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Articoli filtrati per data: Agosto 2013 - FIN - Federazione Italiana Nuoto

Pubblichiamo le comunicazioni pervenute dalle Società del Campionato di serie A1 maschile di pallanuoto AN Brescia, CN Posillipo, RN Savona, RN Florentia, RN Bogliasco, Sportiva Nervi, SS Lazio Nuoto, Promogest Quartu S. Elena, Como Nuoto e CC Napoli. 

In relazione alle recenti dichiarazioni dei dirigenti della Società Pro Recco, le sotto elencate Società di pallanuoto che militano nel campionato di serie A1 maschile dichiarano di essere completamente estranee e di non condividere assolutamente sia i contenuti che le modalità delle critiche avanzate dalla suddetta Società.
Ritengono, altresì, che la pallanuoto italiana abbia bisogno di ogni forma costruttiva di dialogo per garantirne la crescita, in un momento storico di grande difficoltà socio-economica dell’intero Paese e che le polemiche innescate dalle affermazioni della Società Pro Recco si riferiscono a questioni che nulla hanno a che fare con le esigenze fondamentali delle Società di pallanuoto.
 
I Presidenti delle Società:
 
Andrea Malchiodi - AN Brescia
Maurizio Marinella - CN Posillipo
Giuseppe Gervasio - RN Savona
Andrea Pieri - RN Florentia
Claudio Gavazzi - RN Bogliasco
Giorgio Alberti - Sportiva Nervi
Massimo Moroli - SS Lazio Nuoto
Paolo Pettinau - Promogest
Alessandro Dalle Donne - Como Nuoto
 
Il Presidente della Società CC Napoli, Edoardo Sabbatino, ha inviato al Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli la seguente lettera:

Caro Presidente,
consentimi di dirTI che per l'inizio del campionato avrei auspicato discutere i veri problemi che affliggono la pallanuoto, piuttosto che affrontare un argomento che, evidentemente, riguarda una sola squadra.
Considero, tuttavia, doveroso farTI giungere il pensiero mio personale e dei Dirigenti ed atleti della Canottieri Napoli riguardo all'argomento "Pro Recco".
Tutti noi riteniamo che le norme federali, ispirate al principio di assicurare a tutti i membri partecipanti gli stessi diritti ed i medesimi doveri, debbano essere rispettate.
E ritengo anche che una eventuale modifica o sospensione delle medesime sia argomento da trattare nelle sedi idonee con calma e serenità' di spirito senza assumere atteggiamenti rigidi e provocatori, dal momento che lo sport per definizione deve unire e non "dividere" anche quando situazioni contingenti vorrebbero portarlo su binari poco idonei.
Ritengo anche che, come detto da altri miei "Colleghi", la designazione a rappresentare l'Italia in un contesto internazionale, valga, comunque, anche sacrifici per uomini e squadre che credono in ciò che fanno.
E, dunque, confermo pieno appoggio alle posizioni assunte dalla Federazione.
Con stima.
 
Edoardo Sabbatino

 

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Giovedì, 29 Agosto 2013

L'intervento di Carlo Silipo

Riportiamo la lettera di Carlo Silipo, 42 anni da compiere il 10 settembre - campione olimpico, campione del mondo e campione d’Europa con il Settebello, campione d’Europa di club con il CN Posillipo, pluricampione italiano con il CN Posillipo e la Canottieri Napoli - pubblicata oggi sul sito Waterpolodevelopmentworld.com 
 
Resto sconcertato da quello che apprendo riguardo alla presa di posizione degli atleti della Pro Recco, che si dichiara disponibile a rinunciare alla squadra nazionale a causa di un presunto torto di cui sarebbe stata vittima la loro società di appartenenza.
Ho giocato nella mia carriera in due club, la Canottieri Napoli e il Posillipo. Nel primo sono nato, sono cresciuto e mi sono affermato, col secondo ho avuto l’onore di vincere tanto e ne sono stato anche, per lunghi anni, capitano. Il senso di appartenenza che io e i miei compagni  avevamo per i nostri club era totale. Con i miei compagni abbiamo amato nel senso più pieno del termine i nostri club e lo abbiamo fatto quando le cose andavano bene e quando andavano meno bene.  Questo attaccamento ai colori, per quello che mi riguarda personalmente, specie negli ultimi anni della mia carriera, è stato più forte delle ricche lusinghe di altri club e sono restato a casa mia, nella città dove sono nato dove sono sportivamente cresciuto. E l’ho fatto con orgoglio.
Ma l’orgoglio più grande per me è stato indossare la calottina della squadra nazionale, andare in giro per il mondo a rappresentare il mio paese e indirettamente il mio club e la città dove sono nato.  E’ stato così anche quando gli impegni si accavallavano, quando allo stress del lavoro del club si aggiungeva a quello durissimo della nazionale  e quando qualche volta non conciliavano. La squadra nazionale è e resterà sempre, per qualsiasi  atleta che abbia dei valori profondi  la meta più ambita, ed il partecipare con essa alle grandi manifestazioni internazionali ed ai Giochi Olimpici, il sogno più bello e più grande.
Non voglio entrare in merito a quanto sta accadendo tra Federnuoto e Pro Recco, ma resto allibito di fronte a quanto leggo. Allibito e perplesso perché ritengo che per qualsiasi atleta, aldilà di tutte le prese di posizione, la squadra nazionale va oltre, molto oltre. Leggere che un ben nutrito gruppo di atleti nati un po’ in tutta Italia e qualcuno anche oltre oceano abbia un senso di appartenenza così forte per un club dove magari gioca da qualche annetto e qualcuno al massimo da un paio di anni, al punto da ritenere di poter rinunciare alla squadra nazionale per esso, mi suona davvero molto ma molto  strano e mi rattrista. Da vecchio capitano della squadra nazionale non posso che augurarmi  che si ravvedano e non si rendano responsabili di rovinare lo splendido lavoro di Campagna che ci ha riportato, dopo tanti anni, ai vertici mondiali.
 
