatique Centre Olympique nell’Opera National de Paris. Brillano di bronzo con 284.6726 (4 punti di penalità sincro che comunque non cambierebbero la classifica) e davanti a Francia che propone l’uomo in squadra e Ucraina. Un brevissimo tecnical review ma nessun errore grave; 175.0725 punti con gli elementi e 109.6000 per l'impressione artistica. Vince le Russia con la bandiera dei Paesi Neutrali che sfonda il muro dei 300 punti e si assesta a quota 303.2647, seconda è la Spagna con 296.4299 punti, la standing ovation del pubblico e gli olè dei tanti supporters presenti in tribuna.
Tutte in cerchio e via a ritmo frenetico. La nostra routine tecnica, che dura 2’54”2, nasce dalla decisione di rompere con i cliché e lasciarsi andare. Hanno improvvisato, esplorato i movimenti e lasciato che la creatività fluisse senza limiti e ciò che era iniziato come un esperimento spontaneo si è trasformato presto nel fondamento dell’esercizio. Per aggiungere maggiore espressione artistica il team ha seguito corsi di danza per muoversi in modo più fluido, come fanno i ballerini professionisti. Si è arrivati così alla versione attuale di Queen of the Night, che la coreografa di Anna Voloshyna ha completato. Lei, 34enne ucraina, specialista di duet e team, due volte campionessa europea (Berlino 2014 con il combo e Londa 2016 con la squadra), 15 meaglie continentali (2, 10, 3) e 9 mondiali (un argento e 8 bronzi) collabora con lo staff tecnico azzurro da due anni.
Le otto in vasca sono Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Alessia Macchi, Beatrice Esegio, Beatrice Andina, Giulia Vernice e Valentina Bisi; le riserve sono Ginevra Marchetti e Giorgia Macino. A guidarle è il tecnico resonsabile degli esercizi dei squadra Roberta Farinelli.
La medaglia di bronzo di lunedì nel libero ha caricao ancora di più la squadra, che a preso maggiore fiducia e consapevolezza di quanto già ne avesse di suo alla vigilia della partenza per Parigi.
Il tecnico responsabile degli esercizi di squadra, Roberta Farinelli, ha soltanto parole di elogio per le sue ragazze. “Sono soddisfatta per come hanno nuotato ed emozionata perché quando sono sulla pedana mi emoziono così tanto che a volte l'adrenalina mi spenge per quanto è forte. Sono contenta per loro e di tutto il lavoro che abbiamo fatto durante l'anno. Siamo stati a casa pochissimo, perché abbiamo partecipato a tutte le tappe di coppa del mondo; siamo stati a San Francisco per due settimane in collegiale. Diciamo che la Federazione Italiana Nuoto ha creduto in noi e questo penso che ripaghi tutto il movimento, sia quello della nazionale che più in generae in Italia. Ringrazio la Federazione per questo”. Il traguardo di oggi era questo ma ora aziamo l’asticella. “Per il momento siamo soddisfatte – continua - diciamo che abbiamo davanti due nazioni che lotteranno per le medaglie olimpiche e sono tra le più titolate in questo momento insieme alla Cina. Questo era anche un banco di prova per vedere a che punto siamo arrivati con i risultati. Abbiamo fatto dei piccoli cambi nelle spinte per poter alzare il DD e questa strategia ci ha dato ragione, perché oggi la prima spinta del tecnico era fantastica: abbiamo preso 9.75. Poi, certo, a settembre ci metteremo al lavoro perché l'obiettivo sarà il mondiale a Budapest dove troveremo anche Messico, Cina e Stati Uniti; insomma dobbiamo salire per cercare di qualificarci per Los Angeles 2028”.
A nome di tutte parlano la più piccola della squadra Valentina Bisi e la portavoce incaricata Marta Iacoacci. “Dopo la medaglia di ieri l'uforia era molto alta – dice Valentina - e abbiamo cercato di azzerare un po' tutto e ricominciare da capo. Ci siamo allenate come abbiamo sempre fatto prima prima della gara e abbiamo cercato di dare il nostro massimo, di pulire gli ultimi dettagli e darci forza per la gara”. “Sapevamo di avere il secondo coefficiente di difficoltà – afferma Marta e questa volta abbiamo puntato molto sugli elementi. Ci siamo concentrate sulla precisione degli elementi, perché in allenamento l'abbiamo riputo davvero tante tante volte. Il nostro obiettivo era di fare pulizia sugli elementi e ovviamente anche su i pezzi di gambe, sugli ibridi che rappresentano il nostro livello di difficoltà”. “Salire per la seconda volta sul podio è stato super emozionante – riprende Bisi - soprattutto perché la competizione era molto alta. È tornata la Russia quest'anno e comunque la Spagna ha un livello altissimo. Stare sul podio con loro è un grande onore e rappresentare l'Italia un grande orgoglio”. “Prima della performance ci riuniamo tutte in cerchio e ci diciamo una parola che ci carica molto, Fuego – confessa Iacoacci – Una parola che ci portiamo dentro, che ci rappresenta e che è diventata anche un rito scaramantico. Queste due medaglie vogliamo dedicare ai nostri allenatori che ci hanno dato grande fiducia, alle nostre famiglie che ci supportano, alla Federazione Italiana Nuoto che crede in noi ed a tutti quelli che ci guardano dall'Italia. Ieri sera non abbiamo potuto festeggiare ma domani sera sarà festa grande”.
