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Articoli filtrati per data: Giugno 2016 - FIN - Federazione Italiana Nuoto

E' morto oggi pomeriggio Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer. Aveva 86 anni. Lo ha annunciato il figlio Giuseppe: "Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata 'grazie". Era nato a Napoli il 31 ottobre 1929. L'ultima apparizione in tv era stata nel 2010 con "I delitti del cuoco", fiction di Canale 5. E l'anno scorso era stato festeggiato a Napoli con una medaglia e una targa per la sua lunga carriera che gli aveva consegnato il sindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo in nome della sua città.
Il 30 ottobre del 2014, per il suo 85° compleanno, ha trascorso una giornata con le ragazze della Nazionale giovanile di pallanuoto al Centro Federale - Polo Natatorio di Ostia. Ha seguito gli allenamenti, ha raccontato le sue storie più fantastiche, ha risposto alle domande più curiose. E’ stata una giornata semplice ma ricca di contenuti. “Credo di aver praticato tutti gli sport e il nuoto e la pallanuoto sono tra quelli che ho amato di più”. Alle ragazze, dalle quali ha ricevuto un pallone autografato, ha regalato il DVD del film "Più forte ragazzi" con una dedica speciale. "E' tra i film a cui tengo maggiormente e per il quale ho dovuto prendere anche il brevetto di pilota di aereo ed elicottero".
Ex nuotatore. E’ stato il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 stile: 59"5. Venti volte campione nazionale (stile, rana e farfalla) ha preso parte a due Olimpiadi (Helsinki 1952 e Melbourne 1956) ed è stato azzurro di pallanuoto. Il Presidente della FIN Paolo Barelli, il Segretario Generale Antonello Panza, il Consiglio Federale, i Commissari Tecnici del Settebello Alessandro Campagna e del Setterosa Fabio Conti, i Direttori Tecnici delle Nazionali di nuoto Cesare Butini, di nuoto sincronizzato Patrizia Giallombardo, di tuffi Giorgio Cagnotto, di nuoto di lunga distanza Massimo Giuliani e di nuoto per salvamento Antonello Cano, il presidente della sezione salvamento FIN Vincenzo Vittorioso, il presidente del Gruppo Ufficiali di Gara Roberto Petronilli e tutto il mondo del nuoto lo ricordano con immenso affetto e partecipano al dolore dei familiari, degli amici, dei fans e di tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Ciao Piedone.

Il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli, che ha sempre ammirato Carlo Pedersoli come uomo, come attore e come atleta, è molto triste. "E’ mancato uno di famiglia. Bud Spencer è famoso in tutto il mondo ma per noi è stato e resterà sempre Carlo Pedersoli, quel ragazzo che ha infranto il muro dei 60 secondi nei 100 metri stile libero. Laziale come me. Cresciuto nella Società Sportiva Lazio. Azzurro di nuoto e pallanuoto. Nazionale olimpico. Con i suoi film ha fatto sorridere ma anche riflettere intere generazioni. Dai primi anni 2000 si è sempre reso disponibile per promuovere le iniziative federali in veste di testimonial. Una dimostrazione di affetto, di un legame indissolubile con l'universo acquatico. Un esempio per tutti. Già ci manchi Bud".