Carlo Silipo
 

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Mercoledì, 28 Agosto 2013

Lettera di Tania Di Mario

 

Pubblichiamo la lettera della capitana del Setterosa Tania Di Mario.

In relazione alla lettera inviata alla FIN, al CONI e agli organi d'informazione a firma dell'associazione giocatori di pallanuoto riguardante i rapporti tra la FIN, la Pro Recco e gli atleti, rendo noto di non aver partecipato ad alcuna riunione o discussione sugli argomenti trattati nella citata lettera.
Comunque non sono d'accordo sul comportamento e sulle richieste manifestate anche a mio nome.

Tania Di Mario

 

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Martedì, 27 Agosto 2013

Cominicato Stampa

La Federazione Italiana Nuoto è sorpresa e rammaricata della presa di posizione degli azzurri del Settebello tesserati dalla Pro Recco diffusa dai mezzi di informazione.
La Federazione Italiana Nuoto conferma ancora una volta l'apprezzamento nei riguardi della Pro Recco per il suo impegno e i suoi risultati nella pallanuoto, unitamente alla vicinanza nei riguardi della stessa e di tutte le Società che con sacrifici contribuiscono all'immagine e al successo del nostro sport.
Più di una volta la Federazione Italiana Nuoto ha pubblicamente chiarito i suoi comportamenti nel rispetto delle regole internazionali e nazionali nei confronti di tutte le Società e i suoi tesserati.
La Federazione Italiana Nuoto, pur con lo spirito di comprensione nei confronti di atleti che tanto hanno dato e daranno all'Italia sportiva, non ritiene che ci siano mai stati atteggiamenti inaccettabili da parte sua nei riguardi di alcun club.
Ritiene, invece, che la Nazionale e le convocazioni azzurre, che rappresentano il punto massimo nella carriera di ciascun atleta, non debbano essere trascinate in polemiche che non riguardano le squadre rappresentative dell'Italia.

Pubblicato in News Federazione

I vicepresidenti federali, Manuela Dalla Valle e Francesco Postigione, campioni nazionali e internazionali di nuoto e pallanuoto, tra i più medagliati della storia azzurra, intervengono sui recenti campionati del mondo di Barcellona 2013.  

MANUELA DALLA VALLE è Vice Presidente federale dall'ottobre 2012. É stata eletta nel Consiglio Federale quale rappresentante degli Atleti. In questi giorni è a Dubai in qualità di capodelegazione della Nazionale giovanile impegnata nei campionati del mondo juniores di nuoto. Cinqunat'anni, nata a Como, campionessa azzurra, primatista italiana e leader internazionale di nuoto.
Come nuotatrice ha conquistato 63 titoli italiani e migliorato 18 record nazionali. Ha partecipato a 4 edizioni dei Giochi Olimpici, conquistando quattro finali individuali: Los Angeles 1984 (sesta nei 200 misti), Seul 1988 (ottava nei 200 rana), Barcellona 1992 (settima nei 100 e 200 rana) ed Atlanta 1996. Ha partecipato inoltre a 8 edizioni dei Campionati europei conquistando due argenti e un bronzo come ranista, a 6 edizioni dei Mondiali, sfiorando il podio a Perth nel 1991, con il quarto posto nei 100 rana. È stata protagonista in 3 Universiadi ed ha conquistato 14 medaglie nelle varie edizioni dei Giochi del Mediterraneo.

