La Mediterranean Lifesaving Confederation a Ostia
Mondiali Lifesaving. I Masters suonano la nona
Cominciano bene i mondiali di salvamento per i colori azzurri. In attesa che prendano il via le gare dei National Team Open e Youth, previste dal 21 al 25 novembre, sono in svolgimento le gare Masters. L'Italia è rappresentata da sei atleti che dopo le prime due giornate in piscina hanno conquistato nove mededaglie (3-3-3). A guidare il gruppo in Australia c'è Federico Mastrostefano, ex azzurro e primatista mondiale dei 100 trasporto manichino agli assoluti di Livorno 2003, tesserato con il Swimming Club Alessandria, che si è laureato campione del mondo dei 100 metri manichino torpedo con pinne nella categoria 40/44 con il tempo di 58"75, davanti all'australiano Adam Moore (58"77) e al compagno di club Gianluca Volante (1'01"36). Nei 200 metri ostacoli, invece, medaglia d'oro per Gianluca Volante con 2'15"30 e d'argento per Federico Mastrostefano con 2'16"84, nella staffetta 4x50 mista (140/169) successo del quartetto del Swimming Club Alessandria composto da Stefano Mecca, Daniele Battegazzorre, Gianluca Volante e Federico Mastrostefano con 1'39"81 e nella staffetta 4x50 ostacoli medaglia d'argento con 1'55"81. Per Daniele Battegazzorre anche due bronzi nei 200 ostacoli e nei 100 torpedo 35/39 rispettivamente in 2'17"20 e 59"94. Completano il gruppo dei masters italiani ad Adelaide 2018 Bruna Ravera (Aquatica Torino, argento nei 100 torpedo 50/54 con 1'14"85) e Simona Pognant (Vigili del Fuoco Grosseto). Federico Mastrostefano - che è iscritto anche ai 100 metri manichino con pinne e alla 4x25 manichino - è diventato ben presto un personaggio televisivo. E' stato uno dei tronisti più amati di Uomini e Donne e la sua permanenza nel salotto di Maria de Filippi è stata tra le più lunghe ed ha partecipato all'Isola dei Famosi 7, presentata da Simona Ventura e vinta dal conduttore radiofonico e cantante Daniele Battaglia (figlio di Dodi).
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Mondiali Lifesaving. Azzurri verso Adelaide
La Nazionale maggiore è composta da Samantha Ferrari, Silvia Meschiari, Federica Volpini e Andrea Piroddi (Fiamme Oro Roma), Cristina Leanza (Aquatica Torino), Serena Nigris (Orizzonti SCSD), Susanna Cicali, Daniele Sanna e Mattia Lentini (In Sport Rane Rosse), Federico Gilardi (Fiamme Oro Roma/RN Torino), Marcello Paragallo (Gym Sportamnia Scafati) e Jacopo Musso (RN Torino). La selezione giovanile è formata da Lucrezia Fabretti (In Sport Rane Rosse) e Francesca Pasquino (Nuotatori Canavesani). Nello staff, con il team manager Giorgio Quintavalle e il commissario tecnico Antonello Cano, i tecnici federali Massimiliano Tramontana e Giorgiana Emili, il tecnico responsabile della squadra giovanile Giovanni Anselmetti, il medico Andrea Felici e la fisioterapista Enilda Nushi. In Australia sono nove ore mezza avanti rispetto all'Italia e gli azzurri avranno quattro giorni per ambientarsi e allenarsi sui campi gara.
Le novità. Rispetto alla squadra assoluta che ha partecpato all'edizione 2016 dei campionati del mondo a Eindhoven ci sono sei atleti nuovi: Susanna Cicali, Serena Nigris, Mattia Lentini, Marcello Paragallo, Andrea Piroddi e Jacopo Musso. Facevano già parte della squadra che in Olanda si era classificata seconda in vasca, quinta e terza delle europee nella classifica generale con 11 medaglie (5 d'oro, 1 d'argento, 5 di bronzo) Samantha Ferrari, Federico Gilardi, Cristina Leanza, Silvia Meschiari, Daniele Sanna e Federica Volpini. Esordio per le due youth Lucrezia Fabretti e Francesca Pasquino; Serena Nigris, oggi nella squadra senior, due anni fa aveva partecipato al mondiale con la Nazionale giovanile che vinse le gare in pscina e si classificò terza nel ranking generale conquistando 18 medaglie (9, 2, 7).
