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"Bud. Un gigante per papà". Presentato al Passaggi Festival

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"Bud. Un gigante per papà". A quattro anni dalla scomparsa del padre, Cristiana Pedersoli descrive in un libro il padre Bud Spencer, alias Carlo Pedersoli, uomo di grande passione e curiosità. Il volume sarà presentato il 28 agosto al Passaggi Festival di Fano.  "Inizialmente non avevo nessuna intenzione di scrivere un libro. È stato più un viaggio introspettivo, un bisogno di mettere per iscritto i miei ricordi, i nostri momenti passati insieme, degli aneddoti di vita. Una sorta di diario che io ho iniziato a fare, forse perchè era così predominante la figura di Bud Spencer in confronto a quella di Carlo Pedersoli, di mio padre, che avevo bisogno di far riemergere i miei ricordi". Christiana Pedersoli presenta ai microfoni di Isoradio, intervistata da Elena Carbonari, il suo libro "Bud. Un gigante per papà", edito da Giunti. "All'estero mio padre è tuttora un idolo. Ogni volta che partiva - racconta la figlia di Bud Spencer - gli mettevano fino a cinque guardie del corpo. Ad accoglierlo folle di gente che lo hanno amato tantissimo forse non soltanto come attore, ma anche come persona, come ha condotto la sua vita, con il suo modo di essere, con la sua personalità". "Anch'io ripassando tutta la vita di papà ho scoperto tantissime cose nuove" ammette Christiana Pedersoli, che il 28 agosto presenterà il suo libro all'ottava edizione di Passaggi Festival della Saggistica, il più grande evento estivo italiano dedicato al libro, diretto da Giovanni Belfiori, che si terrà a Fano dal 26 al 30 agosto. "Tutte le persone che lo amano potranno scoprire nel libro la vita meravigliosa che lui ha avuto. Un'infanzia molto movimentata che lo ha portato a vivere mille vite in una. Si è trasferito in Sud America, ha partecipato alla costruzione della Panamericana, poi è rientrato in Italia, è stato 10 anni campione italiano (nel nuoto e pallanuoto ndr), ha fatto due Olimpiadi (Helsinki 52, Melbourne 56), sempre in Sud America ha vissuto con delle popolazioni indigene, ha conosciuto anche degli sciamani, insomma veramente una vita avventurosa e straordinaria. Mio padre era un uomo di grande passione e grande curiosità, pieno di allegria e positività e sicuramente l'insegnamento più grande che ha lasciato è quello di accettare la vita così come veniva, con tutto ciò che c'è di buono e di male, ma cercando sempre di trasformare in positivo ciò che era negativo e di andare sempre avanti senza compatirsi. Questo è stato il suo successo più grande nel quale è riuscito pienamente. Poi ha fatto sognare anche gli altri, ha fatto sorridere i bambini e riunire le famiglie". "Amava soprattutto mangiare" ricorda Christiana Pedersoli. "Aveva scritto anche un libro "Mangio ergo sum", in contrapposizione a Cartesio perché lui diceva che se non si mangia non si può nemmeno pensare. Ogni tanto si dilettava anche a cucinare e quindi ho scritto nel libro delle poche ricette che lui amava moltissimo sia fare che mangiare". "Ho spedito il libro a Terence Hill ma non so ancora se l'ha letto, non ho avuto riscontri. Probabilmente lo incontrerò i primi di settembre. Come nonno - svela a fine intervista la figlia di Bud Spencer - era un nonno molto affettuoso, molto divertente. Vi racconto un aneddoto simpatico che faceva con i nipoti. Poiché lui studiava molto e si documentava molto conosceva tutte le capitali del mondo e spesso con i nipoti a tavola faceva a gara, solo che loro baravano con i cellulari, mentre lui le sapeva tutte a memoria. Non vi dico quando l'ha scoperto...".