Pubblichiamo la "Lettera aperta" di Manuela Dalla Valle

Personalmente non ho mai conquistato una medaglia d'oro o di altro tipo alle Olimpiadi e ai Campionati Mondiali. Considero tuttavia la mia carriera di nuotatrice tutt'altro che un fallimento. Per questo, come ex atleta e come dirigente con tanti anni di militanza nel mondo agonistico e in particolare nel nuoto, faccio ancora fatica a comprendere le categorie di giudizio utilizzate da una parte della stampa nel valutare i risultati ottenuti in una manifestazione di straordinario livello tecnico quale è un Campionato del Mondo.
La Federazione Italiana Nuoto è tornata dai Mondiali di Barcellona con cinque medaglie , una d'oro, tre di argento e una di bronzo, ma per accreditare a tutti i costi la tesi di un risultato insoddisfacente, se ne dimenticano tre e si concentrano le attenzioni solo sulle due del nuoto in piscina.
Uno sgarbo nei confronti delle azzurre Tania CAGNOTTO e Francesca DALLAPÉ e dei loro splendidi argenti nella disciplina dei Tuffi, con la prima che ha fatto tremare l'impero cinese sfiorando l'oro dal trampolino di un metro per un decimo di punto su 307. Medaglie a cui si sono aggiunti il quarto posto della stessa CAGNOTTO dai tre metri e le finali di Maria MARCONI, prossima alla medaglia nella medesima specialità, del giovanissimo Andrea CHIARABINI dai 10 metri e della coppia Francesco DELL'UOMO e Maicol VERZOTTO nei tuffi sincronizzati dalla piattaforma. Uno sgarbo nei confronti del bronzo olimpico di Londra Martina GRIMALDI, che ha reagito al non felicissimo esito della 10 km con la straordinaria medaglia d'oro nella 25 km: la gara di endurance di maggior durata delle due discipline individuali più diffuse al mondo il Nuoto e l'Atletica Leggera. Silenzio anche per il quarto posto mondiale in questa stessa gara di Alice FRANCO, a ribadire la consistenza di una scuola che a partire dal nuoto in vasca sa identificare e plasmare fenomenali performance nel Nuoto in Acque Libere. Silenzio per i progressi del Nuoto Sincronizzato e non è mancato anche qualche riferimento critico al favoloso "Settebello" di Sandro Campagna, ancora una volta a strettissimo contatto con la zona podio, dopo gli straordinari successi mondiali e olimpici del 2011 e 2012
Per di più la due medaglie del Nuoto in piscina vengono presentate non solo come un bottino non esaltante, prospettiva ancora condivisibile, ma come un flop, un "fallimento" e questo non è serio. Non è serio e non è realistico e non credo di essere la sola a pensarla così, visto che la voce di Novella CALLIGARIS  si è alzata con autorevolezza a definire quale sia il grado di difficoltà legato alla conquista di una medaglia mondiale in discipline come il Nuoto o l'Atletica. Non è realistico perché costruito sul presupposto che le medaglie vinte in una precedente edizione siano uno standard acquisito, quando invece in ogni edizione si rimette tutto in gioco. Non è realistico perché non riconosce che il risultato di squadra ottenuto a Barcellona è in netto progresso rispetto ai Giochi di Londra, anche solo limitandoci al crudo responso del medagliere, come in progresso sono alcuni altri indici che sono di solito ritenuti validi nell'esaminare il rendimento di una squadra. Intendo parlare del numero dei nuotatori finalisti (8), del numero di presenze in finale (12), del numero di primati nazionali (4) e personali migliorati (10).
Non si evidenzia che a Londra le possibilità di conquistare medaglie a livello olimpico o mondiale sembravano legate a Federica PELLEGRINI e a Fabio SCOZZOLI, mentre da Barcellona si riparte con almeno cinque nuotatori azzurri, Federica PELLEGRINI, Fabio SCOZZOLI, Ilaria BIANCHI, Gregorio PALTRINIERI e Matteo RIVOLTA, che hanno dimostrato a vario titolo di avere il potenziale per lottare per questi traguardi. Non viene tenuto in alcun conto che sono state schierate sei staffette, quattro delle quali hanno raggiunto la finale mondiale sul campo, anche se una è stata poi esclusa dalla finale per una sfortunata squalifica, mentre le rimanenti due hanno sfiorato l'ingresso in finale, mancandolo per pochi centesimi di secondo. Il settore femminile ha espresso tre finaliste individuali e di fatto centrato la finale mondiale in due staffette. Numeri mai superati nelle edizioni dei Mondiali e dei Giochi Olimpici del presente millennio.
Non viene messo in evidenza che otto diversi nuotatori, i cinque già citati più Martina DE MEMME, Mattia PESCE e Luca DOTTO, hanno raggiunto la finale individuale mondiale, la prima della vita per PESCE, RIVOLTA e DE MEMME. Oltre a questi otto atleti, un numero attinto da ben poche nazioni, altre quattro nuotatrici (Martina CARAMIGNOLI, Stefania PIROZZI, Silvia DI PIETRO e Alice MIZZAU) hanno ottenuto piazzamenti tra il decimo ed il tredicesimo posto e quattro nuotatori (Federico TURRINI; Gabriele DETTI; Luca MARIN e Piero CODIA) tra il decimo ed il sedicesimo. Definire questi piazzamenti come insufficienti nel contesto di una manifestazione dura come un campionato del mondo è sintomo di autentica mancanza di cultura sportiva. Esiste infatti un criterio di qualità e quindi non solo di sufficienza, fissato da anni dalla Federazione Internazionale, che attribuisce un punteggio agli atleti classificati entro i primi sedici posti e alle staffette classificate nei primi otto del Campionato Mondiale. Questo criterio dovrebbe essere quello dirimente per definire, con trasposizione scolastica, la sufficienza; magari distinguendo in relazione al conseguimento o meno del proprio primato personale tra scarsa e piena per quelli tra il 13-16 posto e abbondante per quelli tra il 9 °-12°: piazzamenti questi ultimi che in termini scolastici valgono certamente un discreto. Allo stesso modo è impossibile non considerare quantomeno buono il piazzamento in una finale mondiale, applicando anche qui un giudizio progressivo per i piazzamenti dal 5° al 8° e arrivando all'ottimo per quelli dal 1° al 4°.
In questo modo si darebbe un vero contributo alla comprensione della qualità e del valore internazionale di nuotatori ed atleti che, magari senza conquistare medaglie, si piazzano in uno dei primi dodici posti di una rassegna mondiale. A Barcellona il Nuoto ne ha espressi tredici a livello individuale, mentre considerando congiuntamente staffette e gare individuali, si sono avuti ben quattordici diversi nuotatori in finale e ventuno nei primi dieci. Quanto alla classifica a punti, pur senza contare i 20 punti persi per la squalifica della staffetta mista femminile, che ci avrebbero portato direttamente al nono posto, va quanto meno registrato che rispetto a Shanghai essa è cresciuta da 183 a 210 punti.

