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Mondiali. Tania seconda al mondo

Tuffi
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Tania vola tra le cinesi. Batte Wang Han, non He Zi che la precede sul podio per appena 10 centesimi di punto. Alla municipal di Barcellona, nella quarta giornata del mundial, Tania Cagnotto diventa vicecampionessa del mondo dal trampolino 1 metro con 307.00 punti. Alle sue spalle Wang Han con 297.75 ma davanti, di un nulla, c'è He Zi con 307.10, dieci centesimi su cui Tania non piange più, ma sorride ricordando le Olimpiadi di Londra e conquistando il secondo argento dopo quello in coppia con Francesca Dallapé nel sincro trampolino. 


Per Tania Cagnotto si tratta del terzo argento iridato (sincro trampolino 2009 e 2013), che si aggiunge a quattro bronzi (trampolino 3m 2005, 2007, 2009, trampolino 1m 2011). Mai un atleta della Federnuoto aveva vinto medaglie in cinque edizioni mondiali consecutive.


Dieci centesimi sono davvero un'inizia e legittimano l'impresa compiuta da Tania Cagnotto. Se i venti centesimi che hanno diviso l'azzurra dal podio olimpico del trampolino a Londra sembravano un battito di ciglia, questi rivendicano la dimensione di un'atleta che ormai bisogna considerare alla pari delle cinesi. Le più grandi di sempre.


La competizione. Tania mira le cinesi. Al via eseguono tutte lo stesso tuffo, 403B, salto morale e mezzo ritornato: Tania e Wang Han ricevono 57.60, He Zi 61.20. Dalla seconda serie si alternano i tuffi. Tania con il doppio e mezzo avanti scatta davanti (65.00) con 122.60 punti. Ci rimane anche dopo il terzo tuffo (il suo è uno e mezzo indietro che riceve 62.10) con 184.70 ma le cinesi rosicchiano 1 punto e mezzo. He Zi ha 182.30 e Wang Han 172.95. Quarto salto: 105B (doppio e mezzo avanti) e 61.10 per Wang, 5333D (1 ½ rovesciato con 1 ½ avvitamento) e 61.10 per Cagnotto, 105B per He con 58.50; Tania è sempre prima con 245.80 punti, cinque sulla seconda e più di dieci sulla terza. L'ultima serie decide tutto, come aveva pronosticato l'azzurra. Tania esegue il salto mortale e mezzo rovesciato carpiato con coefficente 2.4 e riceve 61.20. Wang resta dietro ma He Zi la spunta al fotofinish.

Ai mondiali di Shanghai Tania Cagnotto si era qualificata in finale come dodicesima ed ultima con 253.15. Una volta in finale, il 19 luglio 2011, vinse la mdaglia di bronzo con 295.45 davanti a Maria Marconi (quarta con 290.15). Il titolo fu della cinse Shi Tingmao (318.65), che qui a Barcellona ha vinto l'oro in coppia con Wu Minxia nei 3 metri sincro davanti a Tania e Francesca Dallapè, e seconda si classificò proprio Wang Han (310.20).


Le dichiarazioni del ct Giorgio Cagnotto. “Nessuna amarezza. All'inizio avremmo firmato per un argento tra le cinesi e c'era da tenere d'occhio anche la messicana Hernandez Monzon. Ci abbiamo sperato, certo, ma siamo contenti per tutto l'andamento della gara. Nell'ultimo salto Tania ha osato tanto, ha preso molto bene la tavola, ha fatto una elevazione superba, la rotazione, ma è finita un po' abbondante. Però questo piccolo errore è stato compensato dal secondo salto nel quale si è superata”. Venerdì 26 luglio c'è la gara dei tre metri. “E' la sua specialità e la gara più completa. Le stesse cinesi nei tre metri sono meno raggiungibili. Staremo a vedere, siamo già soddisfatti così”.


Le dichiarazioni di Tania Cagnotto. “Ero già contenta dopo l'argento nel sincro con Francesca, adesso lo sono ancora di più. Alla fine le cinesi vengono sempre giudicate abbastanza bene ma sono brave e se lo meritano. Per me è una grande soddisfazione essere arrivata a 10 centesimi da He Zi, alla vigilia non me lo aspettavo. Oggi però credevo di vincere e penso che l'avrei meritato. Comunque, ripeto, sono felice. Quest'anno ho preso tutto un po' alla leggera e finora è andato tutto bene. Sono arrivata a Barcellona senza aspettavive, ho vinto già due medaglie d'argento. Nei tre metri come va, va”.


Il commento del fisioterapista Roberto Pellicini, che racconta un episodio pregara. “Il segreto? Cesellare. Andare a cercare ogni volta quei piccoli problemi che posso crearle un limite psicologico. Oggi, per esempio, prima dell'ultimo riscaldamento, avvertiva una fitta al ginocchio. L'ho presa da una parte, l'ho fatta rilassare e quando anche con la testa era libera siamo tornati sul trampolino”.


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Foto di Giorgio Perottino / deepblumedia.ue