Siamo fatti per l'acqua. I coordinatori a Roma
“Percorsi di Longevità” al CF di Trieste. Iniziativa per gli over 65
Venerdì 29 maggio presso il Centro Federale “Bruno Bianchi” di Trieste è prevista una giornata speciale dedicata agli over 65: nell’ambito dello Sport Business Forum 2026 e del progetto “Percorsi di Longevità” realizzato con il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia, l’associazione Lunga Vita Attiva e la Fin Plus Trieste hanno organizzato una mattinata all’insegna dello sport, del movimento e del benessere psicofisico.
L’evento promuove il tema dello sport come protagonista necessario nei percorsi di longevità, offrendo ai partecipanti la possibilità di svolgere diverse attività fisiche: ballo, ginnastica coreografata, ginnastica dolce, qui gong, bagno di suoni, nordic walking e nuoto lento.
Il progetto si sviluppa seguendo le linee guida di quattro tracciati fondamentali: “Percorsi del movimento” che hanno l’obiettivo di stimolare l’attività sportiva; “Percorsi della mente” che hanno l’obiettivo di stimolare e tenere viva l’attività cerebrale; “Percorsi dell’anima” che hanno l’obiettivo di affinare la comprensione delle proprie emozioni; “Percorsi del buon cibo” che hanno l’obiettivo di educare ad un'alimentazione sana e moderata.
“Percorsi di Longevità” è frutto della collaborazione tra l’associazione Lunga Vita Attiva e la Fin Plus Trieste che gestisce il Centro Federale “Bruno Bianchi” e ha la finalità di divulgare gli effetti positivi dello sport e del movimento sulla longevità e sul benessere sociale, promuovendo l’idea di costruire una vita più sana coniugando le attività sportive all’interno della propria comunità.
Trieste non è nuova a queste iniziative: Franco Del Campo, presidente di Fin Plus Trieste, e Ariella Cuk, presidente di “Lunga Vita Attiva” hanno sempre collaborato per la promozione e l’organizzazione di programmi che rilanciassero la necessità di un invecchiamento attivo in grado di cogliere i benefici dell’attività motoria. Tutto è iniziato con “Lifelong Swimming”, un progetto europeo successivamente evoluto nel programma di “Nuoto Lento”, un’ulteriore iniziativa dedicata agli over 65 che è presto diventata un modello di riferimento nazionale per la Federazione Italiana Nuoto.
“Percorsi di Longevità” è quindi il proseguo di un cammino iniziato tempo fa a Trieste, che si conferma città longeva e di antica cultura sportiva, sempre coinvolta e fortemente impegnata nella promozione di sport e cultura motoria.
Sport e Innovazione Made in Italy. Intervenuti Barelli e Paltrinieri
Lo sport italiano è sempre più nella strategia di politica estera del Paese. È questo il messaggio più significativo emerso dalla presentazione della terza edizione di “Sport e Innovazione Made in Italy”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e che vede protagonista l’Agenzia ICE, Sport e Salute, Federazione Italiana Nuoto, Federazione Italiana Tennis e Padel, Federazione Italiana di Atletica Leggera.
Le parole del Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, che ha definito lo sport italiano «uno straordinario strumento di politica estera e di dialogo internazionale» ne confermano il ruolo di “volto autentico e vincente” dell’Italia nel Mondo. Una realtà che continua a trovare il giusto riconoscimento istituzionale.
I numeri confermano la portata del fenomeno: il settore sportivo vale 32 miliardi di euro, quasi l’1,5% del PIL, con un export che supera i 4,7 miliardi. Lo sport non è solo passione e risultati: è industria, è immagine, è uno dei volti più autentici e competitivi del Made in Italy.
In rappresentanza della Federazione Italiana Nuoto, insieme al presidente Paolo Barelli e al campione di tutto Gregorio Paltrinieri, erano presenti il vicepresidente vicario Andrea Pieri, il segretario generale Antonello Panza, il direttore tecnico delle nazionali di nuoto Cesare Butini e gli azzurri Chiara Lamanna, Daniele Del Signore, Daniele Momoni e Alessandro Acampora.
