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Inaugurata la palestra all'Acquacetosa

Tuffi
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Taglio del nastro questa mattina al centro di preparazione olimpica del Coni "Giulio Onesti", a Roma, per la palestra per i tuffi, realizzata grazie agli investimenti della Coni Servizi e alla collaborazione  della Federazione Italiana Nuoto. Una struttura che definisce il complesso dei Tuffi che fu inaugurato tre anni fa. Hanno presenziato all'evento il presidente della Fin, Paolo Barelli, il responsabile della preparazione olimpica e vice segretario generale del Coni, Carlo Mornati, e la squadra azzurra al completo, con la pluricampionessa Tania Cagnotto, che proprio in questi giorni è in collegiale all'Acquacetosa.
"Desidero ringraziare il dottor Mornati che, da quando si è insediato, ha subito colto l'invito della Fin a realizzare una palestra per i tuffi che si rivelerà fondamentale per la preparazione a secco degli atleti - asserisce il presidente Barelli - Con questa struttura ci siamo definitivamente adeguati alle altre nazioni importanti".
"Sono strafelice perchè quest'opera rappresenta molto per i tuffi italiani. Una disciplina che sta dando tanto al nostro sport. Da oggi - aggiunge Carlo Mornati - gli atleti azzurri avranno una casa completa in cui allenarsi nella Capitale".  
"Finalmente possiamo dire di avere questa palestra, con l'impegno di tutti, della federazione e del Coni. Per noi - afferma il commissario tecnico della nazionale italiana di tuffi, Giorgio Cagnotto - si è realizzato un sogno. Un impianto all'altezza delle altre potenze; ora cercheremo di lavorare sodo per recuperare gli anni persi". 
"Allenarsi, avendo una palestra del genere, è bellissimo e molto motivante perchè abbiamo un'arma in più - continua Tania Cagnotto - Questo sport ha bisogno di strutture per assicurare la crescita del movimento e l'adeguamento con le nazioni più forti". Tania si è poi fermata a parlare, con la consueta disponibilità, con i numerosi giornalisti presenti all'Acquacetosa ribadendo che quella di Rio sarà la sua ultima olimpiade. "Nel 2016 - afferma la Cagnotto - avrò 31 anni e per una tuffatrice è un'età in cui si smette e a me piacerebbe fare altro.  Prima, però, proverò a conquistare una medaglia olimipica, l'unica che mi manca in bacheca, ma senza troppe pressioni dopo la bella spinta arrivata dal mondiale di Kazan. Io portabandiera a Rio 2016? Sicuramente - conclude l'atleta altoatesina - non direi di no, se me lo dovessero chiedere. Sarebbe un onore immenso, sarei felicissima ma sono consapevole che ci sono altre atlete che lo meriterebbero di più".
La struttura completa all'interno del complesso dell'Acquacetosa è composta da una piscina di 25 metri con tribuna lineare e da una vasca per i tuffi dottata di piattaforma da 10, 7, 5 e 3 metri, da due trampolini da 3 metri, tre trampolini da 1 metro, da una buca per gli allenamenti a secco con due trampolini e una piccola tribuna, e da un locale "palestra" dotato di macchinari d'eccellenza. Nella vasca dei tuffi sono disponibii telecamere esterne e subacque che riprendono i salti da tutte le angolazioni consentendo la visione immediata e la successiva analisi biomeccanica attraverso la registrazione automatica su un computer in sala regia.


AMARCORD ALLO STADIO DEL NUOTO. Due olimpionici; due straordinari campioni. A distanza di 55 anni lo statunitense Gary Tobian torna allo Stadio del Nuoto dove conquistò l'oro dal trampolino e l'argento dalla piattaforma alle Olimpiadi del 1960. Ad accompagnarlo la leggenda Klaus Dibiasi, dirigente del settore tuffi della Federnuoto e inimitabile campione che tra il 1964 e il 1976 ha disputato quattro edizioni olimpiche salendo sempre sul podio per tre ori dalla piattaforma ('68, '72, '76), e due argenti dalla piattaforma ('64) e dal trampolino ('68). Gary Milburn Tobian è nato il 14 agosto 1935 a Detroit, in Michigan, e già nel 1956 aveva rappresentato il suo paese ai Giochi di Melbourne conquistando l'argento dalla piattaforma. Dibiasi è 12 anni più giovane e ne ha seguito orme e successi. Entrambi figurano nella International Swimming Hall of Fame.


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Foto Mezzelani - GMT