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Grandi altezze. Cosetti prima italiana a tuffarsi da 21 metri

Tuffi
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Sabato 25 e domenica 26 settembre sono due giornate da cerchiare in rosso sul calendario della Federazione Italiana Nuoto. In questo weekend si scriverà una pagina di storia dei tuffi azzurri, nello specifico dei tuffi dalle grandi altezze, che dal 2009 con la Red Bull Cliff Diving, le World Series sono entrati a pieno titolo tra le discipline sportive più seguite ed amate dal grande pubblico. A Polignano a Mare, circa 35 chilometri da Bari, nella finale delle  World Series, Elisa Cosetti (Triestina Nuoto) sarà la prima donna italiana a tuffarsi dai 21 metri di altezza (il regolamento prevede 20 metri ma a Polignano la piattaforma è posta a 21 metri). Per lei sarà anche la prima gara di high diving in assoluto. Fino adesso ha soltanto provato i tuffi nei collegiali in Austria e assemblati tra i raduni a Roma e gli allenamenti a Trieste. 
Dopo 11 mesi di allenamenti duri in palestra e piscina, di costruzione dei salti, di sacrifici e paure, ha meritato il titolo di wild card di Red Bull entrando a far parte del team e unendosi al nostro national hero Alessandro De Rose, suo "mentore" fin dal primo giorno in piscina. Una nuova giovane atleta (ha compiuto 19 anni il 24 luglio) promossa in un ambito sportivo in forte espansione anche dal punto di vista federale.  
Al Centro Federale di Tuffi, presso il Centro di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti" all'Acqua Acetosa a Roma, il direttore tecnico della Nazionale Oscar Bertone - ex piattaformista e trampolinista, pluricampione italiano, finalista ai mondiali di Roma 1994, allievo di Giorgio Cagnotto, dal quale ha ricevuto il testimone alla guida degli azzurri nel settembre del 2017 - ad ottobre scorso ha cominciato a lavorare su un gruppo di atleti, tuffatori e ginnasti, in sinergia con lo staff tecnico federale e le società e a distanza di quasi un anno è stato raggiunto il primo risultato. E mentre Elisa Cosetti si prepara al suo esordio all'Acqua Acetosa è già in embrione il prossimo talento da avviare alle gare agonistiche.  
La Federazione Italiana Nuoto sta investendo molto su questo progetto, a cui crede fin dal primo giorno e che ha come duplice obiettivo quello di creare una sezione Grandi Altezze e costruire una squadra attorno al Alessandro De Rose, autentico capitano e punto di riferimento di quanti si sono avvicinati e si avvicineranno a questa disciplina che abbina, forse più di chiunque altra, sport, spettacolo e ambiente. Il prossimo obiettivo è già nel mirino: una squadra pronta per i campionati europei di nuoto Roma 2022, quando in pieno agosto un luogo ricco di fascino farà da sfondo al castello da 27 metri delle grandi altezze. 
Alessandro ed Elisa si conoscono da molto tempo, da quando Elisa, che iniziava ad avvicinarsi ai tuffi nella piscina di Trieste, dopo gli allenamenti si tratteneva ad ammirare, incantata, Alessandro saltare dalla piattaforma. Oggi come allora si scambiano consigli a bordo piscina. Condividono il lavoro della giornata, discutono i tuffi che devono provare. Elisa si affida all esperienza di Alessandro. Entrambi seguiti  dal tecnico federale, e moglie di Alessandro, Nicole Belsasso. “Pesi e piscina, palestra e tappeto elastico, condividiamo tutto - dice Alessandro - comprese la fatica e la paura, che quando non ti blocca diventa tua amica”. Elisa tocca il cielo con un dito. Esordire al fianco del suo idolo. E ringrazia la Federazione Italiana Nuoto per averla aiutata a raggiungere il suo obiettivo. “Se avessi dovuto fare tutto da sola - afferma - in un anno probabilmente non ci sarei riuscita ma con l'aiuto della Federazione e grazie a questo progetto ci sono riuscita. Finalmente posso fare il mio esordio assoluto in una gara di grandi altezze”. E' tanta la felicità per il sogno che si avvera. "Non potevo chiedere di più. Quando mi è stato detto che sarei stata selezionata per il progetto grandi altezze della FIN verso gli Europei di Roma 2022 ho provato una gioia immensa. Agli Europei spero di portare tuffi più difficili e competitivi di questi iniziali”. Diciannove anni da poco compiuti. Diplomata con 98/100 al liceo scientifico. “Tanti dicono che siamo incoscienti - aggiunge - invece non è così, perchè dobbiamo avere l'esatta consapevolezza di ciò che facciamo e il controllo del nostro corpo. Durante il tuffo non si pensa ad altro che a quello”. 


