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Articoli filtrati per data: Gennaio 2012 - FIN - Federazione Italiana Nuoto
Ricordiamo gli amici del nuoto che ci lasciarono il 28 gennaio 1966 in un incidente aereo. Gli Azzurri sono commemorati al Tempio Sacrario degli sport acquatici eretto vicino Brunate

ROMA
Il 28 gennaio 1966 un aereo della Lufthansa partito da Francoforte - il Convair Metropolitan - precipitò in fase di atterraggio all'aeroporto di Brema. Nessun superstite. Tra le 46 vittime vi era una selezione della Nazionale di Nuoto e il giornalista Nico Sapio - telecronista nato a Novara nel 1929, impiegato presso la sede RAI di Genova e voce del Nuoto Italiano nelle occasioni importanti - diretti al meeting di Brema, il più prestigioso appuntamento della stagione indoor.
Bruno Bianchi, nato a Trieste il 26 settembre 1943, stile liberista, era il capitano della Nazionale. Aveva conquistato 3 titoli assoluti (100 sl nel 1963-64 e 200 sl nel 1959), 4 titoli primaverili (100 sl nel 1961-63-64-65), aveva migliorato 16 primati assoluti di cui 2 individuali e contava 19 presenze in Azzurro. I suoi primati personali erano 55"7 nei 100 sl e 2'04"0 nei 200 sl. Al suo nome è intitolata il Centro Federale di Trieste che ha ospitato, tra l'altro, i Campionati Europei indoor 2005.
Amedeo Chimisso, nato a Venezia il 26 ottobre 1946, dorsista. Era all'alba della sua carriera in Azzurro con una presenza. I suoi primati personali erano 1'04"0 nei 100 e 2'20"2 nei 200 dorso. Proprio il giorno della tragedia aveva stabilito la migliore prestazione italiana nei 200 misti.
Sergio De Gregorio, nato a Roma il 24 febbraio 1946, stile liberista e delfinista. Aveva conquistato 5 titoli assoluti (200 sl nel 1964-65, 400 sl nel 1964-65, 1500 sl nel 1965). Primatista italiano nei 200 sl in 2'01"1, 400 sl in 4'22"9, 800 sl in 9'24"5, 1500 sl in 17'57"6. Il suo primato personale nei 100 delfino era 1'06"4. Aveva migliorato 16 record assoluti di cui 8 individuali. Contava 16 presenze in Nazionale.
Carmen Longo, nata a Bologna il 16 agosto 1947, ranista e mistista. Aveva conquistato il titolo assoluto nei 200 rana nel 1965 e 3 titoli primaverili (100 rana nel 1965 e 200 rana nel 1964-65). Primatista assoluta nei 200 rana in 2'54"7, aveva record personali nei 100 rana di 1'20"6 e nei 400 misti di 6'08"4. Contava 4 presenze in Nazionale.
Luciana Massenzi, nata a Roma il 22 novembre 1945, stile liberista e dorsista. Aveva conquistato 2 titoli assoluti (100 dorso nel 1962-65) e 2 titoli primaverili (100 dorso nel 1962-63). Primatista italiana nei 100 dorso in 1'12"4, aveva il primato personale dei 100 sl in 1'07"4. Aveva migliorato 9 record assoluti di cui 6 individuali. Contava 10 presenze in Nazionale.
Chiaffredo Rora, nato a Torino il 5 marzo 1945, dorsista e stile liberista, allora era uno dei quattro nuotatori italiani ad aver detenuto il record europeo. Nel corso della carriera ha conquistato 4 titoli assoluti nei 100 dorso (1962-63-64-65) e 5 nei 200 dorso (1961-62-63-64-65), oltre a 4 titoli primaverili nei 100 dorso (1962-64-65) e 2 nei 200 dorso (1962-65). Primatista italiano ed europeo nei 100 dorso in 1'01"9, aveva come primati personali 56"8 nei 100 sl, 2'06"7 nei 200 sl, 2'16"7 nei 200 dorso. Aveva migliorato 13 record assoluti di cui 5 individuali. Contava 15 presenze in Azzurro.
Daniela Samuele, nata a Genova l'11 settembre 1948, mistista e delfinista, era alla seconda presenza in Nazionale e ancora non aveva vinto un titolo assoluto al cospetto di una brillante carriera giovanile. I suoi primati personali erano di 1'13"6 nei 100 delfino e 6'01"8 nei 400 misti.
Paolo Costoli, un uomo nato per vivere in acqua. Pioniere del nuoto di fondo, brillante atleta prima e saggio maestro nel nuoto poi, pallanotista con la RN Florentia con cui aveva conquistato 4 scudetti. Costoli, nato a Firenze nel 1910, è stato il miglior nuotatore italiano dell'anteguerra, capace di conquistare ai Campionati europei, a livello individuale, due medaglie d'argento (400 sl e 1500 sl a Magdeburgo 1934) e un bronzo (1500 a Parigi 1931) e, in staffetta, due medaglie di bronzo con la 4x200 (Parigi 1931 e Magdeburgo 1934). Nel corso della carriera da atleta ha conquistato 14 titoli assoluti (nei 100 sl nel 1930, nei 200 sl nel 1931-32, nei 400 sl nel 1929-31-32-34, nei 1500 nel 1929-30-32-34-35-37-38), oltre ad aver stabilito ben 11 record italiani tra cui spiccano il 2'19"0 nei 200 sl (1930), il 4'54"8 nei 400 sl (1935), il 10'41"0 negli 800 sl (1930) e il 20'25"4 nei 1500 sl (1930). Da tecnico ha guidato prima la RN Florentia di Paolo Galletti e poi l'AS Roma di Sergio De Gregorio, collaborando costantemente con lo staff della Nazionale.
Gli Azzurri periti nella Tragedia di Brema sono ricordati con una stele allo Stadio del Nuoto di Roma e al Tempio Sacrario degli sport acquatici e nautici eretto sulla via che porta a Brunate, elevato a cento metri da Como, in zona panoramica. Il Santuario è dedicato alla Madonna del Prodigio, una effigie bizantina, trovata in mare Adriatico il 12 settembre 1669 dai Conti Zancaropulo Berardo, mentre fuggivano dalla Candia caduta in potere dei Turchi e navigavano verso Venezia. Alla loro memoria è anche dedicato il campionato nazionale a squadre invernale di nuoto. 
 
