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Mondiali Master Storie dell'altro mondo

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Frederic Chabagno è l'emblema di un mondiale multietnico. Padre uruguaiano, madre giapponese, nato e cresciuto a Parigi. Abbiamo incontrato uno dei personaggi più simpatici del villaggio

RICCIONE
Con un villaggio popolato quasi 15000 atleti di 76 paesi, più tecnici, accompagnatori, familiari e amici, incontrare personaggi che catturino l'attenzione non è difficile. Curiosità, storie, etnie che si mescolano. Frederic Chabagno è una sintesi di tutto questo.
Gira per lo Stadio del Nuoto di Riccione, sede dei 14esimi campionati del mondo master, con un cappellino che è diventato oggetto di foto e richieste. "Sono diventato quasi una mascotte" dice. E' nato 32 anni fa a Parigi da madre giapponese di Osaka e padre uruguaiano di Mercedes. "Mio nonno materno era uno scenziato nel ramo genetico. Il giappone all'epoca non offriva molte possibilità lavorative, così si è trasferito a Parigi. La famiglia di mio padre, invece, di origine basca, si è trasferita in Uruguay, dove è nato, per poi spostarsi a Parigi. Lì si sono incontrati e dall'unione di queste due culture così diverse e lontane sono nato io".
Frederic è tra i personaggi più divertenti del mondiale. E' un ingegnere nucleare e ama incontrare nuove persone. "Questo campionato è fantastico, c'è gente da tutto il mondo. Io adoro conoscere persone, nuove culture; ogni sera organizzo degli aperitivi nell'appartamento che ho affittato, avrò invitato centinaia di persone. Qui la competizione è quasi una parte marginale - aggiunge il francese, iscritto a cinque gare di nuoto più i 3000 metri in acque libere - quello che conta è vivere a pieno lo spirito di un evento multietnico e multiculturale. Sono stato invitato a partecipare a campionati master in Estonia, Lituania, Giappone e altri paesi. E penso proprio che andrò".
Frederic ha iniziato a nuotare a otto anni, dopo aver smesso di giocare a calcio per via di un infortunio alla gamba, "ma amo questo sport". E spiega perché ritiene che l'organizzazione di questo mondiale sia eccellente. "Sono arrivato esattamente 10 minuti prima della mia batteria dei 100 stile libero. Ero rassegnato all'idea di non riuscire a partire visto che non conoscevo le procedure, l'impianto. Invece ho trovato gli schermi che indicavano le batterie in chiamata, i percorsi e soprattutto uno staff di persone cordiali ed efficienti che mi hanno assistito. Da quel momento ho capito che potevo arrivare sempre 10 minuti prima della gara".




Fabio Larosa
Nostro Inviato