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Barelli ai Giochi della Gioventù: lo sport come scuola di vita

Federazione
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Il Presidente Paolo Barelli, nonché Sottosegretario di Stato ai Rapporti col Parlamento, ha partecipato alla fase finale nazionale dei Nuovi Giochi della Gioventù, in chiusura a Roma dopo tre giorni di gare, partecipando alle cerimonie di premiazione e sottolineando il valore di una manifestazione che unisce istituzioni e territorio.
Nello storico scenario dello Stadio del Nuoto del Foro Italico e dello Stadio Olimpico, l'entusiasmo dei giovani atleti delle scuole primarie e secondarie è stato alimentato anche dal supporto di eccezionali testimonial del nuoto e dello sport italiano come Massimiliano Rosolino, Filippo Magnini e Alessia Filippi. Questi grandi campioni hanno condiviso con i ragazzi l'importanza dei valori acquatici, della sicurezza balneare e della salvaguardia della vita umana.
Il testimone delle competizioni è passato idealmente dal Foro Italico alla pista dello Stadio Olimpico, teatro delle gare di atletica leggera e della disciplina inclusiva del baskin, due delle ben undici discipline totali che hanno visto anche la presenza di altri campioni come Andrea Lucchetta e Manuela Di Centa nei vari impianti capitolini.
Questa combinazione evidenzia il profondo valore etico dell'evento: la competizione non è finalizzata al singolo, ma alla crescita della comunità scolastica, promuovendo il fair play, la solidarietà e l'integrazione, valori che sono celebrati anche con l'assegnazione dei premi "Fair Play" e "Giochi della Gioventù 2026".
I numeri complessivi dell'appuntamento fotografano il successo di un progetto capillarmente radicato sul territorio nazionale: oltre 100.000 studenti hanno animato le fasi iniziali, su base provinciale e regionale, portando alle finali di Roma circa 6.000 partecipanti, tra cui circa 4.500 atleti e 1.500 docenti, accompagnatori e insegnanti di sostegno. A trent'anni dall'ultima edizione ufficiale, il definitivo rilancio dell'evento è nato dalla sinergia tra il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, con il supporto dei Dicasteri della Salute, dell'Agricoltura (MASAF), dell'Ambiente (MASE) e delle Disabilità, il sostegno di CONI, CIP e delle Commissioni Cultura e Sport di Senato e Camera e la macchina organizzativa guidata da Sport e Salute. Il forte messaggio lanciato attraverso questo sinergico lavoro interministeriale è chiaro: lo sport viene ufficialmente codificato non più come attività ricreativa, bensì come pilastro fondante del percorso educativo, della tutela della salute e dello sviluppo sociale delle nuove generazioni come legittimato dall'inserimento nella Costituzione.