Alessandro De Rose e Elisa Cosetti si raccontano alla vigilia della finale del circuito mondiale di high diving, al quale De Rose si presenta da vaterano (quarto nella classifica generale con 314 punti, a 25 dal rumeno Catalin Preda) ed Elisa partecipa per la prima volta come wild card. Al comando delle classifiche del Red Bull Cliff Diving 2021 l'australiana Rhiannan Iffland con 600 punti  e il francese Gary Hunt con 560 punti .

Alessandro De Rose descrive le emozioni della ripresa. “Il 2020 è stato molto duro per me. Il lockdown ha tirato fuori tante incertezze, tante emozioni che neanche immaginavo di avere dentro e paure che pensavo di aver superato. Quei mesi che sembravano non finire mai hanno permesso un po’ a tutti noi di fermarci e auto analizzarci. Era difficile trovare la motivazione per allenarsi ogni giorno, perché vedevo che le tappe venivano via, via cancellate. Devo ringraziare la Federazione che anche in questo caso ci è stata vicina e con il progetto di allenamento in casa, collegati via zoom, ci ha permesso di mantenerci in forma e soprattutto ci forniva quell’obiettivo giornaliero che era la chiave per proseguire ad allenarci”. “Per questa nuova stagione che finalmente sta ripartendo nella quasi totale normalità mi sono preparato prevalentemente al Centro Federale dei tuffi all’interno del Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” a Roma. Dopo la pandemia non è stato facile rientrare in piscina ma grazie al progetto delle Grandi Altezze promosso dalla Federazione ad ottobre dello scorso anno abbiamo potuto ritrovarci con una cadenza bisettimanale e utilizzare questo impianto che rappresenta una eccellenza italiana. Insieme ai miei compagni abbiamo avuto la fortuna e l’opportunità di poterci allenare nella buca, sul tappeto elastico, nella vasca e salire fino a 12 metri con l’ausilio di un castelletto di due metri posto sulla piattaforma da dieci. Strumenti che, forse, mai come questa volta abbiamo appezzato”.
“Dalla tappa di Polignano mi aspetto tante emozioni. Il calore del pubblico della Puglia e soprattutto di ritrovare quella marcia in più che ho sempre avuto a Polignano: l’affetto delle persone e dei tifosi che mi sostengono e gridano il mio nome. Quest’anno sono doppiamente felice, perché non sono da solo. Insieme alla squadra che viene a sostenermi c’è anche un’altra italiana a gareggiare: Elisa Cosetti che esordirà nel circuito e alla quale sono molto affezionato e insieme in questo luogo in particolare che ho sempre nel cuore”. “Con Elisa ci conosciamo da circa otto anni, da quando mi sono trasferito a Trieste. L’ho vista allenarsi fin da piccolina e quando ha deciso di avvicinarsi alle grandi altezze mi ha incuriosito molto ed ho voluto scoprire cosa la spingesse verso questo sport. Oggi posso dire che, oltre che essere una ragazza splendida e gran lavoratrice, ha un grande potenziale e margini di miglioramento. Con lei abbiamo un rapporto di amicizia, fiducia e stima reciproca. Per lei vedo un bel futuro. Elisa fa parte della nuova generazione dell’high diving. Ha iniziato da meno di un anno e grazie al percorso che ha fatto all’interno del progetto federale che punta agli Europei 2022 è riuscita a crearsi un programma gara di cinque tuffi da 20 metri, quando gliene se sarebbero bastati quattro. Le auguro un futuro migliore del mio”.