Manuela Dalla Valle 

FRANCESCO POSTIGLIONE, avvocato civilista, è Vice Presidente federale dall'ottobre 2012. É stato eletto nel Consiglio Federale quale rappresentante degli Atleti. Quarantuno anni, nato a Napoli. Atleta e campione azzurro di nuoto e pallanuoto. E’ cresciuto nel CN Posillipo, club con il quale ha vinto tre scudetti e tre coppe dei campioni. Da Nuotatore è stato pluricampione italiano dei 200 rana, campione europeo junior a Leeds 1989 nei 100 e 200 rana, ha partecipato ai Giochi Olimpici di Barcellona 1992. Con il Settebello ha vinto 7 medaglie tra le quali spiccano l'oro agli Europei di Vienna 1995, il bronzo alle Olimpiadi di Atlanta 1996 (segnando 7 gol) e l'argento ai Mondiali di Barcellona 2003.  

Pubblichiamo la "Lettera aperta" di Francesco Postiglione

Leggo e ascolto con stupore alcune dichiarazioni sui mezzi di informazione che propongono commenti o critiche riguardo ai campionati mondiali di nuoto, pallanuoto,tuffi, nuoto sincronizzato e nuoto in acque libere alle quali vorrei dare un preciso riscontro. 

Diversamente da ciò che è stato illustrato, i risultati ottenuti dall'Itaslia ai recenti Mondiali con le cinque medaglie vinte a Barcellona sono di tutto rispetto in senso assoluto ed in linea con gli obiettivi federali prefissati: quello di una crescita tecnica nei settori in difficoltà di risultati a Londra e della conferma in quelli che si erano espressi ad alto livello. Facendo una disamina generale di tutte le discipline si può asserire che:
1) i tuffi hanno consacrato una grandissima Cagnotto ed una altrettanto grande Dallapè. E non dimenticando la Marconi fuori di un nulla dal podio e le sei finali conquistate dagli azzurri, con ben sei diversi atleti.
2) nel nuoto in vasca due sono state le medaglie su distanze "olimpiche" ed un netto miglioramento si è avuto anche nel numero di atleti finalisti, a testimonianza di una squadra che è in rinnovamento e in progresso, pur dovendo affrontare il ricambio di una generazione straordinaria di fuoriclasse quali Rosolino, Fioravanti, Boggiatto, Rummolo e Brembilla, che non e' certo semplice che si ripresenti immediatamente. Per questo occorre riflettere come siano da apprezzare i risultati degli azzurri. E' difficile emergere in uno sport dove sono decine e decine i paesi che hanno atleti che salgono sul podio.
3) il nuoto di fondo si è confermato in cima al mondo con Martina Grimaldi, dimostrando solidità e continuità di risultati nonostante la concorrenza sempre più agguerrita in una disciplina ormai globale come quella in vasca.
4) il sincro ha migliorato sia i risultati di Shanghai che quelli di Londra e sappiamo che non sarà facile crescere ancora. ma le nostre atlete escono da Barcellona caricate per provarci con impegno rinnovato

E veniamo alla pallanuoto.

In campo maschile l'Italia rappresenta una realtà che da quattro anni è sempre nelle prime quattro formazioni in ogni manifestazione internazionale mondiale o continentale di massimo livello in cui è chiamata a confrontarsi: un rendimento straordinario impreziosito dall'alloro mondiale di due anni fa e dalla splendida medaglia d'argento olimpica di Londra dello scorso anno. Del resto non è sempre possibile vincere e Campagna & co., come chiunque abbia un minimo di cultura sportiva, lo sanno bene. Quanto al Setterosa, quarto a Shanghai e tuttora Campione d'Europa in carica, e' stato escluso dalle prime posizioni del torneo di Barcellona soltanto alla lotteria dei rigori.

La pallanuoto è innegabilmente e senza falsa modestia l'unico sport di squadra a livello nazionale che negli ultimi anni ha avuto un rendimento costante ad altissimo livello. Ciò è frutto di un'ottimizzazione oculata delle risorse federali (come in tutti i settori), in un momento in cui è sempre più difficile reperire risorse esterne. Certo non ci si può fermare vivendo di ricordi e per questo tecnici e dirigenti federali sono consapevoli di come sia indispensabile il lavoro da svolgere assieme alle società per continuare a competere ai massimi livelli.