Finale squadra tecnica
1. NAB 303.2647
2. Spagna 296.4299
3. Italia 284.6725 (EL 175.6725 – IA 109.6000)
(Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Alessia Macchi, Beatrice Esegio, Beatrice Andina, Giulia Vernice e Valentina Bisi, riserve Ginevra Marchetti e Giorgia Macino)
Grinta, eleganza e voglia di brillare. Nessuno spenga il suo entusiasmo. Enrica Piccoli è così bella da ammirare, elegante e raffinata nelle sue trasizioni, perfromante e ordinata, che a 27 anni regge benissimo il confronto fisico con le più giovani e tecnico con le coetanee. Il costume blu scuro da gran gala (ottima scelta), la musica Don't Rain on My Parade (il celebre brano del musical Funny Girl) e la coreografia di Simona Ricotta ne esaltano movenze e caratatteristiche. E’ la sua routine più corta, a cui non ha fatto modifiche particolari. La conosce bene e la esegue con grande attenzione. La revisione tecnica sul secondo elemento non riscontra errori, quindi percoso netto e 246.8250 punti, di cui 145.5250 con gli elementi (5 requeired e un hybrid) e 101.3000 per l’impressione artistica che giudica coreografia, performance e transizioni.
E’ la quarta di sedici ad esibirsi, quindi c’è da aspettare un po’ prima di conoscere l’esito della gara. Alla fine è quarta (come nel libero), davanti alla greca Vasiliki Pagona Alexandri (243.4267) e dietro alla tedesca Klara Bleyer (258.0400), d'argento nel libero. A vincere la finale del singolo tecnico la spagnola Iris Tio Casas con 263.6250, quasi raggiunta dalla russa che gareggia con la bandiera neutrale Vasilina Khandoshka che si ferma a 263.3817, dopo che ieri aveva vinto la finale del libero con la spagnola terza.
Nel suo tecnico Enrica Piccoli ci trasmette un messaggio chiaro: nessuno fermerà il suo entusiasmo. Così, ogni figura diventa un’affermazione di sé.
“Oggi l'ho pensata come tutta un'altra gara - commenta l’etoile azzurra allenata da Federica De Bortoli per il Gruppo Sportivo Fiamme Oro e Montebelluna Nuoto e da Patrizia Giallombardo in nazionale - perché ovviamente sono esercizi completamente diversi. Nel libero ho cercato più di esprimermi dal punto di vista artistico, in questo caso invece dovevo fare particolarmente attenzione alla tecnica. Per cui ho dovuto essere un pochino più precisa; magari mi sono divertita un pochino meno e me lo sono goduta un pochino meno, ma in realtà è passato molto veloce. Sono contenta”. L’europeo di Enrica Piccoli termina qui. Sensazioni particolari in acqua. “Ero un po’ tesa, proprio perché la tecnica mi richiede di pensare ad ogni particolare e ad ogni momento. Per fortuna questo è un esercizio molto veloce, quindi dà proprio il tempo di pensare, cercare di godersi le transizioni dei pezzi di braccia in modo da guardare bene i giudici e quindi mi sono sentita molto leggera e mi è passato velocissimo. Non ci ho nemmeno pensato. Questo europeo mi è piaciuto tantissimo. Mi sono veramente divertita. Il livello ovviamente è altissimo, quindi ci aspettavamo molta competizione in tutti gli esercizi, soprattutto nei femminili. I singoli poi sono gare veramente aperte. Devo dire che sono contentissima anche dei feedback di Patrizia Giallombardo, dei nostri allenatori che ci hanno seguito durante tutto l'anno e proprio per questa ragione ci tengo sicuramente a salutare e ringraziare tutta la Federazione Italiana Nuoto e il Gruppo Sportivo delleFfiamme Oro che ci danno una mano durante tutto l'anno. Mi sono divertita tantissimo e faccio un bilancio assolutamente positivo. Tutti gli esercizi hanno dimostrato sicuramente il loro valore in acqua, ovviamente ci sono delle cose da da mettere a posto, però nel complesso è stato veramente sorprendente; molto leggero e molto divertente”.