Paolo Barelli | Presidente Federazione Italiana Nuoto
"Per il terzo anno consecutivo tre grandi manifestazioni di tre grandi federazioni si uniscono per creare un pool, un unico ambasciatore, del movimento sportivo attraverso il coordinamento di Sport e Salute: istituzione che rappresenta l'eccellenza sportiva, culturale e monumentale del nostro Paese. Tutte le federazioni sportive sono meritevoli di attenzione perché raccolgono centomila società sportive che hanno l'onere di garantire l'attività motoria, sportiva, agonistica e di alto livello del nostro Paese. L'eccellenza italiana ha nello sport un veicolo privilegiato che incide profondamente e quotidianamente nelle attività sociali. Non mi riferisco esclusivamente ai campioni, ma anche alle aziende italiane e a tutto il segmento turistico-culturale legato agli eventi sportivi, al coinvolgimento delle industrie, alla ristorazione, alla moda, che attraverso lo sport possono ulteriormente incrementare il loro contributo ai 700 miliardi che il Vice Presidente del Consiglio, nonché Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ambisce a raggiungere entro il prossimo anno attraverso le esportazioni. Le federazioni ormai possono essere considerate delle aziende senza scopo di lucro. Basti pensare agli Internazionali di tennis terminati ieri, alle prestazioni dell'atletica leggera e del nuoto che, insieme ai contributi delle altre federazioni, rappresentano un fondamentale sistema di promozione del made in Italy. A proposito degli Internazionali di tennis, l'Amministratore Delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris ha ricordato che il Centrale è stato realizzato grazie alla Federazione Italiana Nuoto che lo aveva promosso nel 2009 attraverso i Campionati Mondiali delle discipline acquatiche; adesso si punta a completarne la copertura entro il 2028. Intanto però aumenta la preoccupazione perché ormai la piscina dello Stadio del Nuoto è sempre maggiormente circondata da campi da tennis e vedo l'amico Angelo Binaghi, presidente della FITP, in genere non particolarmente amante dell'acqua, venire a nuotare sempre più spesso: non vorrei si stesse infiltrando per prendere le misure per un nuovo centrale. A parte le battute, l'auspicio è che il Foro Italico continui a crescere e a rappresentare il cuore dello sport italiano nel mondo e del made in Italy".
Gregorio Paltrinieri | Campione olimpico Nuoto
"Se fossi un bambino oggi avrei l'imbarazzo della scelta su che sport praticare perché ho la possibilità di vedere tutto e di rivedermi in tantissimi campioni che vincono in ogni disciplina. È un periodo d'oro per l'Italia dello sport e lo sport attira tantissimo. Sono sicuro che se a qualsiasi bambino chiedessi chi ha vinto gli Internazionali di tennis o il mondiale di calcio lo saprebbe e magari invece non saprebbe chi ha vinto il Nobel per la pace. Ciò per dire che lo sport ha una attenzione mediatica altissima e tutti conoscono i campioni dello sport italiano: cosa fanno e cosa vincono, perché li ascoltano, li seguono e si lasciano ispirare. Noi siamo consapevoli di essere degli esempi soprattutto per i più giovani e cerchiamo di continuare ad impegnarci per essere dei modello positivi e rappresentare l'Italia con merito e responsabilità. Credo che il modello italiano sia un esempio virtuoso da replicare anche all'estero perché funziona, produce campioni, interesse e, di conseguenza, promuove il made in Italy".
Diego Nepi Molineris | Amministratore Delegato Sport e Salute
“Gli Internazionali BNL d’Italia 2026 ci hanno regalato emozioni che resteranno nella memoria collettiva di tutti gli italiani. Le vittorie straordinarie di Jannik Sinner e del doppio Bolelli-Vavassori, celebrate nella cornice unica del Foro Italico e alla presenza del Presidente della Repubblica, hanno rappresentato non soltanto un trionfo sportivo, ma anche una straordinaria vetrina internazionale per il Made in Italy: un’Italia capace di eccellere nello sport, nell’organizzazione, nell’accoglienza e nella visione.
