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Articoli filtrati per data: Luglio 2016 - FIN - Federazione Italiana Nuoto

A 10 giorni dall'inizio delle gare olimpiche che coinvolgono le discipline acquatiche, la Federation Internationale de Natation rende disponibili le start list di nuoto, tuffi, sincro e nuoto in acque libere.
   
NUOTO
   
Alle gare parteciperanno 903 nuotatori (489 uomini e 414 donne) in rappresentanza di 172 paesi, cinque in più rispetto al precedente record raggiunto alle Olimpiadi di Londra 2012.
 
consulta la start list femminile

consulta la start list maschile
 
NUOTO SINCRONIZZATO
   
Alle gare parteciperanno 24 duo e otto squadre in rappresentanza di 24 paesi.

consulta i duo iscritti

consulta i teams iscritti

10 KM DI NUOTO IN ACQUE LIBERE

Alle gare parteciperanno 50 atleti (25 uomini e 25 donne) in rappresentanza di 28 paesi.
 
consulta gli iscritti alle 10 Km

TUFFI
   
Alle gare parteciperanno 136 atleti (68 uomini e 68 donne) in rappresentanza di 29 paesi.
 
consulta le start list

CONSULTA IL PROGRAMMA IN .PDF

Pubblicato in News Federazione
Lunedì, 11 Luglio 2016

TAR sospende delibera Giunta CONI

"Considerato che sussistono le ragioni di estrema gravità ed urgenza", il TAR del Lazio ha sospeso la delibera della Giunta CONI n. 278/2016 "atteso che la decadenza degli organi apicali della Federazione Italiana Nuoto, in vista dell'imminente inizio delle Olimpiadi, può comportare pregiudizio irreparabile all'intera compagine azzurra della FIN" e ha disposto la Camera di Consiglio per il 30 agosto.
La Federnuoto esprime viva soddisfazione per il riconoscimento da parte del TAR delle ragioni sostenute dal prof. Franco Gaetano Scoca e dall’avv. Ignazio Tranquilli.
Tutto ciò consentirà agli 81 atleti della Federnuoto - delle squadre nazionali di nuoto, pallanuoto maschile e femminile, tuffi, nuoto sincronizzato e nuoto in acque libere - di partecipare alla Olimpiade di Rio de Janeiro con maggiore tranquillità.

Pubblicato in News Federazione

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso “il suo vivo apprezzamento per l'originale iniziativa volta a far conoscere fin dalla più giovane età e nel corso dell'attività sportiva i principi sui quali si fonda la nostra Repubblica e il suo ordinamento democratico”.
L'apprezzamento del Presidente Mattarella è stato inviato a Franco Del Campo, direttore del centro federale di Trieste, che ha ideato e realizzato il progetto "promosso in occasione del 70° anniversario della Repubblica" e intitolato "per una sana e robusta Costituzione in piscina".
Si tratta di un "percorso costituzionale", del tutto unico nel suo genere in un impianto sportivo di grandi dimensioni come il polo natatorio "Bruno Bianchi", che prevede una serie di grandi pannelli riproducenti i principali articoli della Costituzione.
Il percorso inizia con l'annuncio della vittoria della Repubblica nel referendum del 2 giugno 1946 e la foto del presidente provvisorio della Repubblica, Enrico De Nicola, che il 27 dicembre 1947 firma il testo originario della Costituzione, a fianco di Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea costituente, e di Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei ministri. Prosegue con i 12 "principi fondamentali" della Carta e altri come l'articolo 21, sulla libertà di stampa, l'articolo 33 su arte, scienza ed insegnamento, l'articolo 34 sulla scuola pubblica, l'articolo 54, sul dovere di adempiere con disciplina ed onore le funzioni pubbliche, gli articoli 36 e 37, sui diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, il 41, sulla libera iniziativa economica, il 101, sui giudici "soggetti soltanto alla legge", e infine il 139, che rende definitiva "la forma repubblicana" dell’Italia.
L'apprezzamento del Presidente della Repubblica, per questa "originale iniziativa" rivolta ai giovani che fanno sport, è un importante riconoscimento e soprattutto uno stimolo per rendere il polo natatorio Bianchi di Trieste sempre più aperto alla contaminazione tra sport e cultura.

