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Articoli filtrati per data: Settembre 2016 - FIN - Federazione Italiana Nuoto

Stefano Morini, coordinatore del progetto tecnico del mezzofondo al Centro Federale di Ostia, e allenatore tra gli altri dell'olimpionico Gregorio Paltrinieri e di Gabriele Detti, è ormai un punto di riferimento per tutti i coach del mondo. Mentre le federazioni straniere fanno la coda per organizzare collegiali al Polo Natatorio, il "Moro" sarà relatore all’annuale conferenza organizzata dalla British Swimming Coaches Association, a Leeds dal 23 al 25 settembre. Tra i relatori anche Mel Marshall, mentore del campione  olimpico, mondiale ed euroPeo Adam Peaty; Bill Furniss, guida della nazionale britannica; Patrick Pearson, responsabile tecnico dell'Olanda e Dirk Lange, capo allenatore della Germania. 

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Non ci sono più parole per descrivere Federico Morlacchi che dopo i due argenti nei 100 rana e nei 400 stile libero, e l’oro nei 200 misti, vince ancora la medaglia nei suoi 100 delfino categoria S9. Questa medaglia è la quarta meraviglia di questa Paralimpiade di Rio de Janeiro che manda il 22enne varesino direttamente nell’Olimpo del nuoto, e non solo di quello paralimpico. Ad essere sinceri fino alla fine, l’oro nei 100 metri delfino erano parecchio alla portata di Morlacchi (59”52 il suo tempo) che, battuto Sors (59”85), ha però dovuto cedere le armi al greco Dimosthenis Mikalentzakis (59”27). Quando tornerà a casa, alla Polha Varese, da nonna Ambrogia, dalla sua famiglia, al Club della scopa, in tutti i suoi ambienti, Morlacchi sarà sempre Federico, che chiude migliorando rispetto a Londra 2012. Ci sono più podi: 4 contro 3 e le medaglie più preziose: tre bronzi di quattro anni fa, contro tre argenti e un oro di Rio.
“Il greco è stato bravissimo – spiega Morlacchi in zona mista - Non ho neanche quel minimo di amarezza che avevo nei 100 stile quando sono arrivato quarto. La nona gara in cinque giorni è stata impegnativa, molto dura. Si è fatta sentire la stanchezza. Mikalentzakis ne ha fatte tre e forse si è visto. Il tempo che ho fatto non è da tutti i giorni e ho anche ribattuto Sors, tiè. Sono l’atleta azzurro più titolato di Rio? Non è detto, c’è il ciclismo. No dai, a parte tutto, sono in pace con me stesso e adesso me ne vado in vacanza. Anzi, sono in vacanza”.
Francesco Bettella poi torna sul podio nel dorso. Aveva detto che il suo lavoro a Rio non era finito: dopo l’argento nei 100 dorso S1, il primo podio dell’Italia in questa avventura carioca, l’ingegnere di Padova ha mantenuto la promessa, mettendosi al collo la seconda medaglia della sua Paralimpiade, un altro luccicante argento nei 50 dorso S1, con 1'12"49, alle spalle dell’ucraino Hennadi Boiko (1'00"85) e prima di Anton Kol (1'15"42). Percorso netto per Bettella in questi Giochi, due su due, con la calma e la determinazione di chi insegue con pazienza questo sogno da anni, lavorando con fatica senza risparmiarsi. Questa è la medaglia numero 31 per l’Italia, la dodicesima nel nuoto, in una serata opaca in cui Cecilia Camellini non ha saputo confermare la sua supremazia nei 100 stile, dopo l’oro e record mondiale di Londra 2012, e si è fermata al quinto posto.

