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Articoli filtrati per data: Aprile 2005 - FIN - Federazione Italiana Nuoto
Sabato, 02 Aprile 2005

Lo Sport si ferma

Alle 21.37 del 2 aprile si è spento a Roma Sua Santità Giovanni Paolo II. Alle 13.20, su invito del CONI, il Presidente Barelli aveva sospeso tutte le attività agonistiche della FIN. I messaggi del Presidente della Repubblica Ciampi e del CONI Petrucci

ROMA
Sua Santità Karol Wojtyla si è spento oggi a Roma, alle 21.37, nell'appartamento pontificio in Città del Vaticano. Lo ha comunicato il portavoce del Vaticano, Joaquin Navarro Valls.  
Nato a Wadowice, in Polonia, il 18 maggio 1920, Giovanni Paolo II è stato il Papa dei primati, il Papa dei mille viaggi, colui che nel nome del Signore e della pace ha avvicinato i popoli di tutto il mondo.
Giovanni Paolo II è stato il Papa della gente, sempre sensibile alle esigenze di tutti. Vicino alla politica, vicino allo sport: il Papa nuotatore, che amava vivere le acque del mare di Civitavecchia, che fece costruire una piscina nei giardini di Castelgandolfo.
Nominato cardinale il 26 giugno 1967 da Paolo VI, Karol Wojtyla fu eletto Papa la sera del 16 ottobre 1978 diventando il primo Pontefice non italiano dopo 455 anni. Il suo mandato è durato 26 anni.
Per l'aggravarsi delle condizioni di Sua Santità Karol Wojtyla e nel rispetto del dolore di tutti i fedeli, il Comitato Olimpico Nazionale aveva diffuso un comunicato alle 13.30 col quale invitava le federazioni sportive ad interrompe tutte le attività agonistiche di oggi e domani.
In ossequiosa associazione a tale decisione, il Presidente della Federazione Italiana Nuoto, Senatore Paolo Barelli, aveva pertanto sospeso e rimandato tutte le manifestazioni sportive in programma nel week end tra le quali i Campionati di pallanuoto e il Campionato Italiano Primaverile categoria Ragazze di nuoto sincronizzato in svolgimento a Padova.
 
Segue il messaggio alla Nazionale del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi:
"Gli italiani tutti, io con loro, piangono il Santo Padre, il Papa che abbiamo sentito a noi tanto vicino.
Lo abbiamo amato. Lo abbiamo ammirato per la forza delle idee, il coraggio, la passione, la capacità di trasmettere valori e speranza a tutti noi, soprattutto ai nostri giovani, ai giovani di tutto il mondo. Abbiamo ammirato la Sua la straordinaria apertura al dialogo tra religioni ed etnie.
L'Italia è in lutto. Avverto, come tutti, un profondo dolore.
E' forte in me il ricordo dei tanti incontri, dei tanti colloqui. Mia moglie ed io conserveremo per sempre nel cuore la Sua voce, soprattutto i Suoi occhi luminosi e acuti, che ti scavavano nel profondo; il Suo sguardo, carico di affetto , che ti abbracciava prima ancora che Egli alzasse le braccia.
Non potrò mai dimenticare momenti straordinari come il raduno di milioni di giovani durante il Giubileo, nell'agosto del 2000, a Tor Vergata.
Né dimenticherò mai l'emozione che provai quando in una cerimonia ad Assisi, nel gennaio del 2002, il Santo Padre mi offrì di portare la lampada sul trìpode della pace.
Giovanni Paolo II ha segnato la storia.
Sarà ricordato come uno di quegli uomini che hanno indicato una strada, di libertà e di giustizia, e che l'hanno perseguita con tutte le loro forze.
In questo momento di profonda commozione, il pensiero va allo straordinario contributo che Egli ha dato al superamento della divisione tra Est ed Ovest, al Suo strenuo impegno per un ordine mondiale sorretto da principi ed obiettivi di pace, al Suo infaticabile apostolato in ogni angolo della terra in sostegno di una migliore condizione umana.
Egli ha comunicato speranza e fiducia a tutti noi. Ha scolpito le coscienze con i valori che danno senso e dignità alla vita delle persone e della società umana.
Giovanni Paolo II ha creduto nella forza dello spirito e ha testimoniato, con il Suo indomito coraggio e la serenità nella sofferenza, la fortezza che permette di affrontare qualsiasi ostacolo, di operare per il bene in ogni circostanza.
Egli continuerà a vivere nei nostri cuori, nella riconoscenza per la Sua testimonianza, per il Suo esempio.
Egli è stato vero apostolo di pace nel mondo intero.
L'Italia, Roma - la Sua Diocesi che si sta riversando in Piazza San Pietro - piangono la perdita di un Padre, di una persona amata".