Finale Solo tecnico femminile
1. Iris Tio Casas (ESP) 263.6250 (EL 149.4250 - IA 114.2000)
2. Vasilina Khandoshka (NAA) 263.3817 (EL 153.4317 – IA 109.9500)
3. Klara Bleyer (GER) 258.0400 (EL 150.6900 - IA 107.3500)
4. Enrica Piccoli 246.8250 (EL 145.5250 - IA 101.3000)
Foto di Andrea Staccioli / DBM
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Europei di Parigi. "Angeli e demoni" al top: bronzo nel team free
L'angelo è Beatrice Andina, detta Baby e il demone Alessia Macchi. Alla guida c'è il tecnico responsabile degli esercizi di squadra Roberta Farinelli. L'Italia del nuoto artistico fa cinquina (3 argenti e 2 bronzi) a metà torneo. La quinta medaglia e seconda di bronzo agli Europei di Parigi se la prendono le ragazze del team free con 256.1558 punti, dei quali 133.8808 per gli elementi e 122.2750 di l’impressione artistica. Davanti alle azzurre le russe, in gara sotto bandiera neutrale, che conquistano il titolo europeo con 285.0346 punti, mentre la Spagna è seconda con 282.3541. Le nostre étoiles sono Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni che ieri ha compiuto 25 anni, Susanna Pedotti, Alessia Macchi, Beatrice Esegio, Valentina Bisi, Beatrice Andina e Giulia Vernice. Riserve Sarah Maria Rizea e Giorgia Lucia Macino. La coreografia "Angeli e Demoni" è curata da Anna Voloshyna. Dopo la delusione mondiale a Singapore, con il quinto posto, tutto il team si prende la sua rivincita. Nuotano tutte al meglio delle loro possibilità ed anche i nuovi jump sono eseguiti alla perfezione. Nella performance si percepisce il momento in cui l'angelo si trasforma in demone. La tensione durante la battaglia. E alla fine, si scopre che la pace non deriva dalla vittoria di una delle due parti, ma dall'accettazione reciproca di entrambe. Le vicecampionesse europee a Funchal 2025 affrontano la finale con grande determinazione e costruiscono una prova in crescendo, aumentando intensità ed emozione fino all’ultima parte della routine. Il tema è lo stesso con cui la squadra azzurra si era piazzata quinta ai Mondiali di Singapore 2025. A Parigi le azzurre lo interpretano con eleganza, energia e grande partecipazione. I costumi bianchi e neri con lustrini e intarsi di fiamme rosso vivo, rafforzano il dualismo della coreografia, mentre ogni movimento contribuisce a dare forza al racconto. Nel preliminare le azzurre si erano già classificate terze con 235.7041 punti, a ridosso delle spagnole (266.5275). Davanti a tutte c'erano le russe sotto la bandiera neutrale (272.7400).
Il commento di Beatrice Andina: "Questa medaglia ha un valore grandissimo per noi perché rappresenta tutto il percorso che abbiamo fatto quest'anno. Infatti se pensiamo alla prima gara che abbiamo disputato qua a Parigi, la prima Coppa del Mondo, c'è stato un netto miglioramento sia tra noi, tra squadra, proprio gruppo e proprio con i tecnici con i quali abbiamo lavorato tantissimo per migliorare la pulizia di ogni elemento, la sincronia. Abbiamo cambiato anche in ogni tappa praticamente quasi anche le spinte per cercare di prendere un valore maggiore. Infatti adesso abbiamo messo due salti che sono venuti benissimo, mi sono sentita veramente in aria. E poi una doppia torre dove faccio una verticale per cercare di prendere un punteggio maggiore".
Il commento di Marta Iacoacci: "Guardando i livelli di difficoltà e tutte le coreografie delle squadre, oggi diciamo che questo è il nostro posto e siamo soddisfatte di quello che abbiamo fatto. Abbiamo mantenuto la classifica di ieri anche oggi, quindi più di così non potevamo fare appunto perché siamo dietro la Russia, dietro la Spagna e a questo livello, a questo punto dell'anno, anche se si tratta di fine anno, questo è il risultato. Abbiamo disputato queste quattro coppe del mondo che ci hanno portato fino a qua, ci hanno fatto crescere".
L'ANALISI DELLA RESPONSABILE DEGLI ESERCIZI DI SQUADRA ROBERTA FARINELLI. "Sappiamo che davanti ci sono dei mostri sacri come la Russia e la Spagna, medagliati olimpici da sempre. Il nostro obiettivo era il terzo posto e comunque rosicchiare qualcosa come punteggio. Hanno nuotato molto bene, abbiamo fatto le prime spinte veramente alte, anche la terza, abbiamo fatto un cambiamento rispetto alla Super Final a Toronto portando due spinte acro, due jump, per prendere più punteggio e credo che sia andata come doveva andare. Oggi è la prima gara della squadra: siamo qui dal 29 e non è tanto facile rimanere concentrati fino all'obiettivo. Oggi è un'iniezione di fiducia e domani abbiamo il programma tecnico della squadra e finiremo con l'acro. Si può migliorare sulla velocità di esecuzione degli ibridi, potremmo stare meno sott'acqua e alzare il dd. In acqua ho visto tanto carisma, tanto power e tanto spostamento, le ho viste bene. Alla fine vedevo che non riuscivano ad arrivare alla scaletta, quindi stanche, però hanno dato tutto, quindi siamo soddisfatti e sono soddisfatte".