La presentazione del libro "L'ultima bracciata"





Il Segretario della Fin Panza, insieme all'autore Zarzana e al giornalista Provenzali, lancia il testo che raccoglie testimonianze e racconti sulla tragedia di Brema del 1966. Presenti in sala parenti e amici

ROMA
Per non dimenticare. A due giorni dal 46esimo anniversario, il Segretario Generale della Federazione Italiana Nuoto Antonello Panza, insieme all'autore Francesco Zarzana e al Presidente del Comitato Regionale Lazio della Fin Gianpiero Mauretti, presenta il libro "L'ultima bracciata", un excursus storico che raccoglie testimonianze e racconti sulle vite, i progetti e i sogni degli azzurri caduti nella tragedia di Brema, 1966.
 
Il 28 gennaio di 46 anni fa il Convair Metropolitan, sul quale viaggiavano i nazionali di nuoto Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Chiaffredo Rora e Daniela Samuele, insieme al tecnico Paolo Costoli e al giornalista Rai Nico Sapio, si schiantò nell'aeroporto di Brema in fase di atterraggio. Nessun superstite. Oggi parenti e amici delle vittime, che hanno contribuito con i loro racconti alla stesura, hanno presenziato alla presentazione del libro di Francesco Zarzana.
 
La cerimonia, che si è svolta nel pomeriggio presso la Sala Congressi delle piscine del Foro Italico in Roma, è stata moderata dall'amico e collega Alfredo Provenzali, voce storica di tutto il calcio minuto per minuto e compagno di lavoro di Nico Sapio. 
 
