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(BUR n°23 del 5 giugno 2006 - estratto dalla Serie Ordinaria "Requisiti per la costruzione, la manutenzione, la gestione, il controllo e la sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie.")


LA GIUNTA REGIONALE

Premesso che:
- il d.P.R. 616/7 e la legge 833/8 individuano, tra le materie di assistenza sanitaria e ospeda1iera, la tutela igienico-sanitaria delle attività sportive e ricreative;
- le funzioni riguardanti detta materia sono svolte, ai sensi della citata legge 833/78, dalle USL, mentre è dato mandato alle Regioni .di disciplinare lo svolgimento di dette funzioni;
- la l.r. 31/1997,dettante norme in materia di svolgimento delle funzioni di cui sopra, attribuisce la competenza alle Aziende Sanitarie Locali, che la svolgono, secondo quanto successivamente precisato e stabilito con legge regionale 32/2001, tramite il Dipartimento di Prevenzione Medico;
- all'interno delle funzioni sopra descritte è compresa anche la vigilanza sugli aspetti relativi ai requisiti igienico sanitari strutturali e di funzionamento delle piscine ad uso natatorio.

Preso atto che, fino ad oggi, per lo svolgimento di dette funzioni si è fatto unicamente riferimento ai Regolamenti Locali di Igiene in recepimento del Regolamento Tipo emanato dalla Regione Lombardia.

Verificato che le regolamentazioni locali contengono talora norme non adeguatamente armonizzate tra loro;

Dato atto, inoltre che, relativamente agli aspetti igienico-sanitari, soprattutto per ciò che concerne le caratteristiche di qualità delle acque utilizzate in detti impianti e dei relativi controlli, l'unico riferimento era costituito dalla Circolare Ministeriale 128 del 1971.

Considerato che l'attività natatoria è particolarmente diffusa, anche in relazione al fatto che, viene promossa come stile di vita salutare, in quanto ritenuta l'attività motoria più completa, per un adeguato e armonico sviluppo;

Considerato che è quindi fondamentale individuare requisiti strutturali, di gestione e di funzionamento al fine di prevenire ed eliminare possibili situazioni di pregiudizio per la salute degli utenti;

Considerato tuttavia che la disciplina della materia contempla:
- aspetti riguardanti livelli qualitativi essenziali quali la fissazione di requisiti standard su scala nazionale, delle caratteristiche di qualità delle acque utilizzate;
- aspetti di natura regolamentare che rientrano nella esclusiva competenza legislativa regionale;

Visto il d.lgs. 28 agosto 1997 n. 281, che prevede che possano essere sanCiti accordi tra Stato e Regioni per coordinare l'esercizio delle rispettive competenze;

Visto l'accordo sancito in data 16 gennaio 2003 tra Stato e Regioni avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza ai fini igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio»;

Visto, in particolare, il punto 3 del predetto accordo che:

1) demanda alla disciplina regionale, la fissazione delle caratteristiche strutturali e gestionali:
- delle piscine di proprietà pubblica o comunque destinate ad un'utenza pubblica;
- delle piscine condominiali;
- delle piscine ad uso speciale;

2) stabilisce che i requisiti di qualità delle acque debbono avere come riferimento quelli di cui alla tabella A dell'Allegato I al medesimo Accordo del 16 gennaio 2003;

Ritenuto dunque opportuno adottare un provvedimento che provveda a disciplinare la materia in modo omogeneo sul territorio regionale, anche al fine di consentire a coloro che intendono realizzare e gestire impianti di piscine, nonché agli utenti dei medesimi impianti, di aver come riferimento norme trasparenti ed applicabili uniformemente.

Visto il documento presentato dall'Assessore alla Sanità, avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine ad uso natatorio» allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;

Preso atto che il documento stesso possiede le caratteristiche di trasparenza, applicabilità sopra evidenziati;

Preso atto che, come riferito dall'Assessore proponente, alla predisposizione del suddetto documento, hanno partecipato le diverse componenti interessate alla disciplina degli aspetti igienico-sanitari, strutturali e gestionali nel settore:
- le ASL;
- i Comuni che hanno fornito il loro contributo tramite ANCI;
- i gestori degli impianti e delle strutture in cui le piscine sono collocate;
- le autorità sportive (CONI); - gli enti tecnici di normazione (UNI);
- i costruttori (ASSOPISCINE);

Preso atto, altresì, che la suddetta proposta:
- definisce i requisiti di carattere igienico-sanitario, demandando alle normative tecniche i riferimenti specifici;
- prevede, in linea con gli obiettivi di semplificazione della corrente legislatura, al fine di consentire, comunque nella certezza della tutela della salute della popolazione, il libero sviluppo delle attività imprenditoriali, che la realizzazione e la gestione non siano soggetti a provvedimenti autorizzativi specifici;
- prevede che compete ai responsabili di dette strutture la scelta delle soluzioni tecniche più adeguate per il mantenimento dei requisiti mediante un appropriato sistema di autocontrollo;
- affida alle autorità di controllo la verifica del mantenimento dei requisiti, e l'adozione dei necessari provvedimenti a tutela della salute.

Vista la propria deliberazione n. 2231 adottata in data 29 marzo 2006 avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza ai fini igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio» con la quale si stabiliva:
- di approvare il documento allegato alla deliberazione di cui sopra;
- di trasmetterlo al Consiglio regionale per acquisire il parere della competente commissione consiliare;

Preso atto che, nella seduta del 13 aprile 2006, la Commissione Consiliare III formulava il proprio parere approvando all'unanimità il documento presentato;

Ad unanimità dei voti espresse nelle forme di legge

DELIBERA:

1. di approvare il documento avente ad oggetto «Requisiti di gestione, controllo e sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine ad uso natatorio» allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;
2. di disporne la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale di renderlo disponibile sul sito della Regione Lombardia.