Team free
1. NAB 285.0346 (EL 157.0846 - IA 127.9500)
2. Spagna 282.3541 (EL 147.4291 - IA 134.9250)
3. Italia 256.1558 (EL 133.8808 - IA 122.2750)
Marta Iacoacci, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti, Alessia Macchi, Beatrice Esegio, Valentina Bisi, Beatrice Andina e Giulia Vernice
Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
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Europei di Parigi. Pelati argento nel solo libero, Piccoli quarta
L'argento del diavolo. Dopo quello nel solo tecnico a tema "Freddie Mercury", Filippo Pelati raddoppia nel libero e colleziona la quarta medaglia in questa rassegna continentale: tris d'argento e asso di bronzo. Il 19enne ferrarese ripropone “Il diavolo”, la stessa routine con cui era stato terzo iridato a Singapore 2025. Sulle note de "L’uccello di fuoco" di Igor Stravinskij, con la coreografia di Anastasia Ermakova, Pelati porta in acqua un esercizio di grande intensità teatrale, trasformando il tema del fascino del male in una performance potente, misteriosa e ricca di tensione. Apre con un bellissimo trust, eseguito con grande sicurezza, e mantiene per tutta la routine un controllo tecnico di alto livello, con il ginocchio sempre ben fuori dall’acqua nei momenti più delicati. Molto bene gli elementi, sporca un pochino la fase artistica (complice anche la stanchezza che comincia a farsi sentre al quaro giorno di gare). I movimenti decisi e sinuosi alternano aggressività e teatralità, creando un racconto scenico in cui tecnica e interpretazione si fondono in modo naturale. La giuria premia la prova dell’azzurro con 252.8713 punti, frutto di 132.0713 per gli elementi e 120.8000 per l’impressione artistica. Un punteggio che vale il secondo posto alle spalle del britannico Ranjuo Tomblin, oro con 258.9188 punti, e davanti allo spagnolo Jordi Caceres Iglesias, bronzo con 229.2599. Ma il Tomblin visto stamattina non è stato quello che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare: un po' contratto, meno perfezionista del solito, con due penalità riconociute al Var ma forte del coefficiente di difficoltà più alto di tutti (62.6000). Si fa apprezzare anche il più piccolo dei finalisti, il quindicenne maltese Jude Bonnici Peresso, che gareggia sulle nulle note di Caruso; la voce inconfondibile di Lucio Dalla eslata la sua grazia giovanile.
Il nostro giovane campione Flippo Pelati, allenato da Beatrice Casalini e Silvia Costa per Fiamme Oro e Uisp Bologna e seguito in nazionale dal direttore tecnico Patrizia Giallombardo racconta la gara e traccia il bilancio. "Sono riuscito a migliorare molto rispetto all'Europeo di Funchal - l'analisi di Pelati - Sono contento della perfomance di oggi anche se ho sentito la stanchezza dell'ultima gara. Si può sempre dare qualcosa in più, però è un punto su cui migliorare soprattutto in vista dei Mondiali juniores. Dedico questa medaglia a mio nonno che è mancato durante la preparazione di questa gare. Non sono riuscito ad assentarmi dalla preparazione, anche perché volevo comunque continuare a tenere alto il ritmo e credo che fosse anche suo volere vedermi raggiungere tutti i miei sogni. Ho un tatuaggio per i miei nonni che non ci sono più e devo completarlo per lui che purtroppo adesso mi guarda da lassù, ma era il mio primo fan".
"Cerco sempre di mantenermi con i piedi per terra, anche se è sempre molto bello viaggiare un po' con la testa e sognare - prosegue il ferrarese - Aspettative pienamente rispettate, anzi è arrivata forse la gara più inaspettata, la medaglia più inattesa è stata quella del primo giorno. E anche le medaglie con Lucrezia molto importanti, quella di oggi, comunque questo è un singolo che io porto da due anni a questa parte e è una routine cui tengo molto, su cui sono stati fatti molti miglioramenti e è sempre molto gratificante quando viene apprezzata. Sono già stato minacciato da parte del direttore tecnico: da settembre ricominceremo a pieno carico tutta la preparazione, quindi sicuramente creando nuove routine, migliorandoci sui punti che sono più critici, sui punti sui quali i giudici ci hanno chiesto di porre più attenzione, quindi sicuramente sempre un lavoro nel dettaglio che cresce di giorno in giorno". Il suo europeo finisce qui ma non i suoi appuntamenti agnostici: il 10 gosto partirà per Budapest e dal 12 al 16 sarà impegnato ai mondiali giovanili. Poi due settimane di riposo e da settembre di nuovo ad allenarsi.
Sfiora il podio Enrica Piccoli nel solo libero agli Europei di Parigi. La 27enne di Castelfranco Veneto, tesserata per Fiamme Oro e vicecampionessa europea a Funchal 2025, conclude al quarto posto con 270.0475 punti, confermandosi comunque tra le migliori interpreti continentali della specialità. L'azzurra porta in acqua "Instinctive Flow", esercizio che racconta il movimento spontaneo e naturale del corpo, interpretato con la consueta eleganza e una straordinaria qualità espressiva. Accompagnata dalle note dei violini, Piccoli esegue una routine raffinata, caratterizzata da linee pulite, leggerezza nei movimenti e grande intensità artistica. L'esercizio, dal coefficiente di difficoltà di 60.05, viene sottoposto alla revisione tecnica del primo ibrido, senza però modificare in maniera sostanziale il punteggio finale. Tra i punti di forza, comuni alle migliori etoiles internazionali, si notano la rotazione di gambe, l'unbalanced twist, il fermo sostenuto e le più classiche gambe di balletto. Enrica ottiene 138.2475 punti negli elementi e 131.8000 per l'impressione artistica, per un totale di 270.0475, leggermente inferiore ai 270.9413 del preliminare. Un punteggio che non basta per salire sul podio, in una finale dal livello tecnico molto elevato. Il titolo europeo va all'atleta neutrale bielorussa Vasilina Khandoshka che domina con 292.3887 punti. Alle sue spalle la tedesca e campionessa uscente Klara Bleyer 289.2463, mentre il bronzo è conquistato dalla spagnola Iris Tio Casas, terza con 284.5550. "Mi sono concentrata molto sull'espressività e sono contenta che si sia visto nell'esercizio. Ho comunque dietro atlete molto forti che anche nelle gare precedenti mi stavano di qualche punto sopra", le parole di Enrica Piccoli.
