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Articoli filtrati per data: Giugno 2017 - FIN - Federazione Italiana Nuoto

"L'acqua è vita, senza acqua non esiste la vita". Parole del Santo Padre che ha accolto nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, una delegazione del trofeo Sette Colli guidata da Paolo Barelli - presidente della Federnuoto, nonché della Ligue Europeenne de Natation e candidato alla presidenza della Federation Internationale de Natation di cui è segretario - e composta da 260 persone tra campioni nazionali e internazionali, piccoli e grandi atleti in rappresentanza delle società, dirigenti dell'ambiente natatorio.
"A contatto con l'acqua imparate ad avere ripugnanza verso tutto ciò che è inquinante, nello sport e nella vita", ha proseguito Papa Francesco definendo lo sport "una festa non priva di contenuti, perché trasmette valori sempre più necessari in una società come la nostra, che viene definita liquida, priva di punti di riferimento saldi. Il vostro sport si fa nell'acqua, ma non è liquido, anzi, è molto solido, richiede impegno costante e forza d’animo". Sua Santità ha poi sottolineato i valori del nuoto e del corpo "che va curato e non idolatrato; il bisogno di interiorità e la ricerca di senso in ciò che fate; la forza e il coraggio nel resistere alla fatica; la visione chiara di quale approdo cercare nella vita e come raggiungerlo; il valore di autenticità che dice trasparenza, limpidezza, pulizia interiore".
L'udienza privata si era aperta con il discorso del presidente Barelli che, parafrasando la Sacra Bibbia, ha definito lo sport e il nuoto "ponte contro tutti i muri", "immagine di vita, mezzo per la formazione dell'uomo ed elemento fondamentale della civiltà".
Successivamente i campioni Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri hanno consegnato al Santo Padre dei gift federali: la cuffia bianca con scritto Papa Francesco, due costumi dei colori del Vaticano, bianco e giallo, ed un kit completo della squadra nazionale di nuoto.
"Il mio rapporto con la fede è molto stretto. Ho ricevuto un grande insegnamento dai miei genitori. È stato bello non solo a livello personale, ma penso per tutto il nuoto in generale", ha dichiarato all'ANSA Federica Pellegrini al termine dell'udienza. Sua Santita - estremamente disponibile - si è anche concesso ad alcuni selfies, ha salutato tutti i presenti e si è fermato a dialogare con gli atleti. "Abbiamo chiesto se fosse possibile scattare un selfie e quando ci ha detto di sì ne siamo stati davvero felici; è stata un'emozione grandissima per tutto il nuoto", ha sottolineato Gregorio Paltrinieri.
Tra gli atleti presenti, oltre agli azzurri della nazionale al gran completo, anche molteplici campioni olimpici, mondiali, ed europei come gli australiani Mack Horton, James Magnussen e Cameron McEvoy, la svedese Michelle Coleman, il tedesco Marco Koch, i brasiliani Cesar Cielo e Bruno Fratus, le danesi Pernielle Blume e Rikke Moller Pedersen, la francese Charlotte Bonnet, il giapponese Daiya Seto, le olandesi Ranomi Kromowidjodjo e Femke Heemskerk, le ungheresi Boglarka Kapas e Szusanna Jakabos, la britannica Siobhan-Marie O'Connor, l'ucraino Andrij Govorov, il ceco Jan Micka.  

foto de L'Osservatore Romano

Segue il discorso del presidente Paolo Barelli

Santità,
siamo onorati e commossi per l'attenzione che Ella ha ritenuto di riservare alla famiglia del nuoto italiano ed internazionale riunito a Roma in occasione del Trofeo Sette Colli.
IncontrarLa nella magnificenza della Sala Clementina del Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano è momento di privilegio e riflessione per affermare il profondo legame che unisce lo sport alla Parola.
Siamo al Suo cospetto con una delegazione composta da campioni olimpici, mondiali, europei, e da giovani atleti di diverse etnie, culture ed appartenenze sociali in rappresentanza di un unico universo, che si riconosce nei valori della fede, dello sport e della solidarietà tra popoli.
La Sacra Bibbia, che ci indica la strada quotidianamente, proclama lo sport come immagine di vita, come mezzo per la formazione dell'uomo ed elemento fondamentale della civiltà. Lo sport è un ponte contro tutti i muri.
La Federazione Italiana Nuoto e il movimento acquatico cercano di seguirne e promuoverne gli insegnamenti, alimentando i valori della lealtà, della perseveranza, del dialogo.
Volàno di questi messaggi, che parlano una lingua universale, sono gli atleti, che si impegnano per superare i propri limiti nel rispetto dell'avversario; i dirigenti, i tecnici e i giudici arbitri, spesso volontari; le famiglie, che compiendo molteplici sacrifici supportano le aspirazioni dei figli e ne sostengono la crescita atletica e la rettitudine morale.
Il Trofeo Internazionale Sette Colli - giunto alla 54esima edizione - cerca di essere l'immagine di tutto ciò: veicolo di ideali umani e principi spirituali attraverso la massima espressione e spettacolarizzazione del nuoto, nell'occasione rappresentato da oltre 700 atleti provenienti da 36 Paesi di tutti i continenti.
Questa è la logica dello sport che vogliamo e della società che vorremmo; affinché contribuisca all'emancipazione dei Paesi meno fortunati, cancelli ogni barriera, ogni intolleranza, per concepire un mondo pacifico ed armonioso, che valorizzi ogni uomo.
Auspichiamo che la cultura dell'acqua, posta anche al servizio della salvaguardia umana, sia un esempio, e che il miliardo e mezzo di praticanti nel mondo, compresi i 5 milioni di italiani, siano considerati uno dei cardini su cui costruire un futuro migliore.
Ci sentiamo responsabili messaggeri e imploriamo la Sua benedizione per proseguire il nostro cammino.