Il segretario: Bonomo


Requisiti per la costruzione, la manutenzione, la gestione, il controllo e la sicurezza, ai fini igienico-sanitari, delle piscine natatorie
Norme in materia di requisiti igienico-sanitari delle piscine ad uso natatorio


SOMMARIO

Capo I - Disposizioni generali
Art. 1 - Definizione
Art. 2 - Finalità
Art. 3 - Classificazione delle piscine
Art. 4 - Definizione degli elementi funzionali del complesso piscina
Art. 5 - Regolamento regionale
Art. 6 - Regolamento comunale

Capo II - Piscine pubbliche, private aperte al pubblico o private ad uso collettivo
Art. 7 - Campo di applicazione
Art. 8 - Caratteristiche generali delle piscine
Art. 9 - Requisiti igienico-sanitari dell'acqua
Art. 10 - Regolamento interno della piscina
Art. 11 - Responsabile della piscina
Art. 12 - Dotazione del personale
Art. 13 - Autorizzazione
Art. 14 - Dichiarazione di inizio di attività
Art. 15 - Controlli
Art. 16 - Controlli interni
Art. 17 - Controlli esterni
Art. 18 - Sanzioni
Art. 19 - Norme transitorie e deroghe

Capo III - Piscine condominiali
Art. 20 - Campo di applicazione
Art. 21 - Caratteristiche generali delle piscine condominiali
Art. 22 - Requisiti igienico-sanitari dell'acqua
Art. 23 - Responsabile della piscina
Art. 24 - Assistente ai bagnanti
Art. 25 - Regolamento interno della piscina condominiale

Capo IV - Norme finali
Art. 26 - Applicabilità delle norme


CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 01 - Definizione
1. Si definisce piscina un complesso attrezzato per la balneazione che comporti la presenza di uno o più bacini artificiali utilizzati per attività ricreative, formative e sportive.
2. La presente legge non si applica alle piscine destinate ad usi speciali collocate all'interno di una struttura di cura, di riabilitazione, di estetica, termale, la cui disciplina è definita da una normativa specifica.

Art. 02 - Finalità
1. La Regione Toscana intende contribuire alla tutela della salute ed alla sicurezza dei bagnanti e del personale addetto alla gestione delle piscine ad uso natatorio, mediante la definizione dei requisiti per la costruzione delle stesse, le indicazioni per la loro manutenzione e per le specifiche attività di vigilanza.

Art. 03 - Classificazione delle piscine
1. Le piscine, in base alla loro destinazione, si distinguono nelle seguenti categorie:
a) piscine, di proprietà pubblica o privata, destinate ad un'utenza pubblica, a loro volta si distinguono in:
1) piscine pubbliche, private aperte al pubblico;
2) piscine private ad uso collettivo: sono quelle inserite in strutture adibite, in via principale, ad altre attività ricettive come alberghi, campeggi, strutture agrituristiche e simili, nonché quelle al servizio di collettività, palestre o simili, accessibili ai soli ospiti, clienti, soci della struttura stessa;
3) impianti finalizzati al gioco acquatico.
b) piscine facenti parte di condomini e destinate esclusivamente all'uso privato degli aventi titolo e dei loro ospiti ai sensi degli articoli 1117 e seguenti del codice civile.
2. Ai fini igienico-sanitari, le piscine, oltre che in base al criterio della destinazione di cui al comma 1, si distinguono in base alle caratteristiche strutturali, ambientali ed in base alla loro utilizzazione come previsto nel regolamento regionale di cui all' articolo 5.

Art. 04 - Definizione degli elementi funzionali del complesso piscina
1. Nel complesso piscina possono individuarsi i seguenti elementi funzionali, la cui presenza e le cui caratteristiche sono definite dal regolamento regionale di cui all'articolo 5, in relazione alle diverse categorie e tipologie di piscine e tipi di vasca:
a) sezione pubblico;
b) sezione vasche, natatorie e di balneazione;
c) sezione servizi;
d) sezione impianti tecnici;
e) sezione attività ausiliarie.
2. Le sezioni di cui al comma 1, lettere a), b), c), e), devono essere rese accessibili ai sensi delle vigenti norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche.

Art. 05 - Regolamento regionale
1. Al fine di assicurare le esigenze unitarie, la Regione emana, nel rispetto delle norme tecniche previste dalla legislazione comunitaria e statale, entro centottanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, un regolamento che definisce:
a) i requisiti strutturali, gestionali, tecnici, igienico-ambientali dell'impianto di piscine, ivi compresa la specificazione del limite massimo degli utenti ammissibili;
b) i requisiti fisici, chimico-fisici, chimici e microbiologici delle acque di vasca;
c) le modalità di esercizio dell'attività di vigilanza ed i controlli;
d) la documentazione necessaria ai fini dei controlli interni di cui all'articolo 16;
e) le deroghe ai sensi dell'articolo 9, comma 5;
f) le deroghe ai sensi dell'articolo 19, comma 3.

Art. 06 - Regolamento comunale
1. I comuni provvedono, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del regolamento regionale di cui all'articolo 5, ad adeguare i propri regolamenti alla presente legge ed al regolamento regionale.


CAPO II - PISCINE PUBBLICHE, PRIVATE APERTE AL PUBBLICO O PRIVATE AD USO COLLETTIVO

Art. 07 - Campo di applicazione
1. Le disposizioni contenute nel presente capo si applicano esclusivamente alle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), e contengono i criteri per la gestione ed il controllo ai fini della tutela igienico-sanitaria e della sicurezza.

Art. 08 - Caratteristiche generali delle piscine
1. I requisiti igienico-ambientali si riferiscono alle caratteristiche delle acque utilizzate nell'impianto di piscina, alle condizioni termo-igrometriche e di ventilazione, illuminotecniche ed acustiche, secondo quanto disposto nel regolamento regionale di cui all'articolo 5.
2. L'approvvigionamento idrico per l'alimentazione delle vasche è assicurato attraverso un acquedotto pubblico o attraverso altre fonti qualitativamente rispondenti ai requisiti di cui all'articolo 9.
3. Il fabbisogno idrico è quantificato in rapporto alla densità dei bagnanti e definito dal regolamento regionale di cui all'articolo 5.
4. L'ampiezza dell'area totale di insediamento delle piscine deve risultare proporzionata alla superficie complessiva delle vasche, secondo quanto stabilito nel regolamento regionale di cui all'articolo 5.
5. L'area di insediamento dell'impianto piscina deve consentire l'accessibilità ai mezzi di servizio e di soccorso ed ai disabili di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).