UN PRIMO BILANCIO DEL DT PATRIZIA GIALLOMBARDO. "Avevamo messo nel conto anche qualche risultato inferiore, quindi sono molto soddisfatta per quello che ha realizzato Filippo e per quello che hanno fatto tutti i nostri ragazzi finora. Filippo in questa routine ha dato un po' meno di impressione artistica perché probabilmente era molto preoccupato a compiere bene gli ibridi che ha nuotato discretamente. Era un po' ritardo e se ne è accorto e quindi ha tagliato qualche pezzo di braccia, però è stato bravissimo perché se n'è accorto ed è riuscito a portare a termine l'esercizio in modo molto buono.
Filippo è cresciuto tanto di mentalità: all'inizio è arrivato che non sapeva lavorare con l'alto livello, nel senso veniva da junior quindi il lavoro aveva un approccio diverso e piano piano siamo riusciti a far capire che non contano le ore di allenamento, le otto ore, ma conta la qualità dell'allenamento, quindi un'ora deve essere fatta al 100%. Sicuramente un grande aiuto è stato anche quella della sua compagna Lucrezia Ruggiero perché lei, atleta già matura, mi ha dato una mano a farlo crescere. Un conto è se alcune cose le dice l'allenatore e vengono prese come un giudizio tra virgolette, ma detti da una compagna assumono un valore diverso. È stato un lavoro di squadra di tutto questo gruppo che ha portato ad un grande risultato. Sono orgogliosa della sua crescita e della sua umiltà in particolare. FIlippo può esaltare ancora di più la parte artistica soprattutto nelle transizioni, oggi un po' balbettanti. Dobbiamo lavorare tantissimo sulla mobilità e sull'estensione. Infatti gli ho detto che a settembre sarà appeso in spaccata per tutto il tempo..."
Solo libero femminile
1. Vasilina Khandoshka (NAA) 292.3887 (EL 152.0137 - IA 140.3750)
2. Klara Bleyer (GER) 289.2463 (EL 147.5963 - IA 141.6500)
3. Iris Tio Casas (ESP) 284.5550 (EL 138.9550 - IA 145.6000)
4. Enrica Piccoli 270.0475 (EL 138.2475 - IA 131.8000)
Solo libero maschile
1. Ranjuo Tomblin (GBR) 258.9188 (EL 135.6938 - IA 123.2250)
2. Filippo Pelati 252.8713 (EL 132.0713 - IA 120.8000)
3. Jordi Caceres Iglesias (ESP) 229.2599 (EL 106.1599 - IA 123.1000)
Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
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Europei di Parigi. Pelati-Ruggiero d'argento nel duo tecnico
L'Amore è d'argento! Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero sono secondi nella finale del duo tecnico misto con 229.0092 punti, dei quali 130.1842 con gli elementi e 98.8250 per l'impressione artistica che inorgoglisce particolarmente il direttore tecnico Patrizia Giallombardo. Pelati e Ruggiero, facce di bronzo ieri nel libero, sono molto vicini all'oro fermandosi a 0.6691 punti dai britannici Isabelle Thorpe e Ranjuo Tomblin che vincono con 229.0092 avendo due punti in più di coefficiente di difficoltà. Presentano una routine piena di energia, con una samba trascinante. Sul terzo gradino del podio salgono gli atleti neutrali della Russia Alina Rumiantseva e Zakhar Trofimov che totalizzano 215.9201 punti.
La coppia bronzo mondiale a Singapore 2025 si mette al collo un'altra medaglia dopo quella di sabato nel duo libero e si migliora rispetto al bronzo continentale di Funchal 2025. La routine "Guarda! È amore" coreografata da Simona Ricotta è quella presentata nella Super Final di World Cup di Toronto, il 19 giugno scorso, ed era valsa anche in quell'occasione l'argento. Una bella routine interpretata con sintonia e determinazione; ogni elemento si inserisce con naturalezza nello sviluppo del racconto. A fare da filo conduttore è "Regarde! C'est l'amour", il brano dell'artista francese Monroe presentato all'Eurovision Song Contest 2026. Pelati e Ruggiero offrono una notevole modularità espressiva.
"Siamo lontani dall'oro solo sei decimi e quindi ci sta un po' di fastidio in questo momento - commenta con ironia Lucrezia Ruggiero - La coppia sta crescendo gara dopo gara e dobbiamo essere super soddisfatti. "In acqua ci sentivamo veramente bene - aggiunge Filippo Pelati - si sentiva la complicità. Abbiamo cercato di trasmetterla anche a tutto il pubblico e ai giudici. Abbiamo migliorato tantissimo l'impressione artistica dall'inizio di quest'anno ad oggi". "Prima ero con Linda Cerruti nel femminile e con Giorgio Minisini nel misto ed ero un po' la cucciola - l'analisi di Lucrezia Ruggiero - Mi sono ritrovata a essere la grande, la mamma per Filippo e quasi una coetanea per Enrica Piccoli. La sfida è più capire come adattare me stessa ai cambiamenti". "È assolutamente un'ottima partner", chiosa Filippo Pelati. Per Lucrezia l'europeo si chiude qui. Adesso un po' di riposo, shopping parigino e tifo da capo supporters alle gare. Per Filippo prosegue e si conclude lunedì con la finale del singolo libero alle 10:30 del mattino.
