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Domenica, 12 Agosto 2018

Europei. 25 km. Oro Bridi, Furlan bronzo

Fantastica doppietta nella 25 chilometri avvolta dal grigiore e caratterizzata da freddo e pioggia. Arianna Bridi conquista l'oro in 5h19'34"6 e Matteo Furlan si prende il bronzo in 4h57'55"8, preceduto dall'ungherese Kristof Rasovszky (4h57'53"5) e dal russo Kirill Belyaev (4h57'54"6). L'azzurrà - quarta nella 5 km e ottava nella 10 km - brucia allo sprint con un'epica rimonta fino all'ultima bracciata la campionessa olandese Sharon van Rouwendaal (oro nella 5 e 10 km). 
Bronzo alla francese Lisa Pou, staccata di 8"3 in 5h19'42"9. "E' stata una gara durissima con onde e la muta che è una roba che proprio non sopporto. Gara davvero difficile. Sono stata brava a mantenere la calma", dichiara appena uscita dal lago la 22enne trentina, tesserata per Esercito e RN Trento ed allenata dal tecnico federale Fabrizio Antonelli. "La parte più difficile è stata quando ci hanno raggiunto i maschi. Lì abbiamo dovuto cambiare ritmo radicalmente per cercare di restare in gruppo e sfruttare il più possibile la scia, ma soprattutto non rischiare di restare troppo staccate - continua Bridi, già bronzo iridato in carica nelle 10 e 25 chilometri, è alla prima medaglia europea sulla distanza più lunga dopo il quarto posto nel 2016 ad Hoorn dove conquistò il bronzo nella 10 chilometri olimpica - Lasciato il gruppo mi sono messa dietro ad un atleta che pensavo fosse la prima delle donne ed invece era un uomo. Con la muta è sempre più difficile riconoscersi. Gli ultimi dieci metri sono stati estramamente concitati. Il capo (Antonelli, ndr) mi ha insegnato a crederci finché non si tocca il tabellone. Effettivamente non sapevo se avessi toccato prima di Sharon (van Rouwendaal, ndr), ma avevo una bella impressione. Peraltro sapevo che durante la gara aveva commesso un errore di rotta e non sapevo se sarebbe stato punito con la squalifica. In quegli ultimi metri però non ci ho pensato e ho fatto bene. Era importante conquistare una medaglia dopo le gare in settimana dove avevo sbagliato molto e non ci ho creduto abbastanza perché i podi erano alla mia portata o comunque avrei potuto nuotare le gare diversamente, più sensate. Dedico la medaglia a famiglia e allenatore".
Entusiasta il tecnico federale Antonelli: "Visto quello che era successo nei giorni precedenti avevo consigliato ad Arianna di mantenere la calma, restare nel gruppo, ed evitare sforzi inutili. Volevo che nuotasse bene, che restasse serena e si adattasse il più possibile alle condizioni di gara. Prima dell'arrivo del gruppo maschile sarebbe stato improduttivo compiere sforzi inutili. Avevo osservato, insieme a Marco Bonifazi (coordinatore tecnico delle squadre nazionali federali, nonché responsabile della commissione medico-scientifica, ndr) che Arianna anche con la muta nuotava molto bene a ritmi bassi. Pertanto l'ho invitata a rispettare quei ritmi e durante i rifornimenti le ho detto di non cambiare marce. Abbiamo provato più volte in allenamento con Rachele Bruni gli arrivi e le posizioni nell'imbuto. Tutto questo è servito per battere la numero uno al mondo. Questa medaglia vale tantissimo; è un'affermazione che trasmette ulteriore fiducia, determinazione e consapevolezza".
Più contenuta la soddisfazione di Furlan: "Sono contento per il bronzo, ma è davvero difficile gareggiare in queste condizioni perché la muta è troppo limitante - aveva invece dichiarato poco prima il 29enne di San Vito al Tagliamento, tesserato per Marina Militare e Team Veneto ed allenato da Moreno Daga - Già a metà gara ho dovuto prendere antidolorifici per le spalle; le braccia non riesci a muoverle con naturalezza. Normalmente in una 25 km ai 15000 metri comincia la selezione; in questo caso ai 20000 metri eravamo tutti in gruppo. Viene limitato chi è più dotato - continua l'azzurro, vicecampione mondiale della distanza al Balaton, già bronzo iridato nel fiume Kazanka nel 2015, e argento uscente - Effettivamente la muta ti protegge, ma dovrebbero essere maggiormente performanti nei punti di maggiore mobilità. Il freddo non l'ho patito, addirittura negli ultimi giri ho avuto anche caldo. Sono contento per il risultato, ma resto contrario all'utilizzo obbligatorio della muta. Avrei nuotato senza". 
 