Art. 09 - Requisiti igienico-sanitari dell'acqua
1. Gli impianti di cui alla presente legge sono quelli alimentati con acqua dolce, superficiale o sotterranea.
2. Sono ricompresi tra gli impianti di cui alla presente legge quelli alimentati con acqua marina.
3. Le acque utilizzate nell'impianto di piscina sono classificate nel modo seguente:
a) acqua di approvvigionamento, utilizzata per l'alimentazione delle vasche, riempimento e reintegro, e destinata agli usi igienico-sanitari;
b) acqua di immissione in vasca, costituita sia dall'acqua di ricircolo che da quella di reintegro opportunamente trattate per assicurare i necessari requisiti;
c) acqua contenuta in vasca presente nel bacino natatorio e a diretto contatto con i bagnanti.
4. L'acqua di approvvigionamento ha caratteristiche conformi alla legislazione vigente concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, relativamente ai valori per i parametri chimici e microbiologici di cui al decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 (Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano), e precisati nel regolamento regionale di cui all'articolo 5.
5. L'Azienda unità sanitaria locale può consentire per l'acqua di approvvigionamento una deroga ai parametri chimici di cui al comma 4, nei casi, per il tempo e per i parametri indicati nel regolamento regionale di cui all'articolo 5..
6. L'acqua di approvvigionamento non proveniente da pubblico acquedotto è sottoposta a controlli di conformità per i parametri tossici e microbiologici di cui al comma 4, con frequenza almeno semestrale.
7. La vasca della piscina è completamente svuotata, anche al fine di consentire una adeguata pulizia e sanificazione delle superfici della vasca medesima, almeno una volta l'anno e comunque ad ogni inizio di apertura stagionale.
8. La Regione favorisce l'adozione di sistemi a basso impatto ambientale nella gestione delle piscine; il regolamento regionale di cui all'articolo 5 definisce le caratteristiche di tali impianti e le forme di incentivazione.

Art. 10 - Regolamento interno della piscina
1. All'ingresso dell'impianto è esposto in maniera ben visibile ai frequentatori il regolamento della piscina nel quale devono essere disciplinate la capienza massima dell'impianto e le modalità di accesso alle vasche, sulla base delle disposizioni contenute nella presente legge e nel regolamento regionale di cui all'articolo 5.

Art. 11 - Responsabile della piscina
1. Al fine di garantire l'igiene, la sicurezza degli impianti e dei bagnanti e la funzionalità delle piscine, il titolare dell'impianto individua il responsabile della piscina ovvero dichiara formalmente di assumerne personalmente le funzioni.
2. Il responsabile della piscina:
a) assicura il corretto funzionamento della struttura sotto il profilo gestionale, tecnologico e organizzativo;
b) assicura il rispetto dei requisiti igienico-ambientali dell'impianto, nonché dei requisiti fisici, chimico-fisici, chimici e microbiologici delle acque di vasca previsti nel regolamento regionale di cui all'articolo 5;
c) assicura la corretta esecuzione delle procedure di autocontrollo previste all'articolo 16;
d) assicura che siano eseguite in tutti gli ambienti della piscina una quotidiana pulizia ed una periodica disinfezione, con l'allontanamento di ogni rifiuto, secondo le modalità riportate nel regolamento regionale di cui all'articolo 5 e nelle procedure di autocontrollo.

Art. 12 - Dotazione del personale
1. Al fine di garantire l'igiene, la sicurezza degli impianti e dei bagnanti e la funzionalità della piscina sono individuati:
a) l'assistente ai bagnanti;
b) l'addetto agli impianti tecnologici.
2. L'assistente ai bagnanti è una persona abilitata al servizio di salvataggio e di primo soccorso dalla sezione di salvamento della Federazione italiana nuoto ovvero munita di brevetto di idoneità per i salvataggi in mare rilasciato da società autorizzata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. L'assistente ai bagnanti vigila ai fini della sicurezza sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali intorno alla vasca.
4. La presenza di assistenti ai bagnanti a bordo vasca in numero proporzionato al numero e alle caratteristiche delle vasche e al numero dei bagnanti, secondo quanto stabilito dal regolamento regionale di cui all'articolo 5, deve essere assicurata in modo continuativo durante tutto l'orario di funzionamento della piscina.
5. Per le piscine private ad uso collettivo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), numero 2), a disposizione esclusiva degli ospiti della struttura, non è obbligatoria la presenza dell'assistente ai bagnanti.
6. Per le piscine ad uso collettivo di cui al comma 5, ove non sia prevista la presenza dell'assistente ai bagnanti, il responsabile della piscina informa adeguatamente gli utenti circa l'assenza dell'assistenza ai bagnanti ed attrezza l'area della piscina di adeguate protezioni nel rispetto del divieto di accesso incontrollato nei confronti dei minori di anni quattordici al fine di salvaguardarne l'incolumità.
7. L'addetto agli impianti tecnologici ha il compito di garantire il corretto funzionamento degli impianti.

Art. 13 - Autorizzazione
1. Il titolare della piscina presenta la richiesta di autorizzazione all'esercizio dell'impianto al comune in cui ha sede l'impianto per le piscine pubbliche, le piscine private aperte al pubblico e gli impianti finalizzati al gioco acquatico di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), numeri 1) e 3).
2. Il comune, previa acquisizione del parere dell'azienda USL competente che verifica la conformità dell'impianto con quanto previsto dalla legge e dal regolamento regionale di cui all'articolo 5, rilascia l'autorizzazione con provvedimento comunicato al richiedente nel termine indicato nel regolamento comunale di cui all'articolo 6, e comunque non oltre novanta giorni dalla richiesta di autorizzazione.
3. Entro lo stesso termine di cui al comma 2, è comunicato l'eventuale diniego della autorizzazione.
4. Il comune comunica tempestivamente all'azienda USL competente tutti i dati relativi alle autorizzazioni emesse, indicandone eventuali deroghe, al fine di consentire il regolare svolgimento dell'attività di vigilanza.

Art. 14 - Dichiarazione di inizio di attività
1. Per le piscine private ad uso collettivo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), numero 2), il titolare presenta al comune ove ha sede l'impianto una dichiarazione di inizio di attività (DIA), corredata dai documenti che attestano il rispetto di quanto previsto dalla legge e dal regolamento regionale di cui all'articolo 5, almeno trenta giorni prima dell'apertura dell'impianto.
2. Il comune esercita, avvalendosi dell'azienda USL competente, una verifica del rispetto delle disposizioni di legge e di regolamento, entro sessanta giorni dalla data di presentazione della DIA.
3. Qualora dalla verifica di cui al comma 2 o dai controlli esterni operati dall'azienda USL siano evidenziate violazioni delle disposizioni di legge e di regolamento, il comune dispone la sospensione o la cessazione dell'attività dell'impianto.
4. Il comune comunica immediatamente all'azienda USL competente tutti i dati relativi alle DIA ricevute, al fine di consentire il regolare svolgimento dell'attività di vigilanza.