Il successo di questi eventi dimostra quanto lo sport sia oggi uno straordinario motore di crescita, identità e promozione del territorio. Anche grazie al progetto del Turismo delle Radici, da metà giugno partiranno le cantierizzazioni per il nuovo Centrale del Foro Italico: un’infrastruttura moderna e ambiziosa che diventerà non solo la casa del tennis, ma anche un luogo simbolo per grandi eventi sportivi, culturali e di intrattenimento a 360 gradi.
Dopo il successo degli Internazionali, il Foro Italico ospiterà altri appuntamenti di assoluto prestigio come il Premier Padel, il Golden Gala e il Trofeo Settecolli, confermandosi un punto di riferimento internazionale capace di unire spettacolo, turismo e sviluppo economico.
Guardiamo con orgoglio anche al 2027, quando Napoli accoglierà l’America’s Cup: una conquista storica che premia il lavoro del Governo e la credibilità internazionale dell’Italia. Sarà un evento capace di valorizzare la filiera nautica, l’innovazione tecnologica, le competenze industriali e soprattutto i territori. L’Italia sta dimostrando di saper coniugare grandi eventi, investimenti strategici e valorizzazione dei territori. La sfida è quella di rendere lo sport sempre più accessibile, di tutti e per tutti, anche come leva di sviluppo, coesione sociale e promozione internazionale della Nazione”.
Stefano Mei | Presidente FIDAL
"L’atletica leggera, con oltre 200 Paesi affiliati alla World Athletics, rappresenta uno dei migliori strumenti per portare l’immagine dell’Italia nel mondo. Insieme all’arte e alla scienza, lo sport è una straordinaria vetrina per il nostro Paese. Basti pensare che il Golden Gala del 4 giugno sarà trasmesso in oltre 160 nazioni e vedrà la partecipazione di 43 medaglie d’oro olimpiche e mondiali. Ringrazio il ministro Antonio Tajani per la concretezza e l’attenzione dimostrate nel sostenere lo sport. A lui e a tutto il suo staff va la mia sincera gratitudine".
Andy Diaz | Campione del mondo indoor salto triplo
"Ringrazio il ministro Antonio Tajani. Sono orgoglioso di essere stato scelto come Ambasciatore della Diplomazia dello Sport, un incarico che accolgo con grande senso di responsabilità e gratitudine. Ho lasciato Cuba con il sogno di diventare una persona migliore e un grande campione. Grazie al mio allenatore Fabrizio Donato e alla Federazione, oggi ho la possibilità di lottare ogni giorno per i miei ideali. Sono onorato di essere italiano e spero di continuare a portare in alto il nome del nostro Paese nel mondo, attraverso lo sport e i valori che rappresenta".
Foto di Federica Muccichini / DBM
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Consolo rinviato a giudizio per calunnia contro il Presidente Barelli
Il Giudice per l'Udienza Preliminare del Tribunale di Perugia Valeria Casciello ha disposto il rinvio a giudizio di Bartolo Consolo (ex presidente della Federazione Italiana Nuoto e della LEN, oggi European Aquatics di cui è presidente onorario, ed ex segretario generale della FINA, oggi World Aquatics), con l'accusa di calunnia (art. 368 c.p.) ai danni del Presidente della Federnuoto Paolo Barelli e della consorte Rita Rubertini.
Secondo il decreto emesso il 22 aprile 2026, Consolo avrebbe accusato il presidente Barelli di gravi reati, supportando la sua denuncia con documenti risultati falsi.
Le accuse mosse da Consolo sono state riportate anche da diversi articoli di stampa pubblicati dal settimanale L'Espresso e dal quotidiano la Repubblica, tra il 2022 e il 2023, che richiamavano i documenti (falsi) di cui era in possesso Consolo.
Il GUP ha fissato la prima udienza davanti al Tribunale di Perugia il prossimo 17 dicembre 2026. Il presidente Barelli e la moglie si sono costituiti parte civile nel procedimento.
Il Presidente Barelli nominato Sottosegretario di Stato. Foto
Su proposta del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sentito il Consiglio dei Ministri e con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Paolo Barelli è stato nominato Sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento.
