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Articoli filtrati per data: Dicembre 2015 - FIN - Federazione Italiana Nuoto

Il presidente Paolo Barelli ha rilasciato un'intervista di fine anno all'agenzia di stampa Italpress che l'ha diffusa in data odierna. Riportiamo il testo integrale.
 
1) Un voto, con motivazione, per il 2015 del nuoto italiano
"Sarebbe un voto alto: siamo uno dei pochi Paesi sul podio mondiale in tutte le discipline; ma non bisogna esaltarsi e continuare a lavorare con progettualità, meticolosità e determinazione. Il 2015 è un anno preolimpico, quindi occorre prudenza".

2) Il momento più alto della stagione appena trascorsa e quello più basso
"I campionati mondiali di Kazan rappresentano il coronamento del lavoro svolto dalle squadre nazionali dall'inizio del quadriennio. Abbiamo aggiornato il primato di medaglie iridate conquistate in un'unica edizione (Fukuoka 2001 / 12; Kazan 2015 / 14) e per la prima volta nella storia tutte le discipline sono salite sul podio almeno una volta con le eccellenze di Gregorio Paltrinieri nei 1500, Tania Cagnotto dal trampolino 1m e Simone Ruffini nella 25 chilometri. Federica Pellegrini ha conquistato per la sesta volta consecutiva la medaglia mondiale nei 200 stile libero; poi si è confermata ai campionati europei in vasca corta di Netanya, dove Gregorio Paltrinieri ha perfino battuto il più vecchio record mondiale ancora in vigore stabilito dal campionissimo Grant Hackett nel 2001. In Israele abbiamo conquistato 17 medaglie, migliorando 61 primati personali: indice di una crescita costante e di una ciclicità prestazionale da attribuire al lavoro congiunto di tecnici sociali e federali. Il punto più basso? E' estraneo all'attività prettamente agonistica".

3) Con quali speranze il nuoto italiano va a Rio2016
"Come dicevo, occorre prudenza ed è sempre difficile effettuare previsioni. Sappiamo che c'è tanta attesa in considerazione degli ultimi risultati internazionali, ma tra il podio e il quinto/sesto posto la differenza spesso è questione di dettagli, centesimi, centimetri. Un bilancio si basa sulle medaglie, ma la valutazione tecnica è diversa. Per sport come i nostri ogni risultato pesa di più. Le nostre società affrontano costi di gestione elevati con sempre meno agevolazioni. Allenare nuotatori di alto livello senza il sostegno degli enti locali è difficile. Perciò abbiamo puntato su centri federali di eccellenza e offerto soluzioni alternative: ad Ostia, dove sono cresciuti Paltrinieri e Gabriele Detti, ora c'è la fila da tutto il mondo. Peraltro ci aspettano mesi di qualificazioni con il Settebello chiamato a difendere l'argento di Londra 2012 e il Setterosa tornato sul podio iridato col bronzo di Kazan dopo 12 anni; Tania Cagnotto e Francesca Dallapè che desiderano riscattarsi dopo i centesimi che gli hanno negato il podio olimpico; il sincro che proverà a conquistare il pass olimpico con la squadra. Le premesse per disputare una buona Olimpiade ci sono tutte, vorremmo almeno confermare le due medaglie di Londra 2012, ma l'imperativo è lavorare nel massimo riserbo, a fari spenti, senza proclami".

4) Pellegrini portabandiera sarebbe la scelta più giusta?
"Federica Pellegrini è una protagonista assoluta del mondo del nuoto ed è un’atleta esemplare. E' ai massimi livelli dal 2004; col tempo ha imparato a gestire la sua popolarità ed è diventata un riferimento per il gruppo nazionale. La sua scelta sarebbe motivo di orgoglio per l'intero movimento".

5) Roma2024 è 'fattibile' o secondo lei Parigi è favorita?
"Non posso esprimere opinioni su Parigi, così come sulle altre candidature. I Giochi olimpici rappresentano un sogno per tutti gli sportivi e sarebbero una cassa di risonanza enorme per l'Italia in ambito sportivo, turistico, infrastrutturale; nel contempo i romani vivono nel degrado cittadino e nell’incertezza politica. Le Olimpiadi sarebbero una grande opportunità solo se ci fosse un progetto serio e trasparente per migliorare la vita cittadina e rendere Roma una città moderna. Altrimenti meglio semplificare la vita dei romani, e degli italiani in genere, dando un forte segnale di responsabilità e concretezza".

foto deepbluemedia.eu

Pubblicato in News Federazione

Una sfilata d’oro. Dell’Italia che vince e che proietta l’immagine dell’eccellenza tricolore nel mondo. Erano in tanti, presente, passato e anche futuro, lo sport declinato attraverso un unico denominatore: la vittoria. Si è svolta questa mattina, nella Sala delle Armi del Foro Italico, la consueta cerimonia di consegna delle più alte onorificenze sportive: Collari d’Oro, Stella al Merito Sportivo e Palma d’Oro al merito tecnico. Campioni di tutte le età e di tutte le epoche, capaci di scrivere la storia, l’espressione più nitida di un movimento che rappresenta la quinta forza del medagliere olimpico di tutti i tempi, tra edizioni estive e invernali. I fuoriclasse iridati del 2015 e gli olimpionici azzurri, dal 1948 al 1994, una carrellata emozionante di ricordi e trionfi, alla presenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