A testimonianza di quanto nella pallanuoto, ma il discorso potrebbe essere esteso anche alle altre discipline, il settore tecnico pensi ai futuri campioni vanno sottolineati gli eccellenti risultati ottenuti dai settori giovanili. I due recenti titoli di Campione del Mondo under 18 (dicembre 2012) e under 20 ( pochi giorni fa') ne sono la chiara dimostrazione al maschile.
Anche il quinto posto delle ragazze, eliminate soltanto ai supplementari dalla forte Russia ai Campionati Mondiali femminili under 20 di qualche giorno or sono, mostrano la voglia e la capacità di crescere in modo stabile. E non vanno dimenticati gli altri titoli e medaglie continentali conseguite con continuità gli anni scorsi in campo giovanile in ambo i sessi. Tali traguardi sono il frutto di programmazione con l' ottimizzazione delle risorse disponibili e orientate all'attività di alto livello.

All'estero dicono perfino che i risultati dei settori giovanili nella pallanuoto possono garantire all'Italia di permanere ai vertici per almeno i prossimi dieci anni! Noi sappiamo invece che i risultati positivi possono essere perseguiti solo con il lavoro, la modestia e con il supporto delle società a cui la FIN rende merito per i sacrifici che affrontano e la disponibilità che offrono ai tecnici delle nazionali per programmare con meticolosità.

Dopo questo quadro, seppur sintetico, dell'attività' delle squadre nazionali nei recenti Mondiali e dell'attività' internazionale nell'ambito della Pallanuoto a livello giovanile, finalizzata a garantire la continuità futura di risultati di alto livello, mi corre l'obbligo di affrontare un altro argomento. 

Non si comprendono le polemiche innescate dalla grande Pro Recco che ha dato, e continua a dare, lustro alla pallanuoto nazionale ed internazionale. La levata di scudi è sorta dalla mancata concessione della "wild card" in Coppa dei Campioni che, come è stato rappresentato a più riprese dai responsabili del settore pallanuoto della federazione europea (Len), deriva dalla mancata partecipazione del Recco lo scorso anno alle coppe europee. Facendo un paragone è come se la Juventus non partecipasse alla Champions League e l'anno dopo pretendesse un trattamento di favore saltando le qualificazioni! Al diniego dell'Uefa, quale senso avrebbe accusare la Federazione Calcio Italiana per la decisione presa dall'organismo europeo? Credo sia ovvio e molto semplice da capire che non ne avrebbe alcuno.
Il ritorno della Pro Recco a disputare le Coppe Europee è stato colto dalla federazione italiana con grande positività ma, come è giusto che sia e al di là del blasone della prestigiosa società, i regolamenti non possono essere forzati ed è normale che ora il cammino europeo del Recco cominci dai primi turni.
Non credo che qualche partita in più possa essere per il Recco di intralcio, in quanto e' una squadra molto attrezzata per puntare ugualmente al vertice. Senza poi tralasciare che il nuovo corso della Federazione Europea, iniziato lo scorso settembre 2012, ha dato un forte impulso al futuro delle Coppe Europee per club e il Recco, con altre squadre, aveva auspicato che ciò accadesse. Questo è il senso della istituzione della Final Six, della concessione a otto squadre della wild card e della definizione molto anticipata della sede della Final Six. E il Recco non risulta essersi mai ufficialmente candidato ad organizzare la finale.
Ma allora perché queste polemiche violente? A cosa portano?
Sono molti nell'ambiente ad avere le idee chiare sulla situazione e la simpatia non si guadagna in questo modo!
 

Francesco Postiglione 

 

 

 

 