Art. 15 - Controlli
1. I controlli per la verifica del corretto funzionamento del complesso sono distinti in controlli interni, eseguiti a cura del responsabile della piscina, e controlli esterni, di competenza dell'azienda USL.

Art. 16 - Controlli interni
1. Il responsabile della piscina garantisce la corretta conduzione sotto il profilo igienico-sanitario di tutti gli elementi funzionali del complesso che concorrono alla sicurezza della piscina.
2.I controlli interni sono eseguiti secondo protocolli di gestione e di autocontrollo; a tal fine, il responsabile della piscina redige un documento di valutazione del rischio in cui è considerata ogni fase che può rivelarsi critica nella gestione dell'attività, nel rispetto degli elementi indicati nel regolamento regionale di cui all'articolo 5.
3. Il responsabile della piscina tiene altresì a disposizione dell'autorità incaricata del controllo ulteriori documenti indicati nel regolamento regionale di cui all'articolo 5.
4. Il responsabile della piscina garantisce che siano applicate, mantenute e aggiornate le procedure previste nel documento di valutazione del rischio di cui al comma 2.
5. La documentazione relativa ai controlli effettuati dal responsabile è a disposizione dell'azienda USL per un periodo di due anni.
6. Qualora il responsabile, in seguito al controllo interno effettuato, riscontri valori dei parametri igienico-sanitari al di fuori dei limiti previsti dal piano di autocontrollo, provvede alla soluzione del problema ed al ripristino delle condizioni ottimali, dandone tempestiva comunicazione alla azienda USL, nel caso in cui sia necessario sospendere la balneazione.

Art. 17 - Controlli esterni
1. I controlli sono effettuati dall'azienda USL, secondo quanto stabilito nel regolamento regionale di cui all'articolo 5, sulla base di appositi piani di controllo e vigilanza e secondo modalità e frequenza che tengano conto della tipologia degli impianti e delle situazioni locali.
2. L'azienda USL competente, qualora accerti che nella piscina sono venuti meno i requisiti indicati nella presente legge e nel regolamento regionale di cui all'articolo 5, dispone, anche attraverso prescrizioni dirette, che siano poste in atto le opportune verifiche e adottati i necessari provvedimenti per il ripristino di detti requisiti.
3. In caso di inadempienza, nei termini fissati, alle prescrizioni formulate ai sensi del comma 2, e comunque ogniqualvolta vi siano condizioni di rischio per la salute degli utenti, l'azienda USL può disporre, anche in via temporanea, la chiusura dell'impianto, dandone immediata comunicazione al comune.

Art. 18 - Sanzioni
1. I titolari delle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), che esercitano l'attività senza l'autorizzazione di cui all'articolo 13, o senza la dichiarazione di inizio di attività di cui all'articolo 14, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500,00 a euro 6.000,00. La sanzione comporta l'immediata chiusura dell'impianto.
2. I responsabili delle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), prive della documentazione relativa al funzionamento e all'autocontrollo di cui all'articolo 16, commi 2 e 3, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento d i una somma da euro 500,00 a euro 3.000,00. La sanzione comporta l'immediata chiusura dell'impianto.
3. I responsabili delle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), prive dei requisiti strutturali, gestionali, tecnici e igienico-ambientali dell'impianto piscina indicati nel regolamento regionale di cui all'articolo 5, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500,00 a euro 3.000,00.
4. I responsabili delle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), prive dei requisiti fisici, chimico-fisici, chimici e microbiologici delle acque di vasca indicati nel regolamento regionale di cui all'articolo 5, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500,00 a euro 3.000,00, nel caso in cui non si adempia nei termini indicati alle prescrizioni impartite dall'azienda USL.
5. I responsabili delle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), prive del personale di assistenza ai bagnanti durante l'orario di apertura ai sensi d ell'articolo 12, comma 4, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500,00 a euro 3.000,00; tale sanzione non si applica alle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), numero 2), nel caso in cui non sia prevista la presenza dell'assistente ai bagnanti.
6. I responsabili delle piscine di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento al comune in cui ha sede l'impianto di una somma da euro 200,00 a euro 1.200,00, nei seguenti casi:
a) mancato svuotamento dell'acqua delle piscine ai sensi dell'articolo 9, comma 7;
b) mancata esposizione del regolamento della piscina di cui all'articolo 10;
c) presenza di bagnanti in numero superiore alla capienza massima della piscina indicata nel regolamento interno di cui all'articolo 10.
7. Ferma restando l'adozione da parte dell'autorità sanitaria di provvedimenti contingibili ed urgenti che si rendessero necessari a tutela della salute pubblica, nel caso in cui sia applicata la sanzione amministrativa di cui ai commi 3, 4 e 5, il comune dispone la sospensione dell'attività per un periodo da tre a trenta giorni.
8. Per quanto riguarda le procedure relative all'accertamento ed all'irrogazione delle sanzioni, si applicano le disposizioni contenute nella legge regionale 28 dicembre 2000, n. 81 (Disposizioni in materia di sanzioni amministrative).
9. Fatti salvi i poteri degli ufficiali ed agenti della polizia giudiziaria, l'accertamento delle violazioni è di competenza delle aziende USL.
10. La competenza all'applicazione delle sanzioni amministrative è del comune nel cui territorio la violazione è accertata.

Art. 19 - Norme transitorie e deroghe
1. Le piscine in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge sono adeguate alle disposizioni della presente legge e del regolamento regionale di cui all'articolo 5, entro il termine di un anno dalla data di entrata in vigore del regolamento regionale; qualora gli adeguamenti prevedano interventi di particolare complessità, il comune può concedere un ulteriore termine di un anno.
2. Le piscine in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge sono tenute a comunicare al comune, nei termini indicati al comma 1, l'avvenuto adeguamento alle disposizioni della presente legge e del regolamento regionale di cui all'articolo 5.
3. Nel caso di impossibilità tecnica di adeguamento alle norme previste dalla presente legge e dal regolamento regionale di cui all'articolo 5, allo scopo di mantenere comunque un congruo livello di attività negli impianti esistenti, è prevista una deroga definitiva, limitatamente ad alcuni requisiti individuati nel regolamento di cui all'articolo 5.
4. La deroga di cui al comma 3 è concessa dal comune, previa acquisizione del parere dell'azienda USL competente, applicando una riduzione del numero massimo dei bagnanti, definito dal regolamento regionale di cui all'articolo 5, rapportata alle carenze dell'impianto e comunque non inferiore al 25 per cento.