fonte gazzetta.it

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Nella notte degli ori (Zanardi, Vio e Legnante) il nuoto sfodera un nuovo argento con Federico Morlacchi. Il cannibale varesino, che si allena sotto gli occhi attenti di Max Tosin e porta i colori della Polha Varese, conquista la sua terza medaglia paralimpica dopo l'oro sui 200 misti e l'argento sui 400 stile libero. L'azzurro sale sulla piazza d'onore sui 100 rana, specialità sulla quale aveva fatto la differenza anche nella prova sui misti. Morlacchi ha fermato il crono sull'1'12"68, preceduto soltanto dal neo campione paralimpico, l'iberico Salguero (1'11"11). Terzo l'austriaco Onea (1'14"71). il Morlacchi di Rio continua a battere il Morlacchi di Londra dove, invece, aveva conquistato tre bronzi. “A me mi viene da ridere. Fino a quattro anni fa, ero impedito nella rana, non la sapevo proprio fare. C’è qui Valerio Taras, con me, che scuote la testa e ha ragione. Non mi riusciva? No, secondo me, non mi riesce ancora e invece sono vice-campione paralimpico. Mi spiace quasi di non essere arrivato per primo, a questo punto, perché era poco distante. E poi, ho eguagliato il record italiano, e anche lì, a questo punto, potevo fare un centesimo in meno. Ma mi accontento, dai. Domani c’è l’ultima gara, il delfino, che dovrebbe essere la prima preferita perché io sono un delfinista. Ma non lo so più nemmeno io cosa sono. Piacere, sono Federico, questo lo so”.
La decima medaglia della spedizione natatoria arriva da Efrem Morelli, classe 1979, sceso in vasca per i “suoi” 50 rana SB3. Un bellissimo bronzo al tocco con il tempo di 49"92, alle spalle dell’inarrivabile cinese Jin Zhipeng (47”54), che ha messo in tasca anche il record del mondo, e all’argento Miguel Luque che ha chiuso la gara con 49"47. Morelli fece un incidente durante un raduno di motocross quando aveva 20 anni e si avvicinò al nuoto come pratica riabilitativa. Salvo poi scoprire che sì, aveva le qualità per gareggiare. Tanto da qualificarsi per Pechino 2008 e per Londra 2012, dove fece solo piazzamenti che, comunque, gli hanno portato due tatuaggi in ricordo di queste due esperienze paralimpiche. A Rio de Janeiro, ci è arrivato con il 3° tempo nei 100 metri rana nel 2014 ad Eindhoven. E ha portato a casa un bronzo, la decima medaglia del nuoto paralimpico e la decima di oggi. Cifra tonda e soddisfazione infinita.

fonte gazzetta.it

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Mercoledì, 14 Settembre 2016

Paralimpiadi. Bocciardo oro nei 400 sl

Il secondo oro arriva ancora dal nuoto. Francesco Bocciardo domina incontrastato dei 400 stile libero S6, che chiude in 5’02’’15. È la medaglia numero 15 per l’Italia, la numero 8 per la spedizione del nuoto in Brasile che, ad oggi, ha portato in alto il medagliere nel metallo più prezioso, dopo l’oro di Federico Morlacchi nei 200 misti. Nella batteria della mattinata il 22enne genovese aveva ottenuto un comodo passaggio in finale, con un 5'18"61 secondo solo a Thijs van Hofweegen, in 5’11’’79. “Mi sono tenuto qualcosa” aveva detto ai microfoni Rai uscito dalla vasca. E così è stato. Aveva ancora tutto da dare. La gara è stata impeccabile: già prima dei 150, Bocciardo ha preso la testa del gruppo, per poi farsi il vuoto attorno. Non hanno retto i due rivali, il cubano Lorenzo Perez Escalona è stato il primo a mollare l’inseguimento. Finirà terzo (5’14’’44), alle spalle dell’olandese van Hofweegen (5’07’’82).
“Quando sono morto e distrutto mi vengono le labbra viola – ha detto uno stremato Bocciardo - per l’enorme sforzo fisico che ho fatto. È un’emozione grandissima, un’impresa davvero dura. Ero molto teso, poi ho cercato di trasformare questa energia e trasformala in maniera positiva, per riuscire ad arrivare in fondo e vincere. È stata una cosa bellissima, che mi ricorderò per tutta la vita. Un giorno la racconterà ai miei figli. Nonostante il Mondiale sia un evento molto importante, la Paralimpiade lo è ancora di più e le sensazioni di amplificano a 360 gradi. Proprio perché ero il favorito, mi sono sentito un’enorme pressione e ho dovuto fare il possibile per convertirla in una spinta a vincere. Ora so che il colore della vittoria è d’oro”.
Bocciardo ha iniziato a nuotare quando aveva cinque anni, lo sport solo come forma di terapia. Senza pensare che sarebbe diventato campione del mondo. È successo invece nel 2015, a Glasgow, quando il ligure - tesserato sia per la società Nuotatori Genovesi che nel Corpo Forestale – ha messo a segno l’impresa di salire sul gradino più alto del podio nei 400 stile libero S6. Un risultato confermato anche su scala europea, lo scorso maggio a Funchal, con un oro sulla stessa distanza e il suo migliore tempo, 5’03’’02. In Portogallo Bocciardo ha rastrellato anche due bronzi nei 100 stile libero e nella staffetta 4x100 mt stile libero. Un bel riscaldamento per lanciare la volata su Rio de Janeiro.