LA SCHEDA. Carlo Pedersoli (alias, Bud Spencer) nasce a Napoli il 31 ottobre 1929. E’ un celebre attore italiano, particolarmente noto per i suoi film in coppia con Mario Girotti (alias, Terence Hill) ed un ex-nuotatore, più volte campione italiano a rana e stile libero. Già da piccolo si appassiona a diversi sport e in particolare al nuoto, per il quale dimostra una grande predisposizione. Nel 1937 diventa membro di un club locale di nuoto e vince alcuni premi. Successivamente si trasferisce con la famiglia prima a Roma, dove si distingue come ranista nelle Categorie Giovanili, e poi in Venezuela. Torna in Italia verso la fine degli anni '40, dopo essere stato tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto, e diventa campione italiano di nuoto a rana nelle categorie giovanili (1945). Nel frattempo riprende gli studi iscrivendosi nuovamente all'Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza. Viene anche notato dall'ambiente cinematografico nel quale il suo esordio, quasi casuale, avviene con la grande produzione hollywoodiana “Quo Vadis?”, dove interpreta una guardia dell'impero romano. Contemporaneamente gareggia per i colori italiani alle Olimpiadi di Helsinki 1952. Dopo i Giochi Olimpici, insieme ad altri promettenti atleti, viene invitato alla Yale University e trascorre alcuni mesi negli Stati Uniti. Nel settembre del 1953, nel ruolo di centroboa nella Nazionale Italiana di Pallanuoto, con cinque gol contribuisce alla vittoria dell’Italia contro la Spagna. Alle Olimpiadi di Melbourne del 1956, riesce a ottenere un buon undicesimo posto nei 100 stile libero. E’ il primo italiano ad infrangere la barriera del minuto netto, titolo che deterrà fino alla fine della sua carriera. Nonostante i numerosi impegni, sportivi e non, Carlo consegue la Laurea in Legge. Nel 1958 lascia l’Italia e per un anno lavora a un progetto della Panamericana, la strada che attualmente collega Panama a Buenos Aires. Nel 1959 torna in Patria e si dedica alla composizione di colonne sonore, ottenendo un contratto con la RCA. Nel 1960 sposa Maria Amato, figlia di un grande produttore cinematografico. Riluttante al cinema, continua ad occuparsi di musica fino al 1967, quando prende il via la sua carriera. In quell’ anno Giuseppe Colizzi, suo vecchio amico, gli offre una parte in un film e, dopo qualche esitazione, Carlo accetta. Sul set conosce il suo partner di lavoro, un giovane attore con all’attivo varie pellicole, ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico: è Mario Girotti, suo futuro inseparabile compagno, meglio noto come Terence Hill. Il film “Dio perdona... io no!” è la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni. Le due star nelle presentazioni in locandina decidono di cambiare i propri nomi, considerati “troppo italiani” per fare colpo a livello internazionale, per rendere più credibili le opere e i personaggi interpretati. Gli pseudonimi che li renderanno celebri sono, rispettivamente, quelli di “Bud Spencer” e di “Terence Hill”. Negli anni seguenti la coppia gira numerosi film assieme, soprattutto del genere spaghetti-western. Parallelamente al cinema, Pedersoli porta avanti le sue passioni fra le quali anche quella del volo: nel 1975 infatti consegue la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Da ricordare è anche il suo amore per la musica: nel 1977 scrive alcune canzoni per “Lo chiamavano Bulldozer”, delle quali una viene da lui stesso interpretata durante il film. Negli ultimi anni, Carlo dimostra ampiamente le sue qualità di attore drammatico, dedicandosi anche a film impegnati come il recente “Cantando dietro i paraventi” (2003) di Ermanno Olmi. Da poco ha terminato di girare un film dal titolo "Uccidere è il mio mestiere", una produzione tedesca, dove interpreta il maestro di un assassino completamente cieco. Nel 1979 riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania. Nel 2004 diventa testimonial della Federazione Italiana Nuoto. Nel 2005 il Comune di Civitavecchia gli attribuisce il Caimano d'Oro “per la sua carriera di nuotatore, e per essere rimasto sempre vicino a questo sport anche quando è diventato un attore affermato e conosciuto in tutto il mondo”. Carlo Pedersoli sceglie il suo soprannome "Bud Spencer" in onore del suo idolo, Spencer Tracy, e per la sua birra preferita, la Budweiser.


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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale una numerosa rappresentanza di atleti e dirigenti italiani che parteciperanno ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Rio de Janeiro. Nel corso della cerimonia, aperta dall'esecuzione dell'Inno nazionale da parte della Banda Musicale Interforze, sono intervenuti il Presidente del CONI Giovanni Malagò, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Luca Lotti e il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli.
Una folta rappresentanza di atlete e atleti azzurri, tecnici e dirigenti ha presenziato alla cerimonia che aveva come clou la consegna da parte del Presidente Mattarella della bandiera italiana a Federica Pellegrini, designata quale portabandiera dell'Italia per la XXXI edizione delle Olimpiadi di Rio e all'atleta Martina Caironi portabandiera dell'Italia alle Paralimpiadi. "Le Olimpiadi sono una condizione, un’occasione di pace, di amicizia, di lealtà, di competizione con rispetto degli altri", ha dichiarato Mattarella, che ha assistito alle suggestive immagini andate in onda sul maxischermo allestito nei giardini del Quirinale. Emozionanti le vittorie e le medaglie conquistate dagli atleti italiani alle Olimpiadi con l'ultimo fotogramma dedicato a Federica Pellegrini che con un magnifico scatto conquista una delle tante medaglia d'oro della sua eccezionale carriera.
Visibilmente emozionata la "divina", che sarà ventitreesima potabaniera italiana alle Olimpiadi estive e seconda delle discipline acquatiche dopo Klaus Dibiasi nel 1976: "Sono estremamente onorata di essere qui, di fronte a voi. Questo giorno rappresenta il coronamento di tutta la mia carriera. Sarà la mia quarta Olimpiade. Ho girato così tante volte le braccia in acqua che ho perso il conto di quante volte ho fatto il giro del mondo. Rio sarà importante per me, così come per tutti voi. L'Olimpiade muove i nostri cuori e le nostre menti. Soffriremo, ci faremo il tifo a vicenda e ci sosterremo. Siamo una grande squadra. Ringrazio l'Italia per avermi dato l'onore di essere il suo alfiere". 