CAPO III - PISCINE CONDOMINIALI

Art. 20 - Campo di applicazione
1. Le disposizioni di cui al presente capo si applicano esclusivamente alle piscine facenti parte di condomini di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), e contengono i criteri per la gestione ai fini della tutela igienico-sanitaria e della sicurezza.

Art. 21 - Caratteristiche generali delle piscine condominiali
1. L'approvvigionamento idrico per l'alimentazione delle vasche deve essere assicurato attraverso un acquedotto pubblico o attraverso altre fonti qualitativamente rispondenti ai requisiti di cui all'articolo 8, per le piscine ad uso pubblico di cui al capo II.
2. Il fabbisogno idrico deve essere quantificato in rapporto alla densità dei bagnanti definito dal regolamento regionale di cui all'articolo 5.
3. L'area di insediamento dell'impianto piscina deve consentire l'accessibilità ai mezzi di servizio e di soccorso ed ai disabili di cui alla legge 104/1992.

Art. 22 - Requisiti igienico-sanitari dell'acqua
1. Si applicano alle piscine condominiali i requisiti igienico-sanitari previsti all'articolo 9, per le piscine ad uso pubblico di cui al capo II.

Art. 23 - Responsabile della piscina
1. Il responsabile della piscina è l'amministratore di condominio, salvo sia diversamente disposto.
2. E' individuato l'addetto agli impianti tecnologici al fine di garantire il corretto funzionamento degli impianti.

Art. 24 - Assistente ai bagnanti
1. Nel caso in cui l'assemblea condominiale preveda la presenza di un assistente ai bagnanti, definito ai sensi dell'articolo 12, comma 2, questi vigila, ai fini della sicurezza, sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali intorno alla vasca.
2. La presenza dell'assistente ai bagnanti, ove prevista, è assicurata durante l'orario di utilizzo della piscina.
3. L'assenza dell'assistente ai bagnanti, o la sua presenza solo in determinate fasce orarie, deve essere evidenziata nel regolamento interno della piscina di cui all'articolo 25.
4. Qualora non sia prevista la presenza dell'assistente ai bagnanti, l'area della piscina deve essere adeguatamente protetta nel rispetto del divieto di accesso incontrollato nei confronti dei minori di anni quattordici, al fine di salvaguardarne l'incolumità.

Art. 25 - Regolamento interno della piscina condominiale
1. All'ingresso dell'impianto è esposto in maniera ben visibile ai frequentatori il regolamento della piscina nel quale devono essere disciplinate le modalità di accesso alle vasche e riportante la capienza massima dell'impianto.


CAPO IV - NORME FINALI
Art. 26 - Applicabilità delle norme
1. Le disposizioni della presente legge si applicano dalla data di entrata in vigore del regolamento regionale di cui all'articolo 5.
cui al comma 1, cessano di produrre effetti decorsi ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Disciplina delle modalità di affidamento di impianti sportivi da parte degli enti pubblici territoriali della Toscana


ARTICOLO 1
Oggetto della legge

1. La presente legge disciplina, in attuazione di quanto disposto dall’articolo 90, comma 25, della legge 27 dicembre 2002 n. 289 (disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato), le modalità di affidamento degli impianti sportivi di proprietà degli enti pubblici territoriali, non gestiti direttamente dagli stessi.


ARTICOLO 2
Soggetti affidatari

1. Gli enti pubblici territoriali, che non intendano gestire direttamente i propri impianti sportivi, ne affidano in via preferenziale la gestione a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali.

2. L’affidamento in gestione a soggetti diversi da quelli indicati nel comma 1 avviene solo in caso di esito infruttuoso delle procedure di selezione di cui all’articolo 3 e comunque nel rispetto dei principi relativi alle medesime.


ARTICOLO 3
Regolamento

1. Gli enti pubblici territoriali, disciplinano con regolamento le modalità di affidamento in gestione degli impianti sportivi, nel rispetto dei seguenti criteri:
a) garanzia dell’apertura dell’impianto a tutti i cittadini;
b) garanzia di imparzialità nel permetterne l’utilizzo ai soggetti di cui all’articolo 2 che ne facciano richiesta all’affidatario;
c) differenziazione delle procedure di selezione in ragione della diversa tipologia e rilevanza economica degli impianti;
d) utilizzo dell’avviso pubblico come modalità di pubblicità della procedura di selezione, idonea a garantirne l’effettiva conoscenza a tutti i soggetti interessati;
e) scelta dell’affidatario che tenga conto dell’esperienza nel settore, del radicamento sul territorio nel bacino di utenza nell’impianto, dell’affidabilità economica della qualificazione professionale degli istruttori e allenatori utilizzati, della compatibilità dell’attività sportiva esercitata con quella praticabile nell’impianto e dell’eventuale organizzazione di attività a favore dei giovani, dei diversamente abili e degli anziani;
f) selezione da effettuarsi in base alla presentazione di progetti che consentano la valutazione dei profili economici e tecnici della gestione;
g) valutazione della convenienza economica dell’offerta, da effettuarsi in base alla previa indicazione da parte dell’ente territoriale del canone minimo che si intende percepire e dell’eventuale massimo contributo economico che si intende concedere a sostegno della gestione;
h) garanzia della compatibilità dell’eventuale attività ricreative e sociali di interesse pubblico praticabili straordinariamente negli impianti, con il normale uso degli impianti sportivi;
i) determinazione della durata massima dell’affidamento in gestione.

2. Nel regolamento gli enti pubblici territoriali possono altresì individuare ulteriori criteri di valutazione delle offerte, in aggiunta a quelli di cui al comma 1, lettera e).

3. In assenza del regolamento di cui al presente articolo, la selezione dei soggetti affidatari deve comunque avvenire nel rispetto dei criteri di cui allo stesso comma 1.


ARTICOLO 4
Convenzioni

1. Gli enti pubblici territoriali stipulano con il soggetto risultato affidatario una convenzione concernente la gestione dell’impianto sportivo.

2. La Convenzione stabilisce, in particolare, i criteri d’uso dell’impianto e le condizioni giuridiche ed economiche della gestione dello stesso.