Pubblicato in News Federazione
Domenica, 25 Agosto 2013

Dichiarazioni di Paolo Barelli

Le dichiarazioni a pagamento di Gabriele Volpi pubblicate dai giornali "Gazzetta dello Sport", Corriere della Sera", "La Stampa", "Corriere dello Sport", "Il Mattino", “Il Secolo XIX”, “La Repubblica” di Genova e la “Gazzetta del lunedì” di Genova, mi impongono un nuovo intervento in merito alle situazioni che già il Presidente della Pro Recco, Barreca, aveva richiamato.
Sono noti anche a me, e apprezzatissimi da tutta la Federazione, i grandi risultati ottenuti dalla Pro Recco in tutte le sue declinazioni.
La FIN è e sarà sempre vicina alla Pro Recco come a tutte le Società Sportive che manifestano l’intenzione di possedere un proprio impianto e auspica al riguardo la maggiore sensibilità da parte delle autorità locali, dalle quali tutto dipende.
La pallanuoto italiana in questi anni ha raggiunto risultati eccezionali, non ultimi il titolo di campione del mondo Under 18 (dicembre 2012) e il titolo di campione del mondo Under 20 (agosto 2013). Il merito di tali prestazioni è delle tante Società che con abnegazione, passione e sacrifici economici si impegnano nei vivai e nella formazione di atleti di alto livello.
Com’è noto, la FIN riunisce periodicamente le Società di serie A1 con le quali affronta e discute le tematiche relative al settore. A tal proposito, la FIN ritiene che tali tradizionali assemblee siano, come saranno, la sede per il confronto tra diverse opinioni e visioni del nostro sport: non tutte le Società  condividono alcune posizioni avanzate dalla Pro Recco, a cominciare dalla Lega e dalla Federazione autonoma.
Riguardo la dichiarata vocazione da parte della Pro Recco a sostenere l’attività di altre società, sono certo che sarà sempre stata osservata la stessa trasparenza e la stessa correttezza di rapporti che la FIN ha sempre tenuto con le Società dei diversi settori.
Per quanto riguarda l’impegno di Gabriele Volpi in sostegno alla LEN, non conoscendone i contenuti in quanto precedenti la mia elezione, non posso né rispondere né risponderne. Dalla mia elezione alla LEN ho cercato il rilancio e l’innovazione della Coppa dei Campioni.
Nel merito della scelta della sede finale e della concessione della wild card sono costretto a ribadire quale è stata la procedura, non scandalosa ma regolamentare, come stabilita dagli organi della LEN.
Da sempre la sede e le modalità di organizzazione della finale sono decise, come in altri campi, dall’istituzione interessata, perciò la LEN. Le Federazioni Nazionali (FIN compresa) non hanno voce in capitolo e se la Pro Recco, come scrive, ha ottenuto le informazioni relative ed ha risposto alle richieste LEN, l’eventuale domanda di organizzare la finale del prossimo anno, quando pervenuta, è stata tenuta in considerazione al pari delle altre pervenute. Per la concessione della “wild card” la LEN ha usato un sistema semplicissimo. Tra le squadre che hanno partecipato all’edizione precedente, sono state selezionate quelle di Nazioni con una tradizione pallanotistica rilevante o di interesse per le condizioni organizzative. La Pro Recco non ha partecipato all’edizione dello scorso anno e questo è il motivo per cui la LEN ha individuato per l’Italia la società AN Brescia. L’iscrizione alla prossima edizione della Coppa dei Campioni è stata doverosamente e con piacere garantita e la Pro Recco ha tutte le possibilità di ben figurare e magari vincere l’edizione che coincide con i festeggiamenti del suo centenario che saranno sicuramente straordinari. Seppur con qualche partita da giocare in più di chi gode della “wild card”, cosa che non dovrebbe rappresentare un problema visto che lo scorso anno la Pro Recco auspicava un torneo con 30 partite. 
 
Paolo Barelli
Presidente Federazione Italiana Nuoto
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Riportiamo l'articolo di Novella Calligaris pubblicato oggi dal quotidiano online L'Huffington Post. Giornalista, ex azzurra, campionessa e primatista del mondo degli 800 stile libero a Belgrado 1973, è stata la prima atleta italiana a vincere una medaglia olimpica nel nuoto (argento nei 400 stile libero e bronzo negli 800 stile libero e nei 400 misti a Monaco 1972). 
 
Siamo delusi dai recenti mondiali? Non ci sto. Ci vuole cultura sportiva! 
 
Il problema dello sport è uno ed uno solo e si chiama cultura sportiva, che passa attraverso una costituzione che sancisca il diritto allo sport e da una scuola che ne prenda atto, facendone uno strumento di crescita per i giovani.
 
Ottima la mossa del neo presidente del Coni di mettere nel cda del Coni il direttore generale del Miur. Non per quote rosa, ma per aprire un varco al vertice ed arrivare alla base. Siamo delusi dai recenti mondiali? Non ci sto. Non trovo che cinque medaglie in acqua e una in pista siano così disastrose primo per rispetto a chi le ha vinte, secondo perché - cari signori critici o tifosi - stiamo parlando di mondiali a cui partecipano più di 200 paesi e qualcuno si permette di dire "solo quarto!", o peggio "nemmeno un oro"? Beh, sarei orgogliosa di poter annoverare i nostri connazionali in simili posizioni nei rispettivi campi professionali!
 
Dobbiamo poi ricordarci che i campioni non si sfornano come il pane e che per una Pellegrini che arriva un milione rimangono al palo! Poi, se vogliamo andare a fondo, analizziamo bene il sistema sport: club, allenatori, atleti e scuola al momento non in charge purtroppo.
 
Per i club ci sono varie categorie, alcuni sono animati da volontari, appassionati, mecenati o business man, soffermiamoci allora su quest'ultima: quanto spazio acqua palestra o campi viene dedicato alla ricerca di talenti stile accademia Sanchez Casal nel tennis? Quali strutture, quali misure vengono messe appunto per offrire le migliori condizioni per la crescita di giovani?
 
Allenatori categoria per popolo italico non codificata se non per il calcio da cui lo sport prende le cattive abitudini e non le poche virtù ! Un allenatore di nuoto, ad esempio, o di atletica è costretto a fare dieci lavori insieme. Ha contratti, se gli va di lusso, da libero professionista senza contributi ma un impegno scandito da calendari agonistici che non conoscono feste comandate o meno, ferie ne' orari ( si va dalle 5 del mattino alle 10 di sera ), niente contributi, niente liquidazione o pensione.
 
Allora come pensiamo di poter far crescere campioni senza riconoscere il ruolo a chi li deve trovare ed allevare prima che allenare? E poi, se un'altra nazione ci ruba un tecnico pagandolo il giusto in proporzione ai risultati ottenuti ( leggasi Cerioni nella scherma ) urliamo allo scandalo, al tradimento!
 
Passiamo agli atleti: sin da adolescenti impegno ed orario che nessun sindacato permetterebbe e, attenzione chi guadagna, è una mosca rara, "uno su mille ce la fa" recitava Gianni Morandi, io aggiungo "oggi uno su un milione o quasi".
 