per ulteriori approfondimenti consulta il sito del CONI

FEDERICA PELLEGRINI. Federica Pellegrini sarà la portabandiera della delegazione italiana alla 31esima edizione dei Giochi Olimpici estivi, a Rio de Janeiro, nel corso della cerimonia di apertura in programma il 5 agosto presso l'Estádio Jornalista Mário Filho, il Maracanã, proprio il giorno del suo 28esimo compleanno. Un’investitura che legittima la carriera eccezionale della “campionessa di tutto” nata a Mirano il 5 agosto 1988 da papà Roberto e mamma Cinzia, che vivono a Spinea insieme al fratello minore, Alessandro. Federica Pellegrini conquisterà l'oro olimpico a Pechino 2008, nelle insolite finali nuotate al mattino, col record mondiale di 1'54"82; ma già a 16 anni e dodici giorni era diventata la più giovane atleta italiana di sempre a salire su un podio olimpico individuale con l'argento nei 200 stile libero ad Atene 2004, riportando una nuotatrice italiana a medaglia dopo 32 anni da Novella Calligaris (argento nei 400 sl; bronzo negli 800 sl e 400 misti a Monaco 1972). Nella sua carriera - in auge dal primo titolo italiano vinto a Ravenna nell'aprile 2003 ai campionati assoluti primaverili nei 100 stile libero in 55"95 - conquista 50 medaglie internazionali tra cui 2 olimpiche (un oro e un argento), 9 mondiali (4 ori, 4 argenti e un bronzo), 15 europee (7 ori, 4 argenti, 4 bronzi) in vasca lunga e 4 mondiali (un argento e 3 bronzi) e 14 europee (7 ori, 2 argenti e 5 bronzi) in vasca corta, stabilendo 11 primati mondiali; diventa la prima e unica atleta a firmare due doppiette nei 200 e 400 stile libero in due edizioni consecutive dei campionati mondiali, peraltro tornando dai tessuti "gommati" (Roma 2009) a quelli in tessuto (Shanghai 2011), e nel giorno del ventisettesimo compleanno, il 5 agosto scorso, conquista l'argento mondiale nei 200 stile libero a Kazan diventando la prima e unica atleta a salire sul podio iridato della stessa specialità per sei edizioni consecutive. In carriera le manca solo l'oro ai campionati mondiali in vasca corta dove ha detenuto il record del mondo dei 200 stile libero per 6 anni (2008-2014); mentre continua a detenere il primato mondiale in vasca lunga col tempo con cui conquistò l'oro ai mondiali di Roma 2009, ovvero 1'52"98. Il 18 dicembre scorso aggiunge un'altra perla alla sua infinita collana di successi: vince con la staffetta del Circolo Canottieri Aniene la 4x100 mista ai campionati assoluti invernali di Riccione e conquista il 100esimo titolo italiano della carriera; adesso è a quota 106 (56 ai primaverili, 28 agli invernali e 22 agli estivi; 59 individuali e 47 in staffetta). Lo scorso 21 maggio, a Londra, resta regina dei 200 stile libero vincendo il quarto titolo europeo consecutivo da Budapest 2010, passando per Debrecen 2012 e Berlino 2014. La portabandiera italiana eguaglia grandi campioni come il russo Alexander Popov, l'ucraina Jana Klochkova, la polacca Otylia Jedrzejczak e l'ungherese Katinka Hosszu. E' la quindicesima medaglia europea della 27enne allenata da Matteo Giunta. Passano gli anni, passano le avversarie, ma Fede c'è sempre. Ama i suoi tatuaggi, che definisce fotografie di vita, come i suoi smalti, le sue scarpe, le piante, il cibo - come la parmigiana della mamma – e i leoncini di peluche della sua adolescenza.

foto Quirinale.it

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