All’evento, aperto dal saluto del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, hanno partecipato anche il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, i membri di Giunta CONI, Valentina Turisini e Fiona May, oltre a una significativa rappresentanza di presidenti federali e dei vari organismi del mondo sportivo. Una cornice d’eccezione per tributare il meritato riconoscimento a tutti gli olimpionici viventi che non avevano mai ricevuto l’onorificenza istituita nel 1995 . Nell’ambito della stessa cerimonia – trasmessa in diretta su Rai2 e RaiSport 1 - sono stati insigniti anche uomini di sport, personalità e società che si sono particolarmente distinti nel corso della loro carriera e della loro storia e sono state contestualmente attribuite le Stelle d’Oro al merito sportivo.

Il Premier Matteo Renzi, ha voluto celebrare i campioni azzurri, con un messaggio di rara efficacia. “Quanto è bello, per chi rappresenta le istituzioni, gioire perché quando vincete voi vince l'Italia. Io sono stato molto criticato per essere andato a vedere Flavia Pennetta e Roberta Vinci ma quel periodo è stato meraviglioso. Lo sport è un elemento costitutivo dell'identità italiana”. Il Premier ha anche parlato della candidatura di Roma 2024. “Ci credo più di prima e sono sicuro che possiamo giocarcela fino in fondo, anche se ci sono rivali temibili. Sono sicuro che se tutti insieme faremo la nostra parte la sfida olimpica sarà preziosa per le italiane e gli italiani, per la progettualità, indipendentemente dall’esito. Quest'anno abbiamo festeggiato risultati importanti di organizzazioni internazionali, il prossimo anno dovremo vederci per festeggiare i trionfi di Rio e guardare le cose fatte e da fare. Non mi perdonerei se buttassimo via l'occasione di migliorare le nostre città con lo sport”.

Per la Federnuoto onoreficenze a Gregorio Paltrinieri, al Settebello del 1960, a quello del 1992, a Klaus Dibiasi e alla Pro Recco tra le società sportive. La premiazione, che ha avuto luogo nella Sala delle Armi, è stata effettuata dal presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, alla presenza del presidente del CONI, Giovanni Malagò, e del presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli. La cerimonia è stata trasmessa in diretta su Rai2 e su RaiSport 1. In totale sono stati premiati 169 atleti, 2 uomini di sport, 6 società – oltre ai Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma - 3 personalità e un Comitato Regionale. Segue l'elenco dei premiati della FIN.

COLLARI D’ORO AI CAMPIONI OLIMPICI E PARALIMPICI DAL 1948 AL 1994

ROMA 1960: Amedeo Ambron, Giuseppe D’Altrui, Salvatore Gionta, Giancarlo Guerrini, Gianni Lonzi, Luigi Mannelli, Rosario Parmegiani, Eraldo Pizzo, Brunello Spinelli (Pallanuoto)
MESSICO 1968: Klaus Dibiasi (Tuffi).
BARCELLONA 1992: Francesco Attolico, Gianni Averaimo, Alessandro Bovo, Alessandro Campagna, Marco D’Altrui, Massimiliano Ferretti, Mario Fiorillo, Ferdinando Gandolfi, Amedeo Pomilio, Francesco Porzio, Giuseppe Porzio, Carlo Silipo (Pallanuoto).

COLLARI D’ORO AL MERITO SPORTIVO ANNO 2015

Gregorio Paltrinieri (Nuoto – 1500 sl)

SOCIETÀ SPORTIVE

Pro Recco Waterpolo 1913

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CENA DI GALA. Alla vigilia il presidente della Federnuoto Paolo Barelli ha incontrato, presso il centro del'Acqua Acetosa, alcuni olimpionici. Alla cena di gala hanno presto parte, tra gli altri, Gianni Averaimo, Ferdinando Gandolfi, Marco e Geppino D'Altrui, Salvatore Gionta, Eraldo Pizzo, Luigi Mannelli, Brunello Spinelli e Amedeo Ambron.

collari

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Il presidente della Ligue Europeenne de Natation e della Federnuoto Paolo Barelli ha incontrato a Gerusalemme, presso il relativo ufficio, il Primo Ministro dello Stato di Israele Benjamin Netanyahu nell'ambito della 18esima edizione dei campionati europei di nuoto in vasca corta, in svolgimento a Netanya. Presente anche il presidente della federazione israeliana di nuoto Shay Schachner.
Netanyahu ha ringraziato il presidente Barelli per l'assegnazione della manifestazione internazionale definita "il più importante evento sportivo mai ospitato da Israele" ed ha esortato la LEN ad attribuire in futuro "ulteriori competizioni di pari prestigio", esprimendo "soddisfazione" nell'aprendere che proprio Israele organizzerà tra due anni i campionati europei giovanili di nuoto al Wingate Institute.
Netanyahu ha poi confidato a Barelli di "amare il nuoto" e di praticarlo abitualmente presso una piscina lunga 10 metri "finanche nuotando un chilometro al giorno". Poi ha affrontato il momento politico internazionale, sottolineando di "ritenere l'Italia - che ha visitato poche settimane fa - un paese amico e di sentirla molto vicina".

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foto di Giorgio Scala / Deepbluemedia.eu

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