ARTICOLO 5
Norme transitorie

1. Le convenzioni stipulate precedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge ed aventi scadenza nel termine di ventiquattro mesi da questa conservano efficacia.

2. Le convenzioni relative ad impianti sportivi oggetto di interventi di nuova edificazione o di ristrutturazione edilizia, effettuati dal soggetto gestore nei quindici anni precedenti la data di entrata in vigore della presente legge conservano efficacia.

3. Le convenzioni aventi scadenza successiva al termine di cui al comma 1, cessano di produrre effetti decorsi ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Disciplina delle modalità di affidamento della gestione di impianti sportivi pubblici.


ARTICOLO 1
Oggetto, ambito di applicazione e finalità

1. La Regione, in attuazione dell’articolo 90, comma 25, della legge 27 dicembre 2002 n. 289 recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria 2003), disciplina le modalità di affidamento a terzi degli impianti sportivi di proprietà degli enti pubblici territoriali.

2. Rientrano nell’ambito di applicazione della presente legge gli impianti sportivi di proprietà di enti pubblici non gestiti direttamente dagli enti medesimi, intesi quali strutture in cui possono praticarsi attività sportive di qualsiasi livello eventualmente associate ad attività ricreative e sociali di interesse pubblico.

3. Sono esclusi dall’applicazione della presente legge gli impianti sportivi situati in Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, ad eccezione delle piscine e delle sale con caratteristiche di palazzi dello sport.

4. L’uso degli impianti sportivi deve essere aperto a tutti i cittadini.


ARTICOLO 2
Affidamento della gestione

1. I Soggetti cui affidare la gestione degli impianti sportivi sono individuati in base a procedure ad evidenza pubblica, tra coloro che presentano idonei requisiti e che garantiscono il perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1.

2. Le gestione degli impianti sportivi è affidata dagli enti territoriali proprietari, in via preferenziale, a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione e propaganda sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali.

3. Gli enti territoriali provvedono alla stipula di convenzioni che stabiliscono i criteri d’uso degli impianti sportivi, nel rispetto delle finalità di cui alla presente legge.

4. L’uso dell’impianto sportivo deve essere garantito anche a società e associazioni sportive non affidatarie.


ARTICOLO 3
Requisiti generali per la valutazione dei soggetti richiedenti

1. Gli enti territoriali, nella formazione delle graduatorie per l’affidamento della gestione degli impianti sportivi, tengono conto del possesso dei seguenti requisiti da parte dei soggetti richiedenti:
a) rispondenza dell’attività svolta in relazione al tipo di impianto sportivo ed alle attività sportive in esso praticabili;
b) esperienza nella gestione di impianti sportivi;
c) qualificazione degli istruttori e degli allenatori;
d) livello di attività svolta;
e) attività svolta a favore dei giovani, dei disabili e degli anziani;
f) anzianità di svolgimento dell’attività in ambito sportivo;
g) numero di tesserati per le attività sportive che possono svolgersi nell’impianto.

2. Gli enti territoriali, al fine della valutazione delle offerte, possono individuare ulteriori requisiti in aggiunta a quelli di cui al comma 1, anche con riferimento alla economicità della gestione e alla conseguente ricaduta sulle tariffe applicate.

3. A ciascuno dei requisiti di cui ai commi 1) e 2) devono essere attribuiti valori omogenei e proporzionati tra loro, da pubblicizzare per le gare di affidamento della gestione.

4. Il totale dei valori assegnati per gli ulteriori requisiti eventualmente individuati dagli enti territoriali, in aggiunta a quelli di cui al comma1), non potrà comunque superare il trenta per cento del valore complessivo di tutti i requisiti di valutazione.


ARTICOLO 4
Norma transitoria

1. Le Convenzioni tra gli enti territoriali ed i soggetti affidatari della gestione degli impianti di cui all’articolo 1), stipulate antecendemente alla data di entrata in vigore della presente legge, la cui prima scadenza sia prevista entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della medesima, restano valide fino alla scadenza prevista nelle convenzioni stesse.

2. Le Convenzioni, la cui prima scadenza sia prevista oltre il termine di cui al comma 1), dovranno essere rinnovate secondo le previsioni di cui alla presente legge, entro il 31 dicembre 2006.
Disciplina delle modalità di affidamento della gestione di impianti sportivi da parte degli enti pubblici territoriali della Regione Abruzzo

ARTICOLO 1
Oggetto, ambito di applicazione e finalità

1. La Regione Abruzzo, in attuazione delle disposizioni del comma 25, dell’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002 n. 289 disciplina le modalità di affidamento a società ed associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali, degli impianti sportivi di proprietà degli enti pubblici territoriali, non gestiti direttamente dagli stessi.


ARTICOLO 2
Soggetti affidatari

1. Le associazioni e società sportive di cui all’ articolo 1 devono svolgere la loro attività senza fine di lucro.

2. L’affidamento degli impianti sportivi da parte degli Enti pubblici territoriali avviene prioritariamente a vantaggio delle società ed associazioni che praticano la disciplina sportiva relativa all’ impianto, e che operano nel territorio dell’ Ente affidatario.

3. In caso di presenza di più società o associazioni che praticano la stessa disciplina sportiva l’affidamento avviene a vantaggio della società o associazione con il maggior numero di iscritti e che svolgono la propria attività da un maggior numero di anni, in caso di parità del numero di iscritti prevale l’anzianità; a parità di numero di iscritti e di anni di attività l’affidamento avviene in favore della società o associazione che opera nel territorio dell’Ente affidatario.


ARTICOLO 3
Modalità dell’affidamento

1. Gli enti territoriali affidano la gestione degli impianti sportivi in concessione o in locazione per un periodo fino a dieci anni, rinnovabile per periodi fino a dieci anni su richiesta delle associazioni o società sportive di cui all’art. 1.

2. Le concessioni e locazioni di cui al comma 1 sono approvate e stipulate per un canone annuo non inferiore a 100 € e non superiore al 10% di quello determinato sulla base dei valori in commercio e sentito l’ Ufficio Tecnico Comunale.