fonte gazzetta.it

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Il sorriso di Giulia Ghiretti brilla d’argento tra le stelle dell’Aquatic Stadium di Rio. La sua gara, i 100 rana, nuotati come voleva lei, col tempo che voleva, per mettere la sua firma sul secondo posto. Come un anno fa ai Mondiali di Glasgow. Come pochi mesi fa in Portogallo, agli Europei. Mancava solo il terzo sigillo, quello più prestigioso. Ed è arrivato nella notte italiana, un secondo posto costruito in 1’50”58, tempo che è diventato anche il record italiano SB4 (sbriciolato il suo cronometro di maggio, fermo a 1’53”63). Davanti solo l’inarrivabile norvegese Sarah Rung (1’44”94), a completare il podio Rui Goh da Singapore (1’55”55). È la settima medaglia per il nuoto italiano, su 13 conquistate dagli azzurri in 4 giorni di gare, la seconda per la 22enne di Parma, esordiente in questi Giochi, due occhi che brillano e piangono nello stesso momento. Di una gioia incontenibile.

GIULIA RACCONTA — “Il bronzo nei 50 farfalla è stato una sorpresa, questo invece l’ho voluto intensamente – ammette Giulia, in forza alle Fiamme Oro e tesserata per la Ego Nuoto Parma, seguita in Brasile da tutta la sua famiglia, un vero e proprio clan di tifo -. Era il mio obiettivo, averlo raggiunto è indescrivibile. Un sogno. L’agitazione l’ho sentita, rispetto a ieri (sabato, ndr) si è fatta sentire pesantemente. Perché era proprio la mia gara, arrivavo da un argento mondiale e uno europeo, non era neanche l’aspettativa degli altri, ero io che volevo replicare a tutti i costi. La mia famiglia è qui, non la vedo fisicamente, ma so che ci sono, colorati e rumorosi. Questa Paralimpiade è iniziata alla grandissima, ma non è finita qua”. Giulia tornerà in acqua ancora, il 15 settembre per i 200 misti e il 16 nei 50 dorso.

fonte gazzetta.it

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Al terzo giorno arrivò il primo oro azzurro a Rio de Janeiro che porta la firma di Federico Morlacchi sui 200 msiti SM6. Il campione lombardo, che si allena sotto gli occhi attenti di Max Tosin e porta i colori della Polha Varese, ha conquistato il primo titolo paralimpico della sua carriera con una prova stratosferica dominando la gara chiusa in 2’16”72 (battuti l'ungherese Sors e l'australiano Disken). Già vincitore di una medaglia d’argento nei 400 stile libero S6 qui in Brasile, il ventiduenne fuoriclasse ha conquistato la sua quinta medaglia paralimpica in carriera dopo le tre di Londra, la numero 500 della storia azzurra. “Più di così non potevo fare, davvero” ci scherza sopra il 22enne di Luino. "La concorrenza era davvero dura, nonostante fossi dato come favorito, non è stato per nulla facile. Negli ultimi 50 metri ho pensato di non farcela, non capivo più niente. La mia testa dura mi ha fatto andare oltre quello che pensavo. Non mi sono neanche accorto che stavo per vincere, l’ho capito solo quando ho visto accendersi la lucina rossa sopra la mia mano. Dedico questa medaglia a me e solo a me, perché io solo so quanta fatica mi è costata. Piangere? No, non lo faccio mai per le mie vittorie. Il mio mestiere è far emozionare gli altri" come quattro anni che fu una rivelazione delle Paralimpiadi di Londra, con tre medaglie di bronzo che sapevano di novità e stupore. Commosso il presidente del Cip, Luca Pancalli: "Si tratta di un risultato straordinario, ancora più emozionante perché colto da un ragazzo straordinario. Un pizzico di emozione in più per me viene proprio dai miei trascorsi nel nuoto e questo risultato premia la grande passione e determinazione di Federico. Sono molto contento per lui".
In finale altri cinque azzurri ma Marco Dolfin sfiora solo il podio (quarto nei 100 rana SB5) mentre Emanuela Romano è settima (100 rana SB5). Più tardi toccherà a Xenia Palazzo (23.37) nei 200 stile S14, Andrea Massussi nei 100 rana SB4 (00.56) e per finire Giulia Ghiretti nei 100 rana SB4 (1.04). Ma non c'è solo il nuoto a regalare sorrisi.