Pubblicato in News Federazione

Per chiarire la posizione della Federazione Italiana Nuoto in relazione alle decisioni adottate dalla Giunta Nazionale del CONI tenutasi oggi a Roma, pubblichiamo la lettera inviata dal presidente Paolo Barelli ai membri di Giunta e del Consiglio Nazionale del CONI il 7 giugno scorso con allegato il parere della Commissione Federale di Garanzia depositato il primo giugno. Cogliamo l'occasione per ribadire che la Federnuoto intraprenderà, nel pieno rispetto delle norme, ogni azione consentita per tutelare la propria immagine e quella dei propria tesserati.   

"In attuazione del mandato ricevuto dal Consiglio Federale in occasione della riunione del 6 giugno u.s., provvedo ad inviare alle SS.VV. la presente lettera di chiarimenti - corredata dal parere della Commissione Federale di Garanzia - per evitare la determinazione di convincimenti su basi incomplete ed eventualmente assumere decisioni tecnicamente non corrette qualora venisse richiesto dal CONI.
Mi riferisco, naturalmente, a quanto accaduto durante la riunione di Giunta e del Consiglio Nazionale del 24 maggio scorso, allorché il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, mi ha intimato a ritirare il ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (disponibile presso la segreteria federale), pena l'applicazione dei commi 7 e 8 dell'art. 25 del vigente Statuto della FIN che prevede l’ineleggibilità o la decadenza degli eletti in caso di contenziosi giudiziari “in essere” promossi dai candidati alle cariche elettive o sopraggiunti dopo la loro elezione.
Come ricorderete la notizia è stata riportata da molti organi di stampa, creando un ennesimo caso nel mondo sportivo, peraltro amplificato mediaticamente dall’attenzione prestata in quei giorni alla Federnuoto che aveva conquistato 32 medaglie ai campionati europei di Londra conclusi da meno di 48 ore.
Mi sembra utile e doveroso formulare delle precisazioni, anche perché - confrontandomi nei giorni scorsi con alcuni illustri componenti della Giunta e del Consiglio Nazionali del CONI – ho preso atto che i termini reali e veri della questione non sono noti a tutti.
Invito pertanto, chi ancora non avesse provveduto, a leggere direttamente gli atti ufficiali e, nel contempo, vi riassumo brevemente la vicenda per dovere di verità.
Il ricorso al TAR ha natura esclusivamente, e sottolineo esclusivamente, “tecnico-formale”: in pratica la FIN è ricorsa al TAR tredici mesi fa (!) in quanto ritiene di essere stata lesa in un suo diritto fondamentale, peraltro riconosciuto dall’ordinamento generale italiano, ovvero quello di vedersi garantita una corretta composizione del giudice naturale che per legge deve essere assicurata ad ogni soggetto dell’ordinamento statale e, dunque, anche dell’ordinamento sportivo.
La decisione n. 1 del 22 dicembre 2014, con la quale il Collegio di Garanzia del CONI ha annullato la sentenza del Tribunale federale di appello, è stata assunta dal Collegio di Garanzia nella sua composizione a “sezioni unite” e quindi nella sua funzione di vertice assoluto della “giustizia sportiva” (nel senso che dopo tale giudice non vi era e non vi è altro giudice sportivo che possa rivedere le decisioni assunte da questo organo); ma, ed è questa la questione centrale, la decisione è stata assunta con la partecipazione al collegio giudicante di soli 3 giudici e non dei 5 previsti dalla norma sportiva!
Infatti, prima dell'udienza, 2 giudici si sono astenuti dichiarando di non poter partecipare; però - anziché operare una loro sostituzione come previsto anche allora dal Codice della Giustizia Sportiva del CONI attraverso il richiamo alle “norme generali del processo civile” - il presidente del Collegio di Garanzia ha deciso di procedere ugualmente con i soli 3 giudici rimasti nonostante la vana eccezione sollevata dal legale presente in udienza in rappresentanza della FIN.
Tale scelta ha portato all’annullamento di una decisione degli organi giudicanti della FIN con una strana ed irrituale “fretta”, ma soprattutto alla composizione di un organo inesistente e, quindi, presuntivamente “illegale” nel senso letterale del termine, ossia non previsto da nessuna norma sportiva: un Collegio di Garanzia “a sezioni unite” composto da 3 giudici, anziché da 5.
A questo punto, ed esclusivamente per le suddette ragioni, la FIN (si badi: la FIN e non Barelli) ha proposto ricorso al TAR, cioè al Giudice ordinario statale competente, in quanto la decisone era stata assunta dall’ultimo grado della giurisdizione sportiva.