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Il presidente FIN e LEN Paolo Barelli con Matteo Furlan e Arianna Bridi
  
GLI ALTRI AZZURRI. Nella prova maschile Simone Ruffini è quinto in 4h58'04"3. "Sono contento non tanto per la prestazione, ma per come ho reagito in questi giorni - asserisce il 28enne di Tolentino, tesserato per Fiamme Oro e CC Aniene ed allenato dal tecnico federale Emanuele Sacchi - Dopo la 10 chilometri ero veramente deluso e ancora ieri ero indeciso se partecipare alla gara perché, malgrado ne abbiamo provate tante, non sono mai riuscito ad adattarmi alle mute che per fortuna dovremmo tornare ad usare solo in Canada e a Setubal. In queste gare non ci sono stato né con la testa né col fisico. Solo cuore e un po' di Simone si è visto. Già sono focalizzato alle selezioni della prossima stagione", conclude il campione mondiale di Kazan, nel 2015.
Sedicesimo in 5h06'04"2 l'esordiente Alessio Occhipinti, 22enne romano del CC Aniene, allenato da Sacchi, che comunque ha sorpreso per tecnica di nuotata e penetrazione dell'acqua. Il futuro è suo. 
Nella prova femminile Aurora Ponselè (Fiamme Oro / CC Aniene) è settima in 5h25'02"4 e Martina Grimaldi (Fiamme Oro / Uisp Bologna) è 12esima in 5h28'47"9.
 
IL BILANCIO DEL DIRETTORE TECNICO MASSIMO GIULIANI. "Mancava un oro, era difficilissimo prenderlo e alla fine è arrivato. Ci abbiamo sempre creduto. Purtroppo la muta ha penalizzato di più i nostri atleti piuttosto che gli olandesi e francesi. Bridi si è confermata molto preparata e matura, dopo le delusioni dei giorni scorsi: la sua condotta tattica è stata perfetta dal primo all'ultimo metro. Il bilancio di questi europei è estremamente positivo: gli esperti si sono confermati ai soliti livelli; abbiamo scoperto giovani molto interessanti come Guidi e Occhipinti che ha una nuotata che potenzialmente lo mette tra i primi dieci del mondo. Il settore gode quindi di ottima salute; abbiamo abbondanza di fondisti e dobbiamo essere bravi a farli crescere". Il successo di Bridi e il bronzo di Furlan nelle 25 km e piazzamenti degli altri azzurri consentono all'Italia di vincere il LEN Trophy (classifica a punti per nazioni)
 
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Il podio della 25 km mas
1. Kristof Razovsky (Hun) 4h57'53''5
2. Kiril Belayev (Rus) 4h57'54''6
3. Matteo Furlan 4h57'55''8
5. Simone Ruffini 4h58'03''4
14. Alessio Occhipinti 5h06'04''2
 
Il podio della 25 km fem
1. Arianna Bridi 5h19'34''6
2. Sharon Van Rouwendaal (Ned) 5h19'34''7
3. Lara Grangeon (Fra) 5h19'42''9
9. Aurora Ponselè 5h25'02''4
12. Martina Grimaldi 5h28'47''9

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Foto Andrea Staccioli e Andrea Masini/deepbluemedia.eu

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