 
Segue il messaggio del Presidente del CONI, Giovanni Petrucci:
“E’ morto il Papa di tutti. Per noi se n’é andato il Papa degli sportivi.
Lascio ad altri valutazioni storiche sulla rivoluzione politica e sociale di cui ha saputo essere cardine. Cambiando il mondo, abbattendo muri e pregiudizi, facendo riconoscere alla religione un ruolo che oramai da secoli le veniva negato.
Nessuno, penso di poter tranquillamente dire, ha saputo ricoprire questo ruolo come lo ha fatto lui. Ci lascia meravigliosi ricordi ed  un vuoto davvero incolmabile. Karol Wojtila è stato un inno all’autenticità. Aveva vissuto la gioventù, stagione laica della sua vita, praticando lo sport con grande passione e non ha mai dimenticato, o finto di dimenticarne, le emozioni che ne ha tratto. Parlava ai giovani e agli sportivi come uno di loro, forte degli stessi entusiasmi. Lo faceva con passione e competenza, andava dritto al cuore, stracciava ogni distanza. Per ben tre volte ci ha fatto il regalo di stare con noi del CONI allo Stadio Olimpico di Roma, nella casa dello sport italiano. Nell’aprile del 1984, più di vent’anni fa, in occasione del Giubileo Internazionale degli Sportivi, ricordo che assegnò un compito importante allo sport, disse che da solo non avrebbe potuto dare soluzione a problemi come quelli dell’incomprensione e dell’ingiustizia, della disoccupazione e dell’emarginazione, della fame e della guerra, ma che comunque anche in tutte queste questioni apparentemente estranee lo sport avrebbe potuto e dovuto dare un grande contributo. Nel maggio del 1990 fu di nuovo tra noi, sotto il nuovo tetto dell’Olimpico, pronto ad ospitare di lì a poco i Campionati Mondiali di Calcio. E nel 2000, ahimé non più giovanissimo, ma ancora vibrante di una grande carica vitale e di energia spirituale, restò con noi per molte ore in occasione dell’Anno Santo per gli sportivi. Ce lo siamo goduto quel giorno...
Non sembri irriverente la mia considerazione: Giovanni Paolo II ha saputo essere il Papa che la gente voleva in ogni momento della sua vita ed ha saputo essere anche un Papa da stadio. Con la pressione dei giovani addosso, tra migliaia di persone, dovendo parlare ed agire in diretta, senza il filtro delle liturgie, ha creato dei momenti di splendida comunione con chi gli stava attorno. E ricordo le sue scalate e le sue sciate in vacanza, le sue maratone a portare la parola di Cristo in ogni angolo del mondo. E’ stato il vero Cristo in Terra: ce lo ha dimostrato con la sofferenza visibile di questi ultimi anni. Senza mai cedere alla fatica. Un vero campione...”.
   
Questo il comunicato stampa del CONI delle 13.30
Il presidente del CONI  Giovanni Petrucci - alla luce degli ultimi bollettini medici che scandiscono l’ineluttabilità e l’imminenza della fine del Santo Padre, nel rispetto dei sentimenti degli atleti, dei tecnici, dei dirigenti e degli appassionati, nonché delle esigenze di certezza da garantire a tutti loro - ha invitato le Federazioni Sportive Nazionali a dare disposizioni per la sospensione immediata delle attività agonistiche in calendario per questo fine settimana.
     
clicca qui per consultare il sito del CONI 
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clicca sui link per leggere:
il Discorso di Giovanni Paolo II al Giubileo degli Sportivi
l'Omelia di Giovanni Paolo II al Giubileo degli Sportivi 
La Preghiera dello Sportivo