3. Per quanto non previsto dalla presente legge si rinvia alle disposizioni delle L. R. 4 novembre 1997, n. 120.


ARTICOLO 4
Urgenza

1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
Il Settore Nuoto organizza le manifestazioni federali e segue l'attività delle squadre nazionali. Produce, controlla e verifica le normative, i regolamenti e i calendari anche in rapporto alle direttive internazionali. Inoltre acquisisce e aggiorna i risultati di gare e campionati nazionali e internazionali; si occupa della stesura delle classifiche e dell'aggiornamento delle tabelle dei record.

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Il Settore Pallanuoto organizza le manifestazioni federali e segue l'attività delle squadre nazionali. Produce, controlla e verifica le normative, i regolamenti e i calendari anche in rapporto alle direttive internazionali. Inoltre acquisisce e aggiorna i risultati di gare e campionati nazionali e internazionali; si occupa della stesura delle classifiche.

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Il Settore Tuffi organizza le manifestazioni federali e segue l'attività delle squadre nazionali. Produce, controlla e verifica le normative, i regolamenti e i calendari anche in rapporto alle direttive internazionali. Inoltre acquisisce e aggiorna i risultati di gare e campionati nazionali e internazionali; si occupa della stesura delle classifiche.

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Il Settore Nuoto Sincronizzato organizza le manifestazioni federali e segue l'attività delle squadre nazionali. Produce, controlla e verifica le normative, i regolamenti e i calendari anche in rapporto alle direttive internazionali. Inoltre acquisisce e aggiorna i risultati di gare e campionati nazionali e internazionali; si occupa della stesura delle classifiche.

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Il Settore Fondo organizza le manifestazioni federali e segue l'attività delle squadre nazionali. Produce, controlla e verifica le normative, i regolamenti e i calendari anche in rapporto alle direttive internazionali. Inoltre acquisisce e aggiorna i risultati di gare e campionati nazionali e internazionali; si occupa della stesura delle classifiche e dell'aggiornamento delle tabelle dei record.

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La Sezione salvamento - Agonistica organizza le manifestazioni federali e segue l'attività delle squadre nazionali. Produce, controlla e verifica le normative, i regolamenti e i calendari anche in rapporto alle direttive internazionali. Inoltre acquisisce e aggiorna i risultati di gare e campionati nazionali e internazionali; si occupa della stesura delle classifiche e dell'aggiornamento delle tabelle dei record.

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Il Settore Master organizza le manifestazioni federali e segue l'attività delle squadre nazionali. Produce, controlla e verifica le normative, i regolamenti e i calendari anche in rapporto alle direttive internazionali. Inoltre acquisisce e aggiorna i risultati di gare e campionati nazionali e internazionali; si occupa della stesura delle classifiche e dell'aggiornamento delle tabelle dei record.
Gli uffici del settore Master si sono trasferiti in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

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Il Gruppo Ufficiali Gara (GUG) gestisce, applicando i regolamenti, le manifestazioni federali, promuovendo la formazione e la crescita qualitativa dei giudici di gara.
Gli uffici del G.U.G. Centrale si sono trasferiti in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

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Il Settore Relazioni esterne cura i rapporti con partner e istituzioni per l'avviamento di progetti di collaborazione.

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Fax 06/36200400
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La Sezione Salvamento - didattica forma le figure professionali e tecniche che operano nell'ambito della sicurezza delle località e degli impianti dove si sviluppano le discipline acquatiche. Produce manuali e testi inerenti questa attività.
Gli uffici della sezione Salvamento Didattica si sono trasferiti in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

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Il Settore Istruzione tecnica (SIT) si occupa della formazione, informazione e aggiornamento di tecnici, dirigenti e gestori di impianti natatori; organizza corsi curriculari di formazione,centrali e periferici, e corsi di specializzazione per particolari fasce d'utenza.
Gli uffici del SIT si sono trasferiti in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

Per informazioni:
Tel. 06/36200022, 36200441, 36200440
Fax: 06/36200032
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Il Centro Studi e Ricerche coordina sia l'assistenza sanitaria sia l'attività di preparazione delle Squadre Nazionali delle discipline natatorie nel rispetto dello stato di salute dei tesserati.
Gli scopi del Settore Centro Studi e Ricerche sono:

a) coordinare, in concerto con i Commissari Tecnici dei vari Settori Agonistici, l'attività di preparazione delle Squadre Nazionali;
b) coordinare, attraverso la Commissione Medico-Scientifica Federale, l'attività del Settore Sanitario sulla base delle esigenza dei Settori Agonistici e delle necessità degli atleti;
c) promuovere, sostenere e favorire la ricerca scientifica nel campo delle discipline natatorie
d) studiare i problemi connessi con il doping ai fini della sua prevenzione e repressione
e) promuovere, in accordo con il Settore Istruzione Tecnica, l'aggiornamento dei tesserati

Per Informazioni
Tel. 06/36200495
fax 06/36200008
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L'Ufficio stampa si occupa dei rapporti con la stampa e con gli altri i mezzi di comunicazione. Realizza inoltre la rassegna stampa ed emette quotidianamente un comunicato sulle attività della federazione.
Tel. 06/36200442, 36200443, 36200444, 36200499, 36200407, 36200015, 36200462
Fax. 06/36200473
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Segreteria Generale
Cura tutti gli aspetti della Federazione nella sua interezza, così come tutti gli atti, eventi e manifestazioni che coinvolgono tutte le attività federali. Ha in carico i rapporti con il CONI.

Per informazioni:
Tel. 06/36200408, 36200498
Fax. 06/3242501
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Per informazioni settore AFFARI GENERALI:
Tel. 06/36200408, 36200409, 36200486, 36200405
Fax. 06/36200003

Per informazioni settore AFFILIAZIONI:
Tel. 06/36200421
Fax. 06/36200003
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Per informazioni UFFICIO AMMINISTRATIVO:
Tel. 06/36200413, 36200414, 36200416, 36200439, 36200497, 36200021
Fax. 06/36200029
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L'Ufficio Amministartivo si è trasferito in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

Settore Impianti
Il Settore Impianti è delegato allo studio e all'approfondimento delle problematiche relative all'impiantistica sportiva concernente le attività FIN. Accoglie e adatta le normative internazionali e nazionali al fine di stabilire con esattezza quali di queste vadano applicate nella costruzione e manutenzione degli impianti natatori. Omologa le vasche realizzate sul territorio nazionale, forma gli omologatori. Elabora progetti ed esprime, su richiesta, consulenze e suggerimenti relative all'impiantistica natatoria. Accoglie e rende pubbliche le normative inerenti finanziamenti e convenzioni per la realizzazione e la conduzione di impianti sportivi.

