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Progetto Tokyo e Club Italia. La Nazionale di tuffi al lavoro

Tuffi
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La Nazionale di tuffi riparte da Roma, dal Centro Federale dell'Acquacetosa, all'interno del Centro di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti". Il 2019 è stato avaro di medaglie per gli azzurri, d'oro con Noemi Batki e Chiara Pellacani nella piattaforma sincro e bronzo con Lorenzo Marsaglia nel trampolino da un metro agli Europei di specialità ad agosto a Kiev, dopo che la sola Noemi Batki era riuscita a strappare il pass Tokyo 2020 con il quinto posto e primo delle europee nella finale dei 10 metri ai Mondiali a Gwangju. Da ottobre gli atleti di interesse nazionale, big e giovani insieme, si allenano a Roma, suddivisi nel Progetto Tokyo e nel Club Italia. Quest'ultimo mirato a Parigi 2024.
"E' stata una stagione di alti e bassi - commenta il direttore tecnico Oscar Bertone - Prima un campionato del mondo dove non siamo riusciti con le nostre punte ad essere così bravi da centrare gli obiettivi prefissati, che erano quelli di entrare almeno nei primi 18 al mondo e poi nella finale per ottenere direttamente il pass olimpico. Successivamente un campionato europeo di specialità in cui abbiamo ottenuto si due medaglie ma anche tanti quarti e quinti posti che, come si dice a Roma, "ci hanno fatto rosicare parecchio". Però da li siamo ripartiti con determinazione, spirito di sacrificio e voglia di riscatto e stiamo cercando di convogliare la maggior parte degli atleti di interesse nazionale nel Centro Federale di Roma, nella piscina di preparazione olimpica Giulio Onesti, dove possiamo avvalerci di un ottimo impianto e soprattutto un'ottima palestra. Proprio la palestra è ciò che in assoluto manca di più a tutti i nostri atleti che qui, invece, possono prepararsi in modo corretto. Qui gli azzurri lavorano in maniera permanente e semipermanente. La progettualità sicuramente c'è. Bisognerà gestire gli atleti anche dal punto vista scolastico e da quello fisico mentale".
Nel 2020 gli appuntamenti da cerchiare in rosso sono tre: le qualificazioni olimpiche dal 21 al 26 aprile a Tokyo, i campionati europei dal 18 al 24 maggio a Budapest e i XXXII Giochi Olimpici dal 24 luglio al 9 agosto a Tokyo. Altrettanto importanti sono le tre gare nazionali di selezione per partecipare alle qualificazioni olimpiche, "I tre appuntamenti in Italia che abbiamo selezionato come indicativi per la formazione della squadra per la Coppa del mondo in Giappone sono la Coppa Tokyo a Bolzano dal 7 al 9 febbraio, i campionati italiani di categoria a Trieste dal 27 febbraio al 1 marzo e gli assoluti a Torino dal 13 al 15 marzo. Ci aspetta un altro anno molto impegnativo".
Tra gli azzurri in collegiale permanente c'è Elena Bertocchi che, così come aveva fatto Noemi Batki in precedenza, ha deciso di trasferirsi a Roma e tra quelli in collegiale semipermanente c'è Giovanni Tocci che ogni 15 giorni scende a Roma. "Alla ripresa dell'attività, insieme al direttore tecnico e al mio allenatore Dario Scola, abbiamo deciso di fare questo cambiamento - spiega Elena - Un cambiamento radicale che insieme agli allenamenti prevede il supporto del preparatore atletico, del mental coach, del fisioterapista e di una struttura completa. Qui lavoro molto di più rispetto a quanto facevo a Milano perché posso ottimizzare i tempi. Mi trovo benissimo, sto insieme ai miei compagni di Nazionale, con i quali ci sfidiamo anche nei tuffi, posso provare di più il sincro con Chiara Pellacani e con Maicol Verzotto quando scende a Roma". Per il 2020 nessuna novità tecnica ma tanto entusiasmo in più. "La mia serie di tuffi è completata e sarà quella sia nel trampolino singolo che nel sincro. Il fattore principale è lo stato fisico che si ripercuote sul mio stato emotivo. Adesso le cose sembrano andare meglio. Sono più tranquilla. Dopo Kiev sono stata in vacanza e il mal di schiena è passato da solo. Ora stiamo lavorando con la fisio e la preparatrice atletica e ho già iniziato fare i liberi da tre metri. A febbraio iniziano le gare di selezione; saranno tre e mi dovrò qualificare sia nella gara individuale che nel sincro".
"Cambiamenti importanti, significativi - continua Giovanni Tocci - due settimane a Roma e due a casa. Lo si fa soprattutto per gare importanti come i Giochi Olimpici e le prove di qualificazione in Italia e all'estero e lo si fa per migliorare. E' un piacere lavorare in questa struttura perché ci offre tantissimo, dalla palestra attrezzatissima alla piscina con gli spazi a disposizione per noi. Qui si è più tranquilli, ci si può allenare meglio e tutto viene di conseguenza, fino ai risultati. In vista delle Olimpiadi il mio programma è chiuso. Inserire un tuffo nuovo in questo momento sarebbe troppo rischioso, quindi cerchiamo di migliorare quelli che già ho e che porto in gara. Quest'anno ci sono stati molti alti bassi; mi sono trovato in forma nel periodo delle gare di qualificazione mentre poi negli appuntamenti più importanti ero un po’ sottotono. Devo dire però che non sono contentissimo, ma aver raggiunto la finale da un metro ai mondiali, pur non essendo in completa forma, mi ha dato una spinta in più. Capisco che le aspettative erano maggiori, dopo il bronzo iridato a Budapest 2017, ma sappiamo anche che la concorrenza è fortissima, il livello si sta alzando sempre di più e disputare una finale mondiale regala ogni volta forti emozioni. Il nostro è uno sport particolare, in cui molto dipende dalla componente psicologia. Quando il tuo fisico non è al massimo devi cercare di focalizzare tutto in quei minimi dettagli che riescano a farti eseguire al meglio delle tue possibilità il tuffo". Nel 2020 si volta pagina. Si riparte con entusiasmo e consapevolezza. "Il percorso lo stiamo iniziando qui a Roma. Da febbraio ci saranno le prove di selezione. Per arrivare in forma alla coppa del mondo e poi, se dovesse andare bene, al top ai Giochi, bisognerà valutare di volta in volta quanto carico e su cosa lavorare maggiormente in occasione delle gare nazionali. La concorrenza è ampia. Stiamo crescendo tutti quanti. Anche l'anno scorso c'è stata una bella lotta con Marsaglia, Chiarabini, Cristofori, Rinaldi, Porco. Si sta creando una bella competitività, quindi è importante lavorare e concentrarsi proprio sui particolari".
Tra i più giovani che fanno il loro ingresso al Centro Federale dei tuffi c'è la coppia esordiente della piattaforma sincro Andreas Larsen (20 anni italo-danese) e Eduard Timbretti (17 anni, nato a Cuneo da genitori rumeni) che insieme a Maicol e Julian Verzotto si contenderanno il posto in coppa del mondo per le qualificazioni olimpiche.

Foto Deepbluemedia.eu