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Articoli filtrati per data: Ottobre 2009 - FIN - Federazione Italiana Nuoto
Sabato Carlo Pedersoli compie 80 anni tra aneddoti e ricordi, come "quando a Napoli una gara di nuoto si trasformò in caccia al tesoro e nel '50 infransi il muro del minuto nei 100 sl". Il sogno? "Sport gratuito per i bambini". Le foto

ROMA
Non è un sabato qualunque. "Doppio compleanno": domani Carlo Pedersoli, idolo del nuoto italiano, il primo azzurro ad infrangere il muro del minuto nei 100 stile libero, e Bud Spencer, l'amico delle famiglie italiane che ha fatto sorridere con decine di film, compiono 80 anni.
 
Carlo Pedersoli, o come preferite Bud Spencer, oggi è un'icona. Ventitrè fan club distribuiti sul territorio nazionale, una corrispondenza che arriva sino a 1500 lettere al mese, magliette che ritraggono il suo nome in giro per il mondo: dalla Russia all'Australia, dalla Germania all'Arabia Saudita. Migliaia di video, libri, cd e dvd in giro per videoteche, librerie e musicherie.
 
Atleta ed attore "di peso" è stato una punta della Nazionale di nuoto e pallanuoto negli anni cinquanta, durante i quali gioca da centroboa con la SS Lazio vincendo lo scudetto del 1956 e nuota i 100 stile libero in 59 secondi e un decimo (1950), restando campione italiano della specialità per dieci anni. Inoltre conquista il titolo italiano anche nei 100 rana e partecipa alle Olimpiadi di Helsinki 1952 e di Melbourne 1956 con entrambe le Nazionali: "... e pensare - gli piace ricordare con un sorriso - che il Settebello ha conquistato l'oro a Roma '48 e Londra '60 senza di me".
  
“Il mio successo - sottolinea Pedersoli - è merito del pubblico che ha avuto subito simpatia per quest’uomo di 120/150 chili; ma è stato lo sport ad insegnarmi i valori della vita, il sacrificio, il rispetto per l’avversario e per le regole, l'amicizia, la solidarietà, il coraggio e la follia del razzismo. Ricordo con nostalgia gli anni da atleta. Viaggi in terza classe per partecipare alle gare, goliardiche cene con i compagni di squadra, epidosi simpaticissimi come quando a Napoli, durante una gara di nuoto, franò una tribuna del pubblico e noi atleti ci tuffamo per salvare le persone e recuperarne i loro effetti personali tra applausi scroscianti: doveva essere una giornata di sport, divenne una giornata memorabile di cronaca cittadina".
  
Un uomo che, malgrado i suoi impegni cinematografici, non ha mai abbandonato l'universo acquatico. "Ricordo che ai Mondiali di Roma '94, dopo il successo del Settebello, andai negli spogliatoi per estendere i complimenti ai campioni. Gli dissi: "congratulazioni signorine". Tutti mi coprirono di abbracci ma mi chiesero il perché di "signorine". "Beh - gli risposi - noi giocavamo in sette, voi siete quasi il doppio!". Lo sport negli ultimi cinquant'anni è cambiato moltissimo, il nuoto in particolare. Noi eravamo dei pionieri, oggi sono più di 5.000.000 i praticanti in piscina; la diffusione delle scuole nuoto, della cultura dell'acqua e dell'agonismo sono promosse dalla Federazione con professionalità e continuità. La pallanuoto si giocava in sette, le rose erano composte al massimo da nove giocatori, ma già era un'eccezione. Impossibile un paragone con la pallanuoto attuale, con squadre da 20 giocatori, giovanili, televisione, radio. Ai miei tempi - continua Pedersoli - nuotavo uno/due chilometri al giorno, non avevamo nulla, se non un costume, un allenatore col fischietto, una panca e qualche peso in palestra. Oggi abbiamo un palmares di tutto rispetto in ogni disciplina. Dobbiamo essere fieri di ragazzi, dirigenti e tecnici. Una crescita importante, alla quale ho riservato parte della mia vita, e resa possibile dal lavoro della Federazione Italiana Nuoto del Presidente Paolo Barelli che, ultimamente, con i Mondiali di Roma 2009. ha posto la città e il Paese al centro dello sport mondiale". 
 
"Il mio sogno? - conclude - Che tutti i bambini possano praticare qualsiasi tipo di sport gratuitamente, perché lo sport è vita ed aiuta a crescere in maniera sana e a far emergere tutte le virtù umane”.
 