Tel. 06/36200408
Fax. 06/36200003
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Centro Elaborazione Dati
Il C.E.D. (Centro Elaborazione Dati) della Federazione Italiana Nuoto ha il compito di provvedere alla gestione dell'intero sistema informatico federale anche attraverso studi ed analisi delle problematiche funzionali ed applicative dell'informatizzazione dei dati. Esso si occupa di:
  • Assistere ogni ufficio, centrale e periferico, nella loro dotazione in termini di Hardware e Software e nel loro lavoro quotidiano in termini di assistenza tecnica.
  • Formazione del personale.
  • Garantire l'erogazione dei servizi informatici a supporto delle attività amministrative ed assicurarne lo sviluppo e la manutenzione
  • Curare la gestione dei sistemi informativi

Tel. 06/36200412, 36200494 
Fax 06/36200003
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Gli uffici de CED si sono trasferiti in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

Organizzazione Periferica
Cura le relazioni e i collegamenti con tutte le realtà FIN sul territorio. Ne controlla, insieme all'Amministrazione, la contabilità e le statistiche.

Per informazioni:
Tel. 06/36200405, 36200018 
Fax 06/36200008
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L'ufficio Organizzazione Periferica si è trasferito in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

Affari internazionali - International relationships
Cura le relazioni e i rapporti con gli organi internazionali di riferimento e, in generale, con enti internazionali.

Per informazioni:
Tel. 06/36200406, 36200457 
Fax 06/36200003
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Promozione e Propaganda - Amatoriale
Promuove e mantiene i contatti con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Promuove ed organizza gli eventi di sport amatoriale delle discipline FIN. Cura l'applicazione dei criteri di selezione delle Scuole Nuoto Federali.

Per informazioni:
Tel. 06/36200449, 36200465 
Fax. 06/36200019
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L'ufficio Promozione e Propaganda - Amatoriale si è trasferito in piazza Lauro De Bosis n° 3 - 00135 Roma

FIN Associazione Nazionale di Protezione Civile
inserita dell'Elenco Centrale delle Organizzazioni che per caratteristiche operative e diffusione, assumono particolare rilevanza in diretto raccordo con il Dipartimento della Protezione Civile in caso di eventi di rilievo nazionale.

Per informazioni:
Tel. 06/36200400, 36200032 
Fax 06/36200008
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Centralino: 06/362001
pieri aConsigliere federale in rappresentanza delle Società

Nato e risidente a Firenze il 18 giugno 1947.
In possesso di laurea in ingegneria meccanica, indirizzo “economia ed organizzazione aziendale” conseguita presso l’università degli studi di Pisa nel 1976;
In possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione conseguita con l’esame di stato nel 1978;
Iscritto all’ordine degli ingegneri della provincia di Firenze;
Diplomato nel 1977 presso il CNUCE di Pisa in Linguaggi per elaboratori;
Docente nel 1977/78 in corsi di formazione professionale nel programma il INFOPER-FORMAPER per imprenditori e dirigenti patrocinato dal fondo della CEE;
Abilitato all’insegnamento di “ Tecnologia Meccanica” negli Istituti secondari con concorso a cattedra nel 1985;
Insegnante di “ tecnologia Meccanica” e “ Disegno e Studi di Fabbricazione” all’Istituto Tecnico Industriale Statale Meucci di Firenze dal 1981 al 1986;
Consulente nel settore impiantistico e nell’organizzazione aziendale dal 1978 al 1984;
Dal 1981 al 1993 socio e amministratore delegato di piccole e medie aziende operante nel settore metalmeccanico e dei servizi;
Commissario liquidatore dell’ente provinciale del turismo di Firenze nel 1986/87;
Consulente di strutture operanti nell’organizzazione di corsi di formazione professionale dal 1987 al 1990;
Consigliere di amministrazione della Nuovo Pignone nel 1993;
Dal 1990 al 2004 consigliere di amministrazione e dal 2004 al 2005 vicepresidente del COAFI (consorzio fidi artigiani di Firenze);
Fondatore nel 1990 e vicepresidente fino al 1995 di Artiservice (società di servizi di Confartigianato imprese Firenze) e consigliere della stessa dal 1999 al 2003;
Insignito dell’onorificenza di “Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana” con decreto del Presidente della Repubblica del 2 giugno 1990;
Consigliere d’amministrazione del CONOTEC “ consorzio per la qualità nel 1991/1992;
Relatore del “ Progetto Qualità” nel programma di governo della Giunta Regionale Toscana nel 1992;
Consigliere d’amministrazione dell’IRPET ( Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana);
Docente nei corsi di Formazione per il Comune di Firenze ( 1994-1996);
Amministratore della DataProcess Firenze S.r.l , società di produzione di beni strumentali dal 1995 al 2004;
Presidente dell’IRIS S.r.l., società di ricerca per l’innovazione e lo sviluppo dal 2000 al 2002;
Consigliere di amministrazione di Celistema S.r.l., società immobiliari di COAFI dal 2000 al 2002;
Vicepresidente vicario di Confartigianato Imprese Firenze dal 2000 al 2005; dal 2001 al 2006 con delega alle categorie all’ambiente ed alla sicurezza;
Membro dei comitati tecnici COAFI per l’analisi aziendale al fine della concessione di linee di credito;
Presidente Confartis S.r.l., agenzia formativa, dal 2002 al 2005;
Consigliere d’amministrazione di Multienergia, consorzio di imprese per le forniture energetiche dal 2002 al 2005;
Vicepresidente di CEDIT, agenzia formativa regionale, dal 2002 al 2005;
Consigliere d’amministrazione del Laboratorio Chimico-Merceologico, azienda speciale della CCIAA di Firenze dal 2003;
Presidente della “Rari Nantes Florentia” dal 1988 al 1993 e di nuovo dal 2006;
Presidente del Centro Regionale Sportivo Libertas dal 2010.

Pubblicazioni in dispense:
La gestione degli stock e delle scorte;
I costi d’impresa;
Gestione e rilevazione aziendale;
Elementi per la diagnosi aziendale nella piccola e media impresa.
VASCA CORTA
Assoluti Maschili Femminili
VASCA LUNGA
Assoluti Maschili Femminili
Cadetti Maschili Femminili
Juniores Maschili Femminili
Ragazzi Maschili Femminili
Ragazzi 14 anni Maschili

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