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Storia - Il nuoto in acque libere

Nella notte del 16 agosto 1817 Giovanni Maria Salati, prigioniero di guerra in un "pontone" inglese a Dover, si getta in acqua lasciandosi alle spalle le Bianche Scogliere e nuota verso la Francia e verso la libertà. Quello che possiamo considerare il "capo storico" dei nuotatori italiani oltre che il primo uomo al mondo ad attraversare la Manica a nuoto dava così precisa identità alla figura del fondista e del maratoneta. Uomini e donne, cioè che si poi si cimenteranno in imprese, sportivamente parlando, quasi impossibili: nuotare per decine di chilometri in acque aperte dei più svariati mari (dai Carabi al Mar del Plata) oppure seguendo la corrente dei grandi fiumi (Rio delle Amazzoni, Ontario, Paranà) per finire con le classiche mondiali ( Capri-Napoli, traversata del Canale di Suez, del Gran Mare a Bahia e la Ponza-S.Felice).

Rari nantes in gurgite vasto che si chiameranno Enrico Tiraboschi che nel 1923 attraverserò la Manica stavolta in direzione inglese (e forse per questo impresa che sarà riconosciuta dalla Channel Swimming Association come pure quelle di Paolo Pinto nel 1979 e di Leardo Callone nel 1981) e prima di lui i milanesi Domenico Ricci (traversata del Niagara - 1896), Fabio Marinoni (finalista olimpico nei 4000mt - Parigi 1900), Davide Cattaneo (47km da Tornavento al Naviglio Grande - 1910) e i romani Raffaele Montalboddi (45km da Monterotondo a Ponte Milvio - 1901), Vincenzo Altieri (60 km fino alla Magliana - 1910), Armando Sannibale (101km e 100mt da Ponte Felice in Sabina a Ripa in Augusta - 1911), Giovanni Sebastiani (recordman del Tevere con 104km in 22h e 46' - 1934). Ma "il più grande fondista d'acque aperte e gelide" fu Gianni Gambi (che gli inglesi chiameranno "the swimming Nurmi" e "the Italian express") autore di memorabili performances in ogni parte del Mondo e che nel 1948 traverserò la Manica in 12h e 46': impresa che, come quella iniziale di Salati, però non sarà riconosciuta dall'associazione del Canale.

Attività questa del fondo e del gran fondo che in Italia, come abbiamo visto, era ufficialmente accettata prima che per un luttuoso episodio in una traversata di un grande lago italiano agli inizi degli anni '50 la Federnuoto chiudesse i battenti a questo tipo di competizione. Soltanto nel 1985 la FIN riaccettò i maratoneti tra i propri tesserati riconoscendone l'alto contenuto spettacolare di un'attività che promuoveva in modo nuovo ed "eroico" la figura dell'atleta nuotatore.

La prima volta in campo internazionale agli Europei 1989 e le prime medaglie nel 1991 ai Mondiali di Perth (Chiarandini argento sui 25km) e agli Europei di Terracina (oro per Rubaudo sui 5km, argento di Chiarandini sui 25km e di Giachino sui 5km e bronzo della Data sui 5km) bagnano l'esordio sui grandi palcoscenici sportivi di una disciplina che tanti successi porterà al nuoto italiano e per questo facciamo parlare i numeri.

23 sono le medaglie conquistate dal fondo e dal gran fondo ai Campionati Mondiali: suddivise in 7 ori, 8 argenti e 8 bronzi.

7 ori, 8 argenti e 11 bronzi sono, invece, le 26 medaglie vinte ai Campionati Europei.

L'atleta azzurra più medagliata è stata Viola Valli che è salita ben 11 volte su un podio internazionale con sei ori, quattro argenti ed un bronzo. Straordinario il grande slam della Valli nei 5km ai Mondiali di Fukuoka 2001, Sharm El Sheik 2002, Barcellona 2003 e agli Europei di Berlino 2002.

Il fondista italiano con più titoli è stato Luca Baldini con 8 medaglie (quattro d'oro e quattro di bronzo) anche lui dominatore dei 5km con una striscia di vittorie senza eguali: Europei Helsinki 2000, Mondiali Fukuoka 2001, Europei Berlino 2002, Mondiali 2002.

A squadre, anche se non conta per le medaglie, da citare i trionfi ad Helsinki nel 2000, a Fukuoka 2001 e il terzo posto (con l'argento di Cleri e il bronzo di Ercoli) agli ultimi mondiali organizzati dalla FIN nello splendido scenario del golfo di Napoli.

L'argento di Formentini nei 25 km dei mondiali di Melbourne 2007 assieme alle sei medaglie (oro per Bruni, Cleri e la squadra, argento per la Grimaldi e due bronzi per la Franco) negli europei di Dubrovnik 2008 sono stati il bel prologo alla clamorosa affermazione del fondo azzurro ai mondiali di Roma 2009 con tre medaglie (sulle dieci totali dell'Italia): oro per Valerio Cleri nei 25 km che bissava così il primo posto di un anno prima, sempre sulla lunga distanza, ai continentali in Croazia, bronzo per Martina Grimaldi nei 10 km dopo l'argento europeo di Dubrovnik e per Laura Vitale nella 25 km.