Segue il discorso di Papa Francesco

Cari amici della Federazione Italiana Nuoto  e atleti partecipanti al Trofeo “Sette Colli” in corso a Roma, buongiorno e benvenuti!
Ringrazio il Presidente della Federazione per le parole con cui ha introdotto il nostro incontro.
Sono giorni di gioia e di entusiasmo per voi e per gli sportivi che vi seguono, perché lo sport è anche festa. Una festa non priva di contenuti, perché trasmette valori sempre più necessari in una società come la nostra, che viene definita “liquida”, priva di punti di riferimento saldi. Il vostro sport si fa nell’acqua, ma non è “liquido”, anzi, è molto “solido”, richiede impegno costante e forza d’animo.
Per questa familiarità che avete con l’acqua, mi fa piacere ricordare le parole di san Francesco d’Assisi: «Laudato si’, mi Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et umile et pretiosa et casta».
Il vostro sfidarvi, gareggiare, vivere a contatto con l’acqua possa essere anche un contributo ad una diversa cultura dell’acqua: l’acqua è vita, senza acqua non esiste la vita. E parlare di vita è parlare di Dio, origine e sorgente della vita, e anche la nostra vita cristiana inizia nel segno dell’acqua, col Battesimo.
L’acqua nella quale nuotate, vi tuffate, giocate, gareggiate richiama una pluralità di attenzioni: il valore del corpo, che va curato e non idolatrato; il bisogno di interiorità e la ricerca di senso in ciò che fate; la forza e il coraggio nel resistere alla fatica; la visione chiara di quale approdo cercare nella vita e come raggiungerlo; il valore di autenticità che dice trasparenza, limpidezza, pulizia interiore.
A contatto con l’acqua, imparate ad avere ripugnanza verso tutto ciò che è inquinante, nello sport e nella vita.
Cari dirigenti e atleti, vi ringrazio per la vostra visita. Vi auguro ogni bene per la vostra attività, le vostre famiglie e i vostri progetti.
Il Signore vi benedica e vi dia sempre la gioia di fare sport insieme in spirito di fratellanza.

 

Pubblicato in News Federazione

Il board esecutivo del Comitato Internazionale Olimpico - riunitosi a Losanna - ha aggiornato il programma delle gare che si disputeranno ai Giochi di Tokyo 2020. Buone notizie per il nuoto, incrementato con gli 800 stile libero maschili, i 1500 stile libero femminili e la staffetta 4x100 mixed mista, quindi composta da due uomini e due donne. Meno per la pallanuoto che dovrà ridurre i roster da 13 ad 11 elementi sia nel torneo maschile (confermato a 12 squadre) sia in quello femminile, che però passa da 8 a 10 squadre. Confermati i programmi dei tuffi, del nuoto sincronizzato e le 10 chilometri di nuoto in acque libere.

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Venerdì, 02 Giugno 2017

Ciao Paolo, ci mancherai

Si è spento, intorno alle 4 della notte appena trascorsa, Paolo De Crescenzo, maestro e filosofo della pallanuoto italiana. Il 67enne partenopeo è stato stroncato da un male incurabile. Era a casa sua a Varcaturo, assistito dalla compagna Cinzia, dai figli Brunella e Francesco, e dal fratello Massimo, anche lui allenatore di pallanuoto. I funerali saranno celebrati il 3 giugno alle 11 presso la Chiesa Santa Maria della Libera, in via Belvedere 113, a Napoli.

Se ne è andato uno dei protagonisti della leggendaria Canottieri Napoli allenata da Fritz Dennerlein, squadra capace di vincere 4 scudetti e la Coppa Campioni a cavallo tra gli anni '70 e '80. Laureato in economia e commercio, qualche anno sabbatico come promotore finanziario, ha studiato psicanalisi, psicoterapia, linguaggio del corpo. Un tecnico-filosofo che amava dire: "Ho una concezione della vita sportiva come strumento di conoscenza, possibilità di vedere il mondo. Il giocatore non è solo muscolo. Non ho mai cominciato una stagione con l'ansia del risultato, ma con la preoccupazione del contenuto con cui riempire ogni giorno di lavoro". Parole che suonavano come scuola di vita e di sport. La sua pallanuoto, la definiva con quattro aggettivi: "Affascinante, dura, leale, sommersa". 
Storico anche il palmares da alenatore di De Crescenzo. Diventato tecnico, nel 1985 a 35 anni vinse col Posillipo il primo di nove scudetti. Si sarebbe aggiudicato anche due Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe, due Coppe Italia e una Supercoppa Europea. Classe 1950 allenò anche la Pro Recco e l'Acquachiara presieduta da quel Franco Porzio che era stato suo allievo. Dal 2002 al 2004 alla guida del Settebello con cui stupì il mondo vincendo l'argento iridato ai mondiali di Barcellona 2003, fermato dai "fenomeni" ungheresi 11-9 solo dopo due tempi supplementari.
Intelligenza e signorilità che ne hanno contraddistinto il suo modo di vivere la vita e lo sport facendone un maestro per tante generazioni di atleti. Ci mancherai Paolo.

Il presidente della FIN Paolo Barelli, i presidenti onorari Salvatore Montella e Lorenzo Ravina, i vicepresidenti Andrea Pieri, Francesco Postiglione e Teresa Frassinetti, il segretario generale Antonello Panza, il consiglio e gli uffici federali, il presidente del GUG Roberto Petronilli, i dirigenti e tecnici federali delle squadre nazionali di pallanuoto e tutto il movimento degli sport acquatici formulano le più sentite condoglianze ai familiari ed amici e tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo.

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