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foto Getty

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Partecipa anche Cecilia Camellini alla festa italiana. Nella piscina dell'Aquatics Center di Rio, l'azzurra ottiene l'ennesima medaglia della sua straordinaria carriera sportiva. Impegnata nei 400 stile libero di categoria S11, l'emiliana nuota in 5'16"36, giungendo al traguardo con 1'28 di ritardo dall'olandese Bruisma (5'15"08). Alle loro spalle la cinese Xie (5:25.14). Ed è un argento che luccica e che sa di riscatto dopo il 7° posto di ieri nei 100 dorso S11 ma soprattutto dopo 13 mesi di fatica, di preparazione di una gara non facile, estenuante: “Ho dato tutto quello che avevo – ha detto la nuotatrice modenese arrivata in finale con il primo tempo - più di così non potevo fare. Avevo voglia di rivincita, di mangiarmi qualcosa di buono. È dal 2007 che sogno una medaglia del genere nel 400 metri. Questa medaglia è cresciuta in tutti questi anni grazie agli allenamenti, ai sogni. Questa medaglia non è d’argento, è un metallo tutto suo che si chiama fatica, che si chiama “giorni in cui avrei voluto mollare tutto e mi sono chiesta ma perché non ho continuato a studiare e basta?”. Per l'Italia si tratta dell'ottava medaglia a questi Giochi dopo tre giorni di gare, la quinta d'argento. In precedenza una strepitosa Giulia Ghiretti ha agguantato il bronzo nella finale dei 50 farfalla S5 in 45"79. Una gioia insperata per l'allieva di Max Tosin, entrata in finale col 4° tempo, è riuscita a risalire un'altra posizione per ottenere il primo podio della sua carriera in una Paralimpiade. E ora sogna il bis nei 100 rana SB4 di domani. Pochi minuti dopo era già tempo di trattenere il fiato per un'altra finale, quella di Vincenzo Boni nei 50 dorso S3. Lo scugnizzo napoletano non ha tradito e si è messo al collo anche lui un bronzo (46"67), anche lui centrando la prima medaglia all'esordio paralimpico dopo appena due anni di attività agonistica di alto livello.

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La prima medaglia azzurra arriva dal nuoto, come era stato quattro anni fa a Londra: allora fu il giovanissimo Federico Morlacchi nei 100 farfalla, questa volta è l’argento di Francesco Bettella nei 100 dorso S1 col tempo di 2’27’’06. Ancora nel nuoto poi e ancora da Morlacchi che, con l’argento conquistato questa sera dietro all’australiano Brenden Hall, migliora la sua prestazione inglese di quattro anni fa con tanto di dedica alla nonna. Davanti solo l’inarrivabile ucraino Hennadii Boiko in 2’08’’01, record del mondo, dopo un arrivo al fotofinish con l’altro ucraino Anton Kol. “Non ho visto nulla, stavo solo pensando alla mia gara e a dare il massimo, davanti a me un campione troppo forte, è davvero dura battere il suo record”. Alla sua seconda presenza in una Paralimpiade, il nuotatore padovano classe 1989 ha centrato un risultato incredibile in una stagione che gli ha regalato già ampie soddisfazioni, dopo i tre argenti messi al collo agli Europei di Funchal a maggio. Peccato per Cecilia Camellini. La 24enne modenese non vedente è settima nella finale dei 100 dorso, categoria S11. in 1'23”12. “Come tutte le gare, la scopri dopo, non puoi sapere prima come andrà a finire – ha commentato in zona mista il bronzo dei 100 dorso a Londra 2012 -. Semplicemente, questa mattina ho fatto un tempo migliore e pensavo di abbassarlo ancora. Così non è stato. Questo mi deve servire per trovare l’energia e l’agonismo per le altre gare che ho in programma. Non è finita”. La prima classificata è l’americana Mary Fisher con (1’17”96), seguita dalla cinese Liven Cai (1’20”29) e dalla svedese Maja Reichard (1’21”46). Camellini nuoterà ancora: 50, 100 e 400 stile libero. E la prossima gara è proprio quest’ultima: ore 11.26 (16.26 ora italiana).