Il Presidente Paolo Barelli ha prestato giuramento assumendo ufficialmente le funzioni. Di conseguenza, in ragione del temporaneo impedimento ai sensi della legge n. 215/2004 riguardante il regime delle incompatibilità dei titolari di cariche di Governo e in ottemperanza all’articolo 12, comma 6, dello Statuto della Federazione Italiana Nuoto, ha delegato al Vice Presidente Andrea Pieri le funzioni di Presidente con riferimento alle specifiche previsioni del caso.
In tale periodo il Presidente Paolo Barelli non parteciperà al Consiglio Nazionale del CONI, cui prenderà parte il Vice Presidente Andrea Pieri.
Giungano al Presidente Barelli i complimenti e l'in bocca al lupo per il prestigioso incarico da parte della Federazione Italiana Nuoto e di tutto il movimento natatorio.
Il nuoto come terapia. Bonifazi al congresso della Federazione Medico Sportiva
Nei giorni scorsi si è svolto il trentottesimo Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medico Sportiva. il tema della “prescrizione dell’attività fisica” è stato al centro del dibattito, soprattutto in relazione a healthspan e lifespan, ovvero qualità e durata della vita. Tra i relatori anche il coordinatore tecnico-scientifico della FIN Marco Bonifiazi.
Riportiamo un articolo de La Gazzetta dello Sport a cura di Roberto Parretta dal titolo "Il nuoto come "farmaco": il ruolo dei medici dello sport, opportunità e limiti". Parretta ha incontrato il professor Bonifazi che "ci ha guidato tra le pieghe del rapporto tra attività fisica e durata della vita regalandoci anche preziosi suggerimenti sull’allenamento in acqua in presenza di patologie".
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Al congresso della Federazione Italiana Medico Sportiva abbiamo incontrato il Professor Marco Bonifazi: il coordinatore tecnico-scientifico della FIN ci ha guidato tra le pieghe del rapporto tra attività fisica e durata della vita regalandoci anche preziosi suggerimenti sull’allenamento in acqua in presenza di patologie.

Negli ultimi anni, la medicina dello sport ha consolidato un concetto chiave: l’esercizio fisico può essere prescritto come un vero e proprio farmaco. Nei principali congressi scientifici, non da ultimo il 38° Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medico Sportiva, il tema della “prescrizione dell’attività fisica” è stato al centro del dibattito, soprattutto in relazione a healthspan e lifespan, ovvero qualità e durata della vita. In questo contesto, l’attività motoria diventa uno strumento fondamentale contro le malattie croniche non trasmissibili, come obesità e sovrappeso. Fra i relatori che hanno animato le 4 sessioni principali del congresso anche il Professor Marco Bonifazi, associato di Fisiologia all’Università degli Studi di Siena e coordinatore tecnico-scientifico della Federazione Italiana Nuoto.

"L’esercizio fisico - ci spiega il Professor Bonifazi - svolge una funzione centrale in due ambiti. Prevenzione primaria: riduce il rischio di sviluppare malattie in soggetti sani. Prevenzione secondaria: limita recidive, complicanze e progressione in soggetti già malati. In ambito oncologico, cardiovascolare e metabolico, l’attività fisica contribuisce a migliorare la prognosi, ridurre gli effetti collaterali delle terapie e sostenere il recupero funzionale. Ma esattamente come per un farmaco, anche l’esercizio richiede un dosaggio preciso. Il modello di riferimento è il FITT-VP, che definisce le variabili fondamentali: frequenza (quante volte a settimana), intensità (quanto è impegnativo lo sforzo), tempo (durata dell’attività), tipo (aerobico, forza, equilibrio, flessibilità), volume (quantità totale di lavoro, energia spesa), progressione (incremento graduale nel tempo). La corretta combinazione di questi fattori determina l’efficacia e la sicurezza dell’allenamento".

"Questa zona di lavoro favorisce la cosiddetta flessibilità metabolica, ovvero la capacità dell’organismo di utilizzare sia grassi sia zuccheri come fonte energetica. Sono infatti questi i due due principali carburanti del corpo umano. Gli zuccheri, di cui abbiamo riserve limitate, utilizzati per sforzi intensi e di durata più breve (45-75 minuti), i grassi, di cui abbiamo riserve abbondanti, ideali per attività prolungate e a bassa intensità. I soggetti sedentari tendono a utilizzare precocemente gli zuccheri anche per sforzi leggeri, attivando risposte di stress metabolico. Al contrario, l’allenamento aerobico regolare insegna al corpo a utilizzare i grassi in modo efficiente, con benefici su controllo del peso, metabolismo e prevenzione delle malattie croniche".

