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Il presidente Barelli a Il Messaggero: "Il sistema nuoto è un'eccellenza italiana"

Federazione
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Segue un'intervista al Presidente Paolo Barelli pubblicata dal quotidiano Il Messaggero nella settimana che ci guiderà alla 62^ edizione del Trofeo Settecolli IP / Internazionali di Nuoto, in programma allo Stadio del Nuoto di Roma dal 26 al 28 giugno.

Cos’è il nuoto per Paolo Barelli?
"E’ la mia vita".
Da ragazzo da medaglia mondiale (nella staffetta che conquistò il primo podio iridato della storia a Cali nel 1975) a Presidente della Federnuoto e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Molte medaglie. Molti impegni. Qual è il segreto?
“Un segreto non c'è. C'è molta passione, in Forza Italia, in parlamento, così come nella gestione delle discipline acquatiche e, soprattutto, c'è un sistema che funziona grazie al lavoro di squadra che rende vincenti e popolari gli sport natatori".
Da che si comincia?
"Innanzitutto dai giovani ragazzi e ragazze che meritoriamente vengono indirizzati al nuoto dalle famiglie perché "fa bene" e aiuta a crescere - come dicono tutti gli studi e il credo popolare che ha sempre un bel fondo di verità - e perché imparare a stare a galla con sicurezza è indispensabile, specie in un Belpaese come il nostro, da ottomila chilometri di coste, più laghi e fiumi. Sono tematiche che ci stanno molto a cuore quelle degli assistenti bagnanti e dell'insegnamento del nuoto; che peraltro all'inizio della stagione estiva diventano sempre un problema da affrontare con decisione. Poi, quando i piccoli nuotatori crescono agonisti, ci sono le società sportive che, con i loro e nostri tecnici, e con le loro e nostre strutture, penso ai Centri Federali, assicurano tutto il supporto e la formazione di cui si necessita per diventare i campioni e, soprattutto, le persone che sono. Lo sport e il nuoto hanno un’importanza sociale che va riconosciuta: è un investimento sulla sanità presente e futura dei cittadini. Una vita sana, un’alimentazione corretta, che è anche questa nei nostri target, possono molto per il domani degli italiani oltre che per l'oggi degli sportivi e dei campioni".
Quella sua antica medaglia mondiale ebbe un’eco speciale data l'eccezionalità: adesso avrebbe molta meno attenzione. C'è l'obbligo di vincere…
"Una responsabilità che tanti anni fa non avevamo e siamo contenti di averne creato i presupposti. Sono il frutto di un sistema di lavoro più che ventennale che coinvolge società e tecnici sin dalla base e alimenta un effetto di emulazione che rende i giovani nuotatori sempre più virtuosi. Penso che i nostri Centri Federali siano un'immagine di eccellenza italiana e i nuotatori azzurri siano tra i migliori ambasciatori del made in Italy nel mondo. Siamo lo specchio di un Paese che intende includere e aggregare e siamo contenti che la nostra nazionale sia anche rappresentata da ragazzi e ragazze che hanno origini non solo italiane come l'astro nascente Sara Curtis. E, sempre per parlare di inclusione, la presenza di atleti paralimpici ai nostri eventi ne è una testimonianza evidente: se lo sport escludesse non sarebbe più sport".
I grandi eventi aiutano in questa direzione?
"Penso proprio di sì, i grandi eventi ed i successi italiani, che ormai è difficile tenerne il conto".
Il "Settecolli", il meeting romano che sta arrivando dal 26 al 28 giugno, è tra questi?
"E' il più longevo evento internazionale di nuoto, giunto alla 62esima edizione, e si nuota nella piscina del Foro Italico definita "la più bella del mondo". L’hanno detto, tra gli altri, Michael Phelps e Federica Pellegrini: credo che se ne intendano. E poi non c’è solo nuoto in una kermesse come quella del Settecolli".
Che c’è d’altro?
"Un indotto finanziario sempre riscontrabile nei bilanci dei settori interessati, un impatto promozionale per la città che tutti gli indicatori testimoniano. Immagini televisive, internet e fotografie dell'evento sono una cartolina del Foro Italico e di Roma per il mondo, uno spot che va dovunque. Aiuta certamente ad alimentare il nuoto e la magnificenza della città".
C’è anche una continuità romana, che va da Simona Quadarella bambina che chiedeva l'autografo ad Alessia Filippi, campionessa di allora, a una bambina d'oggi che chiede il selfie a Simona…
"Eh, sì: e questa continuità, ormai piuttosto lunga, dico con orgoglio che è merito di tutte le nostre società, dei dirigenti, dei tecnici che lavorano quotidianamente".
Tutto ciò malgrado le difficoltà economiche dovute prima al Covid e poi ai rincari energetici.
"Le discipline acquatiche hanno bisogno di impianti funzionali che vanno alimentati ad acqua calda e l'energia costa sempre di più. Ringrazio il Governo che ha stanziato circa 180 milioni di euro a favore dell'impiantistica natatoria dal febbraio 2022 e tutte le società che gestiscono piscine per la capacità di resistere e continuare a progettare. E' noto che stiamo andando oltre le nostre possibilità e che i sacrifici si sentano nei bilanci delle nostre 1.500 associazioni sportive in cui nuotano 1.500.000 di iscritti alle scuole nuoto federali e oltre 5.000.000 di praticanti. Numeri impressionanti se si considera il coinvolgimento delle loro famiglie. Coi Centri Federali distribuiti sul territorio nazionale stiamo garantendo ulteriori spazi acqua, ma i veri artefici dei nostri successi restano le società".
Successi ciclici cambiando interpreti. E’ ottimista anche per i risultati azzurri che verranno al "Settecolli" e più tardi agli Europei di Parigi, tra luglio e agosto?
“Il quadriennio è iniziato bene con le squadre nazionali che stanno consolidando il ricambio generazionale in vista dei prossimi due anni che qualificheranno alle Olimpiadi di Los Angeles. In Europa auspichiamo di confermarci tra i movimenti leader. L'importante per un atleta è di sapere dentro di sé che ha dato il massimo e per un dirigente è lo stesso. Si può fare sempre meglio, è vero: ma questo magari lo scopri dopo".
Qualche pronostico?
"Godiamoci questo Settecolli. Sarà un'anticipazione degli Europei con campioni di 37 nazioni, atleti da record del mondo e da oro olimpico. La concorrenza è sempre più feroce e selettiva e noi lavoriamo per superarla. Saranno giorni di festa e di sport come quelli dei mondiali di Roma 2009 e degli europei di Roma 2022 che, bando alle polemiche, hanno lasciato piscine per i cittadini, memorie di sport spettacolari ed alimentato la passione dei piccoli nuotatori in parte diventati già grandi".

Articolo Il Messaggero 22 giugno 2026