E chi mostra un minimo di attitudine, classe o talento spesso viene tolto dalla scuola per aver più ore da dedicare allo sport, una vera e propria bestialità perché sport e scuola vanno di pari passo, sono sinergiche come ha dimostrato il salvatore dell'orgoglio del maschio italiano nell'acqua clorata Greg Paltrinieri: maturità e podio mondiali in un mese!
 
Allora, converrete con me, applaudiamo i nostri atleti e diamo ai giovani a quelli di domani almeno pari opportunità rispetto al resto d'Europa. Cambiamo registro, torniamo a pensare mens sana in corpore sano e meno ignoranza nel senso letterale della parola, ovvero cultura in senso lato. Anche sportiva. La parola o la palla alla scuola, prendendo la mano tesa offerta da chi governa lo sport.
 
Novella Calligaris
Pubblicato in News Federazione

Egregio Presidente,

ricevo la sua lettera del 15 Agosto e le rispondo, come sempre, molto volentieri.

Mi permetta come premessa di precisare che mi verrebbe voglia di usare, rispondendole, pari caduta di stile come lei ha fatto rivolgendosi alla mia persona. Ma non lo faccio perché ho rispetto per la società Recco, per quanto ha rappresentato nella storia della pallanuoto e inoltre perchè a differenza di lei ho argomenti da offrire all'attenzione. In ordine:

a) per quanto riguarda il caso "Giorgetti" quella che lei propone è solo la sua versione dei fatti. Le confermo quanto già formalmente comunicatole dalla Segreteria Federale di rivolgersi agli organi di giustizia federale preposti per la valutazione delle doglianze da lei esternate.

b) da sempre, ma lei da poco segue le questioni internazionali, la sede e le modalità di organizzazione della finale di una manifestazione Internazionale sono decise dall'istituzione interessata. Nel caso della Coppa dei Campioni la decisione è della Len. Le federazioni nazionali (Fin compresa) non hanno voce in capitolo e se il Recco, come scrive, ha ottenuto le informazioni relative ed ha risposto alle richieste Len, l'eventuale domanda di organizzare la finale del prossimo anno è stata tenuta in considerazione al pari delle altre pervenute.
Riguardo la concessione della "wild card" riservata a squadre di otto diverse federazioni (una ciascuna), la Len ha usato un sistema semplicissimo. Tra le squadre che hanno partecipato all'edizione precedente, sono selezionate quelle di nazioni con una tradizione pallanotistica rilevante o di interesse per le condizioni organizzative (capitali o città di grande attrazione turistica). E' noto che il Recco non ha partecipato all'edizione dello scorso anno e questo è il motivo per cui la Len ha individuato per l'Italia la società AN Brescia. Ovviamente l' iscrizione alla prossima edizione della Coppa dei Campioni è stata doverosamente garantita e il Recco ha tutte le possibilità di ben figurare e magari vincere l'edizione che coincide con i festeggiamenti del suo centenario. Seppur con qualche partita da giocare in più di chi gode della "wild card", cosa non rappresenta un problema visto che lo scorso anno il Recco auspicava un torneo con 30 partite.

c) circa l'assegnazione di contributi a società la tranquillizzo in quanto sono giustificati e in special modo quelli che lei ha già commentato, fuori luogo, su alcuni mezzi di informazione. È il caso dell'Ortigia che ha organizzato anche a proprie spese e a richiesta della Fin, le tappe di World league femminile e tornei internazionali dal 2006 fino al 2012, oltre che a numerosi collegiali estivi del Setterosa e delle nazionali giovanili maschili. È il caso anche del Rapallo, che tra altro, ha organizzato con proprie spese e a richiesta della Fin un proficuo collegiale della nazionale di nuoto e un raduno di atlete di interesse nazionale di pallanuoto nell'anno in corso.
Peraltro, come ben sa, la Fin ha interamente coperto i costi di organizzazione della finale di Coppa dei Campioni del 2011 dove ha partecipato il Recco. Nessuno ha chiesto spiegazioni dell'esborso di circa 100mila euro che volentieri, la Fin ha sostenuto per il Recco quale squadra ospitante.

d) circa gli eventuali contributi non ricevuti dalla Len per manifestazioni passate non risulta che le cose stiano come lei racconta. Di ciò ha avuto conto nei colloqui intercorsi con rappresentanti della Len. Quanto e se al Recco è dovuto, sarà valutato dagli organi competenti in quanto i legali già coinvolti dal Recco stesso, sono attivi sulla questione.

Mi preme comunque ricordare che nelle commissioni e nel direttivo della Len sono presenti i dirigenti e tecnici delle più rilevanti federazioni europee e che ogni decisione è frutto di valutazioni plurime e mai contro o a favore di qualcuno ma solo nell'interesse collettivo.
Riguardo poi alle generiche affermazioni circa il non corretto utilizzo delle risorse federali la invito formalmente ad essere chiaro e specifico. In particolare, essendo priva di ogni fondamento, la invito a specificare con dovizia quanto da lei scritto circa i costi delle missioni e delle trasferte che, lei afferma, sembrano caratterizzate dalle forme della gita sociale o del premio per alcuni. Rimango a disposizione per ogni altro chiarimento.