fonte gazzetta.it

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Sono il macedone Evgenij Pop Acev e l’argentina Pilar Geijo i vincitori della 51esima edizione della Capri-Napoli trofeo supermercati Piccolo, la gara valida quale tappa conclusiva del Grand Prix Fina, la Coppa del Mondo di nuoto di fondo per le prove che si disputano su distanze superiori ai 10 km. Fa festa però anche l’Italia, che grazie ad Edoardo Stochino si aggiudica la Coppa del Mondo. L’atleta di Chiavari, doppio bronzo europeo a Hoorn '16 e Berlino '14 nella 25 km e in forza alle Fiamme Oro Napoli è giunto sesto, davanti al macedone Tomi Stefanovski (settimo), che lo precedeva di un punto in classifica: entrambi sono dunque vincitori della Coppa, che in campo femminile è invece andata alla russa Olga Kozydub (giunta seconda). A chiudere la giornata azzurra il terzo posto nella gara femminile ottenuto da Ilaria Raimondi.
La gara in campo maschile ha vissuto sulla fuga a due di Pop Acev e Blaum, che hanno staccato il resto del gruppo dopo le prime due ore. Alle loro spalle il gruppo si è frazionato a ridosso del Circolo Canottieri Napoli (dove era sistemato l’arrivo), con Venturi che ha staccato il resto dei contendenti giungendo terzo: “Dopo tre secondi posti – ha dichiarato Eugenij Pop Acev – sono felicissimo di avere raggiunto il mio sogno, vincere la Capri-Napoli. Ho fatto gara di testa insieme a Blaum, riuscendo a staccarlo nel finale”.
Felice anche Stochino: “Mi porto a casa la Coppa del Mondo a pari merito con Stefanovski – ha detto a fine prova – e sono contento, anche se il mio obiettivo resta sempre il successo alla Capri-Napoli. Questa volta ho fatto una gara tattica, guardando a vista Stefanovski. È da giugno, dal campionato italiano, che sono sulla breccia. Il picco di forma l’ho raggiunto tra giugno e luglio, per la Capri-Napoli ci riproverò l’anno prossimo”.
Tra le donne torna al successo l’argentina Pilar Geijo (che si aggiudica il trofeo Pomilia Energia), dopo il trionfo del 2011. Gara decisa nelle ultime bracciate, con la sudamericana che ha staccato la russa Olga Kozydub e l’italiana Raimondi.
Ad assistere alle ultime fasi della gara e a presenziare alle premiazioni il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Grande spettacolo per una grande cornice. Una festa per tanti appassionati che si sono accalcati in via Caracciolo. Napoli si candida ad esser capitale dello sport anche in previsione delle Universiadi del 2019 cui già stiamo lavorando”.
Domani, lunedì 5 settembre, atto conclusivo dell’edizione 2016 con la premiazione ufficiale e l’inaugurazione della mostra dedicata a Giulio Travaglio (ricordato anche oggi alla partenza con la deposizione di fiori in mare) al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo: vernissage alle ore 15 alla presenza di atleti, istituzioni e giornalisti. Un ricordo del “Caimano di Baia” sarà portato dal giornalista Franco Esposito, che ha raccontato le gesta di Travaglio anche con un libro, I giganti del mare, scritto insieme a Marco Lobasso e che ripercorre le gesta dei nuotatori della Capri-Napoli.

ORDINE DI ARRIVO
Uomini
1) Evgenij Pop Acev 6h17'04
2) Damian Blaum 6h17'19
3) Bertrand Venturi 6h25'49
6) Edoardo Stochino 6h29'26

Donne
1) Pilar Geijo 6h46'34
2) Olga Kozydub 6h47'37
3) Ilaria Raimondi 6h50'04

Si ringrazia l'Uffiicio Stampa della Capri-Napoli per la collaborazione

Il sito ufficiale della Capri-Napoli

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