Il Presidente Paolo Barelli ammira da sempre l'impegno di Carlo Pedersoli - "uno di famiglia" - e la particolare attenzione che rivolge tutt'oggi al mondo natatorio e alla Federazione Italiana Nuoto. “Bud Spencer è famoso in tutto il mondo ma per noi resterà sempre Carlo Pedersoli - dichiara il Presidente - Quel ragazzo che ha infranto il muro dei 60 secondi nei 100 metri stile libero. Laziale come me. Cresciuto nella Società Sportiva Lazio. Azzurro di nuoto e pallanuoto. Nazionale olimpico. Con i suoi film ha fatto sorridere ma anche riflettere intere generazioni. Dai primi anni 2000 si è sempre reso disponibile per promuovere le iniziative federali in veste di testimonial. Una dimostrazione di affetto, di un legame indissolubile con l'universo acquatico. Un esempio per tutti. Tanti auguri Bud!".
 
consulta l'album fotografico di Carlo Pedersoli

LA SCHEDA DI CARLO PEDERSOLI - ALIAS BUD SPENCER
Carlo Pedersoli (alias, Bud Spencer) nasce a Napoli il 31 ottobre 1929. E’ un celebre attore italiano, particolarmente noto per i suoi film in coppia con Mario Girotti (alias, Terence Hill) ed un ex-nuotatore, più volte campione italiano a rana e stile libero. Già da piccolo si appassiona a diversi sport e in particolare al nuoto, per il quale dimostra una grande predisposizione. Nel 1937 diventa membro di un club locale di nuoto e vince alcuni premi. Successivamente si trasferisce con la famiglia prima a Roma, dove si distingue come ranista nelle Categorie Giovanili, e poi in Venezuela. Torna in Italia verso la fine degli anni '40, dopo essere stato tesserato dalla S.S. Lazio Nuoto, e diventa campione italiano di nuoto a rana nelle categorie giovanili (1945). Nel frattempo riprende gli studi iscrivendosi nuovamente all'Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza. Viene anche notato dall'ambiente cinematografico nel quale il suo esordio, quasi casuale, avviene con la grande produzione hollywoodiana “Quo Vadis?”, dove interpreta una guardia dell'impero romano. Contemporaneamente gareggia per i colori italiani alle Olimpiadi di Helsinki 1952. Dopo i Giochi Olimpici, insieme ad altri promettenti atleti, viene invitato alla Yale University e trascorre alcuni mesi negli Stati Uniti. Nel settembre del 1953, nel ruolo di centroboa nella Nazionale Italiana di Pallanuoto, con cinque gol contribuisce alla vittoria dell’Italia contro la Spagna. Nel 1956 vince il Campionato di Pallanuoto con la S.S. Lazio, segnando due reti nell'incontro decisivo contro il Camogli. Due anni dopo, alle Olimpiadi di Melbourne del 1956, riesce a ottenere un buon undicesimo posto nei 100 stile libero. E’ il primo italiano ad infrangere la barriera del minuto netto, titolo che deterrà fino alla fine della sua carriera. Nonostante i numerosi impegni, sportivi e non, Carlo consegue la Laurea in Legge. Nel 1958 lascia l’Italia e per un anno lavora a un progetto della Panamericana, la strada che attualmente collega Panama a Buenos Aires. Nel 1959 torna in Patria e si dedica alla composizione di colonne sonore, ottenendo un contratto con la RCA. Nel 1960 sposa Maria Amato, figlia di un grande produttore cinematografico. Riluttante al cinema, continua ad occuparsi di musica fino al 1967, quando prende il via la sua carriera. In quell’ anno Giuseppe Colizzi, suo vecchio amico, gli offre una parte in un film e, dopo qualche esitazione, Carlo accetta. Sul set conosce il suo partner di lavoro, un giovane attore con all’attivo varie pellicole, ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico: è Mario Girotti, suo futuro inseparabile compagno, meglio noto come Terence Hill. Il film “Dio perdona... io no!” è la prima pellicola della coppia, diventata poi nel tempo inossidabile per questo genere di produzioni. Le due star nelle presentazioni in locandina decidono di cambiare i propri nomi, considerati “troppo italiani” per fare colpo a livello internazionale, per rendere più credibili le opere e i personaggi interpretati. Gli pseudonimi che li renderanno celebri sono, rispettivamente, quelli di “Bud Spencer” e di “Terence Hill”. Negli anni seguenti la coppia gira numerosi film assieme, soprattutto del genere spaghetti-western. Parallelamente al cinema, Pedersoli porta avanti le sue passioni fra le quali anche quella del volo: nel 1975 infatti consegue la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti. Da ricordare è anche il suo amore per la musica: nel 1977 scrive alcune canzoni per “Lo chiamavano Bulldozer”, delle quali una viene da lui stesso interpretata durante il film. Negli ultimi anni, Carlo dimostra ampiamente le sue qualità di attore drammatico, dedicandosi anche a film impegnati come il recente “Cantando dietro i paraventi” (2003) di Ermanno Olmi. Da poco ha terminato di girare un film dal titolo "Uccidere è il mio mestiere", una produzione tedesca, dove interpreta il maestro di un assassino completamente cieco. Nel 1979 riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania. Nel 2004 diventa testimonial della Federazione Italiana Nuoto, presieduta dal Senatore Paolo Barelli. Nel 2005 il Comune di Civitavecchia gli attribuisce il Caimano d'Oro “per la sua carriera di nuotatore, e per essere rimasto sempre vicino a questo sport anche quando è diventato un attore affermato e conosciuto in tutto il mondo”. Carlo Pedersoli sceglie il suo soprannome "Bud Spencer" in onore del suo idolo, Spencer Tracy, e per la sua birra preferita, la Budweiser.