Elisa Cosetti si presenta. “Ho iniziato a tuffarmi all’età di otto anni dopo aver visto una gara di una mia amica e mi è piaciuto subito. Prima giocavo a basket ma ero ancora alla ricerca del mio sport. L’ambiente acqua, l’adrenalina del salto, la sensazione nel provare un tuffo nuovo mi hanno conquistata. Le grandi altezze sono quelle che mi affascinano di più. Bisogna avere sempre il controllo del proprio corpo e sapere cosa si sta facendo. Più si sale e più l’adrenalina aumenta. Quando mi riesce un tuffo nuovo provo una felicità è immensa. Per farlo non devo trascurare nulla; devo allenare le partenze, quindi lo stacco dalla piattaforma, l’eleganza nella discesa e soprattutto devo vedere l’acqua. Tenere il tuffo e sapere dove sono e quanti metri mancano è fondamentale. Le partenze non sono mai tutte uguali, a volte si parte meglio ed il tuffo è più veloce, altre peggio e si ha poco spazio per completare il tuffo. Guardando l’acqua riesci a sapere sempre dove sei”.
“Ho conosciuto Alessandro a Trieste. Ero sempre in piscina a guardarlo tuffarsi e chiedergli consigli ed è stato lui a trasmettermi la passione per questa disciplina. Con lui ho un ottimo rapporto. E’ una bellissima persona. E’ sempre stato disponibile e di grande aiuto nei miei confronti. In questo sport in cui devi affrontare le tue paure è importantissimo avere un amico che ti aiuta e ti comprende. Insieme a lui c’è Nicole Bolsasso, la mia allenatrice, con la quale mi trovo benissimo e che mi ha fatto crescere tantissimo sia tecnicamente che mentalmente. Per natura sono una persona un po’ insicura e lei ha saputo insegnarmi a credere in me stessa”.
“Seguivo le gare di high diving anche prima di iniziare a tuffarmi dalle grandi altezze e questo circuito mi è sempre piaciuto. Poter esordire proprio in occasione della finale del Red Bull Cliff Diving a Polignano, insieme a tante campionesse internazionali, è un sogno che si realizza e per questo ringrazio gli organizzatori che mi hanno invitata e la Federazione che con il suo progetto mi ha dato l’opportunità di allenarmi nelle condizioni migliori e con gli strumenti migliori all’interno del Centro Federale a Roma dove in meno di un anno siamo riusciti a costruire un programma gara”.

Il comunicato di Red Bull, il video e le foto degli azzurri 

I PROGRAMMI DEI TUFFI

Elisa Cosetti
302e salto mortale rovesciato in tre posizioni
5242d doppio indietro con 1 avv
204b doppio indietro carpiato
5141 doppio avanti con 1/2 avv (barani)

Alessandro De Rose
5441b doppio salto mortale ritornato carpiato con 1/2 avv
5163 triplo avanti con 1 e 1/2 avv
5266b triplo indietro con 3 avv
6256 doppio e mezzo indietro dalla verticale con 3 avv

team highdiving 2021

PROGETTO HIGH DIVING. Il progetto nasce a Roma, in questa stessa piscina, il 22 ottobre 2020, in occasione del primo workshop di high diving. Tra i convocati per la selezione, tuffatori e ginnasti, c’era anche Elisa Cosetti che si presentava con grande entusiasmo e la voglia di emulare il suo "idolo" Alessandro De Rose, con il quale a distanza di quasi un anno dividerà la tappa del Red Bull Cliff Diving 2021 il  26 settembre a Polignano a Mare. Da quel 22 ottobre sono seguiti altri iundici raduni collegiali, due dei quali in Austria, all'interno dell'Area 47, a Otztaler Alpen, al confine tra Italia e Austria, tra le poche strutture europee che mettono a disposizione una piattafroma idraulica regolabile che arriva fino a 27 metri altezza.
Gli atleti coinvolti fin dall'inizio sono dieci ed è stato dedicato un workshop anche ai tecnici delle società che hanno potuto interagire con gli atleti e lo staff federale. Ed in programma una seconda selezione high diving che interesserà ragazzi e ragazze ancora più giovani, compresi tra i 14 e i 17 anni, per formare anche la squadra juniores. 


     

Finale World Series a Polignano