Il direttore tecnico della nazionale è felice ed emozionata. “Sono veramente soddisfatta – dice Patrizia Giallombardo - si sono superati. Sono stati meravigliosi nuotando un esercizio impeccabile. Sono molto contenta. Peccato soltanto di avere un DD leggermente più basso rispetto agli inglesi, però loro hanno montato bene e quando gli atleti nuotano bene non si può che essere felici e fargli i complimenti. Stanno crescendo ed oggi hanno mostrato le loro potenzialità; infatti l'amarezza di ieri era dettata dal vedere che non avevano dato il 100% di quello che sanno fare. Oggi ci sono riusciti. Loro sono questi. In questo esercizio crediamo molto. L'abbiamo fatto a metà stagione, perché avevamo iniziato con un altro che però non ci convinceva; allora abbiamo azzardato e abbiamo optato per questa nuova coreografia che già a Toronto presentammo in coppa del mondo, dove ricevemmo già i primi complimenti. Ci abbiamo lavorato molto. loro sono stati meravigliosi perché sono stati veramente impeccabili”.
Duo tecnico misto
1. Isabelle Thorpe e Ranjuo Tomblin (GBR) 229.6783 (EL 133.4783 - AI 96.2000)
2. Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero 229.0092 (EL 130.1842 - AI 98.8250)
Riserva Sarah Maria Rizea
3. Alina Rumiantseva e Zakhar Trofimov (NAB) 215.9201 (EL 119.1701 - AI 96.7500)
Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
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Europei di Parigi. Pelati-Ruggiero di bronzo nel duo libero
L'Italia raddoppia. Seconda medaglia per gli azzurri del nuoto artistico ai campionati europei delle discipline acquatiche in svolgimento a Parigi. Al Centre Aquatique Olympique Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero conquistano il bronzo nel duo libero misto con 255.1641 punti grazie ad una routine coinvolgente che conferma la coppia azzurra tra le migliori interpreti della specialità. I due azzurri, già quarti ai Mondiali di Singapore 2025, ripropongono il "Tango argentino" sulle note di "Jealousy Tango" di Katica Illényi, con la coreografia di Anastasia Ermakova. Il tango della gelosia che dura 2'41"5, in cui raccontano tutta l'essenza del tango argentino: non soltanto una danza, ma un dialogo fatto di passione, tensione ed equilibrio, nel quale l'energia maschile di Pelati e la sensibilità femminile di Ruggiero si fondono in una continua alternanza di forza e armonia. Una routine già vincente, capace di conquistare il gradino più alto del podio nella tappa di World Cup di Parigi dello scorso 29 marzo, che anche questa volta convince i giudici con 110.4141 punti per gli elementi e 144.7500 per l'impressione artistica e piace molto al pubblico che si scalda subito lasciandosi catturare e coinvolgere dalla coppia azzurra. Il titolo continentale va ai britannici Isabelle Thorpe e Ranjuo Tomblin con 258.2383 punti (112.2883 elementi e 145.9500 impressione artistica), davanti agli spagnoli Dennis Gonzalez Boneu e Iris Tio Casas, secondi con 257.9733 (95.0233 e 162.9500).
"Siamo entrati in acqua leggeri pensando soltanto a far bene le cose provate in allenamento – commenta a caldo Filippo Pelati - Siamo comunque contenti perché come obiettivi ci eravamo posti di migliorare l'impressione artistica, che è sicuramente migliorata rispetto alla coppa del mondo in Canada, e dare il meglio di noi stessi. Ho visto che abbiamo ricevuto un po' di penalità sulla sincronia, mi sembra 5.6 punti che si sottraggono al punteggio finale. Dobbiamo migliorare la sincronia ma comunque lavorare sempre sull’impressione artistica e sull'esecuzione”. Quarto posto per i russi che gareggiano sotto la bandiera degli atleti neutrali Alina Rumiantseva e Zakhar Trofimov con 238.0834. Spingono troppo sull'acceleratore; creste punk, costumi bianco e nero, veloci, scattosi e incalzanti fin dall'entrata in acqua. Poi, però, prendono due penalità al quinto e sesto elemento e perdono incisività.
Quella di oggi è stata una giornata particolarmente impegnativa, soprattutto per Lucrezia e Enrica chiamate al doppio turno. “Siamo fisicamente preparati per fare due esercizi interi nella stessa giornata – spiega Lucrezia Ruggiero - ma c'è la componente dello stress da gara che sicuramente è difficile da ricreare in allenamento. Giornate come quella di oggi, in cui ti ritrovi a gareggiare a distanza di un'ora, mettono a dura prova tutti dal punto di vista delle emozioni. Dopo aver nuotato con Filippo e sapendo di essere arrivati terzi, ho cercato di custodire questa emozione fino alla conclusione dell'esercizio con Enrica per non comprometterlo”. Seconda medaglia per Filippo Pelati, dopo l’argento nel singolo venerdì. “Come ho già detto siamo contenti della performance di oggi, dove abbiamo implementato l'impressione artistica; abbiamo lavorato tanto sulla parte acrobatica, cercato di fare del nostro meglio e impariamo anche dei nostri errori. Sappiamo cosa migliorare già per domenica nella finale del tecnico e su cosa puntare la nostra attenzione”. “Su cosa si punta non si dice mai – aggiunge Lucrezia – diciamo che voglimo fare il nostro meglio”.