Il nuoto rappresenta un’attività completa e a basso impatto, ma presenta una criticità: richiede competenze tecniche. Come spiega il Professor Bonifazi: "A differenza del cammino, non è immediatamente accessibile a tutti. Per ottenere benefici metabolici reali, è necessario saper nuotare in modo fluido, mantenere un’intensità controllata, evitare affaticamento eccessivo. Chi non possiede queste capacità rischia di svolgere un’attività inefficace dal punto di vista aerobico. Nel nuoto, il dispendio energetico varia enormemente in base alla tecnica, fino al 300%, aumenta in modo esponenziale con l’aumentare della velocità e varia da stile a stile. Per i nuotatori esperti avremo una maggiore efficienza e un minore consumo energetico, mentre per gli inesperti troveremo una maggiore fatica e minore efficacia. Il principio fondamentale del nuoto sta nel non lottare contro l’acqua, ma sfruttarne le proprietà e proprio per questo la priorità non sarà la velocità, ma la capacità di scivolare in acqua, ridurre la resistenza, coordinare respirazione e movimento".

"Per un soggetto con competenze di base, un programma efficace può includere una fase iniziale di riscaldamento, un tratto centrale continuo (600–1500 metri), per una durata complessiva di 30-45 minuti, almeno una volta a settimana, anche se sarebbe meglio 2-3. Con il tempo e la pratica si potrà poi agire su aumento del volume e variazioni di intensità (progressioni o frazionamenti). Questo consente di migliorare progressivamente la capacità aerobica e metabolica. Il nuoto è la forma di locomozione più lenta: la densità dell’acqua è 800 volte superiore a quella dell’aria e ciò aumenta la resistenza".

"Per il nuoto a maggior ragione, ma vale per tutti gli sport lo stesso concetto: è importantissimo il patrimonio motorio acquisito in età giovanile. Imparare diversi sport durante l’infanzia e l’adolescenza consente, anche a distanza di decenni, di riprendere più facilmente l’attività, scegliere tra più discipline, mantenere uno stile di vita attivo. L’assenza di queste competenze limita fortemente le possibilità di movimento in età adulta. Dove poi, da adulti, si innesta un altro fattore decisivo: la motivazione. Per essere efficace, l’attività fisica deve essere sostenibile nel tempo. E quindi la scelta dello sport dipende da fattori individuali: piacere personale, l’ambiente dove si pratica, il contesto sociale, il livello di sfida percepito. Non esiste un esercizio ideale universale, ma quello che una persona è disposta a praticare con continuità".

In tutto questo il medico dello sport, come ha detto Bonifazi nel corso del suo intervento al congresso della FMSI, ha una funzione centrale: "Saprà valutare la sicurezza dell’attività in base alle condizioni cliniche del soggetto e potrà prescrivere un programma personalizzato, adattato allo stato di salute, al livello di allenamento, agli obiettivi e preferenze. Senza dimenticare che in presenza di patologie, soprattutto cardiovascolari o metaboliche, la valutazione specialistica è indispensabile. L’attività fisica non è più solo uno stile di vita, ma una vera strategia terapeutica. Il futuro della medicina passa anche dalla capacità di: prescrivere un esercizio in modo mirato, educare al movimento, integrare competenze mediche e sportive. In questo scenario, discipline come il nuoto rappresentano un’opportunità preziosa, a condizione che vengano praticate con competenza, gradualità e consapevolezza".
Inchiesta de La Gazzetta dello Sport
Da Fioravanti e Rosolino fino alle stelle di oggi: com'è organizzata e quanto costa l'attività acquatica che a ogni grande evento fa suonare l'inno di Mameli.
Riportiamo un articolo de La Gazzetta dello Sport a cura di Stefano Arcobelli dal titolo "Centri federali, tecnici top, soldi ben spesi: come funziona la fabbrica di medaglie del nuoto".