"Ognuno di noi ha dei posti in cui non vorrebbe mai andare o tornare - esordisce il compagno di stanza di Nico Sapio, Alfredo Provenzali - Per me questo posto è nella piscina di Albaro, sugli scaloni. E' da lì che 46 anni fa trasmettevo la cronaca della partita di Coppa dei Campioni della Pro Recco, quando arrivò un pizzico di quella tragica notizia. Nell'epoca pre internet, le notizie arrivavano un pezzo per volta. Per questo quel posto mi rattrista e non riesco a passare di lì. Lo sgomento e il dolore sono presenti immutati ancora oggi. Sono passati 46 anni, ma oggi come allora nessuno di noi si è dimenticato di questi ragazzi, dell'allenatore, del mio maestro Nico Sapio. Era stato lui a mandarmi a fare questa partita. 'Alfredo vai tu, io vado a Brema', disse. In quella piscina quel giorno c'era anche il cognato di Nico Sapio. Ci guardammo stupiti. Era possibile? Purtroppo era vero. Ogni anno la Federazione ricorda questo tragico evento con la Coppa Brema, il libro di Francesco Zarzana darà a tutti la possibilità di legare e familiarizzare ulteriormente, conoscendo ricordi, segreti, racconti ed emozioni, legati ad una Nazionale scomparsa, ma ancora in qualche modo presente qui con noi".
 
"Grazie a tutti voi e ad Alfredo per queste toccanti parole - interviene il Segretario Generale della FIN Antonello Panza - Vi porto i saluti del Presidente Paolo Barelli che mi ha invitato più volte a salutarvi, a ringraziare Francesco e tutti voi che condividete con noi questo momento importante. La nostra famiglia, come tutte le famiglie, si riunisce nei momenti belli e in quelli meno belli. Il ricordo della tragedia di Brema è un momento di aggregazione per la Federnuoto tutta. La delegazione nazionale scomparsa nel 1966 rappresentava, come giustamente sottolineato nel libro, un punto di partenza e di crescita per il nuoto italiano, drammaticamente interrotto; oggi il nuoto è un mondo molto più evoluto di allora. In conclusione voglio ringraziare ancora Francesco Zarzana per averci dato modo, attraverso la sua passione e le sue ricerche, di scoprire una parte finora celata di questi ragazzi, cui il fato ha tolto la possibilità di proseguire le loro giovani vite, di inseguire i loro sogni e, perché no, di continuare a tenere alto il nome dell'Italia nel mondo".
 
"Se volessi elencare tutte le persone che hanno direttamente e indirettamente contribuito alla stesura del testo, probabilmente ne uscirebbero più pagine del libro stesso - sottolinea Francesco Zarzana, l'autore - Ringrazio la Federazione per la sensibilità che mi ha immediatamente dimostrato in un lavoro durato oltre un anno. Ci sono qui in sala moltissime persone che con grande spirito di collaborazione hanno agevolato nella ricerca e nella scoperta delle storie delle vittime. Il desiderio di saperne di più è nato quando da ragazzo il mio allenatore mi portò alla "Coppa caduti di Brema". Il nome mi incuriosì al punto che decisi di scavare. Il libro è diviso in tre parti. La prima parla degli ultimi momenti di vita dei ragazzi, come i dialoghi all'aeroporto di Milano; quella centrale è spostata sull'incidente e l'inchiesta che ne seguì; l'ultima verte sui ricordi e le memorie. Non ho mai voluto aggiungere che ci sono piscine e trofei intitolati alle vittime. Quello che mi interessava era l'aspetto umano. Questo libro non ha lo scopo di avere successo, ma quello di far conoscere queste storie ma con l'emozione con cui le ho vissute io. Io sono nato nel '65, quindi non posso avere memoria fisica dell'accaduto. Ma attraverso le mie ricerche oggi mi sono avvicinato a questi ragazzi, li sento vicini, amici. Spero che la sensazione possa essere la stessa per tutti i lettori".
 
"Brema l'ho vissuta in diretta e in prima persona perché uno dei dirigenti coinvolti era mio padre, allora vice segretario Fin - ha detto il Presidente del Comitato Regionale Lazio Gianpiero Mauretti - Ricordo tante telefonate, notizie che si rincorrevano, che si contraddicevano, dubbi, e poi la terribile certezza. Nonostante il dolore, l'incredulità, la tristezza, il nuoto italiano è riuscito nell'impresa di continuare a crescere, e se oggi siamo tra le Federazioni più importanti dello Sport italiano, lo dobbiamo anche e soprattutto al ricordo e alla forza di questi ragazzi".
 