E arrivano anche le dediche. “Questa medaglia la dedico a Lucrezia che è una persona su cui so di potre sempre contare”, dice Filippo Pelati; “Io nono posso non dedicarla alla nonna Marisa che ci segue da casa e sono certa che sarà molto felice dei nostri risultati”, dice Lucrezia Ruggiero.
Il direttore tecnico Patrizia Giallombardo è contenta a metà. Lei è una perfezionsta. “Siamo molto soddisfatti di questo prime due giornate – commenta – e dell’avvio della compezione. Oggi potevamo sicuramente fare meglio, nuotare un sincro un po' più sincronizzato e mi lascia un po' la mano in bocca perché sappiamo nuotarlo meglio. Una medaglia è sempre una medaglia e siamo molto orgogliosi di aver preso il bronzo. Un po’ dispiace perchè potevamo arrivare più alto”.
Si ferma ai piedi del podio il duo libero femminile con Enrica Piccoli e Lucrezia Ruggiero. Le azzurre si confermano quarte come nel preliminare totalizzando 295.4962 punti (164.3962 per gli elementi e 131.1000 per l'impressione artistica). Piccoli e Ruggiero propongono "Hypnosis", la coreografia firmata da Simona Ricotta che racconta un viaggio tra coscienza e incanto. Sospese tra sogno e realtà, le due azzurre conducono il pubblico in un mondo interiore fatto di immagini, impulsi e trasformazioni profonde. Un esercizio caratterizzato da due acrobazie in apertura e sei ibridi, interpretato con qualità e precisione, che consente loro di crescere rispetto al punteggio del preliminare. Il titolo europeo è conquistato dalle gemelle Anna Maria ed Eirini Marina Alexandri, tornate a rappresentare la Grecia, con 316.3315 punti. Alle loro spalle le spagnole Lilou Lluis Valette e Iris Tio Casas, d'argento con 315.6442; bronzo alle atlete neutrali russe Maiia Doroshko e Aleksandra Shmidt con 310.4407 punti.
Duo libero misto
1. Isabelle Thorpe e Ranjuo Tomblin (GBR) 258.2383 (EL 112.2883 - AI 145.9500)
2. Dennis Gonzalez Boneu e Iris Tio Casas (ESP) 257.9733 (EL 95.0233 - AI 162.9500)
3. Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero 255.1641 (EL 110.4141 - AI 144.7500)
Duo libero
1. Anna Maria Alexandri e Eirini Marina Alexandri (GRE) 316.3315 (EL 175.9565 - AI 140.3750)
2. Lilou Lluis Valette e Iris Tio Casas (ESP) 315.6442 (EL 171.0942 - AI 144.5500)
3. Maiia Doroshko e Aleksandra Shmidt (NAB) 310.4407 (EL 175.1657 - AI 135.2750)
4. Enrica Piccoli e Lucrezia Ruggiero 295.4962 (EL 164.3962 - AI 131.1000)
Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
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Europei di Parigi. Filippo Pelati brilla d'argento nel tecnico
Il nostro Freddy Mercury si tinge d’argento. Filippo Pelati si conferma vice campione europeo. Sulle note di Radio Ga Ga, con la coreografia di Ermakova Anastasia, è secondo nella finale del singolo tecnico con 241.7008 punti, di cui 146.7008 con gli elementi e 95.0000 di impressione artistica. Batte di slancio il russo che gareggia con la bandiera neutrale Zakhar Trofimov (terzo con 235.7858) e lo spagnolo Dennis Gonzales Boneu (quarto con 235.3817). Vince la gara il britannico Ranjuo Tomblin, ancora una volta con il coefficente di difficoltà più alto di tutti, con 249.3951 punti.
ll tema della routine di Filippo è il potere della musica e dello spettacolo. I movimenti sono energici e teatrali e richiamano il carisma dell’artista, in questo caso dell’atleta, dell’interprete. La coreografia alterna momenti intensi e coinvolgenti, trasmette emozione, ritmo e quel legame che si viene a creare tra pubblico e performer.
Il direttore tecnico della nazionale Patrizia Giallombardo è raggiante. E’ ciò che voleva: la crescita costante di un atleta giovanissimo. “Sì sono molto soddisfatta di come ha nuotato oggi Filippo – commenta Giallombardo - Ha fatto una bellissima gara e non posso che dirgli bravissimo. Noi crediamo molto nel movimento e come Federazione abbiamo fatto un investimento molto ampio sui ragazzi e tutti e due, Filippo Pelati e Gabriele Minak che è all’esordio con la nazionale maggiore, rispondono in modo positivo. Questa performance ne è la dimostrazione. La scelta di Queen l'abbiamo condivisa insieme; lui aveva proposto delle musiche, io gli ho chiesto di provare a fare questa e alla fine il prodotto ha colpito entrambi e siamo andati avanti nel corso della stagione. Abbiamo un po’ modificato la routine perché nella prima gara sembrava che alcune cose non fossero di gradimento ai giudici. Secondo me abbiamo trovato la chiave corretta per fare una buona impressione artistica”.