Con questo ricorso la FIN ha chiesto al TAR semplicemente di prendere atto che il Collegio di Garanzia ha adottato una decisione senza essere composto come prevede la norma sportiva e, dunque, non era un giudice legittimamente costituito secondo la propria norma sportiva.
Attenzione: questo passaggio è fondamentale. Non si sta chiedendo che il TAR annulli il provvedimento del Collegio di Garanzia affinché la questione sia valutata nella sostanza da un giudice ordinario statale. Al contrario: la FIN contestava che la decisione del Collegio di Garanzia fosse assunta con una composizione contraria a quella prevista dalla medesima norma sportiva. Infatti, come già evidenziato, il Collegio di Garanzia che ha assunto quella decisione era irritualmente composto (3 giudici invece che 5) e dunque non era neppure “giudice” in senso tecnico.
Quanto espresso permette di stabilire due punti fermi, che potrebbero aiutare ciascuno di Voi a formare le rispettive valutazioni personali, anche da un punto di vista giuridico.
Il primo punto è che il ricorso al TAR è stato proposto dalla FIN e non da Paolo Barelli, che ha ricevuto semplicemente il mandato del Consiglio Federale a sottoscriverlo in qualità di “legale rappresentante pro tempore” della Federazione. Ne deriva che non sono applicabili al sottoscritto (né ai componenti del medesimo Consiglio Federale) le norme indicate dal Presidente Malagò e contenute negli articoli 25, commi 7 ed 8 dello Statuto della FIN e derivanti dai Principi di funzionamento delle Federazioni Sportive che prevedono requisiti “personali”, cioè della “persona fisica”, di decadenza e di ineleggibilità. Ne consegue che Paolo Barelli, come “persona”, non ha nessuna vertenza in essere con il CONI e gli altri organismi indicati dall’art. 25; pertanto non avendo presentato autonomamente nessun ricorso al TAR, autonomamente non può neppure ritirarlo. Per la rinuncia agli atti è necessaria una nuova deliberazione del Consiglio Federale.
Il secondo punto è che con il ricorso al TAR, la FIN - lungi dal violare la clausola compromissoria - ribadisce la necessità della riaffermazione del vincolo giurisdizionale sportivo. La FIN chiede al TAR di riconoscere che sia proprio il Collegio di Garanzia il giudice competente nella questione, ma esattamente quello previsto nella norma sportiva, nella sua composizione di 5 giudici e non un altro, composto da 3 giudici, non previsto da nessuna norma sportiva.
Ovviamente dopo le affermazioni del Presidente Malagò, la FIN, anche considerati gli attacchi ingiustamente subiti negli ultimi anni, ha approfondito la questione in senso “tecnico-giuridico” ai fini di verificare se nella minacciata decadenza vi fosse un qualche fondamento di legittimità.
Il 1° giugno ha ricevuto il parere, richiesto a norma dello Statuto federale, reso dalla Commissione Federale di Garanzia che, in relazione al ricorso al TAR, rileva la assoluta mancanza di fondamenti giuridici legittimanti un'eventuale azione di ineleggibilità e/o decadenza nei confronti del Presidente della Federnuoto e/o dei singoli componenti del Consiglio Federale.
La Commissione Federale di Garanzia, in merito al conferimento del Consiglio Federale al Presidente della FIN di proporre ricorso innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ha indicato con chiarezza la legittimità, sia in senso generale sia in senso sportivo, dell'azione intrapresa dalla Federnuoto.
Successivamente l’interpretazione della normativa espressa dalla Commissione di Garanzia è stata oggetto di ulteriori approfondimenti nel corso del Consiglio Federale, che ha condiviso la posizione di regolarità della Federnuoto nei confronti del CONI e delle leggi che ne disciplinano l'attività, confermando la correttezza anche tecnica del mandato che era stato affidato al Presidente ai fini della sottoscrizione del ricorso al TAR.
Alleghiamo le conclusioni della Commissione federale di Garanzia, sia quale contributo per un sereno approfondimento della materia contesa, sia come memoria illustrativa dei veri contenuti della questione, da utilizzare qualora venisse richiesto a ciascuno di Voi, in sede di Giunta e/o Consiglio Nazionale del CONI, l’espressione di un Vostro parere personale, giuridicamente vincolante, che possa incidere sulla attuale struttura di vertice della FIN".

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