In chiusura, la Federazione Italiana Nuoto ha donato un piatto ricordo all'autore Francesco Zarzana, con incise parole di stima e ringraziamento.





L'attore italiano, campione di categoria nei 100 dorso a 16 anni e protagonista della fiction "Come un delfino", riceve il riconoscimento da Roma Capitale in Campidoglio. Presenti il Presidente Barelli e il Sindaco Alemanno

ROMA
Un passato da campione juniores, un presente da attore affermato. Raoul Bova è da sempre grande amico della FIN e assiduo praticante di nuoto. Questa mattina, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, è stato premiato nell'ambito dell'iniziativa di Roma Capitale "Atleta dell'anno 2011".
Alla cerimonia, presentata dai giornalisti Marco Mazzocchi e Federica Afflitto, hanno ricevuto riconoscimenti diversi atleti e personalità dello sport, accompagnati da racconti e supporti audiovisivi che hanno ripercorso la stagione appena conclusa.
Presente il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli, che ha avviato la carriera sportiva di Raoul Bova in tenera età, insieme al Sindaco di Roma Gianni Alemanno, al Delegato alle Politiche Sportive di Roma Capitale Alessandro Cochi, al Presidente della Commissione Sport e Cultura Federico Mollicone e al Presidente del Coni Provinciale Riccardo Viola.
 
"Raoul è un grande atleta, un grande attore e un grande amico - sottolinea il Presidente della Fin Paolo Barelli - Per noi è un piacere e un onore che, attraverso il suo talento cinematografico, contribuisca a valorizzare e a diffondere il mondo del nuoto. La fiction 'Come un delfino' è stata un grande successo, siamo certi che il sequel, sul quale l'attore e lo staff, in collaborazione con la Federnuoto, stanno già lavorando, registrerà un nuovo boom di ascolti, a testimonianza dell'affetto e della vicinanza delle famiglie italiane alle discipline acquatiche".
 
Raoul Bova ha ricevuto un riconoscimento speciale per la sua duplice attività, quella di attore e quella di nuotatore. E' stato premiato per la fiction "Come un delfino", andata in onda su Canale 5 il l'1 e 2 marzo scorsi e che racconta di Alessandro, un campione di nuoto, che grazie alla sua esperienza di sportivo e alla sua umanità riesce a portare un gruppo di ragazzi, destinati a vivere una realtà di violenza, a nuotare la staffetta ai campionati italiani. Inoltre, il campione di vasca e di tv, sta definendo il piano di registrazione del sequel 'Come un delfino 2'".
 
"Il nuoto e il cinema sono le mie grandi passioni – ha detto Raoul Bova – E’ bello poter coniugare questi due aspetti della mia vita cercando di trasmettere agli spettatori i valori dello sport, dell’aggregazione, i sani principi sui quali da sempre si fonda il mondo delle discipline acquatiche. Ringrazio il Comune di Roma per questo premio che mi gratifica, la Federazione Nuoto e il Presidente Barelli per l’amicizia, la vicinanza e il supporto nel progetto ‘Come un delfino’. Grazie a tutti".
 
Fra i premiati anche i bomber di Roma e Lazio Pablo Daniel Osvaldo e Miroslav Klose, l'atleta Giorgio Calcaterra, il direttore del "Corriere dello Sport - Stadio" Alessandro Vocalelli e il direttore di Coni servizi Diego Nepi Molineris.
 
Raoul Bova, che ha compiuto 40 anni lo scorso 14 agosto, è cresciuto all'Aurelia Nuoto, società presso cui è tuttora tesserato; è stato campione italiano di categoria a 16 anni nei 100 dorso prima di affermarsi nella carriera cinematografica: le sue passioni. Raoul Bova - che ha cominciato a nuotare a 4 anni alla piscina di via Aurelia - gareggiava con Stefano Battistelli, prima storica medaglia olimpica del nuoto italiano maschile, ed oggi continua a nuotare nelle categorie Master.