Il Presidente Barelli ribadisce solidarietà ai Circoli, invoca il buon senso e auspica il ripristino delle attività socio-agonistiche. Il Presidente del CR Lazio Mauretti mette a disposizione i propri spazi d'acqua per sopperire alle immediate esigenze

ROMA
Il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli ribadisce "la solidarietà già espressa ieri dalla Federazione Italiana Nuoto a tutti i dirigenti dei Circoli Sportivi che - nel rispetto del quadro normativo emanato dagli Organi di Stato e dagli Enti Locali - hanno attuato investimenti a favore dell’intero movimento natatorio", invita "i dirigenti delle Società interessate dalla vicenda a far prevalere il buon senso che deve caratterizzare in ogni occasione l'attività della dirigenza sportiva" e, confidando nella giustizia, auspica "che le autorità competenti trovino rapidamente le soluzioni atte a ripristinare le attività agonistiche e sociali dei circoli, ponendo rimedio ad un disagio oggettivo".
 
Il Presidente del Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Nuoto Gianpiero Mauretti comunica che: "per sopperire alle immediate esigenze dettate dalla drammatica situazione venutasi a creare, il Comitato Regionale Lazio, su invito della Presidenza della Federazione Italiana Nuoto, metterà a disposizione, per quanto possibile, gli spazi d'acqua di propria pertinenza per ospitare gratuitamente le attività al momento sospese nei circoli interessati dalle iniziative giudiziarie, che riguardano le opere di implementazione connesse ai Campionati del Mondo di Roma 09".






Solidarietà ai Circoli Sportivi che - nel rispetto del quadro normativo emanato dagli Organi di Stato e dagli Enti Locali - hanno attuato investimenti a favore dell’intero movimento natatorio

ROMA
Il potenziamento dell’impiantistica sportiva pubblica e privata in occasione dei Campionati del Mondo Roma 09 era e rimane un obiettivo prioritario della Federazione Italiana Nuoto.
 
Risultano pubblici i provvedimenti di legge emanati dalla Presidenza del Consiglio, dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Commissario Delegato di Governo, dal Consiglio e dalla Giunta del Comune di Roma, che hanno regolato l’iter procedurale a cui i circoli privati dovevano attenersi per ricevere le relative autorizzazioni.
 
Pertanto, in merito alle notizie diffuse a mezzo stampa riguardanti le iniziative giudiziarie che interessano le opere di implementazione connesse ai Campionati del Mondo di Roma 09, la Federazione Italiana Nuoto esprime pieno sostegno e solidarietà ai dirigenti dei Circoli Sportivi che - nel rispetto del citato quadro normativo emanato dagli Organi di Stato e dagli Enti Locali - hanno attuato investimenti a favore dell’intero movimento natatorio.
 
La Federazione Italiana Nuoto confida che un rapido corso della giustizia chiarisca tutti gli aspetti della vicenda e restituisca alle società interessate il pieno utilizzo degli impianti.