LA SCHEDA. Carlo Pedersoli (alias, Bud Spencer) nasce a Napoli il 31 ottobre 1929. E’ un celebre attore italiano, particolarmente noto per i suoi film in coppia con Mario Girotti (alias, Terence Hill) ed un ex-nuotatore, più volte campione italiano a rana e stile libero. Già da piccolo si appassiona a diversi sport e in particolare al nuoto, per il quale dimostra una grande predisposizione. Nel 1937 diventa membro di un club locale di nuoto e vince alcuni premi. Successivamente si trasferisce con la famiglia prima a Roma, dove si distingue come ranista nelle Categorie Giovanili, e poi in Venezuela. Torna in Italia verso la fine degli anni '40, dopo essere stato tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto, e diventa campione italiano di nuoto a rana nelle categorie giovanili (1945). Nel frattempo riprende gli studi iscrivendosi nuovamente all'Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza. Viene anche notato dall'ambiente cinematografico nel quale il suo esordio, quasi casuale, avviene con la grande produzione hollywoodiana “Quo Vadis?”, dove interpreta una guardia dell'impero romano. Contemporaneamente gareggia per i colori italiani alle Olimpiadi di Helsinki 1952. Dopo i Giochi Olimpici, insieme ad altri promettenti atleti, viene invitato alla Yale University e trascorre alcuni mesi negli Stati Uniti. Nel settembre del 1953, nel ruolo di centroboa nella Nazionale Italiana di Pallanuoto, con cinque gol contribuisce alla vittoria dell’Italia contro la Spagna. Alle Olimpiadi di Melbourne del 1956, riesce a ottenere un buon undicesimo posto nei 100 stile libero. E’ il primo italiano ad infrangere la barriera del minuto netto, titolo che deterrà fino alla fine della sua carriera. Nonostante i numerosi impegni, sportivi e non, Carlo consegue la Laurea in Legge. Nel 1958 lascia l’Italia e per un anno lavora a un progetto della Panamericana, la strada che attualmente collega Panama a Buenos Aires. Nel 1959 torna in Patria e si dedica alla composizione di colonne sonore, ottenendo un contratto con la RCA. Nel 1960 sposa Maria Amato, figlia di un grande produttore cinematografico. Riluttante al cinema, continua ad occuparsi di musica fino al 1967, quando prende il via la sua carriera. In quell’ anno Giuseppe Colizzi, suo vecchio amico, gli offre una parte in un film e, dopo qualche esitazione, Carlo accetta. Sul set conosce il suo partner di lavoro, un giovane attore con all’attivo varie pellicole, ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico: è Mario Girotti, suo futuro inseparabile compagno, meglio noto come Terence Hill. Il film “Dio perdona... io no!” è la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni. Le due star nelle presentazioni in locandina decidono di cambiare i propri nomi, considerati “troppo italiani” per fare colpo a livello internazionale, per rendere più credibili le opere e i personaggi interpretati. Gli pseudonimi che li renderanno celebri sono, rispettivamente, quelli di “Bud Spencer” e di “Terence Hill”. Negli anni seguenti la coppia gira numerosi film assieme, soprattutto del genere spaghetti-western. Parallelamente al cinema, Pedersoli porta avanti le sue passioni fra le quali anche quella del volo: nel 1975 infatti consegue la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Da ricordare è anche il suo amore per la musica: nel 1977 scrive alcune canzoni per “Lo chiamavano Bulldozer”, delle quali una viene da lui stesso interpretata durante il film. Negli ultimi anni, Carlo dimostra ampiamente le sue qualità di attore drammatico, dedicandosi anche a film impegnati come il recente “Cantando dietro i paraventi” (2003) di Ermanno Olmi. Da poco ha terminato di girare un film dal titolo "Uccidere è il mio mestiere", una produzione tedesca, dove interpreta il maestro di un assassino completamente cieco. Nel 1979 riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania. Nel 2004 diventa testimonial della Federazione Italiana Nuoto. Nel 2005 il Comune di Civitavecchia gli attribuisce il Caimano d'Oro “per la sua carriera di nuotatore, e per essere rimasto sempre vicino a questo sport anche quando è diventato un attore affermato e conosciuto in tutto il mondo”. Carlo Pedersoli sceglie il suo soprannome "Bud Spencer" in onore del suo idolo, Spencer Tracy, e per la sua birra preferita, la Budweiser.