Paolo Barelli

Pubblicato in News Federazione
Mercoledì, 14 Agosto 2013

FIN. Comunicato Stampa

In relazione alle notizie quotidiane diffuse a mezzo stampa inerenti i premi in denaro erogati dalla Federazione Italiana Nuoto, al fine di dare una informazione chiara e trasparente si specifica che:

- Nel periodo 2006/12 l'atleta Federica Pellegrini ha ricevuto individualmente la somma di circa 750.000€ dalla Federazione Italiana Nuoto, riguardante premi di classifica nelle competizioni internazionali e borse di studio ad esclusione dei premi inerenti il Club Olimpico e i contributi erogati dal Coni per le medaglie olimpiche. 
Nello specifico dei mondiali di Roma 2009, l'atleta azzurra ha ricevuto 147.000€ frutto di due medaglie d'oro, tre record mondiali, e il piazzamento nella 4x200sl. In tal senso si specifica che tale somma rispecchia criteri meritocratici uguali per tutti gli atleti azzurri. Inoltre si conferma che sono erogati contributi alle società per l’alto livello relativi a criteri specifici meritocratici, e per particolari esigenze motivate.

- In relazione ed ad integrazione del precedente comunicato del 13 agosto, la Federazione Italiana Nuoto puntualizza che il settore Pallanuoto eroga per le società specifici contributi per l' "alto livello" nell’ambito delle classifiche finali dei campionati nazionali giovanili (Under 15 maschile e femminile, Under 17 A maschile e femminile, Under 17 B maschile, Under 19 femminile e Under 20 maschile). Inoltre per ciò che concerne la serie A1, la Federazione Italiana Nuoto ogni anno sostiene costi inerenti l’organizzazione arbitrale e la disponibilità gratuita della tecnologia Led posizionata a bordovasca per gli incontri oggetto di riprese televisive di Rai Sport (due settimanali). Altresì, col fine di promuovere l'attività internazionale, FIN sostiene da sempre i costi delle principali manifestazioni che si svolgono nel territorio italiano anche relativi ai club, come ad esempio la Final Four di Eurolega maschile disputata allo Stadio del Nuoto di Roma nel 2011 e conclusasi con il secondo posto della Pro Recco, di cui ha coperto interamente i costi di gestione per circa 100.000 euro oppure i costi di produzione televisiva della finale di Supercoppa europea Savona-Recco disputata lo scorso dicembre a Savona. 

Pubblicato in News Federazione
Martedì, 13 Agosto 2013

FIN. Comunicato stampa

In relazione ad alcune notizie diffuse dagli organi di stampa, la Federazione Italiana Nuoto puntualizza che:

La Federazione Italiana Nuoto stabilisce ogni anno agonistico, su delibera del Consiglio Federale, una tabella premi a favore degli atleti che si classificano nei primi posti della competizione internazionale principale della stagione stessa. Tali premi considerano tutti i settori agonistici della Federazione e sono diversificati in rapporto al piazzamento dell'atleta. In tal senso la Federazione Italiana Nuoto ha già erogato agli atleti interessati, i premi relativi ai campionati del mondo di Roma 2009, campionati europei di Budapest 2010, campionati del mondo di Shanghai 2011, Europei di Debrecen 2012 e Olimpiadi di Londra 2012, per i piazzamenti non coperti dai contributi del Coni. Gli importi spettanti agli atleti sono tradizionalmente comunicati alla vigilia della manifestazione internazionale di riferimento. Per conoscenza i premi stabiliti e comunicati per i campionati del mondo di Barcellona 2013 per il settore nuoto, in linea con quelli degli anni precedenti, ammontano a 35.000 euro per il primo posto, 18.750 euro per il secondo posto, 11.250 euro per terzo posto, 4.000 euro per il quarto posto, 3000 euro per il quinto posto, 2500 euro per il sesto posto, 1500 euro per il settimo posto, 1000 euro per l'ottavo*. Altresì per quanto concerne il settore Nuoto, sono stati deliberati ulteriori premi agli atleti relativi ai campionati europei in vasca corta che si svolgono annualmente, così come i campionati mondiali in vasca corta in programma ogni due anni. Alla Federazione Italiana Nuoto risulta, che i premi dovuti e noti agli atleti in ragione della volontà federale di riconoscere in modo oggettivo e meritocratico il loro valore, sono stati regolarmente corrisposti.
La Federazione italiana Nuoto inoltre, in ragione dell'andamento finanziario e al fine di premiare ed incentivare le società per i risultati ottenuti dai propri atleti tesserati, ha riconosciuto anche per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 contributi alle società per l'attività di "alto livello" riferiti ai risultati dei loro atleti tesserati. In tal senso vengono adottati parametri oggettivi in considerazione di un eventuale tesseramento per società militari e di assistenza continua presso Centri Federali. Inoltre la Federazione Italiana Nuoto, in ragione di casi particolari, ed in ragione di attività organizzativa o di sostegno di carattere tecnico, logistico e sanitario, può erogare contributi specifici qualora si renda necessario e nell'interesse della Federazione stessa, col fine di poter garantire le condizioni ideali di preparazione e di partecipazione adeguata degli atleti di interesse nazionale.

*NB. Ad integrazione si specifica che sono stanziati 25.000 euro per un record mondiale e 10.000 per un record europeo.

Pubblicato in News Federazione
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