“Sono davvero molto contento per questa performance – commenta Filippo Pelati - soprattutto perché per me rappresenta un grande passo in avanti anche rispetto all'ultima gara che ho fatto, l'europeo juniores a Monaco, in cui sia l'atleta russo che lo spagnolo, che in questa gara non c’era, mi avevano superato e oggi sono riuscito a batterli. Credo di aver dato il meglio di me stesso pensando soltanto a ciò che dovevo correggere, a fare la performance migliore. Dietro a questo argento, così come a tutti gli altri risultati, c’è tanto lavoro; il nostro sport lo richiede tanta dedizione, tanta costanza e tante ore in acqua e non solo, anche a secco fuori dalla piscina. E’ un insieme di cose che costruiscono la performance che vedete e che portiamo in acqua. Quest'anno è stato sicuramente un anno diverso da quello scorso: siamo partiti con un'altra base mettendo sempre tutto in discussione. Nelle tappe di coppa del mondo abbiamo aggiustato il tiro, cercando di rivedere gli esercizi per portare la versione migliore a questo europeo e speriamo di procedere sulla buona strada”. Per questa sua prima medaglia ha una dedica particolare. “La dedico al nostro direttore tecnico Patrizia Giallombardo che comunque, nel bene e nel male, anche se mi tira degli accidenti e ogni tanto vorrebbe cacciarmi a casa, dimostra di credere veramente in me. E’ una persona verso cui ripongo estrema fiducia e credo che sia molto importante da parte dell'atleta avere estrema fiducia nel proprio allenatore. Forse è il segreto di alcune vittorie. E ringrazio anche tutto lo staff tecnico, sanitario e fisio”. “Non saprei dire cosa mi rende più orgoglioso – conclude Filippo - ma posso dire che ci sono tante cose che sono cambiate in me durante questi ultimi due anni. Forse la prima fra tutte è l'approccio quotidiano al lavoro e sopratutto alla fatica che rappresenta la parte più difficile del nostro sport. Che poi è anche il segreto per costruire una gara buona, una gara ottima e un risultato gratificante. Sicuramente l'approccio che bisogna mantenere e che bisogna migliorare tutti i giorni è ciò che mi rende molto orogoglioso”.
Lucrezia Ruggiero e Enrica Piccoli sono quinte nella finale del doppio tecnico con 290.4416, superate dalle britanniche Kate Shortman e Isabelle Thorpe che sono terze con 297.9108 punti e di 4 punti dalla sorprendente coppia francese Laelys Alavez e Romane Lunel (294.6549). Un altro percorso netto che, però, non è bastato per salire sul podio: 173.5916 con gli elementi e 116.8500 per l’impressione artistica.
Il tema è la Gratitudine per la vita, la coreografa di Simona Ricotta e Costanza Ferro. Routine inedita e con un coefficiente di difficoltà molto alto. Già presentata in Canada, in coppa del mondo, ma con una seconda parte nuova. “Così a caldo, perché non abbiamo ancora rivisto la routine – commenta Lucrezia Ruggiero - direi che siamo state brave. E’ un esercizio nuovo e le sensazioni dell'ultima coppa del mondo non erano state delle migliori, ma ci abbiamo creduto ugualmente in questo esercizio e abbiamo portato alcuni cambiamenti. Ci riteniamo sicuramente soddisfatte”. “Rispetto a Toronto e all'ultima gara che abbiamo fatto – continua Enica Piccoli - abbiamo reso più nostro l'esercizio provando a nuotarlo con molta più energia, cercando di renderlo più rappresentativo, trasmettendogli proprio la nostra energia. E’ ciò che volevamo rappresentare in acqua e crediamo di esserci riuscite Siamo contente sia di aver alzato il coefficiente di difficoltà che di averlo nuotato e sentito fino alla fine con tanta intensità”.
Questa mattina Lucrezia e Enrica si sono qualificate per la finale del doppio libero in programma domani, sabato 1 agosto. Percorso netto e nessuna penalità. “E’ andato sicuramente molto bene – dice Lucrezia - La competizione nei doppi è altissima, quindi sono quarti posti anche molto sudati. Però il sogno del podio c'è sempre ed è anche un sogno raggiungibile; quindi vediamo di farcela in finale”. “Per riuscirci punteremo sicuramente a nuotarlo con con grande tranquillità – soiega Erica – E’ un esercizio che sentiamo nelle nostre corde. L'abbiamo fatto talmente tante volte, la musica l'abbiamo sentita così tanto che ormai ce l'abbiamo davvero dentro”.
Finale doppio tecnico F
1. Anna Maria Alexandri / Eirini Marina Alexandri (GRE) 311.4308
2. Maiia Doroshko / Elizaveta Minaeva (NAB) 302.9950
3. Kate Shortman / Isabelle Thorpe (GBR) 297.9108
5. Enrica Piccoli / Lucrezia Ruggiero (ITA) 290.4416
(riserva Flaminia Vernice)
Finale singolo tecnico M
1. Ranjuo Tomblin (GBR) 249.3951
2. Filippo Pelati (ITA) 241.7008
(riserva Gabriele Minak)
3. Zakhar Trofimov (NAB) 235.7858
Foto di Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM
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