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Storia - Il nuoto per salvamento

Il Salvamento in Italia nasce ufficialmente il 28 settembre 1899 nel palazzo comunale di Ancona sotto la spinta determinante di Arturo Passerini con il nome di Società Italiana di Salvamento (SIS) "Natatorium" e con lo scopo di "divulgare con la pratica del Nuoto, l'addestramento al salvamento e al pronto soccorso asfittici e incrementare la costruzione di piscine natatorie". I padri/pionieri di questa disciplina vanno ricercati tra i nuotatori italiani più animosi che un decennio prima vollero togliere ogni limite alla loro attività per afffrontare in tutte le stagioni e su qualsiasi distanza le acque aperte e per questo vennero chiamati "rari nantes". Da ciò, poi, discende che tutte le più antiche e gloriose Rari Nantes (capostipite la Rari Nantes Roma, fondata nel 1891) si diedero come scopo Statutario la pratica del Nuoto per Salvamento con l'obbligo di istituire Scuole ed effettuare Gare di addestramento.

La Società Italiana di Salvamento e le sue sezioni (si erano formate quelle di Ascoli, Palermo, Napoli, Torino, Milano, Roma, Viareggio, Castellamare di Stabia, Bari e Pizzo Calabro) si distinsero per un'intensa attività educativa basata sull'insegnamento dei movimenti di nuoto, di corsi di salvamento e di pronto soccorso per asfittici: programma di base che fu adottato dalle Forze Armate e le sue finalità, sia pure con gli ovvii adattamenti temporali, sono perseguite ancora oggi. I corsi terminavano normalmente con delle competizioni (antesignane, quindi, delle gare moderne) e con saggi di abilità natatoria, di salvamento e di pronto soccorso.

Lo stretto connubio di attività tra SIS e FIRN (Federazione Italiana Rari Nantes) iniziato, appunto, nel settembre 1899, consolidato nel 1930 quando la Federazione Italiana Nuoto (ex FIRN) istituì l'obbligo per la categoria allievi del brevetto di abilità nel salvamento di primo grado, ha il suo naturale complemento nel 1936 con la Società Italiana di Salvamento che confluisce, auspice il CONI, nella FIN divenendone la sua Sezione di Salvamento.

Da questa sinergia sono derivati nel tempo risultati insperati soprattutto sul piano sociale al punto che le autorità di governo italiane nel 1960, a conclusione di un lungo e ponderato percorso decisionale, hanno riconosciuto il brevetto di Assistente Bagnanti marino della FIN Sez. Salvamento quale titolo valido a disimpegnare l'attività di bagnino di salvataggio nell'ambito degli stabilimenti balneari marini.

La lettura dei dati ISTAT sulle morti per annegamento indica come, già nel periodo che va dal riconoscimento formale del Ministero della Marina Mercantile alla piena attuazione delle norme emanate, la media annua degli annegamenti sia diminuita di circa 300 morti. Dato che è andato via via calando, pur in presenza di un aumento della popolazione italiana, sino ad arrivare al valore medio annuo nell'ultimo decennio che parla di 450 decessi per annegamento.

In campo internazionale importanti trasformazioni hanno portato nel 1994 alla creazione della ILS (International Life Saving Federation) di cui la Federazione Italiana Nuoto - Sez. Salvamento è tra i soci fondatori. Nel settembre 2004 si sono svolti in Italia a Viareggio i Campionati Mondiali di Salvamento.

L'attività di salvamento in Italia, in sintonia con una costante ricerca di alta e specifica professionalità in linea con le mutate realtà sociali del Paese, sempre più finalizzate verso la tutela dell'Ambiente e verso la Protezione Civile, si è ulteriormente attivata con un enorme impegno di risorse, nella realizzazione di Centri Federali di Alta Specializzazione per il Soccorso e la Sopravvivenza lacuale, per il Soccorso e la Sopravvivenza in mare, per il Soccorso e la Sopravvivenza Fluviale e Alluvioni, per l'Assistenza Elisoccorso, con specifici progetti e programmi di pubblica utilità.

I risultati ottenuti dall'Italia, nel campo della sicurezza della vita in acqua, sono oggi esempio positivo e modello da seguire per le altre associazioni mondiali che operano nel salvamento.