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L'Italia del nuoto strega il mondo da quando nel 2000 ai Giochi di Sydney infranse il tabù principale: quello degli ori olimpici (iniziarono Domenico Fioravanti e Massimiliano Rosolino, seguiti da Federica Pellegrini nel 2008, Gregorio Paltrinieri nel 2016, Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi nel 2024). Quella spedizione diede il via ad un trend che continua di generazione in generazione, esaltata dall'ultima spedizione olimpica di Parigi 2024, dove gli sport della Federnuoto hanno conquistato 7 medaglie (con gli ori di Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi). Ad ogni evento, oltre ai Giochi soprattutto Mondiali ed Europei, è una teoria crescente di medaglie che hanno fatto dell'Italia una super potenza. Ma qual è il segreto di un movimento che vede circa 5 milioni di praticanti in piscina?
Oltre la geografia
Dal Veneto alla Puglia, dal Piemonte a Roma, da Imola a Firenze. Il lavoro di periferia diventa preparazione d’elite che la federazione coordina anche attraverso 15 centri federali sparsi in tutto il territorio nazionale, da Trieste a Napoli, passando per Verona e Roma. Non abbiamo le potenzialità degli Usa, non abbiamo neanche la tradizione dell’Australia, non abbiamo impianti super attrezzati, il supporto dei college o budget consistenti. Ma la fantasia non difetta gli italiani, che ora mandano anche i talenti nei College americani (come Sara Curtis e i tuffatori Pellacani e Santoro) e in Australia (dove sono andati quest'anno Simona Quadarella e Sara Franceschi oltre a Ceccon), e una scuola di allenatori giovani che cresce parallelamente a quella dei talenti (dietro i Paltrinieri, Ceccon, Martinenghi e Cerasuolo, pronti per sbalordire D'Ambrosio, Curtis, Mao). Una volta c’era solo Verona, dove operava l'ex ct Alberto Castagnetti (il mentore di Federica Pellegrini) come centro d’eccellenza. Ora la rete azzurra diventa capillare perché i giovani allenatori si confrontano e riescono a trovare sintesi vincenti. E non ci sono più gap da colmare, insomma, c’è un sistema che si potrebbe definire "Metodo Italia", vista la produzione di risultati davvero importante. Le zero medaglie in corsia e solo un bronzo nel fondo di Martina Grimaldi all’Olimpiade di Londra 2012 sono state rimosse e la lezione è servita per ripartire con umiltà e idee più chiare. Il lavoro capillare in periferia ha trasformato anche una regione simbolo come la Puglia, da dove è partita Benedetta Pilato, ora a Roma, sponda Aniene, nella cui struttura si allena una sorta di nazionale nella nazionale e dove sono stati costruiti 5 dei 6 ori azzurri degli Europei 2018. A Ostia si trasferirono ancora minorenni Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti.


I tecnici sono il valore aggiunto
Sono lontani tempi in cui Federica doveva urlare "se non convocate il mio allenatore non vengo in nazionale". Ora i tecnici vengono convocati anche per i collegiali, non solo agli eventi dove accumulano esperienze. Ci sono i tecnici federali come Fabrizio Antonelli e Claudio Rossetto ad Ostia (per fondisti e velocisti), Alberto Burlina (che segue Ceccon) e Matteo Giunta (che segue Martinenghi) a Verona, Stefano Franceschi a Livorno (dove lavora Alberto Razzetti leader di un gruppo di emergenti da tener d'occhio in prospettiva), Cesare Casella a Imola (dove nascono i ranisti), Paolo Palchetti a Firenze, Sandra Michelini a Calenzano e Antonio Satta a Torino, tutti impegnati con i velocisti che producono medaglie in serie con la staffetta 4x100 sl.
Risorse ben sfruttate
Circa 10 milioni del bilancio complessivo di una quarantina sono destinati al settore nuoto di corsia. Soldi dunque ben spesi. Quella che il presidente federale Paolo Barelli chiama "catena organizzativa che va dai campionati regionali a quelli di categoria e assoluta" produce risultati eclatanti: i giovani tecnici vengono convocati anche solo nel fine settimana a Ostia e il confronto tra staff azzurro (guidato dal dt Cesare Butini) e allenatore di prospetti diventa decisivo per la programmazione coordinata da Marco Bonifazi, responsabile scientifico. C’è una cinghia di trasmissione che coinvolge tutti e le squadre nazionali sono l’ultima parte di questo sistema. È notevolmente migliorato il coordinamento: la concorrenza non è più un fattore destabilizzante ma aiuta a crescere e a far crescere i tecnici sociali in modo coordinato. I centri federali (soprattutto Foro Italico e Verona) risolvono alcuni problemi di strutture, e laddove non ci sono le condizioni, interviene la Federazione. E quando invece ci sono, come capita all’Aniene, si fa tutto da sé. Ma ciò che conta è lavorare in sinergia. Te la do io l’America: in Italia.
Sempre più nuoto
Nel 2016 secondo un rilevamento Ipsos-StageUp, c'erano più nuotatori che calciatori (4.169.000 rispetto a 3.952.000 praticanti), dati che davano già l’idea di un movimento fortissimo, ormai da anni stabile su quei livelli percentuali. Nel 2026 il nuoto è la seconda federazione per i contributi ricevuti da Sport Salute e grazie ai risultati ottenuti nel 2025 la Fin ha ottenuto un incremento del 10% sulla cifra che supera i 18 milioni. Il nuoto è lo sport dei genitori che portano i figli in piscina appena usciti già dalla primaria. Sempre, secondo la stessa ricerca Ipsos, il 24% di quei 4 milioni di nuotatori è concentrato nell’età fino a 11-12 anni. Più di un milione di bambini vanno in piscina e consente, evidentemente, di avere a disposizione un potenziale invidiabile per intercettare un talento. E quanti bambini vogliono andare in acqua per diventare la nuova Pellegrini o il nuovo Ceccon? Insomma, la piscina piace per i ragazzi di scuola elementare: il 30% sceglie uno sport acquatico. Un vivaio di grandi dimensioni che ha portato in alto il nuoto azzurro fin qui. E l'onda azzurra non si placa: attenti alla Curtis velocista mai avuta prima tanto da essere diventata la prima finalista mondiale nei 100 stile libero, attenti a D'Ambrosio nuovo Lamberti che punta a battere il romeno Popovici, attenti alla quindicenne Mao che da veneta punta a subentrare venti anni dopo alla Pellegrini. Corsi e ricorsi di giovani punte che rappresentano il popolo del nuoto. Come disse Lamberti dopo il big bang di Sydeny 2000 "ci saranno le file per iscriversi al nuoto, la tendenza sarà irreversibile". Il nuoto, stabilmente, è il secondo sport più praticato dagli italiani con una penetrazione del 29% sulla popolazione over 18, a soli 5 punti percentuali dal calcio, pur incassando un terzo dei contributi pubblici. "Quanto fatto dalle nostre Nazionali negli ultimi anni - afferma Barelli - penso vada studiato perché credo che sia un miracolo italiano. Gli atleti si sono preparati in condizioni molto difficili tra crisi energetica e Covid. La piscina costa, non abbiamo il supporto delle università, le piscine nei complessi scolastici in Italia si contano sul palmo di una mano, ma c’è una scuola impressionante formata da presidenti e dirigenti di società che compiono sacrifici; c’è una capacità tecnica del nostro sistema federale e societario all’avanguardia, che tutti ci riconoscono”. E ci sono un migliaio di piscine da riqualificare.

Uno sguardo al futuro
Chiosa il dt del nuoto in corsia, Cesare Butini: "Dobbiamo continuare a lavorare duro per alimentare densità ed intensità, per facilitare l'inserimento in nazionale dei più giovani, incentivare la crescita degli atleti e tutelare i più maturi. I progetti federali prevedono raduni, esperienze all'estero, partecipazione a competizioni internazionali di verifica e nel contempo interventi di supporto alle società anche di natura tecnico-formativa per gli allenatori più giovani e di aggiornamento per i più esperti. L'obiettivo è continuare ad alimentare la dimensione dei praticanti, la base del movimento da cui emergono i campioni del domani, scoprendo e formando gli atleti di interesse nazionale. Lavoriamo per arrivare supercompetitivi agli Europei di Parigi e arrivare pronti per il biennio che ci condurrà ai Mondiali di Budapest e alle Olimpiadi di Los Angeles". L'Italnuoto non è sazia...


